Una domanda davanti al Bambinello.

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di Massimo Micaletti

 

Natale dovrebbe essere preso per quello che è, che è già tantissimo: Dio entra nella storia degli uomini facendosi uomo e dando compimento alla Sua Parola. Già così, ci sarebbe da scrivere e soprattutto meditare e pregare per una vita intera. Personalmente, ritengo sia un mistero d’amore di una tale immensità che forse il silenzio e l’Eucaristia sono il modo migliore per onorarlo.

Ma i sacerdoti non possono tacere, quantomeno perché a Natale hanno l’omelia, quindi devono in qual modo interpretare la Parola, renderne le accezioni e soprattutto i significati a quei fedeli che li ascoltano, magari per quella sola volta all’anno in cui mettono piede in una Chiesa.

A  voler prendere le cose seriamente, è un bel problema: come spiegare un mistero? Come avvicinare a questi tempi un Bambino lontanissimo da tutto quello che vediamo attorno a noi? E’ in definitiva lo stesso inghippo che trovano i sacerdoti ad ogni santa Messa per donare la concretezza del momento presente alla Parola che è per sua natura eterna. Quel Bambino nasce a Natale ma si fa Eucaristia nella Messa di tutti i giorni, e come portare l’Eucaristia ai credenti? E soprattutto, come portare i credenti all’Eucaristia?

A voler prendere le cose seriamente, le soluzioni abbondano: ci sono la Tradizione, il Magistero millenario, l’esempio dei Santi e dei martiri. Abbiamo un esercito di giganti sulle cui spalle può essere incarnata ogni lettera della Scrittura. L’importante è voler prendere le cose seriamente.

Se non si vogliono prendere le cose seriamente, invece, si inizia ad inventare: non servono né il Magistero, né la Tradizione, né tantomeno quei Papi e Santi che sì, per carità, la Fede ce l’avevano ma era la Fede dei tempi loro e questi non sono mica i tempi loro. L’inventiva è una grande risorsa, e pazienza se qualche duro di cuore, magari, potrebbe definirla superbia.

Possiamo così vedere un Vescovo che a Natale arrangia un altare alla stazione ferroviaria e  mette il Bambinello in una culla arcobaleno dietro una barchetta di carta[1], un prete che espone un Gesù Bambino frantumato[2], un altro prete che si inventa la Madonna col burqa e San Giuseppe in vesti arabe[3]; prima ancora e su ben altro piano, possiamo gustare un pezzo grosso della CEI[4] che ci racconta che Sodoma si è salvata o un Monsignore che afferma allarmato che la strage degli innocenti dei nostri tempi è il femminicidio[5] (e io, poveretto, che credevo fosse l’aborto), oppure ancora il Presidente della Pontificia Accademia Pro Vita che serenamente introduce la teoria gender nello statuto dell’Accademia stessa. Nel florilegio, per quanto essenziale, non può mancare la famosa nota 351 di Amoris Laetitia e tutte le sue interpretazioni più o meno autentiche che convergono verso l’Eucaristia ai risposati, con buona pace di chi ha parecchi… dubia sul punto, tanto da parlare apertamente di eresia. In effetti, ora che mi sovviene, una volta le invenzioni in subiecta materia si chiamavano “eresie”; poi l’abbiamo buttata in pastorale e le cose si sono fatte un po’ meno evidenti e molto meno serie.

Prendiamo comunque atto di queste che sono solo alcune delle estrose trovate in cui si prodigano persone che ritengono di fare così il bene della Sposa di Cristo e che generano a loro volta decine di cantori entusiasti, migliaia di celebranti sollevati e milioni di nuovi clienti per la Geenna.

E’ difficile, dopo tanta creatività, tornare a confrontarsi col Bambinello – quello vero, non frantumato, figlio di Maria Vergine e non di un’imburqata, adagiato in una mangiatoia e non sui colori del gay pride o di Gino Strada – però sorge consolante una domanda. E la domanda è questa.

Esiste un giudizio che riguarderà la storia di ciascuno di noi: la storia di me che scrivo, di quei quattro gatti che mi stanno leggendo, di tutti. Questo giudizio è nella mente di Dio ed è un giudizio giusto della Sua Giustizia, che non è un mistero perché scritta nella Parola. Noi non sappiamo chi andrà all’inferno o in Paradiso (per qualcuno, come ad esempio Giuda Iscariota, ci è stato espressamente rivelato che è nel fuoco eterno), ma sappiamo come s’andrà all’inferno o in Paradiso. E sappiamo che deve interessarci per prima la nostra salvezza, il che costituisce anche un ottimo freno all’istinto sempre vivo di giudicare gli altri. Sappiamo anche sarà quel Bambino a decidere e che se ci salveremo sarà per la Sua morte di Croce. Sappiamo anche come quel Bambino, Signore degli eserciti, ha spazzato e disperso le diverse “invenzioni” che nella storia hanno minacciato la Sua Sposa: il protestantesimo è frantumato in migliaia di sette, sciolto in una purea mondana che non può dare nulla all’uomo e consegna l’uomo al nulla; la chiesa anglicana è agonizzante; il comunismo continua ad uccidere ma sono gli ultimi letali contorcimenti di una bestia alla fine del suo tempo; il liberismo crolla sotto le crisi che esso stesso inevitabilmente provoca e sarà il prossimo idolo a cadere. Potrei continuare. Nella storia, il Signore si è sempre sbarazzato di questi errori e orrori per due vie, a volte alternative, a volte simultanee: Santi che hanno scoperto e condannato l’errore, e pagani che hanno travolto ed annientato chi, grazie a quegli errori ed orrori, gli aveva aperto la porta.

La mia domanda è dunque questa, e m’è venuta alla mente – ripeto – mentre guardavo il “mio” Bambinello nella sua mangiatoia: quando tutti quei simpatici colpi di genio cui ho fatto cenno prima saranno spazzati via – perché saranno certamente spazzati via – e tornerà qualcuno che ci dirà a chiare lettere, che so, che l’Eucaristia non si dà a chi non si è pentito e non ha cambiato vita o che l’altare è il luogo sacro ove si versa il Sangue di Cristo e non una vetrina per ideologie pauperiste e mondialiste, quando tutto questo accadrà, cosa resterà di questi geniali inventori, dei loro cantori, dei loro giornalisti, dei loro sociologi, dei loro vaticanisti, dei loro tirapiedi, dei loro consessi, delle loro conventicole, dei loro sorrisi, dei loro abbracci, dei loro raduni, del loro autocelebrarsi, delle loro epurazioni, delle loro cattedre, dei loro concerti, delle loro messe, delle loro preghiere, della loro indulgenza, del loro livore?

 


[1]    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2016/12/25/foto/natale_la_messa_di_zuppi_alla_stazione_di_bologna-154831513/1/#19
[2]    http://www.agi.it/cronaca/2016/12/25/news/nel_presepe_di_don_vitaliano_un_ges_bambino_in_frantumi-1331635/
[3]    http://www.imolaoggi.it/2016/12/23/a-potenza-il-presepe-islamico-madonna-col-burqa-sposata-con-mustafa/
[4]    http://www.radiospada.org/2016/07/sodoma-si-e-salvata/
[5]    http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2016/12/22/parolin-femminicidio-strage-dinnocenti_119303a9-2b85-4723-8f7f-475d81376288.html

 

 

5 Commenti a "Una domanda davanti al Bambinello."

  1. #cucu' svegliaaa!!!   27 dicembre 2016 at 8:38 pm

    Sig.r Micaletti se posso permettermi di risponderle…secondo me saranno i primi a riciclarsi magari come credenti “ortodossi” e a far finta di aver sempre sostenuto la vera dottrina, sopratutto se questo pensiero gli procurera’ un posto al sole…

  2. #bbruno   27 dicembre 2016 at 10:11 pm

    ma che cosa possiamo aspettarci da questa chiesa, che è già un sacrilegio chiamarla chiesa? Solo caz…te, ovviamente. Lasciamo perdere, e smettiamo di parlare di questi infami, e di scandalizzarci. Facciano quel che vogliono, ignoriamoli, e che vadano presto all’ inferno, a bruciare dentro un burqa arroventato….

  3. #Maria   27 dicembre 2016 at 11:16 pm

    Tante cose dette,e tutte vere. Siamo uomini,pericolosamente imperfetti: ma tanto amati! Sicuri che,dove non saremo in grado noi,troveremo sempre il nostro Signore a sostenerci.Non a caso e’ sceso dal Cielo….. per venire ad abitare in mezzo a noi.
    Bisogna crederci! Lui è qui ma, per quanto indaffarati siamo, si rischia di perderLo di vista….
    Grazie signor Micaletti

  4. #giona   28 dicembre 2016 at 9:39 am

    se è già un sacrilegio chiamarla chiesa ….concordo…. è ora inoltrata parecchio che ci si dia da fare a buttarla via: Dio lo vuole! Non si accetta pacificamente o criticandone gli errori e blasfemie soltanto….ma si combatte dal di dentro … come al di dentro si è infilata la creatura mostruosa che si fa chiamare con nome che non le si con-fa’….E GUERRA SIA all’ultimo sangue.

    a bbruno

  5. #Maria   28 dicembre 2016 at 4:25 pm

    giona
    non potrebbe arruolarsi alla Legione Straniera se e’ così di temperamento combattivo? Non c’e ha bisogno di questo sa.
    Ma che sta dicendo! Dio vuole cosa? Ma che stupidaggini sta dicendo.La sua presunzione arriva al punto di sapere cosa Dio vuole.Pensi invece di capire cosa Vuole da lei; non certo a difenderlo con le armi.Se parla così mi viene spontaneo dire che lei caro mio non ha capito un bel niente….
    Lei qui,in questo blog,a mio avviso serio ,non si limita a fare il serio commentatore,ma vuole anche l’onore di essere considerato di un saggio e coraggioso ” radiospadaccino “.
    Fa proprio ridere.