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La donna è stata condannata a morte (impiccagione) per “apostasia” e adulterio da un tribunale locale. L’accusa? Aver sposato un cittadino cristiano ed essersi convertita alla fede del proprio coniuge, in violazione della Sharìa, la legge islamica. La donna ha avuto tempo fino alla data di oggi per abbandonare la sua nuova fede. La ragazza è stata cresciuta dalla madre cristiana dopo che il padre musulmano se ne è andato quando era bambina: è in prigione dal 17 febbraio insieme al figlio di 20 mesi ed è incinta di otto mesi. Il giudice le ha anche inflitto la pena di 100 frustate per adulterio.