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Qualcuno in questi giorni – anziché attaccarci in maniera subdola con azioni nascoste – si è confrontato con noi in maniera serena, leale e diretta. Ci ha chiesto: perché, a circa un mese dalla Marcia, tutto questo spazio alla polemica? Tutto ciò ha giovato alla causa?

Qual è la “causa” che si combatte? La Marcia è il fine o uno strumento? Il fine della nostra battaglia deve essere contribuire alla salvezza del maggior numero di anime (compresa la propria, ed è dura) e far sì che trionfi la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. Il resto non ne è forse sempre e ovunque una naturale conseguenza? La Marcia, come strumento, è perfetto per questi scopi irrinunciabili?

Se la risposta è sì, Radio Spada ha fallito su tutti i fronti. Ha fallito ad alimentare dibattiti, ha fallito a cercare documenti, fatti e risposte. Ha fallito, ed è stata nociva, nel voler andare ad indagare alcune connivenze più o meno note fra le personalità di spicco che parteciperanno alla Marcia e altre che ne condividono – forse strumentalmente? – solo alcuni aspetti.

Abbiamo fallito allora? Lo nego. La Marcia è perfettibile sotto tutti i punti di vista. Alcuni elementi che abbiamo apportato al duro dibattito di questi giorni mostrano quanto terreno sia stato concesso nel voler conciliare l’inconciliabile: la posizione cattolica (la difesa della vita innocente sempre e comunque) con posizioni non cattoliche (pro-choice di fondo). E la si faccia finita col tirare in ballo sempre la storia del fariseismo, del diavolo divisore che alimenta lotte intestine e la voglia di protagonismo. Conosciamo tutti questi trucchetti. Quando c’è un elefante nella stanza, non ci si può limitare a tirargli le noccioline, con la mano tremante, per farlo stare buono.

Qualcuno ci ha accusato addirittura di essere più “puri e duri” o più a destra, “più rigorosi e intransigenti”, sempre e comunque. Vi darei ragione, se riconoscessi tali categorie: sarebbe un’attitudine sistematicamente disfattista. Cosa sono però queste classificazioni che ci presentate? destra e sinistra, progressismo e tradizionalismo… Esse non ci appartengono, sono artifici linguistici propri della politica. Bisogna invece parlare di cosa fa piacere a Dio e cosa non fa piacere, di cosa contribuisce all’instaurazione del Regno Sociale di NSGC e di cosa invece ci allontana da esso.

Dentro quella stanza non c’è un elefante, che pure è un animale simpatico e che, per quanto grosso, non farebbe mai del male ad un bambino (avete visto Dumbo??? suvvia). Dentro la stanza dell’ordinamento giuridico italiano c’è un idolo primitivo, pagano, che esige sangue umano. Radio Spada certamente non offre e mai offrirà incenso a questo divinità. Le divinità pagane dell’antichità – di quell’antichità che torna attuale a causa del “falso progresso” – altro non erano e sono che il multiforme Diavolo, col quale noi tutti combattiamo ogni giorno, nelle grandi e piccole cose. Chi parla di 194 intoccabile, facendola assurgere a dogma di fede, quale fede ci propina?

Aspettiamo che qualche nostro attento lettore ci fornisca una soddisfacente chiave interpretativa della contiguità fra alcune persone che animano il “variegato movimento” ed esponenti della politica (neo)democristiana italiana. Sto parlando di quella forza politica che cambia pelle, ma che è sostanzialmente animata dagli stessi principi del partito i cui uomini chiave hanno approvato in Italia aborto e divorzio, senza combatterli minimamente.

Ci dispiace per il “variegato movimento”. Se è così tanto variegato, qualche problema strutturale ci deve essere. Problema di principio si direbbe. Come si può propinare questo mix a centinaia di uomini e donne di buona volontà e in buona fede che parteciperanno alla marcia? Chi darebbe ai propri figli un piatto di minestra, sapendo dell’aggiunta di una sola goccia di veleno?

Quindi, cari miei, le piccole baruffe e le bagattelle di questi giorni passano, ma i principi restano. Nobilitiamo il movimento una volta per tutte mettendo al primo posto Gesù Cristo. Movimento aperto a tutti, ma sotto l’egida chiara del cattolicesimo. Perché Gesù pranzava con peccatori, prostitute e pubblicani, con storpi, ciechi e malati d’ogni genere, ma a loro parlava chiaro, mica dialogava. E si attendeva la conversione del cuore. Basta larghe intese, basta abbracci politici!

Gli stendardi ignaziani sotto i quali militare sono solo due. Scegliamo quello giusto, fino alle estreme conseguenze, e, con a capo quello stendardo, marciamo tenendo ben presente che Gesù Cristo nostro Re e Signore ci ha promesso la vittoria sulla morte, e quindi la vittoria su tutte le leggi inique e mortifere di questo mondo, si chiamino esse 194, legge 40 o qualsiasi altro numero con cui si maschererà la Cultura della Morte.

 

di Stefano Andreozzi

 

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