Alessandro Gnocchi: Fraternità San Pio X e crisi della Chiesa

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Nota di Radio Spada: riguardo gli affari interni della Fraternità San Pio X in Italia e nel mondo, Radio Spada ha dato in queste settimane e mesi una cronaca attenta e appassionata, data la vicinanza di una parte qualificata della nostra redazione a questa istituzione. Oggi riportiamo con eguale evidenza un articolo vigoroso, profondo e critico di Alessandro Gnocchi, già  apprezzato relatore al seconda giornata di cultura radiospadista dell’aprile 2016. Ne rileviamo il severo realismo, la sofferta maturazione (anche giocoforza aporetica), il non volersi adagiare a facili soluzioni di comodo, soprattutto il non voler indulgere a nessuna forma di allucinazione restaurazionistica, più proiezione di sterili conati intellettualistici che serrata e franca analisi della realtà. Per un rappresentante dell’intellettualità cattolica di oggi (anno di disgrazia 2017) è già qualcosa, anzi è già molto. (a cura di Piergiorgio Seveso)

Fonte: Riscossa cristiana

Gentilissimo Alessandro Gnocchi,

le scrivo per avere un suo parere su alcuni fatti e alcune voci circolate nel periodo natalizio. Mi riferisco alla rimozione di don Pierpaolo Petrucci dalla carica di superiore del  distretto italiano della Fraternità San Pio X e all’intervista in cui il vescovo monsignor Athanasius Schneider sollecita l’accordo della Fraternità stessa con Roma dando l’impressione che ormai sia cosa fatta. So di sollevare un tema complicato e di portarle via tempo, ma mi interessa sapere che cosa pensa in proposito.

Grazie e buon lavoro

Roberta Russo

Cara Roberta,

a mio modo di vedere, la questione è invece abbastanza semplice e ce la caveremo in fretta. Si tratta solo di collocare i fatti di cui parla nella prospettiva giusta, che a mio parere è la seguente: pur riconoscendo che la Fraternità Sacerdotale San Pio X rappresenta, ma soprattutto ha rappresentato, una fase importante nella vita della Tradizione e quindi della Chiesa, mi importa davvero poco che i suoi vertici decidano di buttarsi nelle mani di Bergoglio e della chiesa anticristica che il vescovo di Roma rappresenta. Ho già scritto che cosa significherebbe se lo facessero e non sto a ripetermi. Mi limito solo a dire che sarebbe l’abbraccio contronatura tra chi ha fatto della difesa della fede cattolica la propria ragione di vita e chi invece vede la sua missione nella distruzione della fede cattolica. Entrando in pompa magna nella neochiesa bergogliana, gli eredi di monsignor Marcel Lefebvre porterebbero processionalmente l’integrità della fede nel luogo in cui non interessa a nessuno, consegnandola in tal modo a un insignificante sfoggio di pizzi e merletti buono per tradizionalisti inoperanti.

Più ci penso e più mi convinco che, per quanto spiacevole, questo esito sarebbe drammaticamente esiziale solo se si carica sulle spalle della FSSPX un fardello che non è suo: la salvezza della nostra fede e delle nostre anime. Per questo mi importa poco la decisione che prenderanno i suoi vertici. Quand’anche si buttassero nelle braccia di Bergoglio, non sarebbero cambiate le condizioni perché tutte le anime, quindi anche la sua e la mia, si salvino. Dovremmo continuare a fare ciò che facevamo prima.

Ora, sento già il coro degli orfani abbandonati al loro destino e dei tanti “fedeli della Tradizione” lasciati nel disorientamento. Cara Roberta, se questi “fedeli della Tradizione” fossero semplicemente fedeli cattolici saprebbero benissimo che cosa fare anche in tale situazione. E, soprattutto, si fiderebbero della Provvidenza che, se ha a suo tempo suscitato un monsignor Lefebvre, può benissimo farlo ancora. Ma serve pregare e affidarsi al Signore, invece che perdersi in tanti discorsi.

Quanto alla rimozione di don Petrucci, non conosco, come si suol dire, le carte e quindi prendo per buono quanto sostiene l’autorità che ha preso il provvedimento. Per il resto, mi limito a qualche osservazione sul comunicato con cui la rimozione è stata resa nota. Conosco poco don Petrucci e, per quel poco, lo stimo, ma non è questo il motivo per cui, quando ho letto il comunicato  mi sono cascate le braccia.

Lavoro da trent’anni nei giornali, che sono i luoghi meno misericordiosi del mondo. Ebbene, persino qui, quando viene cacciato il più indegno dei direttori, l’editore scrive un comunicato con cui lo ringrazia per tutto il lavoro svolto e gli augura un felice futuro professionale. Non è formalismo, cara Roberta, è civiltà, è rispetto di una persona per la quale si evita la pubblica gogna. Ma di tutto questo, nel comunicato della Fraternità Sacerdotale San Pio X su don Petrucci non si trova traccia. Evidentemente, la misericordia bergogliana è così virulenta che basta qualche visita all’osteria di santa Marta per esserne contagiati. Mi creda, ho provato pena per chi lo ha scritto e pietà per i sacerdoti che lo hanno letto a tutte le Messe.

Mi dicono che il comunicato è stato scritto in fretta e furia per evitare sommovimenti da parte di fedeli che, attraverso la difesa di don Petrucci, intendevano mettere in discussione il vertice generale. Sia pure, ma la questione era sul tavolo dal 2015, come dice la FSSPX stessa, e inoltre risulta che il mandato del superiore del distretto italiano scadesse a gennaio. Possibile che nessuno, con quasi due anni di preparazione, abbia avuto la lucidità di scrivere qualcosa, non dico di più cristiano, ma almeno di più civile? Se questa è la stoffa umana in cui si tagliano e cuciono i difensori della Tradizione, mi pare di vedere della grezza tela clericale da cui sto volentieri alla larga.

Ma qui bisogna porsi una domanda ulteriore, cara Roberta. Se i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X riescono a condurre in modo così disastroso una questione tutto sommato minore, che cosa faranno quando dovranno gestire le scosse di un eventuale accordo con la Roma bergogliana o postbergogliana, ma sicuramente non cattolica? Forse per questo il ruolo di superiore del distretto italiano è stato affidato ad interim a don Marco Nely, secondo assistente del superiore generale monsignor Bernard Fellay?

Quanto all’intervista di monsignor Schneider, ho poco da aggiungere alle critiche che sono state riportate anche su Riscossa Cristiana . Mi limito a dire che non mi sorprende perché, fin dal primo momento, lo scopo di dichiarato di Schneider è stato quello di riportare la FSSPX all’ovile romano, chiunque ne custodisca il recinto, eliminando una volta per tutte l’anomalia eretta da monsignor Lefebvre a difesa della fede cattolica. Che cosa c’è di strano, dunque, se ora l’emissario di Roma sollecita coloro che lo hanno ospitato e gli hanno dato credito nel giungere al termine dell’iter avviato?

Per quanto riguarda gli argomenti di monsignor Schneider, non li condivido dal principio alla fine. Ma non è questo il punto. Peggio delle argomentazioni, considero censurabili e truffaldini due passaggi a rinforzo delle tesi esposte. Il primo è l’esplicito intento di ipotecare le scelte che monsignor Lefebvre avrebbe fatto oggi. Naturalmente, secondo monsignor Scheneider, Lefebvre avrebbe accettato di gran carriera quanto offerto da Bergoglio. Ebbene, non c’è argomento più intellettualmente misero che quello di attribuire il proprio pensiero e le proprie scelte a una persona morta che non può più dire la sua. Intellettualmente misero per chi lo compie e potenzialmente distruttivo per chi lo recepisce. Se la Fraternità Sacerdotale San Pio X lo fa proprio, finirebbe fatalmente nel processo di ineluttabile revisione del pensiero del fondatore che ha portato a disfacimento di tutti, ma proprio tutti, gli ordini, le istituzioni, le associazioni, i movimenti fondati da una personalità di grande carisma. Mi chiedo: è già in atto questo fenomeno di revisione all’interno della FSSPX?

L’altro argomento censurabile utilizzato da monsignor Schneider è l’accusa di scarso o nullo senso soprannaturale lanciata contro chi si oppone all’abbraccio con la Roma modernista. Qui si cade nel solito vizio totalitario di screditare chi la pensa in maniera diversa, il “dissidente”, che in quanto privo dei requisiti fondamentali per interloquire, deve stare zitto. Se non ha senso soprannaturale, e questo lo stabilisce monsignor Schneider o chi per lui, non può articolare pensiero, aprire bocca e scegliere cosa fare, pena la certezza di peccare in pensieri, parole e opere. E pure omissioni, già che ci siamo.

Ma la scarsità di senso soprannaturale è proprio quanto veniva imputato a suo tempo a quel monsignor Lefebvre che sulla Roma modernista era stato piuttosto chiaro. Com’è che oggi monsignore viene riabilitato con tanto di accettazione dell’accordo annessa? E, ancora, se questo è l’argomento principe, perché non si potrebbe pensare che difettano di senso soprannaturale proprio coloro che desiderano l’abbraccio con Bergoglio? Abbraccio dal quale, è bene ricordarlo, monsignor Schneider non si è mai sciolto, anzi.

Per concludere cara Roberta, devo dire che tutto quanto abbiamo detto fin qua ha un’importanza relativa. Per quanto mi riguarda, può essere rubricato sotto la stessa voce assegnata alle prossime scelte della Fraternità San Pio X: non me ne può fregare di meno. È un’altra la  questione che mi sta a cuore e che, a mio modo di vedere, determina l’incertezza diffusa e il desiderio di aggrapparsi a qualunque fuscello galleggi sulle acque in tempesta. Mi riferisco alla pervicace volontà diffusa ovunque di chiudere gli occhi e di non porsi domande. Davanti allo sfacelo esibito ogni giorno alla nostra vista, davanti a un Papa che bestemmia ostinatamente Cristo e disperde ostinatamente il suo gregge, davanti a un “vicario di Cristo” che predica ostinatamente una dottrina anticristica, davanti a un “successore di Pietro” che agisce ostinatamente contro Pietro, davanti a una Chiesa che dalla più alta gerarchia all’ultimo dei sacrestani si immedesima ostinatamente felice nel pifferaio magico in viaggio verso il baratro, davanti alle anime che si perdono ogni giorno per l’ostinata volontà di chi dovrebbe condurle alla salvezza, non si riesce a far altro che chiedersi: “Come è possibile tutto questo?”. Non mi parli, cara Roberta della speranza nei cosiddetti cardinali dei “dubia”, dai quali mi piacerebbe sapere se, una volta rimessa in forma Amoris laetitia, la Chiesa tornerebbe a essere pura e immacolata, così come vorrei sapere cosa hanno fatto per fermare e combattere insieme al loro gregge lo sfacelo dottrinale e liturgico di cui Amoris laetitia è solo un’appendice e, già che ci siamo, se tutto si può riaccomodare applicando correttamente il Vaticano II e la riforma liturgica. Ma, evidentemente, non ho senso soprannaturale.

Tornando al nostro argomento, cara Roberta, chi per un verso chi per l’altro stanno tutti lì a chiedersi come sia possibile che tutto questo avvenga. C’è persino chi inventa o trae da eruditi bauli marchingegni un po’ curiali e un po’ teologici per tentare di mettere una pezza al disastro. Ma chi si chiede “come è possibile?” che la realtà sia  quella che è finisce sempre per trasformare la domanda in un’altra forma: “come è possibile?” che la realtà si presenti in questo modo. E poi conclude fatalmente che, siccome la realtà non può essere quella che è perché non corrisponde agli schemi che si ritrova in testa, bisogna inventarne una più adatta. Chi si chiede “come è possibile?” finisce, insomma, per dire che “non è possibile!” e dunque bisogna disegnare una realtà diversa. Sono tutti afflitti dalla sindrome di Jessica Rabbit, che, in una celebre battuta spiega: “Non sono cattiva, è che mi disegnano così”.

Se non si vuole rimanere intrappolati in un mondo da cartone animato, bello e consolatorio ma irreale, cara Roberta, la domanda da porsi davanti alla tragedia che stiamo vivendo è: “Che cosa significa tutto questo?”. Ci vuole un po’ di coraggio, perché le risposte magari non saranno tranquillizzanti, ma è l’unica via possibile per  trarre un insegnamento da quanto il Signore permetta che accada. Ora, non pretenda che sia io a rispondere così sui due piedi, perché, questo sì, è un tema complicato che richiede tempo, pazienza e umiltà. Per ora si ponga semplicemente questa nuova domanda e vedrà che la prospettiva cambia immediatamente: meno consolatoria, più faticosa, ma rasserenante. E sa perché, cara Roberta? Perché si passa dall’applicazione di una logica solamente umana fondata su artifici deboli per quanto ingegnosi, alla consapevolezza che bisogna sempre leggere la realtà secondo gli occhi di Dio e abbandonandosi al significato che la Provvidenza scrive in tutto ciò che accade: tutto. Chiedersi cosa significhi il disastro nel quale sta sprofondando la Chiesa cattolica per mano di chi la dovrebbe guidare qui sulla terra non è altro che l’umile disposizione a capire ciò che Dio ci sta dicendo. E, mi creda, è sempre più saggio di quanto dicono gli uomini.

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

17 Commenti a "Alessandro Gnocchi: Fraternità San Pio X e crisi della Chiesa"

  1. #Francesco Retolatto   19 gennaio 2017 at 7:10 pm

    Riporto all attenzione dei lettori di Radio Spada e della Redazione un articolo di Don Curzio Nitoglia di qualche settimana, circa il pericolo che lo stato presente ci porta a vivere.

    http://doncurzionitoglia.net/2016/12/22/mutamento-teologico/

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    • #Alessandro   19 gennaio 2017 at 10:55 pm

      Chissà quale delle personalità multiple di don Curzio è autrice di questo scritto!

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    • #mah   20 gennaio 2017 at 12:58 pm

      Don Curzio quello prima Fsspx, poi sedeprivazionalista, poi fsspx, poi sedevacantista, poi Mons Wlilliamson, poi adesso non si sa….

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      • #Ermeticus   20 gennaio 2017 at 4:15 pm

        sedevprivazionista sì, sedevacantista no. Non esageriamo per il gusto di esagerare.

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        • #mah   21 gennaio 2017 at 10:24 am

          Esageriamo per il gusto della ridicolaggine….cambiano bandiera come i partiti politici.

  2. #Meglio un sacerdote oggi che un modernista domani   19 gennaio 2017 at 7:51 pm

    Non è che si vuol mettere un fardello impossibile da portare sulle spalle della FSSPX, il fardello dobbiamo portarlo tutti da quando con il battesimo siamo diventati cattolici. Non è certamente colpa della FSSPX se è difficle trovare buoni sacerdoti, pertanto se si trova un fardellone sulle spalle è a causa dei tanti che non hanno voluto portarlo e lo hanno scaricato agli altri, ma se la FSSPX dirà SI come Maria, allora le grazie non mancheranno e le spalle si rafforzeranno. Pertanto avere a disposizione i buoni sacerdoti della FSSPX non è uguale a non averli più, anche perchè non vedo una gran fila di ministri di Dio disposti a perdere stipendio pronti alla “disobbedienza” pur di non dire una messa devastatrice della fede altrui. Se non si sanno precisamente le cose, meglio evitare giudizi e dare sentenze sulle tele clericali e sulla stoffa altrui, perchè potremmo sbagliarci e chi si giudica incivile e di tela grezza, magari, è più umile dei tanti chiacchieroni che stanno da anni dando a mons. Fellay (e in questo caso anche a don Nelly)ogni colpa (per alcuni è un fondamentalista, per altri un traditore) persino quella del buco dell’ozono. I sedevacantisti pregano perchè la FSSPX faccia una bella scivolata, i modernisti pregano con i sedevacantisti che la FSSPX faccia una bella scivolata, così gli uni si sentiranno più cattolici di Gesù e gli altri potranno fare i protestanti con la coscienza tranquilla. Poi ci sono gli amici che consigliano di scivolare presto (mons. Schneider), gli amici che se ne fregano se la FSSPX scivolerà tanto per essere cattolici bastiamo noi che siamo forti e giusti(ci diremo la messa da soli tanto non va di moda dire che siamo tutti sacerdoti?). Alla fine da una parte o dall’altra, qualsiasi cosa essa faccia o decida, la FSSPX rimane qualcosa che fa parlare o sparlare. Ma dove sono tutti gli altri buoni sacerdoti a cui accorreremo semai le malelingue avessero (dopo tanti riti woodoo a questo scopo) ragione?.Questo per dire che se qualche fedele si sentisse un po’ orfanello (nell’improbabile e disgraziato caso succedesse il misfatto)sarebbe comprensibile, perchè sono 50 anni che viviamo come orfani e aver trovato la FSSPX è stata una benedizione per molti di noi. Attorno c’è abbastanza il deserto per permetterci di essere indifferenti alla sorte di tali sacerdoti. Prenderemo su ciò che Dio ci manda e ci manderà ciò che ci meriteremo, ma non potrà mai essere indifferente l’avere o il non avere buoni sacerdoti accanto.

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    • #Francesco Retolatto   19 gennaio 2017 at 9:15 pm

      Concordo con quanto scrivi e soprattutto sul finale.

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    • #Supercirneco   25 gennaio 2017 at 10:24 am

      Commento equilibrato e di buon senso.
      Io spero che la fraternità trovi la accordo
      E sul finale concordo al 100%

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  3. #giona   20 gennaio 2017 at 10:06 am

    Concordando x una volta col commento di Alessandro, devo dir che sta’ storia della FSSPIOX salvatrice del mondo sta stancando… il frutto? Dal frutto si giudica l’albero, e qui de frutti non se vedono, sono gli stessi de 60 anni or son. Solamente si spostano quei che son più duri a morir da là a qua…m a morte certa anche qua, è certo. Programmato a tavolino dalla gran loggia ? … e lo conferma lu cardinal Lienart che consacra prete Lefevbre, sul letto de morte, massone 33 ° scozzese, ormai convinto de ave’ gagnà? che ha con tutta probabilità inaugurato nà nova linea scismatica….. Verità volemo verità verità…anzi Verità dal 1958. Ce sta scelta de mori’ con tutti li gusti, mezze verità, più velenose de nu’ sbaglio intero, scrive DN e vero est… Lu Papa dice Pastor aeternus con CVI ce stà fino a la fine du mondo e allora… VERITA’ vulemo. Nun papi eretici che Papa Paolo IV ha già bullato… e che? Cristo sta con Belial? O nun ce sta più?

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    • #jb Mirabile-caruso   20 gennaio 2017 at 4:54 pm

      giona: “… sta’ storia della FSSPX salvatrice del mondo sta stancando… il frutto?
      …………Dal frutto si giudica l’albero, e qui de frutti non se vedono, sono gli stessi
      …………de 60 anni or sono. Solamente si spostano quei che son più duri a morir
      …………da là a qua…ma morte certa anche qua, è certo”………………………………..

      A me sembra, signor/a Giona, che Lei non guardi a distanza, per cui Le avviene di vedere tutto ciò che si trova nell’immediata vicinanza della Sua vista. La FSSPX ha avuto un grande inizio, al punto da attirare l’attenzione di satana ed il suo successivo intervento dopo la dipartita di monsignor Lefebvre.

      Ciò nonostante, Lei dovrebbe rassicurarsi sul fatto che quello di satana – sia in seno alla FSSPX sia in seno alla Sede Vaticana, è solo un episodio limitato nel tempo e, quindi, destinato a morire. Oltre al singolo episodio sta, invece, la Vita.

      Non è vero quindi – come Lei erroneamente pensa – che i sacerdoti della FSSPX son destinati a morire. È vero il contrario: che chiunque, non importa se consacrato o meno, sceglie di stare con la Verità continua spesso a sopravvivere all’episodio di chi ha scelto di stare con la menzogna.

      Poi, si sa, tutti dobbiamo infine lasciare questa Terra per due ben diverse Eternità che ci attendono!

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      • #giona   20 gennaio 2017 at 5:29 pm

        “..chiunque,non importa se consacrato o meno,sceglie di stare con la Verità continua spesso a sopravvivere… ” vero est ma sopravvivere nun est vivere, una parte de verità nun fa la verità intera, qui viviamo de ipotesi e tesi e mezze tesi il che NUN EST CATTOLICO,sfido chiunque A DIRMI CHE LO è. ..” La FSSPIOX ha avuto un grand e inizio, al punto da attirare l’attenzione di satana…” concordo ancor ma nun la parte de “post dipartita di mons Lefevbre” chè me pare che quest’ultimo de passi avanti e uno indietro ne abbia fatto assai, tanto da imitar la giostra de li giostrai du vaticano, da Roncalli in poi.

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  4. #Maurizio   20 gennaio 2017 at 3:18 pm

    Se si avrà la fiducia di aspettare il 13 ottobre 2017, tutto si risolverà. E la Chiesa Cattolica tornerà a splendere nella FSSPX.

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    • #Alessandro   20 gennaio 2017 at 5:10 pm

      Ha avuto una rivelazione privata o ha mangiato pesante?

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      • #Alessio   21 gennaio 2017 at 2:28 am

        Senza contare che si può mangiare pesante anche dopo le rivelazioni private.

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  5. #Alberto   21 gennaio 2017 at 11:16 am

    Non sono in grado di immaginare i motivi per cui mons. Fellay desideri, proprio in questo frangente, ritornare in seno alla chiesa conciliare.
    Un possibile motivo potrebbe essere la necessità, a quasi 30 anni di distanza dalle 4 ordinazioni vescovili di mons. Lefebvre, e data anche la perdita di mons. Williamson, di nuove ordinazioni vescovili, che potrebbero portare a una rinnovata scomunica.
    Mi sembra però altamente improbabile che il “ritorno” possa avvenire prima che si comprenda qualcosa di più su come evolverà la situazione relativa ai “dubia”, e non solo ai “dubia”.
    Comunque vedremo come andrà a finire, anche solo per legittima curiosità.

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  6. #Alberto Prosperi   21 gennaio 2017 at 8:56 pm

    Gia’ il solo ipotizzare un Accordo con questo “Papa”, sembra un Abominio, senza dimenticare che S. E. Mons. Lefebvre, non si e’ voluto accordare con Papi molto meno Modernisti dell’ Argentino. Tutto questo ha l’ aspetto di una farsa Surreale.

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