Il falso problema dei ‘dubia’ e il panteismo di Ratzinger: facili profeti inascoltati

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Da La Tradizione Cattolica, numero uscito a settembre 2016, questo articolo a firma di don Mauro Tranquillo FSSPX che reperiamo e volentieri pubblichiamo per i nostri lettori. [RS]

 

Scriviamo queste righe a pochi giorni prima di un evento tra i più bui di un buio pontificato, che a sua volta si inserisce nel più buio periodo della storia ecclesiastica. Stiamo parlando della Giornata mondiale di preghiera per la Pace “Sete di Pace. Religioni e Culture in dialogo”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio a trent’anni dalla preghiera interreligiosa voluta da Giovanni Paolo II ad Assisi nel 1986, che si terrà nella medesima città il prossimo 20 settembre (dies nigro signanda lapillo). L’evento si terrà in presenza di Papa Francesco, oltre che di 511 leaders delle varie “confessioni religiose”. L’incontro avverrà in concomitanza del meeting “Nostra Madre Terra” sulla salvaguardia del creato. Oltre a incontri e scambi e discorsi, che avremo certamente modo di commentare in un prossimo numero, il programma prevede, come nel 1986, la “preghiera per la pace” in diversi luoghi della città a seconda delle diverse “tradizioni religiose”.

I “cristiani”, ovvero i modernisti (non diciamo appositamente “cattolici”) e gli altri eretici pregheranno tutti insieme nella Basilica di San Francesco. Una manifestazione del panteismo immanentista che vuole tutte le “tradizioni religiose” al servizio della pace e dell’ambiente, un’animazione spirituale della repubblica universale guidata dalla neochiesa per la maggior gloria della “Nostra Madre Terra”. Un atto di apostasia e l’incoraggiamento ad ogni culto idolatrico di esercitarsi per la “pace”, sotto l’egida di Papa Bergoglio, che segue passo passo le orme del “santo” Giovanni Paolo II e dello stesso Ratzinger.

Proprio da Ratzinger vorremmo ripartire, in occasione del tristissimo libro intervista di Peter Seewald, Ultime conversazioni, testé pubblicato. L’uomo che non è più Papa vi dice esplicitamente «Eravamo progressisti», rispetto al periodo conciliare; e più oltre aggiunge che chiunque legga i suoi scritti può osservare che non c’è stata nel suo pensiero «nessuna inversione di marcia». Ci spiega anche in più luoghi il suo disinteresse per la scolastica e il desiderio di passar oltre san Tommaso. Ma qui, mentre parliamo di questo ecumenismo panteista, vogliamo sottolineare un altro passaggio. Se nel testo l’interesse ecumenico del Ratzinger per il protestantesimo o perfino per l’induismo è spesso presente, vi è un elogio (già noto nella sostanza, ma qui ribadito) del filosofo ebreo Martin Buber.

Per chi non lo sapesse Buber, che Ratzinger dice di ammirare molto e da cui si dice affascinato, è un ebreo chassidista, tra i massimi esponenti del personalismo (altra corrente filosofica per cui Ratzinger esprime più volte interesse: in particolare pensa che Giovanni Paolo II abbia corretto in senso personalistico la visione troppo “giusnaturalista” di Humanae vitae). Il chassidismo è una corrente ebraica di stampo prettamente cabalistico, che ritiene che Dio si sia “ristretto” per entrare nella creazione, che è tutta intrisa di divinità. È un’esplicita forma di panteismo, una versione della gnosi più classica. Per la filosofia personalista di Buber, il soggetto si comprende solo nel dialogo con l’altro, non esiste senza relazione. La relazione con gli altri rivela qualcosa di Dio, che sta in tutti, benché Dio stesso alla fine rimanga totalmente “Altro”: il Dio vero, non “ristretto”, rimane comunque inaccessibile, secondo la migliore tradizione gnostica; ma i diversi gradi di emanazione del divino (sephiroth per i cabalisti) sono in tutto il mondo esistente. Quanto queste impostazioni assomiglino al modernismo condannato da san Pio X appare chiaro; così come unicamente alla luce di queste filosofie panteistiche è possibile capire qualcosa di fenomeni come Assisi e di ciò che sta succedendo nella Chiesa. Del resto la visione di Papa Francesco in Laudato si’ è chiaramente ispirata a tali idee. Del cattolicesimo romano, in tutto questo, non c’è nemmeno più traccia. Facciamo anche notare che nessun “complottista” può venire a raccontare che queste parole ed idee non possono essere attribuite a Ratzinger, perché trovano conferma in tanti altri testi e dichiarazioni ed atteggiamenti.

Tornando alle cronache di Papa Francesco, tra le diverse novità c’è un altro video di intenzione di preghiera, quello di settembre, piuttosto sconcertante. L’intenzione di preghiera (anche se in nessun momento del video si chiede di pregare, solo di agire) è quella della “costruzione di una società più umana”. Né Dio né Gesù Cristo né alcun aspetto trascendente sono minimamente menzionati, meno che mai la grazia. Un antropocentrismo che può apparire sconcertante solo a chi non ha colto che la nuova religione è quella del divino diffuso nell’umano, anzi nell’intera creazione. Migliorare la vita dell’uomo, anzi prendersi cura della “Madre Terra” è fare vera opera di religione, è diffondere il divino.

Del resto il 1° settembre Papa Bergoglio, in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, ha ricordato che alle classiche opere di misericordia corporale e spirituale se ne devono aggiungere altre, rivolte proprio al creato stesso (che Laudato si’ ci ha rivelato essere nostro prossimo capace di divinità): oculato uso di carta e plastica, evitare ogni spreco inutile, effettuare con cura la raccolta differenziata. Opere che potrebbero avere un senso morale se intese come forma di rispetto del prossimo, ma che qui sono propriamente rivolte alla divina Gea. L’opera stessa della Chiesa può dunque essere solo intramondana, come Dio stesso, ed è forse per questo che la nuova costituzione apostolica Vultum Dei quaerere permette alle comunità contemplative di “rinegoziare” i termini della clausura in vista di «forme più ampie di accoglienza e ospitalità».

In questo senso l’impegno della neochiesa in funzioni sociali, nell’accoglienza nell’apertura ai migranti (altra “costante” della predicazione bergogliana), non può che essere gradita a chi desidera che la Chiesa si allontani dai temi morali (quelli dogmatici già sono fuori gioco da un pezzo) per contribuire, appunto, a un’Open Society. Che, guarda caso, è il nome della lobby del mondialista Soros, il finanziere che con i suoi traffici diffonde nel mondo la nuova religione della repubblica universale. La notizia che Soros abbia finanziato la neochiesa per spostarne l’attenzione dalla bioetica alla cosiddetta accoglienza e a temi più utili alla costruzione di una società multireligiosa è però reale, per quanto taciuta dai media di regime. La rivelazione di mail “hackerate” ha scoperto un segreto di Pulcinella, cioè la dipendenza della neochiesa da enti di potere esterno, dipendenza molto concreta, come si è visto. Il tramite di Soros è il cardinal Maradiaga, “braccio destro” del Papa. La costituzione del nuovo dicastero «per il servizio dello sviluppo umano integrale» (sic), con il Papa stesso a capo della “sezione migranti”, dovrebbe essere una risposta alle richieste del mondo, da cui dipende il Papa più mondano della storia.

Sui temi morali appunto, è tempo di avvisare i “conservatori”, che firmano appelli e non sono mai sazi di “interpretazioni”, che Papa Francesco li ha accontentati. Ha scritto una lettera ai vescovi argentini, il 5 settembre, dove dissipa i dubbi di chi ancora non aveva voluto capire che Amoris laetitia ammette alla comunione anche i divorziati conviventi che non hanno intenzione di rinunciare alle famose “espressioni di intimità” proprie (in teoria) alle coppie sposate. Infatti a una coppia di tal genere, dice Francesco, si «può proporre di vivere in continenza», anche se Amoris laetitia riconosce le difficoltà di tale opzione; non solo quindi quando esiste tale proposito (anche se poi si cade) ci si può confessare e comunicare, ma anche (vedi n. 6) quando tale opzione (di voler mantenere la continenza) «puede no ser de hecho factible», può non essere di fatto realizzabile. Anche in questo caso, dice Bergoglio, Amoris laetitia «abre la posibilidad del acceso a los sacramentos de la Reconciliación y la Eucaristía (cf. notas 336 y 351)», apre la possibilità di accedere ai sacramenti della Riconciliazione e della Eucaristia, come detto nelle note 336 e 351 del documento. I due casi (di chi ha il proposito di essere casto e di chi non lo ha) sono chiaramente distinti nei numeri 5 e 6 della lettera, e per entrambi (lo ripetiamo) il Papa afferma che l’esortazione prevede l’accesso ai sacramenti.

Questo ci dice che avevamo capito benissimo l’esortazione post-sinodale e avevamo fatto bene ad attaccarla, e che i “conservatori” hanno, una volta di più, temporeggiato inutilmente. A questa gente non basterà nessuna dichiarazione, per quanto esplicita, per prendere una posizione chiara contro l’eresia. Hanno accettato la nuova messa, la comunione nelle mani, la collegialità, la libertà religiosa, l’ecumenismo come quello di Assisi. Cosa fa sperare che reagiscano a ulteriori passi nell’eresia conclamata?

Nel 1986 Mons. Lefebvre, vedendo il silenzio dell’episcopato mondiale di fronte all’apostasia del primo incontro di Assisi, capì che era possibile e doveroso consacrare dei Vescovi, che amministrassero l’Ordine sacro senza chiedere ai candidati di aderire alla neochiesa. Oggi, di fronte al silenzio sempre più assordante della gerarchia, in gran parte attivamente complice dell’opera di demolizione della Chiesa, noi non possiamo che seguire l’esempio del nostro Fondatore: dobbiamo perseverare nella lotta all’errore prendendo tutti i mezzi che la situazione di gravissima necessità ci concede e ci richiede, senza esitare e senza compromesso possibile per compiere l’unica cosa che alla neochiesa e a Papa Bergoglio non interessa assolutamente: la salvezza delle anime tramite l’edificazione del Regno di Nostro Signore Gesù Cristo.

 

 

 

4 Commenti a "Il falso problema dei ‘dubia’ e il panteismo di Ratzinger: facili profeti inascoltati"

  1. #Alessio   10 gennaio 2017 at 1:30 pm

    Dicono che mettendo una rana in una ciotola con dell’acqua tiepida e scaldandola progressivamente fino all’ebollizione, la rana muoia bollita senza rendersene conto, senza schizzare fuori come ovviamente farebbe se venisse subito a contatto con l’acqua bollente.
    Questo è quello che il massone mal travestito da Papa sta facendo con quel che resta della Cristianità : scristianizzarla a tappe crescenti, sovrapponendo al Cattolicesimo una nuova falsa “religione” che torna utile ai suoi compagni di loggia.
    Speriamo solo che la brutalità dei suoi protetti islamici riporti finalmente alla ragione le masse che lui e i suoi compagni fanno il possibile per traviare.

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  2. #bbruno   10 gennaio 2017 at 5:01 pm

    Più ci si avvicina a questi personaggi, più ci sente mancare il fiato per il lezzo…

    Prezzolati Farabutti…

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  3. #bbruno   10 gennaio 2017 at 5:01 pm

    …più ci si sente…

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  4. #bbruno   10 gennaio 2017 at 5:08 pm

    …ma come si fa a parlare ancora di “pontificato” e di “papa” e di “Chiesa”, a proposito di questi infami, e di “storia ecclesiastica”, seppure nel suo periodo più buio???

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