BERGOGLIO E CANTALAMESSA, GLI ULTIMI «MIASMI PESTIFERI» DELLA «CHIESA CONCILIARE»

BERGOGLIO E CANTALAMESSA, GLI ULTIMI «MIASMI PESTIFERI» DELLA «CHIESA CONCILIARE»

Secondo una comune credenza, lo struzzo nasconderebbe la testa sotto la sabbia, certo così di non subire alcun danno poiché non vede l’aggressore. Si può dire che la strategia dello struzzo nell’agire umano è quella scelta di prendere in considerazione solamente gli aspetti positivi di una situazione. Ora, è vero che l’ottimismo e la gioia favoriscono una vita più serena, tuttavia credo che non si debbano mai trascurare quei fattori negativi che, se non affrontati e risolti tempestivamente quantomeno nell’intenzione, a lungo andare potrebbero avere esiti disastrosi sia materiali che morali.

Esempio pratico: una persona sofferente si reca dal medico, viene sottoposta ad analisi accurate, gli viene diagnosticata una grave malattia comunque curabile, questi accetta le cure e quindi potrebbe vivere più a lungo e meglio. Se invece la persona non «onora il medico» (Sir. 38,1), rifiuta anche il Signore, poiché «anch’egli è stato creato dal Signore» (Ivi.). Se è vero che «chi pecca contro il proprio creatore cade nelle mani del medico» (15), è anche vero che il «Signore ha creato medicamenti dalla terra [e] l’uomo assennato non li disprezza» (4); «Dio ha dato agli uomini la scienza perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie» (6).

La «teologia» (θεός e λόγος, Dio e discorso, indagine) è la scienza che tratta di Dio. Concentriamoci adesso sulla «teologia rivelata»; è quella scienza che, alla luce della fede e della retta ragione, tratta di Dio e delle creature in quanto a Lui si riferiscono. Se ci si dedica allo studio della «scienza teologica» non è possibile vivere accecati dal sentimento (diventa sentimentalismo), come non è possibile adottare la «strategia dello struzzo», poiché diversamente si rischierebbe di sacrificare la retta ragione, quindi la fede stessa, la Verità, con danni gravissimi per la salvezza. La teologia può essere anche «dogmatica», e riguarda le verità da credere che non mutano; «morale», e tratta dei doveri da praticare per non offendere Dio. La «dogmatica» (es. san Tommaso) e la «morale» (es. sant’Alfonso), come pure la «mistica» (es. san Giovanni della Croce) ecc …, vogliono un approccio di fede e ragione, non di sentimentalismo. Ciò premesso, esorto il laico battezzato a documentarsi sul significato dei «doveri di stato» anche quanto alla pratica della «scienza teologica»; non mi permetto di esortare il consacrato poiché già dovrebbe esserne a conoscenza e farsi maestro.

Matteo 10 ci dice «io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (16), e la prudenza è quella virtù, la prima, che «inclina l’intelletto a scegliere i mezzi migliori per ottenere i fini particolari e immediati, che dispongono a conseguire l’Ultimo comprensivo di tutti i beni dell’esistenza» (Diz. Crist., Zoffoli, p. 425). L’«uomo struzzo» non è «prudente» e non «onora il medico», ma è piuttosto volontariamente ottuso o ingannato reso ottuso; in alcuni casi può essere anche «astuto» e «scaltro». Nel primo e nel secondo caso comunque non è virtuoso, ma è «schiavo della carne», si può dire «egoista» e «anarchico» (cf. Summa Th. II-II qq. 47-56).

VICENDA 1. LA MADONNA FA ENTRARE I DANNATI IN PARADISO

Il 15 agosto del 2013, Bergoglio (Francesco) ha incontrato le Clarisse del Monastero di clausura ad Albano, cui è seguita anche un’intervista di S. Centofanti alla Madre abbadessa, Maria Assunta Fuoco, ed alla Madre vicaria, suor Maria Concetta Sfregola. In questa occasione Bergoglio (Francesco) sembra aver parlato della Madonna e del suo ruolo nella salvezza, credo probabilmente citando una vecchia leggenda. Questa leggenda voleva ricordare esclusivamente l’impegno materno che la Vergine Maria dedica alla salvezza di tutti  gli uomini durante il cammino terreno. Suor Maria Concetta Sfregola riferisce alla Radio Vaticana: «ha raccontato [Bergoglio (Francesco)] una cosa simpatica, bella che ha fatto sorridere tutti, lui compreso: Maria sta all’interno della porta del Paradiso; san Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po’, però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti“».

Ora, che secondo la Madre vicaria questa possa essere una «cosa simpatica e bella» è affar suo; è anche grave che davanti a determinati «miasmi pestiferi» rida la Madre, forse anche lo stesso autore e può darsi tutti i presenti. A casa di san Pio X, quindi nella Chiesa cattolica, una proposizione del genere non correttamente spiegata, se detta consapevolmente, si chiama «eresia formale», poiché nega scientemente ed esplicitamente la Rivelazione, il dogma del «giudizio» così come Gesù lo ha insegnato e la Chiesa ha sempre creduto, sia «particolare» che «universale». Così san Pio X: «quanto più la Chiesa è osteggiata da ogni parte, quanto più le false massime dell’errore e del pervertimento morale infettano l’aria dei loro miasmi pestiferi, tanto maggiori meriti vi sarà dato acquistare dinanzi a Dio, se farete ogni sforzo per evitare il contagio e non vi lascerete smuovere da alcune delle vostre convinzioni, rimanendo fedeli alla Chiesa» (Dic. XVI Cent, Ed. Costantino, 1913).

Cosa ci insegna invece la Chiesa? (Denz. M2b ss.) Che quando «arrivano i peccatori», non c’è nessuna «porta del Paradiso», ma si è diretti in eterno ad altra destinazione «preparata per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25,41), e Gesù dirà al «peccatore» e traditore (cf. Mt 26,45-46) «via, lontano da me, maledetto, nel fuoco eterno» (Mt 25,41). Preghiamo affinché Dio ci aiuti a non finirci noi stessi ed affinché cessino certi «veleni» (cf. Gc 3,8) ed il «medico» faccia il suo mestiere (cf. Mc 2,17); come ricorda s. Luca «io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi» (Lc 5,32).

I quattro «Novissimi» sono: 1) Morte; 2) Giudizio; 3) Inferno; 4) Paradiso. Quando un uomo muore c’è il «giudizio particolare». «L’anima, se è senza peccato e senza debito di pena, va in Paradiso; se ha qualche peccato veniale o qualche debito di pena, va in Purgatorio finché abbia soddisfatto; se è in peccato mortale, qual ribelle inconvertibile a Dio va all’Inferno». (Cat. San Pio X, n° 99)

«Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti (i peccatori)» = sentimentalismo ≠ fede e retta ragione. «L’anima se è in peccato mortale, qual ribelle inconvertibile a Dio va all’Inferno» =  retta ragione = fede. La favola di Maria che «apre le porte» del Paradiso ai peccatori (i dannati) viene spesso citata sui siti di Medjugorje nella meditazione del «Quinto venerdì – Maria Madre di Misericordia», però viene spiegata bene.

VICENDA 2. LA MADONNA PENSA CHE DIO E’ BUGIARDO

Bergoglio (Francesco) torna a parlare della Vergine Maria in questi termini: «Il Vangelo non ci dice nulla: se ha detto una parola o no […] La Madonna era silenziosa, ma dentro il suo cuore, quante cose diceva al Signore! “Tu [DIO], quel giorno – questo è quello che abbiamo letto – mi hai detto che sarà grande; tu mi ha detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre, che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì! (IN CROCE)”. La Madonna era umana! E forse aveva la voglia di dire: “Bugie! Sono stata ingannata!”: Giovanni Paolo II diceva questo, parlando della Madonna in quel momento» (2013-12-20 Radio Vaticana, Omelia Casa Santa Marta).

Il cattolico[1] può rilevare vari «miasmi pestiferi»:

1) Wojtyla (Giovanni Paolo II)  sembra non aver insegnato questo: «La Vergine Maria realizza nel modo più perfetto l’obbedienza della fede […] Durante tutta la sua vita, e fino all’ultima prova, quando Gesù, suo Figlio, morì sulla croce, la sua fede non ha mai vacillato. Maria non ha cessato di credere “nell’adempimento” della parola di Dio. Ecco perché la Chiesa venera in Maria la più pura realizzazione della fede» (Cat., n° 148, 149, cf. Lc 2,35);

2) I Vangeli citano ben sette volte gli interventi espliciti della Vergine Maria. Dialogo fra la Madonna e l’Arcangelo Gabriele durante l’«Annunciazione» (Lc 1), sempre in s. Luca la Madonna pronuncia il «Magnificat» (Ivi.), la Madonna quando ritrova Gesù fra i dottori «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io[2], angosciati, ti cercavamo» (Lc 2,48), in s. Marco 18 la Madonna dice a Gesù: «Non hanno più vino». Poi dice ai servi: «Fate quello che vi dirà»;

3) Secondo Bergoglio (Francesco) la Madonna «forse aveva la voglia di dire (a Dio): “Bugie! Sono stata ingannata! (da Te, Dio)”». PIO IX, INEFFABILIS DEUS «[…] celebrarono la stessa  augusta Vergine come una colomba monda; come una Gerusalemme santa; come il trono eccelso di Dio; come arca santificata; come la casa, che l’eterna sapienza edificò per se stessa […] colma di delizie e appoggiata al suo Diletto, uscì dalla bocca dell’Altissimo assolutamente perfetta, bella, carissima a Dio, e mai imbrattata da macchia di colpa». SAN PIO X, CATECHISMO n° 170. Che ci proibisce il primo comandamento? «Il primo comandamento ci proibisce l’empietà, la superstizione, l’irreligiosità; inoltre l’apostasia, l’eresia, il dubbio volontario e l’ignoranza colpevole delle verità della Fede». SAN PIO X, CATECHISMO n° 141. In quanti modi si può commette il peccato attuale? «II peccato attuale si commette in quattro modi, cioè in pensieri, in parole, in opere e in omissioni».

4) Bergoglio (Francesco) nega che la Vergine Maria ha esercitato in grado eroico le virtù teologali e cardinali;

5) Evidentemente con questo termine «ribelle» ha identificato nella Vergine Maria una parte della sua personalità «rivoluzionaria». Frase totalmente personalistica e non dettata dallo Spirito Santo, aggiunge il commentatore. «Forse aveva la voglia (intenzione, desiderio della carne) di dire (a Dio): “Bugie! Sono stata ingannata! (da Te, Dio)”» = sentimentalismo ≠ fede e retta ragione;

6) Una commentatrice dice: «il mondo ama ciò che è suo», riferendosi- credo-  ai tanti applausi e consensi del mondo verso Bergoglio (Francesco) (cf. Ef 2,2; Gal 1,10; Mt 16,12; 2Pt 2,1);

7) Noi siamo umani, con la debolezza del peccato originale. La Vergine Maria no! Lei è l’umanità perfetta come Dio la voleva. Molto più di Giobbe. E se sappiamo che Giobbe non dubitò di Dio, a maggior ragione per analogia dobbiamo pensare che non dubitò minimamente la Vergine Maria («… che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì! (IN CROCE)»). Così come anche se non conosciamo l’esatta energia del Sole, se sappiamo che una candela è in grado di accendere un cerino, sappiamo anche che molto più il Sole è in grado di farlo, dato che Maria è come il sole ed i santi come candele se paragonati a lei. A meno che non vogliamo dire che Giobbe ha superato Maria in virtù! O che una candela è più del sole. Non sappiamo gli esatti pensieri di Maria. Vero. Ma in forza dei dogmi su di lei, sappiamo sicuramente che erano pensieri pieni di fede, di amore, di fiduciosa accettazione della volontà di Dio. E sappiamo anche con certezza cosa Maria NON ha pensato: non ha dubitato di Dio minimamente. NON ha minimamente accostato parole come «bugia» o «inganno» – parole diaboliche dato che il padre della menzogna è Satana – al santissimo nome o pensiero o concetto di Dio, Somma verità, nonché Verità per essenza! Siamo sicurissimi che Maria NON ha accostato Dio a Satana. «Si vergogni lo gnostico» (aggiunge il commentatore, riferendosi a Bergoglio)! Molti santi, raggiunte le virtù in grado eroico, hanno imparato a non dubitare minimamente di Dio nelle più dure prove e croci. Bene, MAI nessun santo ha minimamente superato e neppure “solo” raggiunto Maria, la sede della Sapienza. La quale, anzi, non era neppure tentata (e la sola tentazione non è peccato!) non avendo la concupiscenza in quanto «Immacolata»! Maria poteva essere tentata dal mondo o dai demoni. Dunque l’unico modo per “udire” quelle blasfeme parole da parte di Maria era solo “dall’esterno”. Non le avrebbe mai pensate lei, neppure come dubbio. Potrebbe solo avergliele suggerite un altro essere umano o un demonio. Dunque non sarebbero stati “suoi” pensieri. Maria era ben più elevata del concetto casereccio, difettoso, macchiato e umanista di “donna” “normale” da sacrestia a cui è stata spesso accostata nei discorsi da sale di parrocchie occupate da una «gerarchia scismatica» (dice), dove si è sentito e si sente di tutto. Non c’è bisogno di essere una “dea” per essere tutto questo e anche molto di più! Basta essere il capolavoro del vero Dio! Bergoglio non ha detto che forse Maria ha pensato «che sta succedendo?». Ha detto che forse Maria ha pensato «bugie, sono stata ingannata». Siamo chiari! Come Gesù non ha detto nulla di blasfemo nell’«Eloì»[3], ha detto la verità, perché davvero Dio lo aveva abbandonato in balia dei carnefici e nella notte dello spirito, solo che non per colpa sua (ci mancherebbe), ma per le nostre colpe, dato che il Cristo doveva soffrire tutti gli effetti del peccato, per espiare per noi, e l’abbandono di Dio è uno di questi effetti. «Non c’entra nulla con le blasfeme parole attribuite alla purissima mente di Maria!» (aggiunge il commentatore). Maria distava da tali parole quanto il bene dista dal male, quanto il Paradiso dista dall’Inferno. Conclude IL COMMENTATORE: «Ma non mi meraviglio. Quando falsi pastori e gerarchi illegittimi guidano le anime semplici afferrandole tramite la loro buona fede, il caos e l’errore regnano sovrani».

VICENDA 3. IL BATTESIMO DI SANGUE DIPENDE DAL CONTO IN BANCA

Cantalamessa dice: «[…] tutti i poveri del mondo, siano essi battezzati o meno, appartengono alla Chiesa. La loro povertà e sofferenza è il loro battesimo di sangue» (2013-12-20 da Radio Vaticana, ultima predica d’Avvento, Cappella Redemptoris Mater in Vaticano).

CHIESA CATTOLICA (Cat. san Pio X): n° 105. Che cos’è la Chiesa? «La Chiesa è la società dei veri cristiani, cioè dei battezzati che professano la fede e dottrina di Gesù Cristo […]». Secondo Cantalamessa invece «tutti i poveri del mondo, siano essi battezzati o meno, appartengono alla Chiesa» = sentimentalismo = filantropia ≠ fede e retta ragione.

CHIESA CATTOLICA (Cat. san Pio X): n° 280. «[…] il Battesimo di sangue [è] il martirio sofferto per Gesù Cristo […]». Secondo Cantalamessa invece «la loro [dei poveri non battezzati] povertà e sofferenza è il loro battesimo di sangue» = sentimentalismo = filantropia ≠ fede e retta ragione. Secondo Cantalamessa, quindi, il «battesimo di sangue» o «martirio» dipenderebbe dagli emolumenti transitati sul conto in banca o dai depositi postali/bancari/titoli/azioni, ecc … al di sotto di un certo patrimonio scatterebbe, sempre secondo Cantalamessa, il «battesimo di sangue» al pari delle esenzioni fiscali. Secondo Cantalamessa il «battesimo di sangue» dipenderebbe in alternativa dalla sofferenza, indipendentemente da come uno soffra, perché e per chi. A questo punto i dannati nell’Inferno che sono coloro che soffrono di più, oppure anche noi uomini che veniamo castigati da Dio per la nostra empietà con la sofferenza, riceveremmo tutti il «battesimo di sangue». (Evviva !!!)

A proposito del Castigo: Frase condannata con anatema al n° II da papa Pio IX (Quanta Cura e Sillabo): «È da negare qualsiasi azione di Dio sopra gli uomini e il mondo.» Eresia: Panteismo, naturalismo e razionalismo assoluto. Omelia di Cantalamessa, 22 aprile 2011, Venerdì Santo: «[…] Terremoti, uragani e altre sciagure che colpiscono insieme colpevoli e innocenti non sono mai un castigo di Dio. Dire il contrario, significa offendere Dio e gli uomini. […]». Frase condannata con anatema al n° III da papa Pio IX (Quanta Cura e Sillabo): «La ragione umana è l’unico arbitro del vero e del falso, del bene e del male indipendentemente affatto da Dio; essa è legge a se stessa […]» Eresia: Panteismo, naturalismo e razionalismo assoluto. Omelia di Cantalamessa, 22 aprile 2011, Venerdì Santo: «[…] Se non sapremo imporci dei limiti, possono diventare proprio esse (ragione umana con scoperte e leggi), lo stiamo vedendo, la minaccia più grave di tutte […] (unica causa del castigo che comunque non viene da Dio perché Dio non castiga)».

Leone XIII, Humanum genus ricorda: «occorre togliere la maschera filantropica alla massoneria».

Pubblicazione a cura di Carlo Di Pietro (clicca qui per leggere altri studi pubblicati)

Signore, ti supplichiamo, previeni le nostre azioni, ispirandole, e dirigile col tuo aiuto: affinché ogni nostra orazione e opera sempre da te cominci e per te finisca. Misericordioso Iddio, concedi ch’io brami ardentemente ciò che ti piace, lo investighi prudentemente, veracemente lo conosca e perfettamente lo compia a lode e gloria del tuo Nome. Signore, io ti offro questo lavoro, affinché a te sia di gloria ed a me sia di merito. Così sia.

PS: GLI ULTIMI «MIASMI PESTIFERI» intesi in senso cronologico.


[1] Attingo a vari commenti rilasciati sulla mia bacheca Facebook e verificati. Non cito gli autori per evitare ingerenze nella loro privacy.
[2] Notare «tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». In numerosi messaggi della Gospa di Medjugorje, l’«apparsa» antepone spesso il suo nome a quello dello stesso Gesù. Es. messaggio del 25 dicembre 2010: «… oggi io e mio Figlio Gesù desideriamo darvi l’abbondanza …».
[3] «Eloì, Eloì, lamà sabactanì»

36 Commenti a "BERGOGLIO E CANTALAMESSA, GLI ULTIMI «MIASMI PESTIFERI» DELLA «CHIESA CONCILIARE»"

  1. #Pro Roma Mariana   21 dicembre 2013 at 3:03 pm

    La verità, secondo Cantalamessa (e Bergoglio?)
    «Il movimento dei cristiani maggiorenni voleva una nuova interpretazione biblica, secondo la maturazione dei tempi che traspare finalmente nell’articolo che la ‘spiega’. Questa dottrina peregrina non può sorprendere se si considera che l’‘Osservatore Romano’ (OR), organo ufficioso del Vaticano e, perciò, giornale del Papa, ha pubblicato in prima pagina (3/3/77), nel luogo de-stinato ai suoi editoriali, un articolo di Raniero Cantalamessa [che ha una posizione importante in Vaticano e nella TV italiana] il quale, ins¬piegabilmente, non ha avuto nel mondo la ripercussione dovuta alla sua estrema gravità. Tra le incredibili affermazioni dell’articolo c’era quella per cui l’antico criterio di verità obiettiva (verum, est ens) è stata sostituita, con l’avvento dello stori¬cismo, dal verum est factum, sostituito, a sua volta, col passaggio dall’Ilumi¬nismo al marxismo e al pensiero tecnologico moderno, dal verum est fa¬ciendum, per cui ‘la verità che conta è cosa fare, cioè la praxis’. Coniugando nel tempo passato i verbi menzionati, l’articolista domandava: ‘Se la Tradizione aveva un suo ruolo quando il primato era della verità – e, indirettamente, del passato – che senso potreb-be avere ora che questo primato sia attribuito alla praxis e quindi al futu-ro?’. E, con una sincerità e un coraggio che dovrebbero servire di lezione agli ingenui o timidi che cercano di ridimensionare ogni eccesso ‘progres-sista’, da un lato, e tradizionalista, dall’altro, aggiunge: ‘Questa – lo si voglia o no ammettere – è la vera, profonda ragione della crisi della Tradizione nella Chiesa e nella teologia’. E, per non lasciar dubbi circa la scelta della Chiesa postconciliare, diceva, un pò avanti, che ‘in questa si-tuazione, due sono i pericoli (e le tendenze realmente in atto!)’: ‘Il primo è il rifiuto globale del nuovo principio di verità con la praxis, e il conse-guente ritorno nostalgico al concetto di Tradizione come tradizionalismo. È il caso di Mons. Lefebvre, ed è significativo che in lui la componente tradizionalista e antiprogressista vada pari passo con la componente anti-marxista’. Si noti che il pericolo non sta nel fatto che i cattolici accolgano il nuovo principio di verità, ma che lo rifiutino. D’altronde, essendo significativo che il tradizio¬nalismo di Mons. Lefebvre sia accompagnato dal suo antimarxismo, proprio perché lui non accetta il nuovo criterio di veri-tà, segue che per quanti lo accettano, come è il caso di chi segue l’‘ortodossia’ postconciliare, non c’è più posto per l’antimarxismo” (Lenildo Tabosa Pessoa, prologo del libro Mons. Marcel Lefebvre: Rebelde ou Católico? del magistrato Ricardo Henry M. Dip, O Expresso, S. Paulo, 1977).»
    Non so perché, ma ho l’idea che da voi si legge il portoghese. Sbaglio? AD

    • #ricciotti   21 dicembre 2013 at 6:22 pm

      Salve.
      Grazie per aver commentato.
      2 dati:
      1) non capisco il parallelismo fra me e mons. Lefebvre;
      2) evidentemente chi ha scritto questo pezzo e chi lo condivide, non ha mai sentito parlare della “convergenza dei padri” e non ha mai letto la Provvidentissimus Deus di papa Leo XIII.
      Almeno se ho capito bene.
      Saluti.

  2. #Matteo   23 dicembre 2013 at 11:39 am

    Chi parla di “nuovi criteri di verità” vanamente ciarla di tradizione o progresso, dato che costui semplicementeNON è cattolico.

    La Verità è una, unica e immutabile, ed i criteri che la identificano sono dogmatici
    o non sono criteri cattolici.

    Detto questo e desunto come ovvio che i dogmi sono definitivi ed irreformabili i “nuovi criteri”
    o sono nuovi dogmi proclamati (ovviamente compatibili e coerenti coi dogmi preesistenti) o altro non sono che nuove o antiche eresie quasi sempre radicate nel modernismo galoppante.

    • #ricciotti   25 dicembre 2013 at 1:27 pm

      Certo.
      Buon Natale.
      Non a caso non può parlarsi di Chiesa cattolica in questi 2 casi.

  3. #Emanuele   26 dicembre 2013 at 12:08 am

    In questa “vicenda 1” mi pare che la vostra critica sia giusta e rigorosa nella sostanza delle precisazioni che esprimete, e tuttavia 1 fuori luogo poiché decontestualizzata, 2 fuori luogo perché smarrisce la sintonia cordiale con l’intenzione del Papa nel raccontarla.
    Inizio con “mi pare”, proprio per mettere le mani avanti ed esprimere cosí il mio intento di sincero confronto nella ricerca della “retta ragione” (cioé allargata, inclusiva!), strumento attraverso cui noi si perviene alla verità, e per esprimere la mia propensione umile e sincera ad essere, nel caso, debitamente corretto. Sine ira et studio.  

    1 Mi pare di poter inquadrare l’episodio in analisi, riferito con aria divertita dalla suora, in un contesto informale e intimo di distensione, quasi goliardico. Forse non cosí dissimile da quello in cui ci si trova quando ci si racconta una di quelle barzellette a sfondo teologico. Ciò mi pare deducibile, peraltro, oltreché dal noto temperamento tutt’altro che serioso del Pontefice, anche dall’aria divertita della suora, di cui viene riferito. In primo luogo non mi pare dunque che ci sia “il tanto” di elevare tale episodio a summa teologica che si erge a gagliardo contrasto contro quanto voi giustamente citate e riferite. Una facezia riferita in contesto forse paragonabile al post-prandiale, non merita QUASI a prescindere il livello di considerazione cui voi la assurgete, per quanto non possa che sottoscrivere la vostra ribattuta (in quanto supportata da ragioni e fonti).  

    2 Dico QUASI, poiché invece, nell’episodio di cui voi riferite che vi è stato riferito (non escluderei che ci possa pur essere qualche omissione o aggiunta rispetto al reale episodio, a partire dalla sensibilità della suora), si può forse trovare una “morale della favola”, insomma, un (o il?) messaggio che Francesco voleva trasmettere. Quale? Probabilmente il Papa voleva far capire e testimoniare l’amore e la passione viscerale di Maria per l’uomo. Come Ella sia disposta anche a “fare carte false”, fino anche a “esagerare” nella misericordia. Inoltre, tentando “ironicamente” di immedesimarmi nella psicologia di Francesco,  avanzerei anche l’ipotesi che Lui raccontasse questa facezia in quanto testimone, in quanto cosciente di essere Lui Stesso oggetto dell’amore  traboccante della Vergine. Come bambino che racconta innocente quanto la mamma lo abbia perdonato quella volta che ha rotto il vaso di cristallo. La bocca, infatti, parla della pienezza del cuore.  

    Aggiungo infine una postilla logico-teorica che forse ha anche qualcosina di teologico, ma non saprei. Se è vero come è vero che i peccatori sono peccatori, come è possibile che essi si trovino ad anelare le porte del paradiso col desiderio di entrarci? Magari i peccatori del raccontino di Papa Francesco potrebbero essere dei peccatori pentiti. E probabilmente nulla ci vieta di pensarlo. Si configurerebbero, in tal caso, diversi dai peccatori incalliti a cui invece voi vi riferite.  

    Inoltre non mi appare superflua una seconda postilla, stavolta metodologica! Esiste si il “sentimentalismo”, ma esiste anche il SENTIMENTO. Giacché ci troviamo dotati di sentimenti, non potremmo a prescindere considerarli come strumenti per indurci nell’errore. Anzi. Probabilmente i sentimenti fanno parte degli “organi” con cui noi uomini indaghiamo la realtà. Sento che mia mamma mi vuol bene. Un amico mi faceva questa similitudine. Il sentimento come il cristallino. Il cristallino per la vista entra in ballo quando stiamo guardando qualcosa da vicino. Guardiamo da vicino ciò che ci interessa. L’occhio è la ragione, il cristallino è il sentimento. L’immagine di ciò che ci interessa vedere da vicino deve passare attraverso la “messa a fuoco” del cristallino, così come la ragione arriva a vedere nitidamente quanto interessa alla mia persona, attraverso la “messa a fuoco” del sentimento. Il sentimento dunque è considerabile altresì come mezzo per la conoscenza, per quanto debba essere debitamente messo a fuoco per una visione razionale. La “cataratta” di questo cristallino che è il sentimento la chiamerei, in questo caso,  sentimentalismo.

    • #ricciotti   26 dicembre 2013 at 12:24 am

      Gentile lettore,
      Buon Natale.

      1) risp. C’è poco da scherzare sulla salvezza e non credo Dio abbia mai gradito le battute blasfeme.

      2) risp. Il secondo episodio che non ci è stato riferito, ma che invece è virgolettato su Radio Vaticana attribuisce alla Vergine Maria un peccato grave, mortale, in pensieri. Aggiunge molto altro, sempre di peccaminoso.

      Nei 3 casi qui citati trattasi con palese evidenza di sentimentalismo, ed è peccato mentire sostenendo anche solo il dubbio di sentimento.

      Grazie per aver commentato.

      • #Emanuele   26 dicembre 2013 at 12:30 am

        Domani forse troverò il tempo di approfondire il secondo episodio. Sempre sine ira et studio.

        Tuttavia, mi piacerebbe che, meglio domani, lei o qualcun altro potesse essere così caritatevole da rispondere alla mia dettagliata obiezione, magari entrando meglio del merito di quanto ho scritto. In modo tale da pervenire insieme ad un giudizio corretto sul l’episodio. Saluti e buon Natale.

      • #ricciotti   26 dicembre 2013 at 12:37 am

        Gentile lettore,
        Credo che questo breve articolo fornisca le possibili risposte di fede cattolica.
        Quale obiezione dovrebbe “insieme pervenire a giudizio corretto”?
        Per la religione cattolica, visti anche i teologi cattolici consultati (papi, santi, dottori, ecc) la risposta corretta è gia stata presentata.
        Se lei ha delle alternative le posti pure.
        Buon lavoro.

        • #Emanuele   26 dicembre 2013 at 12:43 am

          Mi insegnate voi che la fede deve essere razionale. Ho presentato degli argomenti razionali, motivati. In primis quelli che denunciano una decontestualizzazione dell’episodio. Ringrazio per le risposte che finora mi ha gentilmente formulato nonostante l’orario e la stanchezza della giornata. Vorrei tuttavia una migliore declinazione. Meglio rimandare, eventualmente, a domani.

      • #ricciotti   26 dicembre 2013 at 12:48 am

        Salve.
        L’episodio non è decontestualizzato.
        È solo uno dei tanti motivetti bergogliani.
        La sua “teologia” non muta.
        Il senso è sempre il medesimo.
        Si va dalla bestemmia sulla misericordia all’eresia su Cristo, la Vergine ed i santi.
        Inoltre lui dice di essere papa, ed un papa non può esprimersi come fosse un garzone di bottega con 1 solo uditore.
        Grazie per aver commentato.

        • #Emanuele   26 dicembre 2013 at 8:13 am

          Voi mi insegnate che “la ragione allargata”, è una ragione inclusiva, e non a senso unico. La ragione allargata è quella che giudica qualcosa secondo un metodo non aprioristico, ma che viene imposto, di volta in volta, dell’oggetto che si sta indagando.
          L’oggetto che si indaga (la facezia-barzelletta di Francesco) lo si deve inquadrare in un contesto, se vogliamo, baldanzoso, in cui il Papa ha voluto semplicemente rimandare alla misericordia sconfinata di Maria. Una ragione che in tal caso si avvalga soltanto di categorie teologiche e dottrinali non mi sembra rispettosa e inclusiva di tutti i fattori inscritti nella vicenda.
          Peraltro, a volte per giungere alla verità, è necessario privilegiare l’osservazione rispetto al ragionamento.

          Sono un osservatore onesto e dico quello che vedo. Sono pronto a cambiare idea se mi si danno dei supporti validi.

        • #Emanuele   26 dicembre 2013 at 11:32 am

          Riguardo la “vicenda 2”, da voi ampiamente riferita e documentata, mi permetto di rilevare la medesima, grossa, viziosità metodologica che ho rilevato nella vostra analisi della “vicenda 1”.
          Ribadisco che le mie vogliono essere soltanto delle critiche costruttive finalizzate alla “retta ragione”. La critica da me apportata vuole significare contributo alla riflessione, e avviene nella assoluta fiducia della buona fede di RS.  

          Cito a premessa le parole di un maestro autorevole che, da tempo mi accompagna:  
          “Per una indagine seria su qualsiasi avvenimento o “cosa”, occorre REALISMO. Intendo con questo riferirmi all’urgenza di non privilegiare uno schema che si abbia già presente alla mente rispetto alla osservazione intera, appassionta, insistente del fatto, dell’avvenimento reale. Sant’Agostino, con un cauto gioco di parole, afferma qualcosa di simile con questa dichiarazione: «Io cerco per sapere qualcosa, non per pensarla». Tale dichiarazione indica un atteggiamento opposto a quello che è più facile ravvisare nell’uomo moderno. Se infatti sappiamo una cosa, possiamo dire anche di pensarla; ma sant’Agostino ci avverte che non è vero il contrario. Pensare qualcosa è la costruzione intellettuale, ideale e immaginativa, che noi operiamo in proposito; ma SOVENTE CONCEDIAMO TROPPO PRIVILEGIO A QUESTO PENSARE, per cui senza rendercene conto – o addirittura anche giustificando l’atteggiamento che sto per definire – PROIETTIAMO SUL FATTO CIÒ CHE PENSIAMO. L’uomo sano invece vuole sapere come un fatto sia: solo sapendo come è, e solo allora, può anche pensarlo. Così […] insisto su quanto è importante innanzitutto sapere come [il fatto] sia, di che cosa esattamente si tratti.”  

          Infatti, aggiungo io, se non si applica un tale realismo si rischia di incorrere nel medesimo rischio di sentimentalismo o di parzialismo che riferite essere diverso dalla retta ragione. In altre parole, rischiate di cadere nella medesima trappola da cui, giustamente, mettete in guardia.  

          Bergoglio immagina che la Madonna abbia potuto pensare: “Dio mi ha ingannata”. Osserviamo il fatto,  osserviamo il contesto, osserviamo Chi parla e a chi parla. La ragione è inclusiva per definizione e qualsiasi metodo che la confini in un ristretto campo la depotenzia (come il razionalismo positivista rende vilipende la ragione umana giacché la imprigiona in un ambito angusto).
          Inoltre, il metodo da utilizzare per una analisi, è imposto dall’oggetto che si analizza: come non posso utilizzare la risonanza magnetica per sondare la psicologia di una persona, e non posso applicare aprioristicamente un metodo meramente giurisprudenziale per giudicare in toto la moralità una persona, così non posso applicare un metodo soltanto dogmatico-teologico per giudicare una affermazione che si preponeva, forse, altri scopi. Per esempio quello di riferire di un possibile RIVERBERO PSICOLOGICO che non si può escludere possa avere attraversato Maria. Perché?  

          Perché la fede è un giudizio. GIUDIZIO diverso da SENTIMENTO.  Il SENTIMENTO esiste ed è ALTRA COSA cioè, diverso da SENTIMENTALISMO (vedi critica a “vicenda 1”). Il Pontefice fa riferimento a un possibile sentimento, ad una possibile condizione psicologica di smarrimento che può (può!) essere stata presente nella Vergine. Tale sentimento (perché gli esseri umani hanno sentimenti) NON si configurerebbe come peccato,  e non corrisponderebbe a una mancanza di fede della Vergine in quanto FEDE uguale GIUDIZIO di RETTA RAGIONE, diverso da SENTIMENTO, diverso ancora da SENTIMENTALISMO. Gesù ha dettosulla croce citando il noto salmo “Dio mio perché mi hai abbandonato”. Anche tale FATTO RIFERITO DAL VANGELO non si configura come una mancanza di fede di Gesù, bensi come dimensione psicologica indotta dalla prova della croce. DIMENSIONE PSICOLOGICA o SENTIMENTO è diverso da GIUDIZIO DI FEDE.  

          In sintesi, Dio si è fatto uomo, e gli uomini oltre ad avere un corpo hanno pure una psicologia e dei sentimenti. Ritengo che il riferimento del Pontefice si possa dunque riferire a una tale condizione psicologica ed è, per questo, ben lungi da essere una messa in discussione della fede della Vergine.

        • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 3:35 pm

          È l’esperienza di personale incontro con Gesù che ci rende Cristiani. Senza l’incontro con Lui ci stiamo soltanto riferendo in modo giurisprudenziale a una poltiglia di parole morte. Invece ciò che rende quella parola VIVENTE è l’esperienza personale. Il fatto che io lo ho incontrato oggi. Nella mia vita.

          Penso che una considerazione psicologica come quella fatta dal Papa nella vicenda 1 o nella vicenda 2, possa essere fatta soltanto da chi è abituato a parlare della Madonna o di Gesù come Madre reale e come Amico reale. Niente in meno di quelli che li vedevano in carne e ossa. Una esperienza dei sensi è l’incarnazione. Non ci si può limitare a parlare della Madonna o di Gesù soltanto in modo dottrinalmente giurisprudenziale citando i dogmi X e Y e poi le encicliche Y e Z.

          Se io sto parlando di un amico, se sto parlando di quanto è sensazionale e umanamente interessante quell’amico, posso anche parlarne immedesimandomi, raccontando i sentimenti che quell’amico nutre etc. Ed è questo che fa il Papa. Perché l’incarnazione è un fatto reale, sensibile ora, come è sensibile la tua, la mia, la nostra faccia. Incarnazione non è una parola scritta su un libro, per noi.

        • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 3:39 pm

          Vorrei aggiungere un’ulteriore precisazione.

          È l’esperienza di personale incontro con Gesù che ci rende Cristiani. Senza l’incontro con Lui ci staremmo soltanto riferendo in modo giurisprudenziale a una poltiglia di parole morte. Invece ciò che rende quella parola VIVENTE è l’esperienza personale.

          Penso che una considerazione psicologica come quella fatta dal Papa nella vicenda 1 o nella vicenda 2, possa essere fatta soltanto da chi è abituato a parlare della Madonna o di Gesù come Madre reale e come Amico reale. Niente in meno di quelli che li vedevano in carne e ossa. Una esperienza dei sensi è l’incarnazione. Non ci si può limitare a parlare della Madonna o di Gesù soltanto in modo dottrinalmente giurisprudenziale citando i dogmi X e Y e poi le encicliche Y e Z.

          Se io sto parlando di un amico, se sto parlando di quanto è sensazionale e umanamente interessante quell’amico, posso anche parlarne immedesimandomi, raccontando i sentimenti che quell’amico nutre etc. Ed è questo che fa il Papa. Perché l’incarnazione è un fatto reale, sensibile ora come è sensibile la tua, la mia, la nostra faccia. Incarnazione non è una parola scritta su un libro, per noi.

        • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 4:18 pm

          Teo, non se ne rende conto, ma ha appena sottoscritto quello che dico io. Se lei dice che il “fiat” della Madonna non è neanche lontanamente paragonabile a quell’iniziale turbamento sul “non conosco uomo, come è possibile?”, sta dicendo anche lei che la Madonna ha avuto una reazione psicologica. E che poi però ha dato un giudizio di fede. Ergo: SENTIMENTO diverso da GIUDIZIO DI FEDE.

          Ergo, FRASE DI FRANCESCO RIFERITA A SFERA PSICOLOGICA COME TENTATIVO DI IMMEDESIMAZIONE IN MARIA diversa da ERESIA.

        • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 7:50 pm

          Lei, ripeto, non deve mettere in bocca a Giussani quello che dico io. Giussani era citato SOLO nel virgolettato. Quando si parlava dell’ostruzionismo dei nostri pensieri sul fatto reale. Appunto.

          Accetto la correzione sulla “subitanea adesione”, non mi cambia nulla. Perché l’adesione deriva da un giudizio. Perché il giudizio vero è adaequatio rei et intellectus. Tu, Dio, sei vero. È un giudizio. “Io, o Dio, aderisco a Te”, è la conseguenza del giudizio su Dio.

          SBAGLIA, forse, a dire così perentoriamente che Ella non ha avuto reazioni o sentimenti (il sentimento si deve chiamare “sentimento” e non “sentimentalismo”, per il semplice fatto che il sentimentalismo è ALTRA COSA) o dubbi. Perché il Vangelo invece ne fa menzione. Fa menzione di sentimenti (“non avere paura, Maria”, PAURA=SENTIMENTO), fa menzione di reazioni (“ella fu molto turbata” TURBAMENTO), fa menzione di dubbi (“come è possibile? Non conosco uomo” COME È POSSIBILE?). Tali rilievi, che sono psicologici, NON mettono in dubbio l’Immacolata concezione. Ora mi sono spiegato?

          Gesù non aveva sentimenti? Si è pure adirato, rovesciando i tavoli. Ha pianto, ha riso, ha bevuto vino fino a farsi chiamare “mangione e beone”. Si ricorda?

          Peraltro esiste la tentazione. Gesù pure fu tentato. Gesù era senza peccato. Gesù è stato giorni nel deserto. Tentato. Chi dice che il pensiero di Maria di cui ha parlato il Papa da voi (troppo affrettatamente? Ingiustamente?) incriminato, non possa essere stata una tentazione? È possibile che ci sia stata. Anche perché dire che la Madonna era umana e che aveva, pensieri, sentimenti, reazioni, non scalfisce di una H la sua immacolata concezione. Ora mi sono (ri)spiegato?

          Peraltro il cristianesimo ha anche dei dogmi, ma NON è complesso di dogmi. Distingua Teo, e non mi metta in bocca ciò che non ho detto.
          Il cristianesimo è un fatto storico (FATTO STORICO diverso da ILLUMINAZIONE SOGGETTIVA E LUTERANESIMO) che ha diviso in 2 la storia e la vita (CONCRETEZZA: LA MIA VITA diverso da ILLUMINAZIONE SOGGETTIVA E LUTERANESIMO) di chi ha incontrato Gesù Cristo.
          Forse, e dico forse, è molto più luterano lei che fa coincidere, a quanto leggo, il cristianesimo con un insieme di dogmi. Ha capito?

          Anche perché se si staccano i dogmi e tutta la dottrina, dalla PERSONA REALE di Gesù (fideismo? Spiritualismo? Ma dove? Di che parla, mi scusi?), cioè da Dio incarnato, REALE, ci si trova dinanzi a delle cose davvero poco interessanti. Invece tutto è interessante perché è interessante Gesù. Per chi lo ha incontrato, ovviamente.

          E la pianti di trattarmi come un avversario. Sia invece più magnanimo, come si conviene tra uomini, e a maggior ragione, tra cristiani.

        • #Emanuele   28 dicembre 2013 at 1:12 am

          Cordialmente, non parli di Giussani se non ne sa nulla, perché rischia di tornare a casa in pullman, tanto diventa povero ai miei occhi. Povero e disonesto.

          Mi spieghi quale sarebbe l’elemento kantiano. Vorrei una spiegazione dettagliata.
          Inoltre mi spieghi quali sarebbero i sofismi (= imbrogli dialettici non finalizzati alla ricerca della verità). Sia circostanziato, prego.
          Ancora, mi spieghi quale peccato esista nella chiave di lettura (a mio parere verisimile), che ho fornito circa l’episodio che criticate del Papa. Cioè, come un contraccolpo psicologico possa essere un peccato. Mi spieghi, in altre parole, come mai Maria peccherebbe a sentirsi smarrita di fronte al proprio figlio morente (interpretazione del Papa) e invece come mai la paura di Gesù, documentata dai vangeli (“se possibile allontana da me questo calice) non sarebbe peccato. E che fa? Due pesi e due misure?

          Non dia però la colpa a Kant stavolta. Sia circostanziato come finora non lo è stato, e si attenga a rispondere alle mie argomentazioni.

          L’incontro è quello con Gesù in carne e ossa, vivo, nella comunità cristiana. Incarnazione, appunto. Che è la Chiesa, e nel caso nel mio movimento, che lei giudica senza conoscere, perciò disonestamente, è la mano della Chiesa che mi ha raggiunto attraverso persone e volti di una umanità cambiata. È bastato che alcuni uomini dicessero certe cose, e compissero certi atti, per cui io abbia CON LA RAGIONE dovuto dire: la mera umanità non basta a spiegare ciò.

          Mi riferisco dunque, gentile Teo, ad una esperienza empirica. Dei sensi. Come quella dei primi che incontrarono Gesù, ai loro occhi un umano come loro. Ma è bastato che quell’uomo facesse certe cose, compisse certi atti per cui loro si siano trovati a riferire ai loro amici: abbiamo trovato il messia. Ha capito? Esperienza umana con persone. “Dove due o più sono uniti nel mio nome, la io sono”.

          La pianti dunque di scappare dalle mie ragioni citando DOGMATICAMENTE categorie filosofiche anche me avverse. E la pianti inoltre di insultare gratuitamente l’esperienza altrui, che peraltro ignora. Ignor profondamente. E sia più magnanimo, si più magnanimo nel dare credito allo Spirito Santo che, grazie a Dio, agisce indipendentemente da lei e da me, suscitando carismi che sono comunicativi per tante e tante persone. Mi ha capito?

          Cordialmente.

  4. #Teo   26 dicembre 2013 at 10:26 pm

    Scusi ma tutta questa filippica su ” giudizio, sentimento, sentimentalismo” ecc.. serve a dire che la Santa Vergine sotto la Croce ha avuto dubbi umani, perchè come tutti gli uomini sono soggetti a sentimenti inerenti al contesto vissuto?

    Ohibò….ma allora, tutta la sua “esegesi” serve a dire e/o dimostrare che la Santa Vergine ha mostrato dubbi e pensieri… come tutti noi…. quindi è stata concepita con il peccato originale come tutti noi?

    dato che è proprio dell ‘ imperfezione causata dal peccato originale, a produrre sentimenti da lei descritti? Non crede che al posto dei dubbi la Santa Vergine abbia provato dolore e ancora dolore senza mai dubitare? Ma che scherziamo amico?

    Complimenti al suo “maestro”…. che avrebbe la pretesa di minare il Dogma dell’Immacolata Concezione in un sofismo da 4 soldi, come quello da lei postato.

    Dogma dell’Immacolata Concezione, le dice niente? no? Allora se lo studi e se lo impari a memoria. Grazie… e questo vale anche per Bergoglio e chi come lui.

    • #ricciotti   26 dicembre 2013 at 10:38 pm

      Gentile Emanuele,
      Grazie per i suoi interventi.
      A me non convincono, sembrano piuttosto tentativi di giustificazione dell’immonda pratica dell’ambiguita’ espositiva.
      Il documento Auctorem Fidei di papa Pio VI le dovrebbe chiarire le idee.
      Condivido invece il parere di Teo.
      Aggiungo a Teo che “magari” si trattasse solo di dubbi.
      Il dott Bergoglio attribuisce alla VM un vero e proprio gesto di ribellione satanica.
      In pensieri accuserebbe Dio di menzogna.
      Un vero e proprio refluo maleodorante di dottrine malate, nella morale e probabilmente anche nella psiche.
      Il relativismo dogmatico e l’esegesi da società biblica sono quanto di peggio possa esistere nella teologia, inammissibili e anatematizzati nel cattolicesimo.
      Santa notte.

      Ps: il “perché mi hai abbandonato” ha ben altra natura ed il salmista ben spiega questa precisa esclamazione. Il solo accostamento al “Dio bugiardo” della “Madonna di Bergoglio” è un incubo esegetico.

    • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 2:53 pm

      Scusi, ma quando l’angelo portò l’annuncio a Maria ella rispose: “ma come è possibile? Non conosco uomo.” Dubbio legittimo e razionale da persona umana o iniziale e peccaminoso scetticismo? Penso che la “retta ragione” ci imponga di distinguere quelli che sono i leggittimi e umani sentimenti, rispetto al peccato e alla mancanza di fede. Invece mi pare che voi facciate di tutta l’erba un fascio. Invece dal mio punto di vista è necessario distinguere.

      Il mio maestro, che cito, è Don Giussani, e le assicuro che non è la persona più idiota che è esistita. In ciò che cito di Don Giussani egli riferisce delle note metodologiche più che razionali, e mette in guardia tra l’altro su quel fare nostro che, nostro malgrado, ci mette il prosciutto di fronte agli occhi, rendendo la nostra analisi affetta da parzialismo, cioé irrazionale. Per quanto in buona fede noi siamo.

      Quello che tu chiami sillogismo, in effetti lo è perché poggia su delle premesse. E se le premesse sono giuste, quello che vien fuori logicamente, anche, è giusto. Se invece sbaglio, devi dirmi, in correzione fraterna, dove sbaglio, cosicché la mia conclusione diventi dunque affetta da irrazionalità.

      Altro esempio, “Ella fu molto turbata” non è mancanza di fede ma sentimento. E il mio che interpreto in questo modo non è sentimentalismo, ma ragione.

      Altro esempio ancora: “Padre, allontana da me questo calice”. Vigliaccheria di Gesù che ha osato dubitare della Sua missione? No direte voi, Gesù ha semplicemente avuto paura. E sottolineo paura. Ma paura paura cioè sentimento umano?
      Ora, se io facessi quello che voi fate col Papa dovrei dire: MA COME VI PERMETTETE DI DIRE CHE GESÙ HA AVUTO PAURA CIOÈ SENTIMENTI UMANI QUESTA È UNA INTERPRETAZIONE MASSONICA MODERNISTA CHE VI QUALIFICA COME MASSONI E MODERNISTI PERCHÉ GESÙ NON HA AVUTO, IL MINIMO DI TENTENNAMENTO NELLO SVOLGERE LA SUA MISSIONE. VERGOGNA E LEGGETE E STUDIATE I DOGMI XYZ. Invece, tali (e deliranti) affermazioni non sarebbero secondo retta ragione. O mi sbaglio?
      In queste righe ho fatto soltanto una caricatura di quello che mi pare facciate voi con Bergoglio, cioè confondere una interpretazione che riguarda la psicologia della persona con il sentimentalismo, o peggio, con l’antidogma!

      • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 3:01 pm

        Nel precedente post rispondevo a Teo, ma mi sembra di poter estendere quella risposta anche al signor Ricciotti. Vi ringrazio per il dialogo perché siete per me di grande arricchimento.

  5. #Teo   27 dicembre 2013 at 3:39 pm

    Scusi, ma il suo maestro certo don Giussani, non vi ha insegnato che il dubbio “umano” di Maria all’ Annunciazione NON E’ NEMMENO PARAGONABILE a ciò che successe ai piedi della Croce?

    E’ in quel preciso istante che Maria Santissima manifesta il suo Fiat … si o no?

    Bene…. allora in quel Fiat, non è incluso tutto il resto? Maria Santissima, non avrebbe conosciuto ciò che sarebbe successo durante e dopo? no?

    Quindi il suo maestro certo don Giussani…. avrebbe la pretesa di conoscere o di spiegare o peggio nararre il dialogo intimo di Maria intercorso con Dio? …. andiamo proprio bene….

    quindi il Giussani maestro, pretende di spiegare i Misteri della Fede Cattolica con la semplice ragione e per farlo non pensa due volte a ridurre la Santità di Maria e di Cristo sotto un aspetto puramente umano. …. ma per favore….. ringrazio Iddio di non avermi fatto conoscere dal vivo un “maestro” come costui… altrimenti sarebbero state scintille.

    Lo stesso dicasi degli altri guru dei movimenti “ecclesiali” i quali li ritengo responsabili dei danni fatti alla Chiesa Cattolica e di conseguenza alla Fede cattolica….

    • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 3:48 pm

      No amico, soltanto il virgolettato era di Giussani. Il resto era mio.

      “Fiat” è un GIUDIZIO diverso da SENTIMENTO. Distingua, Teo!

      È l’esperienza di personale incontro con Gesù che ci rende Cristiani. Senza l’incontro con Lui ci stiamo soltanto riferendo in modo giurisprudenziale a una poltiglia di parole morte. Invece ciò che rende quella parola VIVENTE è l’esperienza personale di corrispondenza reale con il fatto di Gesù Cristo che ci rende cristiani.

      Penso che una considerazione psicologica come quella fatta dal Papa nella vicenda 1 o nella vicenda 2, possa essere fatta soltanto da chi è abituato a parlare della Madonna o di Gesù come Madre reale e come Amico reale. Niente in meno di quelli che li vedevano in carne e ossa. Una esperienza dei sensi è l’incarnazione, e se non è esperienza dei sensi non è incarnazione. Non ci si può limitare a parlare della Madonna o di Gesù soltanto in modo dottrinalmente giurisprudenziale citando i dogmi X e Y e poi le encicliche Y e Z.

      Se io sto parlando di un amico, se sto parlando di quanto è sensazionale e umanamente interessante quell’amico, posso anche parlarne immedesimandomi, raccontando i sentimenti che quell’amico nutre etc. Ed è questo che fa il Papa. Perché l’incarnazione è un fatto reale, sensibile ora come è sensibile la tua, la mia, la nostra faccia. Incarnazione non è una parola scritta su un libro, per noi.

  6. #Teo   27 dicembre 2013 at 6:32 pm

    Emanuele, non ci siamo!!!

    Il Fiat di Maria Santissima, NON E’ UN GIUDIZIO, neppure un sentimento, il Fiat di Maria è una SUBITANEA ADESIONE imprescutabile alla mente umana che è imprigionata dal peccato originale e di fatto produce sentimentalismi, reazioni e dubbi. Aspetti che NON POTEVANO IN ALCUN MODO RIGUARDARE LA SANTA VERGINE IMMACOLATA CONCEZIONE.

    Ella seppur Concepita senza peccato è creatura libera, poteva dire o si o no!!!

    Nessun dubbio sul SI = FIAT e nessun dubbio sul NO.

    La prassi dell’incontro, propagandata da Giussani, mette in evidenza un certo fideismo con l’aggiunta di uno pseudosoprannaturalismo individuale, di fatto simile al luteranesimo, il quale ammette che per conoscere le verità religiose ci si debba basare esclusivamente sull’interpretazione individuale della Bibbia sotto l’ombrello dell’illuminazione divina personale lo stesso in voga in tutti gli pseudo movimenti “ecclesiali” infiltratisi all’interno della Chiesa dal CVII.

    Incontro personale con Dio = illuminazione divina.

    Come se non bastasse il tutto è miscelato ad una buona dose di positivismo kantiano…

    Il cristianesimo quindi, non sarà più un complesso di Dogmi Immutabili dal valore oggettivo assoluto, ma sarà un sentimento del divino che sorge dal nostro subcosciente, il Dogma sarà solo una espressione della nostra subcoscienza soggetto a una continua evoluzione, giacchè il critico come tale, può anche negare ciò che DICE di ammettere come credente….

    In poche parole MODERNISMO all’ennesima potenza. Una pagina dottrinalmente corretta e l’altra eretica.

    Spiace ma è quanto ha dimostrato sin qui lei e Bergoglio.

    • #Emanuele   27 dicembre 2013 at 7:53 pm

      Ma no! Cosa dice, Teo!

      Lei, ripeto, non deve mettere in bocca a Giussani quello che dico io. Giussani era citato SOLO nel virgolettato. Quando si parlava dell’ostruzionismo dei nostri pensieri sul fatto reale. Appunto.

      Accetto la correzione sulla “subitanea adesione”, non mi cambia nulla. Perché l’adesione deriva da un giudizio. Perché il giudizio vero è adaequatio rei et intellectus. Tu, Dio, sei vero. È un giudizio. “Io, o Dio, aderisco a Te”, è la conseguenza del giudizio su Dio.

      SBAGLIA, forse, a dire così perentoriamente che Ella non ha avuto reazioni o sentimenti (il sentimento si deve chiamare “sentimento” e non “sentimentalismo”, per il semplice fatto che il sentimentalismo è ALTRA COSA) o dubbi. Perché il Vangelo invece ne fa menzione. Fa menzione di sentimenti (“non avere paura, Maria”, PAURA=SENTIMENTO), fa menzione di reazioni (“ella fu molto turbata” TURBAMENTO), fa menzione di dubbi (“come è possibile? Non conosco uomo” COME È POSSIBILE?). Tali rilievi, che sono psicologici, NON mettono in dubbio l’Immacolata concezione. Ora mi sono spiegato?

      Gesù non aveva sentimenti? Si è pure adirato, rovesciando i tavoli. Ha pianto, ha riso, ha bevuto vino fino a farsi chiamare “mangione e beone”. Si ricorda?

      Peraltro esiste la tentazione. Gesù pure fu tentato. Gesù era senza peccato. Gesù è stato giorni nel deserto. Tentato. Chi dice che il pensiero di Maria di cui ha parlato il Papa da voi (troppo affrettatamente? Ingiustamente?) incriminato, non possa essere stata una tentazione? È possibile che ci sia stata. Anche perché dire che la Madonna era umana e che aveva, pensieri, sentimenti, reazioni, non scalfisce di una H la sua immacolata concezione. Ora mi sono (ri)spiegato?

      Peraltro il cristianesimo ha anche dei dogmi, ma NON è complesso di dogmi. Distingua Teo, e non mi metta in bocca ciò che non ho detto.
      Il cristianesimo è un fatto storico (FATTO STORICO diverso da ILLUMINAZIONE SOGGETTIVA E LUTERANESIMO) che ha diviso in 2 la storia e la vita (CONCRETEZZA: LA MIA VITA diverso da ILLUMINAZIONE SOGGETTIVA E LUTERANESIMO) di chi ha incontrato Gesù Cristo.
      Forse, e dico forse, è molto più luterano lei che fa coincidere, a quanto leggo, il cristianesimo con un insieme di dogmi. Ha capito?

      Anche perché se si staccano i dogmi e tutta la dottrina, dalla PERSONA REALE di Gesù (fideismo? Spiritualismo? Ma dove? Di che parla, mi scusi?), cioè da Dio incarnato, REALE, ci si trova dinanzi a delle cose davvero poco interessanti. Invece tutto è interessante perché è interessante Gesù. Per chi lo ha incontrato, ovviamente.

      E, francamente, la pianti di trattarmi come un avversario. Sia invece più magnanimo, come si conviene tra uomini, e a maggior ragione, tra cristiani.

      • #Teo   27 dicembre 2013 at 10:44 pm

        Forse, e dico forse, è molto più luterano lei che fa coincidere, a quanto leggo, il cristianesimo con un insieme di dogmi. Ha capito?

        Senta Emanuele, già scrivere una simile corbelleria significa che ella non conosce nemmeno cosa sia il luteranesimo, in secondo luogo il suo Giussani con questa spiritualità dell’ “incontro” (come HO GIA’ spiegato) da al suo interlocutore o seguace l’imput di sentirsi un illuminato, migliore degli altri…. lei con questi sofismi lo ha dimostrato chiaramente.

        Continua a sottolineare l’incontro… quale incontro? E’ sicuro lei d’averlo incontrato? Come in che modo? Ha avuto dei messaggi espliciti …tali da poter dire con estrema semplicità che Maria ebbe dei dubbi? Chi glielo ha svelato? Era li con Maria al momento dell’Annunciazione? Oppure era li sotto la Croce? Che ne sa lei o Giussani o Bergoglio di cosa veramente ha pensato Maria sotto la Croce o al momento dell’Annunciazione?

        La smetta lei di fare sofismi sul Fiat di Maria, perchè il Fiat NON E’ un giudizio ma UNA TOTALE ADESIONE senza giudizio. Il giudizio implica lo trascorrere di un tempo il Fiat è UN ATTIMO!!!

        Il giudizio implica un ragionamento Maria Santissima NON LO FECE, aderì punto e basta e questo è per noi un Mistero della Fede.

        Maria pose una sola domanda il suo “turbamento” non era volto ad un giudizio ma è insito in quell’attimo.

        La GRAZIA, che ricevette Maria nella creazione fu piena e perfetta relativamente al suo stato e alla Sua Missione di Madre di Dio, TUTTAVIA, non era infinita e perciò duranete il suo pelleggrinaggio terreno poteva aumentare. Ella aveva il privilegio di impeccabilità non intrisecamente come Gesù per la sua natura ma estrinsecamente e moralmente, per la Grazia datale da Dio in virtù della sua divina Maternità NON POTEVA PECCARE, ma on fu privata della sua libertà e quindi del merito.

        Solo pensare che Ella potesse essere stata colta da qualche dubbio, implica attribuirle la possibilità di peccato.

        Il suo caro Emanuele come quella del Giussani sono solo sofismi kantiani…che trovano un nesso e una logica nel luteranesimo che è insito nel modernismo.

  7. #Teo   27 dicembre 2013 at 11:02 pm

    Mi scuso con lei se le sarò sembrato duro, non era nelle mie intenzioni, francamente però mi sono stancato di sofismi all’interno della Dottrina.

    Non c’è l’ho con lei ci mancherebbe, bensì con questa teologia kantiana che ha disrtrutto l’ordine delle cose e la logica.

    Una logica che mantiene la santità al suo posto, senza svuotarla del suo contenuto. Pensare che Maria fosse sfiorata da dubbi umani significa sferegiarne la sua Santità e farsi beffe dei privilegi che Dio volle fossero a lei dati in vista della Maternità Divina.

    Chiedo scusa questo è il motivo della mia apparente durezza…. questo solo, è un mio difetto non riesco ad essere magnanimo difronte a cose così gravi.

    Un saluto cordiale.

    • #Emanuele   28 dicembre 2013 at 1:20 am

      Cordialmente, non parli di Giussani se non ne sa nulla, perché rischia di tornare a casa in pullman, tanto diventa povero ai miei occhi. Povero e disonesto. Sia più umile nel valutare ciò che non conosce.

      Mi spieghi quale sarebbe l’elemento kantiano. Vorrei una spiegazione dettagliata.
      Inoltre mi spieghi quali sarebbero i sofismi (= imbrogli dialettici non finalizzati alla ricerca della verità). Sia circostanziato, prego.
      Ancora, mi spieghi quale peccato esista nella chiave di lettura (a mio parere verisimile), che ho fornito circa l’episodio che criticate del Papa. Cioè, come un contraccolpo psicologico possa essere un peccato. Mi spieghi, in altre parole, come mai Maria peccherebbe a sentirsi smarrita di fronte al proprio figlio morente (interpretazione del Papa) e invece come mai la paura di Gesù, documentata dai vangeli (“se possibile allontana da me questo calice”) non sarebbe peccato. E che fa? Due pesi e due misure?

      Non dia però la colpa a Kant stavolta. Sia circostanziato come finora non lo è stato, e si attenga a rispondere alle mie argomentazioni.

      L’incontro è quello con Gesù in carne e ossa, vivo, nella comunità cristiana. Incarnazione, appunto. Che è la Chiesa, e nel caso del mio movimento, che lei giudica senza conoscere, perciò disonestamente, è la mano della Chiesa che mi ha raggiunto attraverso persone e volti di una umanità cambiata. È bastato che alcuni uomini dicessero certe cose, e compissero certi atti, per cui io abbia CON LA RAGIONE dovuto dire: la mera umanità non basta a spiegare ciò.

      Mi riferisco dunque, gentile Teo, ad una esperienza empirica. Dei sensi. Come quella dei primi che incontrarono Gesù, ai loro occhi un umano come loro. Ma è bastato che quell’uomo facesse certe cose, compisse certi atti per cui loro si siano trovati a riferire ai loro amici: abbiamo trovato il messia. Ha capito? Esperienza umana con persone. “Dove due o più sono uniti nel mio nome, la io sono”.

      La pianti dunque di scappare dalle mie ragioni citando DOGMATICAMENTE categorie filosofiche anche a me avverse. E la pianti inoltre di insultare gratuitamente l’esperienza altrui, che peraltro ignora. Ignora profondamente. E sia più magnanimo, sia più magnanimo nel dare credito allo Spirito Santo che, grazie a Dio, agisce indipendentemente da lei e da me, suscitando carismi che sono comunicativi per tante e tante persone.
      Mi ha capito?

      Cordialmente e in correzione fraterna, la ringrazio.

  8. #Teo   28 dicembre 2013 at 9:39 am

    Mi ha capito?

    Oh si certo Emanuele, ho capito ho capito benissimo.

    Aggiungo, oltre a ciò che le ho già abbondantemente spiegato (e che lei con molta disinvoltura e disonestà mentale oltre che catechetica continua a denigrare) che il suo “maestro” simile in tutto agli altri pseudo movimenti “ecclesiali” che sono all’interno della Chiesa, (i quali per’altro le hanno procurato danni alle anime) state giocando a costruirvi una vostra religione sulla base di sofismi e filosofie kantiane.

    Non conosce kant? beh se lo studi e se ha un briciolo di intelletto lo capirà da solo.

    L’intelligenZa è comunque un dono che aumenta e progredisce dal momento in cui si abbraccia la vera Chiesa che è la Tradizione il Deposito millenario della Chiesa, TALE ATTO procurerà intelligenza sui Misteri di Dio, che voi dei movimenti non potete cogliere, perchè appunto vi siete fatti una vostra religione di stampo protrestante.

    Incontro personale con Dio = illuminazione divina.

    Illuminazione divina che viene da un incontro con gli uomini = uomo come e al posto di Dio.

    Il suo “maestro” e tutti gli altri procedono in senso contrario. Non è difficile quindi capire che se anche a lei venisse offerto su un piatto d’oro la Tradizione Deposito, la rifiuterebbe perchè lei si è già costruita una religioner fai da te.

    L’esperienza di Dio mio caro amico, non si trova esclusivamente nelle persone come lei va arzigogolando, l’esperienza di Dio in carne ed ossa come lei ha scritto è sostituire l’uomo a Dio quindi una eresia.

    Dia a Dio quel che è di Dio e all’uomo cesare quello che è dell’uomo Cesare…ecco che allora riuscirà a coglierne appieno anche la Divinità. Acquisti il Catechismo di S. Pio X quello di padre Dragone vedrà che troverà uno spiraglio di luce di vera Fede Cattolica e ancor più vedrà che riuscirà a cogliere che ciò che ha scritto sui “dubbi” di Maria Santissima sono BESTEMMIE!!!

    Cordialmente e in correzione fraterna, la ringrazio.

    PS: a lei chi glielo ha detto che la sua reltà non la conosco? Cos’è voi dei movimenti siete vpure dei veggenti?

    • #Emanuele   28 dicembre 2013 at 7:00 pm

      Mi sembra che il suo problema non sia soltanto la disonestà di chi, rinchiuso nella bolla di un costrutto teorico talmente perfetto, si ostina a censurare le argomentazioni altrui al fine di far quadrare le proprie, pretendendo, per giunta, che tutta la verità si trovi nel breve spazio delle proprie tasche.
      L’altro problema che ravviso nelle sue risposte è proprio il non avere abbastanza pixel, tanto da non poter distinguere i diversi oggetti che le pongo dinanzi.

      Lei non è onesto perché non risponde alle domande che le faccio.
      Precedentemente mi ha tacciato di sofismo. E al mio domandarne il motivo lei non ha risposto. Il sofista è colui che costruisce artifizi dialettici per giustificare i propri scopi, e senza curarsi di ricercare la verità. Le richiedo: dove sono stato sofista? Stavolta risponda.
      Questo suo fare tra l’altro, mi ricorda quello del mio professore di filosofia, il quale, quando si trovava con le spalle al muro quando citavo Agostino contro il suo relativismo, mi rispondeva proprio come lei. Questo è sofismo, diceva. Ma tutti e 2 sapevamo che non era così.

      “PS: a lei chi glielo ha detto che la sua reltà non la conosco? Cos’è voi dei movimenti siete vpure dei veggenti?”

      Guardi, non ci vuole la veggenza per accorgersi che lei non conosce Giussani. O mi vuol far credere che ha letto Giussani? Cosa ha letto?
      Lei accredita troppo affrettatamente dei pregiudizi contro il mio movimento, come nel caso del più inconsistente qualunquismo. Inoltre anche se avesse letto i libri le mancherebbe l’esperienza diretta.
      Perché ciò che è esperienza vivente si conosce attraverso l’esperienza diretta. Non attraverso i documenti o i libri. I documenti o i libri sono certo importanti, ma si ricordi, che la gente ha creduto a Gesù, non ad un libro.

      I discepoli hanno creduto ad un uomo, non ad un tradizione o ad una dottrina.

      “Illuminazione divina che viene da un incontro con gli uomini = uomo come e al posto di Dio.”

      Le faccio notare che Qualcuno ha detto che SAREBBE RIMASTO con noi fino alla fine del mondo. Dove? DOVE DUE O TRE SI FOSSERO UNITI NEL SUO NOME. Cioè nella chiesa. L’esperienza di chiesa è fatta di persone? Si.
      Ma come? Attraverso delle persone si può arrivare a Dio? Si. E come sono queste persone? Non sono persone generiche, sono persone che fanno esperienza di chiesa, ovverosia, esperienza di Gesù vivo nella carne della Chiesa, cioè, incarnato. Qua, quaggiù.

      E secondo lei questo è protestantesimo. Ma no! Non lo è! È l’opposto del protestantesimo, tanto è che era invece Lutero quello che diceva che si poteva tranquillamente bypassare l’umanità della chiesa in favore di una illuminazione interiore attraverso cui avverrebbe il rapporto con Dio. A partire da ciò, infatti, negava o relativizzava alcuni sacramenti. Secondo lui Dio avrebbe visto i nostri peccati dall’alto, mica ci sarebbe stato bisogno di una persona, un prete, che convalidasse il sacramento della penitenza. Secondo la visione protestante, infatti i conti si regolerebbero tra l’uomo e Dio, direttamente.

      Invece, noi ci si converte attraverso chi crede. Cioé attraverso la Chiesa. DIO passa attraverso l’umano. In particolare, attraverso l’umanità della Chiesa. BXVI diceva che “Dio non ci salva dalla nostra umanità, ma attraverso di essa”. Se lei pensa che non sia così lo dimostri. Con un ragionamento, con la citazione di un passo del vangelo, con quello che vuole. Non basta parlare, deve dimostrare. Sennò si è disonesti.

      Così, poi, di questo passo, lei giunge ad affermare:
      “L’esperienza di Dio mio caro amico, non si trova esclusivamente nelle persone come lei va arzigogolando, l’esperienza di Dio in carne ed ossa come lei ha scritto è sostituire l’uomo a Dio quindi una eresia.”

      Le rispondo così, si rilegga At 3, 1-11 e i particolare:
      “Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. 4 Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». 5 Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6 Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!». 7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8 e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.”

      Come vede: “Quello che ho te lo do. In nome di Gesù Cristo…” Gli atti degli apostoli, Gentile Teo, non sono un testo di propaganda, o di esegesi modernista.
      Quindi ravveda la sua convinzione.

      Se lei dice che l’unico modo di arrivare a Dio è lo studio della esegesi tradizionale, tale metodo fa fuori molte molte persone. In primis i semplici.
      Invece Gesù incontrava gli altri. E attraverso la Sua umanità passava la divinità. E la gente gli credeva. Allo stesso modo, il protagonista dell’episodio degli atti che ho citato, ha fatto esperienza di Gesù e lo ha incontrato attraverso la mano di San Pietro che lo ha rialzato e guarito. Questo episodio degli atti è il paradigma di come Gesù ci si fa incontro oggi. Di come Gesù si è fatto incontro a me.

      Perché le sta antipatica l’incarnazione? Piuttosto, lei stia attento a non avere idee eretiche. Perché l’Incarnazione mi pare sia contemplata.

  9. #Teo   28 dicembre 2013 at 10:37 am

    CORREGGO il lapsus:

    L’esperienza di Dio mio caro amico, non si trova esclusivamente nelle persone come lei va arzigogolando, l’esperienza di Dio in carne ed ossa, COSì COME L’HA DESCRITTA LEI, è sostituire DIO con l’uomo quindi una eresia.

    la saluto e per quel che mi riguarda la chiudo qui…tanto con lei mi sa che è tempo perso.

    Si ricordi ciò che ha scritto S. Paolo a proposito di coloro che portavano una diversa dottrina da quella che egli insegnava e che gli era stata trasmessa.

    • #Emanuele   28 dicembre 2013 at 7:06 pm

      Mi sembra che il suo problema non sia soltanto la disonestà di chi, rinchiuso nella bolla di un costrutto teorico talmente perfetto, si ostina a censurare le argomentazioni altrui al fine di far quadrare le proprie, pretendendo, per giunta, che tutta la verità si trovi nel breve spazio delle proprie tasche.
      L’altro problema che ravviso nelle sue risposte è proprio il non avere abbastanza pixel, tanto da non poter distinguere i diversi oggetti che le pongo dinanzi.

      Lei non è onesto perché non risponde alle domande che le faccio.
      Precedentemente mi ha tacciato di sofismo. E al mio domandarne il motivo lei non ha risposto. Il sofista è colui che costruisce artifizi dialettici per giustificare i propri scopi, e senza curarsi di ricercare la verità. Le richiedo: dove sono stato sofista? Stavolta risponda.
      Questo suo fare tra l’altro, mi ricorda quello del mio professore di filosofia, il quale, quando si trovava con le spalle al muro quando citavo Agostino contro il suo relativismo, mi rispondeva proprio come lei. Questo è sofismo, diceva. Ma tutti e 2 sapevamo che non era così.

      “PS: a lei chi glielo ha detto che la sua reltà non la conosco? Cos’è voi dei movimenti siete vpure dei veggenti?”

      Guardi, non ci vuole la veggenza per accorgersi che lei non conosce Giussani. O mi vuol far credere che ha letto Giussani? Cosa ha letto?
      Lei accredita troppo affrettatamente dei pregiudizi contro il mio movimento, come nel caso del più inconsistente qualunquismo. Inoltre anche se avesse letto i libri le mancherebbe l’esperienza diretta.
      Perché ciò che è esperienza vivente si conosce attraverso l’esperienza diretta. Non attraverso i documenti o i libri. I documenti o i libri sono certo importanti, ma si ricordi, che la gente ha creduto a Gesù, non ad un libro.

      I discepoli hanno creduto ad un uomo, non ad un tradizione o ad una dottrina.

      “Illuminazione divina che viene da un incontro con gli uomini = uomo come e al posto di Dio.”

      Le faccio notare che Qualcuno ha detto che SAREBBE RIMASTO con noi fino alla fine del mondo. Dove? DOVE DUE O TRE SI FOSSERO UNITI NEL SUO NOME. Cioè nella chiesa. L’esperienza di chiesa è fatta di persone? Si.
      Ma come? Attraverso delle persone si può arrivare a Dio? Si. E come sono queste persone? Non sono persone generiche, sono persone che fanno esperienza di chiesa, ovverosia, esperienza di Gesù vivo nella carne della Chiesa, cioè, incarnato. Qua, quaggiù.

      E secondo lei questo è protestantesimo. Ma no! Non lo è! È l’opposto del protestantesimo, tanto è che era invece Lutero quello che diceva che si poteva tranquillamente bypassare l’umanità della chiesa in favore di una illuminazione interiore attraverso cui avverrebbe il rapporto con Dio. A partire da ciò, infatti, negava o relativizzava alcuni sacramenti. Secondo lui Dio avrebbe visto i nostri peccati dall’alto, mica ci sarebbe stato bisogno di una persona, un prete, che convalidasse il sacramento della penitenza. Secondo la visione protestante, infatti i conti si regolerebbero tra l’uomo e Dio, direttamente.

      Invece, noi ci si converte attraverso chi crede. Cioé attraverso la Chiesa. DIO passa attraverso l’umano. In particolare, attraverso l’umanità della Chiesa. BXVI diceva che “Dio non ci salva dalla nostra umanità, ma attraverso di essa”. Se lei pensa che non sia così lo dimostri. Con un ragionamento, con la citazione di un passo del vangelo, con quello che vuole. Non basta parlare, deve dimostrare. Sennò si è disonesti.

      Così, poi, di questo passo, lei giunge ad affermare:
      “L’esperienza di Dio mio caro amico, non si trova esclusivamente nelle persone come lei va arzigogolando, l’esperienza di Dio in carne ed ossa come lei ha scritto è sostituire l’uomo a Dio quindi una eresia.”

      Le rispondo così, si rilegga At 3, 1-11 e i particolare:
      “Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l’elemosina. 4 Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». 5 Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. 6 Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!». 7 E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono 8 e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio.”

      Come vede: “Quello che ho te lo do. In nome di Gesù Cristo…” Gli atti degli apostoli, Gentile Teo, non sono un testo di propaganda, o di esegesi modernista.
      Quindi ravveda la sua convinzione.

      Se lei dice che l’unico modo di arrivare a Dio è lo studio della esegesi tradizionale, tale metodo fa fuori molte molte persone. In primis i semplici.
      Invece Gesù incontrava gli altri. E attraverso la Sua umanità passava la divinità. E la gente gli credeva. Allo stesso modo, il protagonista dell’episodio degli atti che ho citato, ha fatto esperienza di Gesù e lo ha incontrato attraverso la mano di San Pietro che lo ha rialzato e guarito. Questo episodio degli atti è il paradigma di come Gesù ci si fa incontro oggi. Di come Gesù si è fatto incontro a me.

      Perché le sta antipatica l’incarnazione? Piuttosto, lei stia attento a non avere idee eretiche. Perché l’Incarnazione mi pare sia contemplata.

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  11. #Mardunolbo   7 luglio 2015 at 12:19 am

    Ma che petulante questo Emanuele ! Sembra uscito dalla setta neocatecumenale per qualche ora giusto per menare la sua teologia kikiana…
    Comunque a leggere dei suoi interventi si scopre come cominci suadente e delicato per finire con l’ostentazione e la protervia tipica dell’indottrinato settario.
    Beh, fatti suoi, torni nel suo antro senza disturbare con sofismi vari !

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