Ma che cos’è il peccato, e che cosa significa “castigare”?

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di Isidoro D’Anna

 

Il 31 ottobre scorso, il noto Padre domenicano Giuseppe Cavalcoli ha parlato attraverso Radio Maria del recentissimo terremoto. Padre Cavalcoli, secondo la semplice fede cattolica di sempre, ha messo in relazione il fortissimo terremoto con i peccati degli uomini. In particolare, ha citato come possibile concausa scatenante la legge per le unioni omosessuali varata dall’attuale governo italiano, con tutti i comportamenti che vi stanno dietro.

Il mondo, di fronte a parole così limpide e vere, ha vomitato fuoco. Per mondo si intendono ormai non solo le forze atee e massoniche e le masse da loro schiavizzate, ma anche la falsa Chiesa e i suoi alti gerarchi. Del resto, non mancano nemmeno i commenti ispirati a rettitudine, come quelli del Prof. Roberto de Mattei.
Tuttavia, nell’ambito del confronto generale, bisognerebbe aggiungere un’importante spiegazione, anche se per i fedeli può essere scontata. Si tratta di far comprendere, a chi non vuole restare cieco e sordo fino alla dannazione, che cos’è il peccato, cos’è un castigo divino, e dunque chi è Dio e chi siamo noi per il Signore.

La risposta è di grande semplicità.

La troviamo, per esempio, nell’Atto di dolore che la Chiesa vera ci ha insegnato a recitare con cuore contrito.
In questa preghiera, il penitente si esprime così: «Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo, con il tuo santo aiuto, di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami». Dunque i castighi divini sono qualcosa che meritiamo con i nostri peccati, ma Dio è infinitamente buono, e degno di essere amato sopra ogni cosa.

Dio è innanzitutto il Padre nostro di bontà infinita, e poi il Figlio che si è fatto Uomo per Amore nostro, e per Amore nostro è morto in croce, disprezzato, condannato, torturato e ucciso dalle sue creature umane. Non vi viene voglia, allora, di essere castigati da un Dio che ha fatto per noi l’inconcepibile? Non si comprende che, come un padre vigilante castiga i figli per correggerli e salvarli dai mali, allo stesso modo, ma con Amore infinito, Dio ci castiga per scuoterci e salvarci dai mali?

Dio sarebbe semmai meno buono se non ci castigasse, e ci abbandonasse ai mali nei quali corriamo gravissimi pericoli! Ma Dio è infinitamente buono.
Tutti abbiamo la responsabilità di comprendere Dio nella sua bontà, nel suo Amore, e di farlo conoscere al prossimo, all’umanità, agli altri come tale.

Bisogna che chi ci legge e ci ascolta non intenda il nostro messaggio come contrapposizione. Se qualcuno deve dire un tragico «No» alle nostre parole, ciò sia solo dopo che avremo parlato di un Dio che è Verità e Amore, e mai l’una senza l’altro.

Quanto ai castighi nello specifico, si vede che colpiscono, in qualche misura, anche persone senza colpa. Ciò dimostra proprio che i castighi sono innanzitutto un danno causato dall’uomo. Molti castighi vengono sotto forma di sconvolgimento della natura, di cielo e terra. E chi ha causato questo sconvolgimento, che ha qualcosa di soprannaturale e apocalittico? L’uomo, appunto.

Spesso il castigo è un evento che Dio permette, ma che in origine è dovuto all’uomo.

Dio è sempre Amore e beatitudine infinita, e non cambia. San Giacomo scrive nella sua Lettera (1, 17) che nel Signore «non c’è variazione né ombra di cambiamento». Perciò qualsiasi male o danno che ci possa toccare è solo frutto dei nostri peccati, e non voluto in sé da Dio.
Il Signore Gesù è venuto in mezzo a noi duemila anni fa, e se gli ebrei e i romani non lo avessero odiato a causa della loro perversità, ma accolto con gioia, ora la terra sarebbe un nuovo paradiso terrestre. L’umanità ha sempre causato la propria rovina con le proprie mani, e anche oggi rifiuta Gesù Cristo, l’Uomo-Dio.
«Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» domanda Gesù nella sua predicazione (Lc 18, 8), parlando degli ultimi tempi, che noi oggi viviamo.

Sta a noi volerci ostinare nel peccato, con tutte le sue conseguenze presenti ed eterne, o affidarci alla Madonna perché ci renda per sempre suoi e del suo Figlio divino.

 

 

 

Fonte

 

 

16 Commenti a "Ma che cos’è il peccato, e che cosa significa “castigare”?"

  1. #Alessio   6 novembre 2016 at 2:16 pm

    Appunto, “in qualche misura anche persone senza colpa”, non in misura grave.
    “…perchè peccando ho meritato i Tuoi castighi…”, ossia peccando io, non per i peccati degli altri. E per i peccati commessi magari mi sono già pentito e confessato, quindi fatta la penitenza che castighi meriterei?

    Se qualcuno della Redazione avesse perso la casa per l’infame legge sulle unioni dei depravati, alla quale è contrario fino alla morte, avrebbe forse potuto dire che questo sarebbe stato un atto d’infinito amore e d’infinita bontà? Mi si perdoni, ma io no!
    Sinceramente, non mi sentirei grato a Dio se mi mandasse in rovina (come è successo a molti) per via delle colpe di soggetti contro i quali sarei disposto a fare la guerra civile da subito. E dal momento che non è possibile immaginare delle colpe da imputare a Dio, non posso immaginare una simile circostanza.

    Quanto a Gesù Cristo, ad odiarlo furono SOLO gli Ebrei, e NON i Romani. Pilato fu un debole, ma in ogni caso si lavò pubblicamente le mani per ciò che sarebbe accaduto a quello che considerava un innocente, e prima di farlo chiese se avessero voluto salvare lui o Barabba. Dobbiamo ripetere chi per ben tre volte disse di volerlo crocefisso? Non credo.

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    • #jeannedarc   6 novembre 2016 at 2:34 pm

      anche fatta la penitenza in questa vita, residua una colpa da espiare nell’altra. per il resto, non c’è da essere grati a Dio per il male che permette, se non nella misura in cui trae da esso un bene maggiore. ma la sua giustizia infinita, mai disgiunta dalla misericordia (un vero innocente che muore si salva, ed è quello che conta maggiormente), non è facilmente afferrabile per noi.
      i Romani furono di fatto complici del deicidio, a parte quelli che ovviamente si convertirono.

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      • #Alessio   6 novembre 2016 at 3:07 pm

        Ma l’altra vita è eterna, mentre questa non lo è.
        Quindi da parte mia preferisco posticipare l’espiazione a quando questa non mi ruba più tempo prezioso.
        Inoltre, secondo questo concetto, al male che un innocente patisce in questa vita dovrebbe corrispondere un bene nell’altra, in altre parole il male vero e proprio per un innocente non esiste ; anche se si ammala terribilmente, sa già che a questo male temporale corrisponde un bene spirituale e pertanto dovrebbe riceverlo con gratitudine…più che non facilmente afferrabile, direi del tutto astruso ed anche non poco forzato.

        I Romani eseguirono solo la sentenza materialmente, come facevano di continuo, la colpa morale è da attribuirsi completamente agli Ebrei.

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  2. #Maria   6 novembre 2016 at 3:43 pm

    Alessio
    meriterai in ogni caso le pene del purgatorio che dicesi spaventose ,proprio per la nostra purificazione,da paragonarle a quelle dell’inferno,solamente rispetto a questo, limitate nel tempo.
    Il nostro pentimento quasi sempre ingannevole: quindi imperfetto.

    Da anime purganti, nulla possiamo fare per noi ,se non per preghiere di liberazione dei nostri cari ancora in vita.

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    • #Alessio   6 novembre 2016 at 3:59 pm

      Pensa alle tue di pene, pretozzo! E pensa alla dannazione del tuo capoccia.

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  3. #Maria   7 novembre 2016 at 11:17 am

    Alessio
    condannare una persona a priori, per il fatto, che la pensa diversamente da te senza sapere se eventualmente potessi essere tu nell’errore,e’ cosa ” grave”. Fare i conti senza l’oste,non è conveniente; potresti avere la sorpresa di dover pagare anche più per come gli hai voluto passare avanti…..

    Per non dover trovarmi poi ” all’ultimo “posto,o addirittura esclusa..,da parte mia sia cosa saggia,pensare,come detto da te,alle mie pene e non certo a quelle degli altri.

    ( Economia della salvezza )

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    • #Alessio   7 novembre 2016 at 2:46 pm

      Ripeto : pensa ai fatti tuoi e a quelli della tua cricca, che da pensare ne avete anche troppo.

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  4. #Maria   7 novembre 2016 at 4:24 pm

    Alessio
    Non credo di sbagliarmi,nel pensare, fin da quando ti conosco che tu sia un bravo ragazzo; un po’ fumantino, ma altri, molto ma molto peggiori ti te. Il tuo caratterino tradisce un po’ il tuo animo generoso:e ci credo sai.Sapresti a prendere a botte qualcuno se fosse necessario, e dall’altra parte la tua generosità di regalare dei ” rosari “.ad un povero prete in difficoltà economiche.
    Se questo di te l’ho capito io, con tutti i miei limiti, vuoi vedere che il buon Dio non abbia le idee più chiare delle mie?
    Lui sa comprenderti molto piu in profondità di quanto tu possa immaginare e per quanto gli altri di te possano dire.

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    • #Alessio   25 novembre 2016 at 2:19 pm

      Non avevo visto il commento… ma tanto di quel che dici non me ne frega nulla.

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  5. #Pamela Sidi   25 novembre 2016 at 1:29 am

    Attenzione,al giorno d’oggi esistono tecnologie capaci di generare terremoti: vedi HAARP e TOMOGRAFIA del terreno tramite onde ELF! Non lo dico io,ma determinati uomini di scienza,e persino il Generale Fabio Mini! Vedere https://www.youtube.com/watch?v=S3qDtNDG4f4, e quì: https://www.youtube.com/watch?v=P766afGNxlQ ,ognuno poi tragga le sue riflessioni. Personalmente ho i miei dubbi che il terremoto possa essere una punizione Divina,anche perchè le unioni civili le hanno fatte in Parlamento,a Montecitorio,e non a Norcia o Amatrice! E poi perchè mai DIO dovrebbe,tramite il sisma,buttare giù la Sua Santa Casa,vedi La basilica Di San Benedetto a Norcia? Il Signore DIO se la prende con SE STESSO per i peccati degli uomini…?

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    • #lister   25 novembre 2016 at 10:48 am

      E se, invece, Nostro Signore buttasse giù le chiese proprio perché non sono più il Suo Corpo?
      La chiesa di Norcia è crollata, la Statua di S. Benedetto no; durante il bombardamento americano a Montecassino, rimasero in piedi solo le Statue di San Benedetto e Santa Scolastica, sua sorella…chissà come mai.

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  6. #Maria.   25 novembre 2016 at 2:55 pm

    Lister
    Che insensato il suo commento….

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    • #Alessio   25 novembre 2016 at 5:12 pm

      Normalmente non leggo nulla delle tue scempiaggini, ma in questo caso essendo una riga non ho potuto evitarlo manco volendo.
      Se c’è qualcosa d’insensato è la tua presenza in questo sito, con la quale continui a ROMPERE LE BALLE A VANVERA.

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    • #lister   25 novembre 2016 at 5:42 pm

      Ossignoreonnipotente!! senti chi parla di “insensato”!!!

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  7. #Maria   25 novembre 2016 at 10:25 pm

    Alessio
    fatto sta,che da quando sono qua,mi hai sempre letto,mi continui a leggere e mi hai pure sempre risposto: bene o male…….Credo che, le cosidette……..,te le sei ……da solo.
    Non dare la colpa a me.

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    • #Alessio   26 novembre 2016 at 2:25 pm

      Ti ho letto ancora, adesso, semplicemente perchè sono poche righe e vedendo il commento non posso evitare di leggerlo, ma di certo non mi soffermo a considerare le tue idiozie che non valgono un secondo del mio tempo.
      Il DDT spruzzato da Isidoro non è bastato, spero che aumenti presto la dose.

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