Vita semiseria di Giovan Battista Montini

gambinimontini

Nota di RS: come in una maestosa orchestra, in Radio Spada si alternano gli andamenti, i colori musicali e le atmosfere sonore. Oggi è il momento di uno stile satirico e leggero che pur non cancella la gravità assoluta dei fatti storici cui fa riferimento. Buona lettura! 

di Simon Petrus Basileus I.G.

C’era una volta un uomo chiamato Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini,  il “Sigillo” per gli amici, poiché è stato l’Uomo che ha chiuso il Concilio e fondato la Nuova chiesa interreligiosa mondiale con sede c/o l’O.N.U. e una succursale a Roma che ha utilizzato come luogo  permanente di villeggiatura. Di seguito ne riporto brevemente le gesta formidabili con cui, passo dopo passo, è asceso al Santo Soglio di Manfrediana Memoria e compiuto la sua ineguagliabile Rivoluzione.

Nato vicino a Brescia da padre amico di filomassoni e da mamma amica di filomassaie, nel 1903 decide di entrare nel collegio “Arici”, retto dai Gesuiti, per rendere omaggio al futuro nostro “Santo Padre” – unico caso al Mondo di Santo già santo in terra – Francesco che per ringraziare il predecessore di tanto onore  decide di Beatificarlo.

Nel 1919 si iscrive alla FUCI (FORMAZIONE ULTRAECUMENICA CREDENTI INTERRELIGIOSI) dalla quale scaturisce un arabeggiante Moro in odore di santità, e l’anno successivo viene ordinato presbitero nella cattedrale di Brescia, da un simpatico vescovo #antiiddusce che porta il nome di una famosa ditta di macchine da caffè, S.E. Mons Gaggia.

Nel 1923 inizia a collaborare con la Segreteria di Stato e da Giugno ad Ottobre di quell’anno è inviato a Varsavia come addetto alla nunziatura apostolica per volere di Pio XI dove tenta che ti ritenta, allaccia i rapporti con un altro futuro “santo” Karol Joseph Wojtyla.

Passano gli anni e il nostro Montini, per mano di un altro “santo senza bisogno di miracoli” progredisce nella Carriera ecclesiastica divenendo cardinale di Milano ( luogo infausto ove viene “relegato” per opera di un antisemita conservatore di nome Pacelli) e colla morte di Giovanni XXIII ascende, per voler della Gran Loggia, al Santo Soglio, ove viene incoronato con un siluro regale, che per pietà, vende ad un suo sottoposto segnando “finalmente” la tanto agognata rinunzia rosminiana del potere temporale.

Molte opere compie il nostro amico Paolo: dalla chiusura del I concilio modernista e progressista della storia, all’abolizione dei riti sacri, alla riforma della riforma della riforma della riforma della riforma della riforma della riforma della riforma della riforma….eh basta! della Liturgia e del modo di pensare la Chiesa di Cristo, all’abolizione della pena di morte, all’abolizione della guardia nobile….insomma….all’abolizione di tutte le abolizioni, anche detta “Abolizione Madre al 33° grado della Scala dell’Antico ed Accettato senza Accetta Rito del Kilt”.

E dopo tutte queste belle cose e l’introduzione di simpatiche chitarre e sviolinate ecclesiastiche, dopo aver “dicunt” – forse – celato qualche piccolo scandalo di ellenica natura, dopo aver concesso ad una anglicana di cui leggeva i gialli, un piccolo indulto chiamato “ettenetevelamessa!” e aver avvisato che il fumo del Barbecue dell’ Anticraist Superstar aveva soffocato i residenti nei sacri Palazzi, e dopo tante altre opere che non ho riportato in questo articolo ( queste le ho riportate perché chiunque le legge, possa diffidare dagli abomini postconciliari) il nostro Sommo Paolo – non Carlini –si avvia verso l’Oriente Eterno chiedendo  un funerale sobrio, senza riti particolari  ma « […] pii e semplici […] La tomba: amerei che sia nella vera terra, con umile segno, che indichi il luogo e inviti a cristiana pietà. Niente monumento per me. »

Con queste mirabili opere è quindi possibile non definirlo “Santo Subito!? e pretendere che certe lievi e quanto banali sconcezze come la pederastia, l’idiosincrasia, la tauromachia e “cat vegna un cancher a ta zia” non siano incoraggiate ed onorate come virtù ero(t)iche per elevare agli onori degli altari(ni) coloro che si sono susseguiti da 50 anni a questa parte?.

Cari Lettori e Care Lettrici a voi le risposte…..voi dite le vostre, io ho detto la mia (opinione) 😀

 

10 Commenti a "Vita semiseria di Giovan Battista Montini"

  1. #Paola Datodi   9 novembre 2016 at 2:39 pm

    Un nuovo Pasquino eh?:::attenzione però a non rischiare di assomigliare alla Nonenciclopedia… poi, sul serio: Aldo Moro nel 1919 aveva 3 anni,un po’ presto per la FUCI (U in realtà sta per Universitari, sappiamo); e nel 1923 Karol Wojtyla aveva parimenti 3 anni, come avrebbe potuto far conoscenza con Montini? Grazie, scusate.

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  2. #Simone Petrus Basileus   9 novembre 2016 at 4:34 pm

    Scusate ma xkè a volte i lettori di RS non sanno leggere? Io non parlo abitualmente italiano ma penso sia chiaro che ovviamente le date si riferiscono a Paolo VI e non alla nascita o alla vita di Moro o Wojtyla. Ho scritto della Fuci e di Varsavia perchè furono successivamente i luoghi frequentati dai sopracitati personaggi…..dove avrei scritto che conobbe moro e wojtyla in quegli anni???????????????????????????????????

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    • #Alessio   10 novembre 2016 at 1:06 am

      “…stile satirico e leggero che pur non cancella la gravità assoluta dei fatti storici…”.
      Proprio vero, caro Simone! E vedo che uno dei commentatori ti ha seguito nella tua scia umoristica, resta da stabilire se volontariamente o no.

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  3. #AURIGA PIERO   9 novembre 2016 at 9:03 pm

    Lo sapevate che Papa Paolo VI,é stato sempre fatto con un sossia,non date la colpa a chi non nè sapeva nulla.Ricordate quando Paolo VI,stava recitando la S.Messa Tridentina il suo segretario gli ha fatto notare che lui aveva abbolito questo rito,e Lui voleva cambiare il quanto ma i poteri della gerarchia non le é stato permesso.Guardate le foto solo chi vuole vedere la verità vede il giusto.Quando Lui ha detto ” Il fumo di satana é entrato nel Vaticano”,dopo 1 settimana é morto,sembre un caso. Ho Lui non c’entra nulla di quello che ditte

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    • #jeannedarc   9 novembre 2016 at 9:26 pm

      eh?

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      • #Alessio   10 novembre 2016 at 12:57 am

        Che sia un altro pseudoprete che si finge ortolano? O magari in questo caso abbiamo un ortolano autentico che si spaccia per pseudoprete?
        Intrigante!

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    • #giona   10 novembre 2016 at 9:46 am

      conchiglia…no??? di colei che si spaccia per dio? unione ipostatica….

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  4. #Simone Petrus Basileus   9 novembre 2016 at 11:27 pm

    Concordo con Auriga….dopo il 7 Dicembre 1965, Paolo VI ritornò – dicunt – Montini e divenne un sosia del PaPa vero perchè – dicunt – non era più Papa 😀

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  5. #Luciano Pranzetti   10 novembre 2016 at 8:52 pm

    Carlini, Carlini, Carlini, Carlini. . . .i cagnolini o.. . .?

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  6. #bbruno   12 novembre 2016 at 2:11 pm

    Episodio anche questo da rammentare della vita semiseria del papa mesto. Pensate che quando Peyrefitte, noto allora romanziere gay (vedi romanzo suo ‘Les amitiés particulières’ ) denunciò di ipocrisia Paolo sesto per la sua Umanae Vitae, accennando ai suoi ‘rapporti ellenici’ di cui molto allora si vociferava con tale attore di tal nome quale il suo assunto da ‘papa’…., se ne uscì una domenica mattina dal balcone del vaticano a chiedere al popolo tutto ecclesiale preghiere di riparazione per l’offesa inferta per via insinuativa contro la Sua SANTA Persona! Non solo Santo Padre, ma Santa PERSONA, o se volete, il titolo di ‘Santo’ del titolo ufficiale, trasferito pari pari alla privatezza della sua persona! – Comico, no? Da piangere!

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