529519_480421742031795_552139612_n

Riprendiamo con questo articolo il dibattito sulla figura e l’opera di Francesco I a firma dei “vaticanisti” di Radio Spada. A presto per nuovi approfondimenti. 

E’ ormai passato quasi un mese dall’esito del conclave, dalla presentazione di Francesco I come vescovo di Roma e quindi papa della Chiesa Cattolica.

Ripetiamo ancora che la sua persona e i suoi gesti hanno stupito tutti, diciamo ora come cosa nuova che in questi giorni è stato creato un personaggio mediatico a tutti gli effetti, ha conquistato tutti con i suoi strappi al già magro cerimoniale, soprattutto i giornalisti e i nemici della Chiesa, che non appena egli li deluderà con i “valori non negoziabili” subito abbandoneranno.

Per comprendere correttamente l’attuale stato di cose sulla sua persona e sui suoi comportamenti occorre considerare alcune cose:

1. Bergoglio non pensava e non voleva assolutamente essere eletto, il suo nome nel conclave è stato proposto dal cardinal Giovan Battista Re, seguito da Tarcisio Bertone, i quali a nome di tutta la curia Romana non volevano assolutamente che venisse eletto Angelo Scola, che era il designato da Ratzinger, per il fatto che questi avrebbe fatto a Roma quel che ha fatto in pochissimo tempo a Milano, cioè rimpiazzare tutti gli uomini di curia con degli incapaci totali manovrati da lui come marionette; l’altro candidato di punta, Odilo Scherer non andava bene perché troppo coinvolto negli affari dello IOR, così il candidato perfetto per i curiali era proprio Bergoglio: un uomo completamente ignaro della curia, un uomo anziano e malato ( gli manca un polmone e ha dei gravi problemi di locomozione: alla faccia del papa giovane e pieno di vitalità!) dunque che duri poco, un uomo veramente ai margini del mondo, privo del benché minimo accento culturale, e dunque ancora più manovrabile.

2. Bergoglio è completamente ignorante in materia teologica: egli ha fatto il seminario negli anni in cui la rivoluzione aveva già vinto (pensiamo in questo caso soprattutto alla “teologia” della liberazione), in un paese completamente estraneo alle evoluzioni ed involuzioni ecclesiastiche europee, egli inoltre ha preso gli ordini già trentenne, ignorando le materie umanistiche e seguendo l’iter minimale di un seminarista dell’epoca, in un ordine religioso tra i più progressisti , dunque molte sciocchezze o leggerezze che dice e fa non sono dovute ad una sua malafede, ma ad una radicale mancanza di formazione

3. Bergoglio ha respirato solamente l’aria della chiesa conciliare: come detto nel punto precedente, egli per motivi anagrafici ha assaporato ben poco della Chiesa Cattolica, essendosi formato ed avendo fatto carriera sotto i papi e la chiesa conciliare: dunque il nostro stupore per la sua totale mancanza di legame con la tradizione costante della Chiesa non deve stupire: è a tutti gli effetti un figlio del concilio vaticano 2 , e non è certamente colpa sua.

4. Bergoglio è autoritario , dicono molti, ma se si guarda all’epoca e al paese in cui è vissuto e anche alle persone che aveva attorno, credo che chiunque avrebbe avuto lo stesso carattere. Questa nota caratteriale inoltre può anche essere positiva, perché potrebbe stupire i curiali con una radicale riforma della curia romana, che avrebbe sicuramente anche aspetti positivi.

5. Bergoglio rifiuta i segni esterni del Papato Romano che ne evidenziano la regalità: è vero senza dubbio, ed è una cosa così grave che grida vendetta al cospetto di Dio. Considerando però quanto detto sopra, non deve assolutamente stupire, visto il personaggio: non si sente all’altezza del compito, non sa cosa sia un Papa: pensa solamente ad un episcopato più vasto, non sa cosa sia un imperatore romano, che come regalità ed universalità è stato precursore del Papato, non sa che la Chiesa Cattolica è la presenza effettiva ed unica di Dio nella storia, e che dunque la sua storicità è segno di santità, di regalità e di onore divino, considerata ovviamente in se stessa, cioè come Sposa mistica di Cristo.

 

Alla luce di tutto ciò possiamo comprendere meglio le sue famose parole: Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma … La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo… E adesso incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo, Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. ( dal primo saluto del santo padre Francesco dalla loggia centrale della basilica vaticana, mercoledì 13 marzo 2013, benedizione apostolica urbi et orbi)

… Ed ora mi rivolgo a voi distinti rappresentanti del popolo ebraico, al quale ci lega uno specialissimo vincolo spirituale, dal momento che, come afferma il Concilio Vaticano II …

… Saluto poi e ringrazio cordialmente tutti voi, cari amici appartenenti ad altre tradizioni religiose, innanzitutto i Musulmani, che adorano Dio unico, vivente e misericordioso…(dal discorso tenuto per l’incontro con i rappresentanti delle chiese e delle comunità ecclesiali, ed altre religioni, mercoledì 20 marzo 2013) 

…Dalla bellezza di quanto è liturgico, che non è semplice ornamento e gusto per i drappi, bensì presenza della gloria del nostro Dio che risplende nel suo popolo vivo e confortato…

… preti tristi, e trasformati in una sorte di collezionisti di antichità oppure di novità, invece di essere pastori con l’odore delle pecore  (dall’omelia del giovedì santo, 28 marzo 2013)

Pertanto aspettiamoci senz’altro molte esternazioni soprattutto in materia ecumenica, riguardo alla quale veramente non sa proprio nulla –basta vedere tutti i gesti a dir poco eccessivi che ha compiuto con gli ebrei e i protestanti- , perché ovviamente si affiderà agli sciacalli curiali che ha attorno, che gli faranno fare le azioni peggiori.

Dunque a causa soprattutto di questi curiali, molti dei quali agiscono veramente in malafede, l’ecumenismo verrà portato avanti nella solita maniera erronea: laddove c’è da fare solo della mera politica di pacifica convivenza tra gli enti religiosi, si continuerà a dare adito al sincretismo massonico che per alcuni promotori significa davvero la nascita di una nuova religione.

Che dire infine di Bergoglio? E’ come abbiamo sopra detto la persona sbagliata nel posto sbagliato al momento sbagliato. In tutte queste penose rovine ecclesiastiche è però commovente vedere come nonostante tutto qua e la ci sono dei piccoli fiori che crescono, segno che Nostro Signore Gesù Cristo si spinge proprio all’estremo, anzi oltre, per salvare il peccatore: in ogni discorso di Bergoglio al di là dell’inficiante ipoteca conciliare vi sono sempre qua e là alcuni elementi di genuina e sicuramente sincera fede cattolica, come per esempio nel passo dell’omelia del giovedì santo citato sopra.

E’ dunque evidente che la colpa dell’attuale oblivione della Chiesa cattolica, occupata nella totalità della sua santa gerarchia dalla chiesa conciliare, che nulla ha a che vedere con la Chiesa di Cristo e degli Apostoli, non è in un certo senso soprattutto di Francesco: è molto di più dei prelati che ha intorno.

Ma ancora di più: la colpa è tutta ancora una volta del concilio vaticano 2, di chi l’ha approvato, di chi ne ha continuata la rivoluzione e di chi la continua: è come una malattia, che si aggrava col passare del tempo.

Pertanto il periodo di prova che sta passando la Chiesa non si risolverà sino a quando un papa non prenderà coscienza della situazione e con tutta l’Autorità non condanni solennemente questa pagina marcia della storia.

Pacificus