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Articolo pubblicato su jpost.com il 4 maggio. Traduzione, con adattamenti, a cura di Matteo Luini.

 

Kamel Abu Jaber, che è stato Ministro degli Esteri della Giordania dal 1991 al 1993, ha scritto sul Jordan Times un pezzo molto polemico nei confronti della politica israeliana, citando Hitler (Mein Kampf) secondo il quale “nella grande bugia c’è sempre una certa forza di credibilità, perchè le grandi masse di una nazione sono sempre corrotte più facilmente negli strati più profondi della loro natura emotiva…”. L’articolo è apparso mentre in Israele si osservava il Giorno Commemorativo dell’Olocausto e questa citazione ha sollevato enormi polemiche e accuse di antisemitismo, portando Israele a chiamare in causa le stesse autorità giordane.

Jaber discuteva la “grande bugia sionista contro la Palestina, ‘una terra senza popolo’ che è stata adottata dall’intero mondo occidentale“. Nell’articolo, intitolato appunto “La grande bugia sionista e il compito futuro” Jaber ha scritto: “La nostra civiltà arabo-­musulmana non ha mai avuto un momento di pace da quando il sionismo è riuscito a penentrare nella civiltà occidentale fino al punto che decine di milioni di occidentali, i neo­conservatori, hanno accettato questo mito esoterico talmudico, mettendo gli interessi sionisti prima e al di sopra dei loro stessi interessi nazionali“.

Un portavoce del governo giordano, Mohammad Momani, ha ricordato che “la libertà di parola è garantita dalla Costituzione del Regno.”

“Sono scioccato dalle reazioni israeliane al mio articolo, che è un richiamo alla pace e un invito a Israele a lasciar perdere la mentalità degli insediamenti.” ha affermato Abu Jaber in una successiva intervista, sempre per il Jordan Times. “Convocare l’ambasciatore giordano e protestare per un articolo firmato da un cittadino qualunque? Cosa è accaduto alla libertà di parola di cui vanno parlando? A volte offendono in tutti i modi i Palestinesi, negando la loro umanità, e chiamano tutto ciò democrazia“, ha detto, aggiungendo “ricordo loro [agli israeliani] che non sono stati l’unico popolo a soffrire a causa di Hitler e del movimento nazista“.