[DUBIA] Una messa a punto

dubia

Riprendiamo la risposta di Cesare Baronio a un articolo sugli scenari aperti dai ‘dubia’ dalla penna di Alberto Di Janni. [RS]

Quelli che peccano,
riprendili in presenza di tutti,
onde anche gli altri abbian timore.
I Tim V, 20

di Cesare Baronio

E’ stato pubblicato su Radio Spada (qui), il commento di un lettore sui possibili scenari relativi alla prospettata correzione formale cui i quattro Porporati si vedranno costretti a sottoporre papa Francesco, dopo le festività natalizie, laddove egli non risponda ai dubia da essi formulati.
Già in precedenza vi è stato chi ha osservato che – non essendo prevista dalla legge canonica – tale ammonizione sarebbe irricevibile. L’obiezione viene proprio da chi accusa le Loro Eminenze di formalismo legalista, promuovendo viceversa la pastoralità, in nome della quale derogare alle leggi divine ed ecclesiastiche. Viene dai partigiani di colui che a parole elogia laparresia, ma che si adonta quando la franchezza del parlare lo riguarda in prima persona. Viene da coloro che, scandalizzati dall’ardire dei Porporati colpevoli di lesa maestà, paventano nei loro confronti nientemeno che la deposizione dal titolo cardinalizio.
I sedicenti vaticanisti al servizio del Principe, che rivaleggiano in cortigianeria con i suoi caudatari, cercano di seminar zizzania tra i quattro Cardinali, giungendo ad affermare che uno di essi avrebbe auspicato che la correzione formale possa avvenire in camera caritatis, ossia in privato, cosa che pare invero impraticabile, visto che già in prima istanza i dubia sono stati presentati in forma privata, senza esito, e poi resi pubblici, implicando come conseguenza necessaria che anche l’ammonizione debba esser pubblica.
Sull’altro versante, nondimeno, il commento di Alberto Di Janni apparso su Radio Spada lascia quantomeno perplessi, dal momento ch’esso non solo rivela lacune in una materia tanto delicata, ma par non voler tener conto della particolarità della situazione, che proprio in quanto tale richiede provvedimenti altrettanto particolari.
Scrive il commentatore:

A mio avviso Burke e gli altri cardinali non daranno immediatamente luogo a una correzione formale del papa, azione che porterebbe pressoché inevitabilmente a una scisma, equivalendo di fatto a formulare un’accusa di eresia nei confronti di Bergoglio; e non enunceranno neppure una correzione formale del solo testo dell’esortazione, cosa questa lievemente diversa nella forma, ma praticamente identica nella sostanza. Daranno invece a Francesco un’ultima possibilità di ripensamento.

Come? Limitandosi a dare un’interpretazione autorevole di Amoris laetitia, nel solco dell’ortodossia e della tradizione. In fondo finora hanno accusato il documento papale di contenere ambiguità, ma non errori espliciti. In mancanza dell’auspicato chiarimento di Francesco, interverrebbero loro, lasciando così al papa una scappatoia.

Secondo Di Janni, la prima eventualità – che cioè si proceda alla correzione formale – formalizzerebbe lo scisma: ma questo non è assolutamente detto, dal momento che la presa d’atto che Bergoglio sia formalmente caduto in eresia non comporta come conseguenza necessaria l’adesione all’eresia di altri soggetti.
La seconda eventualità – ossia che si corregga il testo dell’Esortazione – è impossibile a praticarsi, perché i dubia sono stati formulati alla persona dell’estensore del documento, non al documento stesso.
La terza eventualità – l’interpretazione autorevole dell’Amors Laetitia da parte dei Cardinali – pare del tutto illegittima ed impraticabile.
E’ a dir poco impensabile che dei Cardinali possano dare di un documento papale – qualche ne sia la portata d’assenso ch’esso richiede – un’interpretazione ortodossa, dal momento che idubia mettono in luce proprio l’equivocità del testo.
E, quand’anche fosse, non spetta a quattro Principi della Chiesa l’interpretazione di un documento papale, per la quale unico soggetto legittimo è lo stesso Papa, personalmente o tramite la Congregazione per la Dottrina della Fede (o tutt’al più il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ammesso e non concesso che in Amoris Laetitia si possano riscontrare degli elementi direttamente collegati con la vigente normativa canonica).
Non solo: l’equivocità presupposta dai dubia, a guardar bene, è tale solo per una questione dibon ton verso Bergoglio, ma in realtà il contenuto di Amoris Laetitia costituisce al contrario una deliberata negazione della dottrina cattolica. Vediamo perché.
Ora appare evidente che le domande poste nei dubia sono sostanzialmente retoriche: E’ divenuto possibile concedere l’assoluzione nel sacramento della Penitenza e quindi ammettere alla Santa Eucaristia una persona che convive more uxorio? Ovviamente no. Continua ad essere valido l’insegnamento circa l’esistenza di norme morali assolute, valide senza eccezioni, che proibiscono atti intrinsecamente cattivi? Ovviamente sì. E’ ancora possibile affermare che una persona che vive abitualmente in contraddizione con un comandamento della legge di Dio si trova in situazione oggettiva di peccato grave abituale?Ovviamente sì. Si deve ritenere ancora valido l’insegnamento secondo cui le circostanze o le intenzioni non potranno mai trasformare un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto in un atto soggettivamente onesto o difendibile come scelta? Ovviamente sì. Si deve ritenere ancora valido l’insegnamento che afferma che la coscienza non è mai autorizzata a legittimare eccezioni alle norme morali assolute che proibiscono azioni intrinsecamente cattive per il loro oggetto? Ovviamente sì.
 

Eppure Amoris Laetitia dice esattamente il contrario, in modo peraltro estremamente chiaro. Se così non fosse, e il documento potesse esser suscettibile di una logica interpretazione ortodossa, i dubia stessi non avrebbero alcun senso.

Leggiamo le parole del Papa nella nota 351 dell’Esortazione:

In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, «ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 44). Ugualmente segnalo che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (ibid., 47).

Questa nota funge da commento esplicativo per questo passo dell’Amoris Laetitia (305):

A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa.

Il senso di questo passo è palese: Bergoglio sostiene che possibile ammettere ai Sacramenti chi viva in una situazione oggettiva di peccato. Il divorziato ed il concubinario vivono in una situazione oggettiva di peccato, e non è possibile supporre che essi pensino di non violare un precetto divino (a meno che non siano incapaci di intendere e di volere): in questi casi l’ignoranza invincibile non può essere chiamata in causa, sia perché non si tratta di una colpa occasionale, sia perché per divorziare e vivere in concubinato è richiesta una volontà determinata e protratta. Appare quindi evidente che – presa nel contesto di un documento che tratta appunto del Matrimonio – questa proposizione dell’Esortazione contraddice la dottrina, ed è quindi eretica.

Si ricordi ch’è norma elementare del diritto interpretare un testo in coerenza con le fonti più autorevoli, che in questo caso sono gli Atti Magisteriali ed ancor prima il diritto divino esplicitato nei Vangelo. Se vi fosse stata una minima possibilità di interpretare l’Esortazione in senso cattolico, nessuno avrebbe avuto bisogno di formulare alcun quesito, né di chiedere privatamente o pubblicamente che ne sia chiarito il senso.
In pratica, i dubia dovrebbero esser letti già di per sé come una sorta di ammonizione implicita, quasi le Loro Eminenze avessero detto:

Nell’Amoris Laetitia tu affermi qualcosa che contrasta direttamente con la dottrina: lo confermi o vuoi correggerti?

Ora, il silenzio di Bergoglio è un chiaro rifiuto di accogliere questo assist – mi si passi il termine – da parte dei quattro Porporati, i quali dimostrano con ciò stesso un gran rispetto ed una prudenza più che encomiabili.

Senza dire che – in punta di diritto – di motivi per deporre Bergoglio ve ne sarebbero stati già ben prima dell’Amoris Laetitia, visti gli spropositi quotidianamente ammanniti dal pulpito di Santa Marta.

Le Loro Eminenze avrebbero potuto infatti evitare i dubia, basandosi sic et simpliciter sul contenuto eretico dell’Esortazione e procedere alla correzione. Se si sono premurati di chieder lumi al Papa, prima in privato e poi pubblicamente, questo va a loro onore, poiché dimostra in essi la volontà di seguire quanto consiglia il Vangelo e prescrive la Chiesa nell’ammonire chi sbaglia:

Se poi il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo. Se t’ascolta, avrai guadagnato il tuo fratello; ma, se non t’ascolta, prendi teco ancora una o due persone, affinché ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni. E se rifiuta d’ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta di ascoltare anche la chiesa, siati come il pagano e il pubblicano (Mt XVIII, 15-18).

E si noti che Nostro Signore qui non parla di eresia, ma del fratello che ha peccato contro di te.
Circa la disciplina insegnata dagli Apostoli, si vedano I Cor V, 1-5; II Cor II, 6-11; I Tess V, 14; II Tess III, 6, 11, 14, 15; I Tim V, 20; Tit I, 13; Tit III, 10, 11; Giac V, 19, 20; II Pietro III, 16, 17; II Giov X, 11; Giuda II, 2.

Direi di più: i dubia consentono, laddove ottengano risposta, di chiarire non tanto il contenuto del documento papale, ma piuttosto la fattispecie di eresia, ovvero se si tratti di mera eresia materiale o di eresia formale.Si ha infatti eresia materiale laddove un battezzato formuli una proposizione che afferma un errore o nega una verità cattolica, senza l’intenzione esplicita di aderirvi, o quantomeno con l’implicita disposizione a sottostare all’insegnamento della Chiesa (erroneus assensus contra aliquam veritatem Fidei ex sola ignorantia, vel errore proveniens absque pertinacia voluntatis in eo persistendi). In senso stretto, l’eresia materiale non è nemmeno propriamente un’eresia.

Si ha invece eresia formale allorché, compresa la gravità dell’errore formulato o della verità negata, vi si aderisce con ostinazione, rifiutando la correzione e ribellandosi all’autorità della Chiesa (error voluntarius ac pertinax contra aliquam veritatem Fidei, unde patet, quod ad haeresim formalem duo copulative requiruntur, scilicet error in intellectu et pertinacia in voluntate).

Appare quindi evidente che, proprio nel formulare i dubia e nell’argomentarli con autorevoli fonti magisteriali, i quattro Cardinali abbiano dato a Francesco la possibilità di riconoscere l’errore – eresia materiale, appunto – correggendo la formulazione dell’Esortazione ed evitando di cadere nell’eresia formale.

Conseguentemente, il non riconoscere l’errore e l’ostinarsi pervicacemente a sostenerlo esplicita senza equivoci l’adesione all’eresia formale, ponendo immediatamente colui che la pronuncia fuori dalla Chiesa. E si noti che in questo caso la Chiesa giudica una posizione esterna, non interna, lasciando a Dio – che scruta i cuori e le coscienze – il giudizio sulle disposizioni interne del colpevole. In questa specifica circostanza si avrebbe poi l’aggravante dell’eresia formale esterna e manifesta (quae palam, et coram pluribus externe manifestatur), con gravissimo scandalo per i fedeli; ed anche lo scisma, poiché l’eresia porta sempre con sé anche una separazione dall’unità della Chiesa.

Duole riconoscere che proprio nel non voler accogliere questa possibilità in extremis Bergoglio si è messo con le proprie mani in un vicolo cieco, dal quale non gli è possibile tornar indietro, a meno che non si decida a rispondere. Ed in un certo senso si sono messi in un vicolo cieco anche i Cardinali, dal momento che dopo i dubia non possono far altro che procedere alla correzione formale.

Dopo le mie riserve espresse su Radio Spada, Di Janni ha aggiunto:

La previsione non può limitarsi alle sole azioni palesemente legittime. Così si può prevedere che il cardinal Burke ammonisca o corregga il papa o un suo documento, a prescindere dalla valutazione della legittimità dell’atto.

Anche perché, se atti e pronunciamenti illegittimi o invalidi fossero impossibili, non ci troveremmo a discutere di Amoris laetitia e non avremmo sentito un papa dire che i maomettani adorano il nostro stesso Dio.

Non posso trovarmi d’accordo nemmeno in questa spiegazione: la legittimità del comportamento dei quattro Eminentissimi è requisito imprescindibile in questa grave vicenda, poiché essa deve garantire l’assoluta inattaccabilità delle loro argomentazioni. Se Bergoglio compie atti illegittimi, insegnando l’errore, ciò non autorizza chi gli si oppone ad adottare un comportamento consimile, al contrario questi dovrà dimostrarsi estremamente ponderato, perché le sue decisioni appaiano ispirate ad equità, e non ad una mera avversione o all’impeto delle passioni.

Prosegue il commentatore:

Quella che appare teologicamente più fondata è che, trattandosi di un’interpretazione autorevole – e a questo punto l’unica ufficiale e in ogni modo quella di più alto livello magisteriale disponibile – il silenzio papale debba intendersi come un assenso. Scisma rientrato e ortodossia formalmente salvaguardata, anche se ogni vescovo continuerebbe a fare di testa propria, senza ovviamente nessun intervento censorio da parte della Santa Sede.

Non è chi non veda che, essendo illegittima ed irrituale, la prospettata interpretazione da parte dei Cardinali non solo non sarebbe autorevole, ma li porrebbe ipso facto in una posizione giuridicamente insostenibile, poiché implicherebbe un’arbitraria sostituzione del loro parere – che per il fatto di esser condivisibile non lo rende però legittimo in questa forma – alle dichiarazioni del Papa. Per esser più chiari: i Cardinali si arrogherebbero il diritto di far dire a Bergoglio, contro l’evidenza del senso letterale, ciò che le note a piè pagina non dicono.

Non è quindi possibile considerare teologicamente fondata un’ipotesi del genere. Non solo: il silenzio di Bergoglio non dovrebbe minimamente intendersi come un implicito assenso, ma sarebbe casomai un chiaro segno con cui egli ignora un’interferenza indebita. Ed in questo egli avrebbe paradossalmente dalla propria parte anche il diritto.

Quanto allo scisma rientrato ed all’ortodossia formalmente salvaguardata, mi pare che anche questa sia una conclusione arbitraria (oltreché sostanzialmente falsa), visto che l’eventuale interpretazione illegittima delle parole del Papa non entrerebbe nel merito, ma si limiterebbe ad aggirare – in modo controproducente – il problema.

Di Janni osserva:

Toccherebbe a questo punto a Burke e agli altri cardinali, se ne avranno il coraggio, di intervenire definitivamente per porre fine alla commedia degli equivoci e al dilagare dell’eresia. Costi quel che costi, pur con la triste certezza che la stragrande maggioranza di quanti sono formalmente cattolici rimarrà schierata con Bergoglio, con colui cioè che dà loro l’illusione di avere la coscienza in regola.

Non si comprende per quale motivo le Loro Eminenze dovrebbero compiere un atto canonicamente infondato, quale l’interpretazione contra sensum dell’Esortazione per poi trovarsi, dopo aver perso credibilità ed autorevolezza dinanzi alla Sede Apostolica ed all’opinione pubblica, a fare ciò che prudenza consiglia come prima cosa.
Questa la conclusione del commentatore:

Sarà scisma, essendo del tutto illusorio che Bergoglio e i suoi fedelissimi accettino la deposizione per conclamata eresia. La decadenza di Bergoglio dovrà ad ogni modo necessariamente comportare, esplicitamente o implicitamente, l’annullamento o quanto meno la messa sub judice di tutti i suoi atti di governo, in primis le nomine cardinalizie; altrimenti, anche nella remota ipotesi che Francesco si sottomettesse o si dimettesse, ci ritroveremmo con un successore degno di lui.

Che ci sia uno scisma de facto, è già evidente e riconosciuto anche da autorevoli Prelati. E’ altresì opinabile che si possano considerare sub judice tutti gli atti del Papa, men che meno implicitamente, visto che si tratta di atti pubblici e che come tali necessitano di un determinato iter giuridico per esser invalidati.
L’eventualità più semplice è che a seguito della correzione formale si determini, almeno da un punto di vista canonico, un terminus post quem, a partire dal quale gli atti di governo di Bergoglio possano esser considerati nulli, essendo stati posti da un fedele che, incorso in eresia formale, è ipso facto decaduto dal Sommo Pontificato, essendosi posto fuori dalla Chiesa, e quindi non ha l’autorità per porli.

E diciamo possano, perché si danno casi nella storia della Chiesa in cui, a tutela della tranquillità del governo, il Successore di un Papa decaduto abbia deciso di ratificare e confermare gli atti del predecessore di per sé non sospetti o condannabili.

Quanto al soggetto cui spetti la presa d’atto della sedevacanza, esso è oggetto di dispute autorevoli, ma pare ragionevole indicare quantomeno i Sacri Pastori – non certo i laici o il basso Clero – e coloro che tra questi ricoprono posizioni di maggior autorità, come appunto i Principi della Chiesa; ma le dinamiche concrete rimangono tutte da verificare, e certamente la Provvidenza interverrà secondo i Suoi imperscrutabili disegni.

L’alternativa possibile, ossia le dimissioni spontanee, potrebbero intervenire prima o dopo la correzione formale, ma anche prima o dopo la presa d’atto della decadenza di Bergoglio dal Papato, e sanerebbero la questione senza giungere alle estreme conseguenze.

Quanto all’elezione del Successore, pare evidente che, laddove i Porporati legittimi si riuniscano in Conclave e procedano secondo i canoni alla sua nomina, si dovrà ritenere Papa colui che essi avranno indicato, sempreché questi non dimostri in modo inoppugnabile di essere anch’egli eretico formale. Ma qui si riaprirebbe il discorso, e c’è solo da auspicare che il Sacro Collegio si dimostri docile all’ispirazione dello Spirito Santo.

Tra l’altro, non dimentichiamo che abbiamo anche un Papa Emerito, tuttora vivente, al quale potrebbe esser conferito nuovamente il governo della Chiesa, se non altro in attesa degli eventi…

Vi è poi un’ulteriore ipotesi, contemplata anche nell’articolo di Radio Spada. E cioè che, in presenza di una pubblica e formale ammonizione, Bergoglio continui a non rispondere ai Porporati e li deponga, o addirittura li scomunichi, cosa per la quale troverebbe certamente validi ed agguerriti sostenitori tanto tra i membri della Gerarchia, quanto nell’opinione pubblica. Ma che radunerebbe intorno ai Porporati un consenso sempre più evidente.
Ci troveremmo quindi ad avere un Antipapa formalmente eretico, che ha comminato una scomunica illegittima e nulla, determinando al contempo un gravissimo scisma all’interno della Chiesa: uno scisma tanto più grave, quanto la parte separata dal Corpo Mistico si troverebbe guidata da un usurpatore, nelle cui mani si troverebbero comunque tutti gli organi ed i Dicasteri della Curia.

Pare che, dinanzi ad una tale prospettiva, i consiglieri di Bergoglio preferiscano evitare l’inasprirsi di un conflitto che porterebbe in luce l’esercizio arbitrario e dispotico del Papato da parte dello stesso Bergoglio, finendo per screditarlo dinanzi ad una parte sempre più consistente – ancorché forse non maggioritaria – della Chiesa; e creando allo stesso tempo delle scomode figure di martiri, da sempre invise ai tiranni.

L’ultima obiezione sollevata da alcuni è quella, secondo la quale i dubia avrebbero il torto di rendere evidente lo scisma in atto e di causare una grave lacerazione all’unità della Chiesa; parimenti, con i dubia si esporrebbe la persona del Romano Pontefice a discredito, umiliando la sacralità del Papato, se non addirittura mettendo in discussione l’infallibilità pontificia. Argomentazioni, queste, che sono completamente infondate.

Andrebbe viceversa evidenziato che la vera Carità cristiana non può minimamente prescindere dall’amore per la Verità, e che la gloria di Dio, l’onore della Chiesa e la salvezza delle anime richiedono, anzi impongono di denunziare l’errore che si oppone alla Fede, anche a costo di uno scisma: poiché quanti difendono la Verità non si separano né dal Papa né tantomeno dalla Chiesa. E’ viceversa chi nega la Verità rivelata che, con il suo stesso gesto temerario e pertinace, si pone al di fuori di essa e contro Dio; e nel caso di un Papa eretico, proprio nel porsi fuori della Chiesa egli cessa d’esser Papa, preservando intatta quell’infallibilità che Cristo gli ha assicurato solo a condizione di custodire intatto il Deposito della Fede. Ecco perché non è possibile che un Papa sia infallibile nel definire un’eresia: perché la sua adesione all’eresia lo rende immediatamente incapace di definire ex cathedra.

Anche se può sembrar difficile da comprendere per le menti contemporanee, la Chiesa risplende nella sua unità quando sa pur dolorosamente allontanare da sé coloro che ne minano la Fede, la quale trova solo in Dio – e non nel consenso delle masse – la propria ragion d’essere ed il proprio vincolo di unità e perfezione. Tener insieme ortodossi ed eretici è operazione che offende la Giustizia, umiliando quelli e dando legittimazione a questi, e lasciando intendere – come vorrebbero i novatori – che l’errore possa aver diritto di cittadinanza, quando invece esso dev’esser svelato, denunciato e perseguito.

In vista di questi eventi, è dovere di ogni battezzato pregare e far penitenza, offrendo i propri sacrifici per la Chiesa e il Papato, affinché venga scongiurato il gravissimo pericolo per la salvezza delle anime e l’offesa alla Divina Maestà.

 

 

16 Commenti a "[DUBIA] Una messa a punto"

  1. #bbruno   31 dicembre 2016 at 4:14 pm

    “Che ci sia uno scisma de facto, è già evidente….”, certo, è evidente da oltre sessant’anni , da quando si è messa in piedi, “nel luogo santo”, questa chiesa conciliare, la ‘strana chiesa” vista dalla ven. Emmerich, questa che di sovvertimento in sovvertimento dottrinale è arrivata ora a sollazzarsi, pardon,ad ‘allietarsi’, nella pratica del concubinaggio matrimoniale, nell’inversione sessuale, spudoratamente catalogate sotto la sigla di AMORIS LAETITIA!

  2. #Alberto   31 dicembre 2016 at 4:26 pm

    Vorrei solo far presente, per non duplicare interventi e commenti, che Cesare Baronio e il sottoscritto hanno garbatamente e oserei direi amabimente continuato a dialogare sul sito opportuneimportune: http://opportuneimportune.blogspot.it/2016/12/dubia-glosse-ad-un-articolo-di-radio.html
    Alberto Di Janni

  3. #bbruno   1 gennaio 2017 at 11:26 pm

    …quindi questi nostri Magnifici Quattro, che si preoccupano dei contenuti dell’ A. L. e dicono ‘diplomaticamente’ di avere dei ‘dubia’- bontà loro!- sulla correttezza di questi, ed esigono chiarimenti, pena lancio di monizioni, quando hanno ben chiaro che i punti oggetto dei loro dubia sono in completa rotta di collisione con la dottrina della chiesa, mai, dico, prima d’ora hanno sentito nascere dentro di loro dei dubia riguardo ad altri punti della dottrina cristiana, che sono i fondamentali stessi di detta dottrina? Che so,

    – mai niente da obiettare sulla proposizione conciliare che accomuna cristiani giudei musulmani nell’ adorazione dell’ “ Unico Dio creatore e sussistente che ha parlato agli uomini” (Nostra Aetate)???

    – mai niente sulla proclamazione del diritto alla libertà religiosa, fatto derivare addirittura dalla dignità della persona umana , come se questa, per il rispetto ad essa dovuto, non imponesse all’uomo la ricerca della verità e il dovere di conformarvisi… (Dignitatis humanae)???

    – mai niente su quella affermazione, sempre conciliare, che “ con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo» (Gaudium et Spes)???

    -…o su quella, senza più ritegno alcuno, di Giovanni P. II per cui, «… ogni uomo è stato compreso nel mistero della Redenzione, e con ognuno Cristo si è unito, per sempre, attraverso questo mistero» (Redemptor hominis)???

    – o su quella dello stesso, per la quale Dio si è unito all’uomo, da lui chiamato all’esistenza nel mondo visibile, con un vincolo ancor più profondo di quello creativo(Dives in msericordia)???

    – o su quella, ormai completamente sbracata, fatta dalla ‘Commissione Teologica Internazionale’ su
    ‘Dignità e diritti della persona umana’, del 1984, per la quale “ dalle azioni divine (l’Incarnazione redentrice), tutti gli uomini sono dotati della dignità di figli adottivi di Dio”???

    Niente da obiettare, nessun dubium, sul Novus Ordo, che pure attirò l’attenzione di altri cardinali, e che fu oggetto di una ben argomentata lettera al papa allora ‘regnante’, alla quale nemmeno l’ allora ‘regnante’ si degnò – un precedente?- di ripondere… sul Novus Ordo, dicevo, che trasforma il ‘Sacrificio’ della Messa in ‘Memoria e Convivio’, il ‘sacerdote celebrante’ in ‘presidente di assemblea’ , la ‘consacrazione’ in ‘racconto’ , la ‘presenza reale’ in ‘presenza spirituale’….???

    E mi fermo qui…

    Mai niente, mai una volta, su cui manifestare perplessità con i papi del loro tempo, dei quali sono stati fratelli nell’episcopato e per la porpora stretti collaboratori???

    Mai, per stare a loro stessi, un dubbio sul valore della loro porpora, loro concessa da papi che per essere stati protagonisti di affermazioni e decisioni del tipo suddetto, tutti fedeli allo spirito del concilio loro e dei documenti connessi, potevano ingenerare qualche dubbio, diciamo perplessità, sulla loro validità?

    Mai che abbiano letto ed esaminato il ‘Pontificalis romani’ di Paolo VI del 1968, che avrebbe potuto- o dovuto?- ingenerare ‘dubia’ persino sulla loro consacrazione episcopale, e per il card. Burke, persino sulla sua ordinazione sacerdotale, avvenuta nel ’75, secondo il nuovo rito del 1968, a studio attento, del tutto incapace di trasmettere l’ordine sacro???

    Tutto in ordine, prima???

  4. #Cesare Baronio   2 gennaio 2017 at 7:44 am

    Un lettore – che presumo abbia vasta conoscenza della storia della Chiesa – mi fa notare che esiste già una prassi da seguirsi nel caso si dichiari decaduto il Papa.

    “La presa di atto della decadenza o la dichiarazione di decadenza, ai fini della validità del papato sarebbero equivalenti ed una presa d’atto ufficiale di decadenza sarebbe in definitiva una sconfessione
    formale e irredimibile del papato argentino e conseguente dichiarazione di sede vacante.

    Una volta preso atto che la sede è vacante spetterebbe proprio ai cardinali invece convocare il conclave. Sono cose già avvenute in passato, caso eclatante quello dello scisma d’occidente.

    Se anche alcuni cardinali (in numero imprevedibile ma certamente non solo 4) prendessero atto della sede vacante e decidessero di dichiarare eretici tanto il decaduto che quelli che lo seguono, essi avrebbero piena facoltà e persino il dovere di provvedere ad indire conciave per eleggere un valido papa. Il conclave verrebbe indetto dal cardinale decano, (attualmente Sodano) o in sua assenza dal sottodecano, in assenza anche di questo, dal cardinale vescovo delle suburbicarie più anziano, in assenza anche di questi, dal cardinale vescovo più anziano e così discendendo ovviamente tra coloro che aderirebbero alla ovvia sede vacante”.

    Nell’eventualità si giunga alla decadenza del Papa argentino, i passi da compiere sono chiari e – come giustamente mi è stato fatto notare – i Cardinali che dovessero seguire Bergoglio verrebbero dichiarati eretici e quindi non entrerebbero a far parte del Conclave, scongiurando l’eventualità di eleggere un altro eretico al Soglio.

  5. #bbruno   2 gennaio 2017 at 1:36 pm

    sono curioso, quale vasta conoscenza della storia della Chiesa autorizza di vedere in essa la prassi da seguire nel caso si dichiari decaduto il Papa? La sede vacante c’è automaticamente quando ad essa venisse eltto ( anche ammessa la validità canonica dell’ elezione) un eretico. Nella storia della Chiesa esiste già una sentenza al riguardo: quella della Bolla di Palo IV, ed in essa è detto anche qiale deve essere la prassi da seguire: disconoscimento radicale, dal principio, di detto papa.

    • #bbruno   3 gennaio 2017 at 11:40 am

      Curiosità inappagata…Rassegniamoci!

  6. #Maria   2 gennaio 2017 at 4:06 pm

    Signori
    A questo punto non so proprio se posso permettermi certe libertà. Ma di che vi preoccupate? Mi sembrate sempre in affanno per qualcosa.Credete proprio siano queste le cose importanti che apriranno le porte al Paradiso? Proprio non vi capisco.Ieri ho letto l’articolo di un autore del sito,che senza dubbio avrebbe saputo mettere insieme diversità di pensiero; eppure sono sicura che non sarà di grande interesse.Perche’! Perché,purtroppo e’ più facile guardare al di fuori che dentro di noi.Conosciamo molto piu il piccolo mondo esterno a noi che il nostro” universo interiore”.Non è sbagliato avere conoscenza nelle cose ma, e questo lo dico chiaramente, si rischia l’errore di non sapper metterci in relazione per come si è, con avvenimenti che coinvolgendoci, per forza di cose, potrebbero crearci della confusione.
    Gesù e’ stato talmente semplice e conciso nei suoi insegnamenti con l’esempio dato, da non preoccuparSi di mettere niente per iscritto,ma di lasciare ai discepoli il saperLo interpretare……

    Indirettamente credo di essere stata coerente con l’articolo,visto ovviamente da un altro punto di vista….
    Chiusura: cosa buona e’ pregare come consigliato dall’autore.

  7. #Alberto   2 gennaio 2017 at 7:24 pm

    Se non vuol preoccuparsi – cosa perfettamente legittima anche se ritengo talvolta pericolosa, specie per l’anima – ci sono tantissimi altri siti e non solo siti. Un esempio per tutti: Radio Maria; lì non si preoccupano più di nulla.

    • #Alessandro   2 gennaio 2017 at 10:57 pm

      Degli sghei nunc et semper però!

      • #Alessio   3 gennaio 2017 at 1:40 am

        “Malattia” comunissima! Hai mai conosciuto qualcuno che ne fosse totalmente immune?

        • #Alessandro   3 gennaio 2017 at 2:05 pm

          No, Alessio, ma non ho mai conosciuto nessuno che osasse esserlo in nome e per conto della Vergine Santissima!

    • #Alessio   3 gennaio 2017 at 1:32 am

      Alberto,

      sembri essere nuovo, o quasi, ai commenti in questo sito. Se no sapresti come tutti che nulla di ciò che scribacchia l’intruso/a che si firma “Maria” è meritevole della benchè minima considerazione. È appunto solo un intruso, un disturbatore che sbergoglia a vanvera.
      Il miglior consiglio in proposito è non leggere nulla di ciò che sbrodola.

      • #Alessandro   3 gennaio 2017 at 2:09 pm

        Similes cum similibus congregantur …

  8. #Maria   2 gennaio 2017 at 11:12 pm

    Alberto
    chissa come mai, io qui mi ci trovo bene.Le devo dire,ma alcuni di voi lo sanno già; io da qualche anno sono iscritta in un sito di preghiera.Siamo un famiglia virtuale cresciuta nel tempo.Un amico tutte le mattine all’alba quando ci alziamo ci fa trovare online: il Vangelo dei giorno,con relativo commento,Lettura breve ,la preghiera del mattino,il Santo del giorno, preghiera alla Capellina della Misericordia,e poi c’e il Buongiorno da parte di tutti con preghiere o richiesta di preghiera da parte di persone ammalate.Questo e’ il forum,aperto ai soli iscritti,e poi tutte le altre sezioni.Abbiamo anche una Radio interna,in sintonia con lo spirito del sito.Non ci sono articoli pubblicati da commentare,pertanto tutto e’ molto semplice.Le posso assicurare che ho trovato delle sante persone; il clima sereno e simpatico.Io ci sto bene.
    Ma mi scusi,perché poi non dovrei trovarmi bene anche qui con voi? Se sono capitata qui per caso,” qualcuno ” forse avrà voluto questo o no!
    Alberto,io mi preoccupo eccome,per come vanno le cose,e’ triste dirlo,ma sembra che vadino sempre più a peggiorare.Non è che noi personalmente possiamo fare un granché; diciamo però che, nel nostro piccolo,la preghiera sarebbe estremamente importante,chissà magari che il nostro Signore mosso a Pietà per orrori mai visti prima ,ci venga in aiuto illuminandoci per come dovremmo essere dandosi da fare ognuno per i propri talenti.Ho detto qualcosa di sbagliato?

    • #Alberto   3 gennaio 2017 at 8:40 am

      Gentile Maria,
      mi trovo perfettamente d’accordo con quanto ha scritto qui sopra.
      Mi scusi per l’intervento di prima, ma avevo avuto l’impressione di una, come dire, “critica alle critiche”.

  9. #Maria   3 gennaio 2017 at 3:29 pm

    Grazie caro Aberto!
    Non tenga conto di cio che ha scritto Alessio, non è per come dice le cose.E’ un bravo ragazzo, mi prende sempre in giro,e io mi diverto.