Il viaggio di R. H. Benson a Lourdes

bens

di Luca Fumagalli

Nel 1908, nel periodo intercorso tra l’addio al rettorato di Cambridge a l’arrivo nella nuova residenza di Hare Street, acquistata dopo anni di sacrifici e di indefesso lavoro letterario, mons. Robert Hugh Benson si recò in pellegrinaggio a Lourdes, accompagnato dai coniugi Storer. Fu talmente colpito dall’esperienza che decise di dedicare all’argomento un agile volumetto, intitolato semplicemente Lourdes (1914), che, all’epoca della pubblicazione, si presentava come una delle più lucide analisi sull’argomento.

Nella piccola cittadina francese, tra l’11 febbraio e il 16 luglio 1858, la giovane Bernadette Soubirous, contadina quattordicenne del luogo, riferì di aver assistito a diciotto apparizioni della Madonna in una grotta poco distante dal piccolo sobborgo di Massabielle. Oltre alla apparizioni, la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente come miracolose moltissime tra le guarigioni che si sono verificate e si verificano a tutt’oggi tra gli ammalati che visitano il santuario mariano.

Lo spirito con cui Benson si recò nel luogo non era, naturalmente, quello dello scettico, ma di colui che voleva verificare con l’osservazione diretta e l’uso della ragione l’origine soprannaturale di tali eventi. Personalmente non amava troppo l’idea che la forza dello Spirito Santo potesse guarire la carne, ma dopo le giornate trascorse al “Bureau de Constatations” con il dottor Boissaire, la sua opinione mutò radicalmente. Non si trattò quindi, almeno per lui, di verificare o meno la fondatezza delle tesi del «disonesto» Zola, quanto di riscoprire attraverso il contatto diretto con il divino le ragioni della propria fede.

A tal proposito Bellamy Stores scrisse al gesuita C. C. Martindale: «Ho trascorso alcuni giorni con lui […] perché voleva che interpretassi cosa veniva detto e lui potesse prendere nota. La notte della processione con le torce […] scappò improvvisamente lontano da me per parteciparvi; trascorsi quasi tutto il giorno successivo impegnato a ripulire la sua veste dalle macchie di cera».

Benson, si convinse della presenza quasi percettibile della Madonna, arrendendosi progressivamente alla straordinarietà miracolosa di Lourdes: «Il luogo intero è intriso dell’amore di Maria e di Dio».

Per la prima volta disponibile in italiano grazie alla meritoria casa editrice veronese Fede & Cultura, da diversi anni impegnata nella pubblicazione dei lavori più significativi di mons. Benson, Lourdes, diario di viaggio e diario dell’anima, è una lettura edificante, che unisce al gusto della pregevole traduzione la vivacità devozionale di uno dei più brillanti scrittori cattolici britannici dell’ultimo secolo. Un libro assolutamente da avere, un antidoto contro quella che Trotsky chiamava la superstizione degli scettici, una superstizione in cui la modernità è letteralmente affogata e che rischia di trascinare nell’abisso anche i cattolici meno accorti.

 

Il libro: Robert Hugh Benson, Lourdes. La presenza di Cristo, la forza di Maria, Verona, Fede & Cultura, 2016, pp. 75, Euro 12.

 

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