acquacalze

Che cos’è la carità? Ce lo insegna san Paolo esaltando gli insegnamenti del Maestro: «Si linguis hominum loquar et angelorum, caritatem au tem non habeam, factus sum velut aes sonans aut cymbalum tinniens. Et si habuero prophetiam et noverim mysteria omnia et omnem scientiam, et si habuero omnem fidem, ita ut montes transferam, caritatem autem non habuero, nihil sum. Et si distribuero in cibos omnes facultates meas et si tradidero corpus meum, ut glorier, caritatem autem non habuero, nihil mihi prodest. Caritas patiens est, benigna est caritas, non aemulatur, non agit superbe, non inflatur, non est ambitiosa, non quaerit, quae sua sunt, non irritatur, non cogitat malum, non gaudet super iniquitatem, congaudet autem veritati» (1Cor. 13,1-6).

Cosa significa? San Paolo fa presente che non può esserci carità se non c’è amore per la verità, quindi il vero amore, quello predicato da Cristo: «[…] se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità».

Cosa significa amare? San Giovanni, Apostolo dell’amore, insegna: «In hoc cognoscimus quoniam diligimus natos Dei, cum Deum diligamus et mandata eius faciamus. Haec est enim caritas Dei, ut mandata eius servemus; et mandata eius gravia non sunt, quoniam omne, quod natum est ex Deo, vincit mundum; et haec est victoria, quae vicit mundum: fides nostra» (1Gv. 5,2-4); sta a significare: «Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede».

Si capisce con grande semplicità perché i modernisti, i quali usurpano molte nostre chiese da più di cinquant’anni, hanno in odio la fede cattolica. Essi, sovvertendo audacemente le Divine Costituzioni (cf. Pascendi Dominici Gregis, san Pio X; Mortalium Animos, Pio XI; Humani Generis, Pio XII), che invece non possono essere modificate (Mt. 24,35, «Caelum et terra transibunt, verba vero mea non praeteribunt»),  dimostrano di non avere fede, poiché, chi ha fede, teme Dio (Sal. 60,6), dunque mai si azzarderebbe a depravare la Sua parola (cf. Satis cognitum e Provvidentissimus Deus, Leone XIII), a contravvenire ai Suoi comandamenti, in special modo a quelli che regolano i doveri dell’uomo verso Dio.

Cosa sta accadendo? I modernisti, pienamente padroni indisturbati della maggior parte delle nostre chiese, vivono una vera sceneggiata (clicca qui), difatti fingono di avere fede (Sir. 15,13) e di insegnarla, nella realtà essi non temono Dio, sono esseri tristi (Eccl. 8,13) e dimostrano, de facto, di essere agnostici; oggi, oltre ad aprire nella docenza ad ogni sorta di peccato (clicca qui), stanno aprendo le chiese agli invasori, a mò di ostello, così danno al mondo il falso messaggio di carità, invero filantropia terzomondista, massonica e cosmopolita (come ho già spiegato qui).

Sono recenti alcune foto diffuse da Repubblica dove si vede che fine stanno facendo le nostre chiese, costruite col sangue dei martiri, in centinaia di anni, edificate con tanta fede e con i risparmi delle vedove, con le donazioni dei poveri e dei ricchi, difese dagli invasori nelle guerre fino alla morte.

Chi mai avrebbe immaginato che così tanti sacrifici fatti per edificare luoghi di culto a Dio, per la gloria di Dio, sarebbero serviti, oggi, a far proliferare il culto dell’uomo? Quell’antropocentrismo moderno ed agnostico, quella dottrina wojtyliana, che si insinua in gran parte della Chiesa cattolica dal Concilio Vaticano II ad oggi.

Uno dei capi del terzomondismo cosmopolita camuffato da carità è certamente il modernista Raniero Cantalamessa. Nel vecchio studio: BERGOGLIO E CANTALAMESSA, GLI ULTIMI «MIASMI PESTIFERI» DELLA «CHIESA CONCILIARE», dimostrai come il soggetto in questione ritiene che il battesimo di sangue sia la povertà, come se dipendesse dagli emolumenti sul conto in banca. Come abbiamo appreso, essere caritatevoli non significa fare l’elemosina.

10295260_705249369536380_3246897177824187313_o

10333762_705248402869810_3864270407946558121_o

10384032_705250526202931_5970299763857772131_n