Et audiatur altera pars: l’altra campana sui Francescani dell’Immacolata

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Pubblichiamo un’intervista realizzata da uno dei nostri redattori ad un Francescano dell’Immacolata della linea “romana” per lumeggiare ulteriormente la questione. Siamo ovviamente disponibili a pubblicare un’intervista con le medesime domande ad un religioso dell’opposta fazione. (La Redazione di Radio Spada) 

 

Collaboro col blog Radio Spada e volevo sapere se era disponibile ad una intervista sulla vicenda dei FFI, anche anonima se crede.
 
Come ho già detto a suo tempo sulle nostre cose la cosa migliore da farsi è il silenzio per consentirci di confrontarci e risolvere i problemi per cui la S. Sede è intervenuta. Qualcuno, purtroppo, la pensa diversamente e sta facendo casino, peggiorando le cose. Mi verrebbe da dirle di pubblicare questo mio parere, tanto lo dico a tutti ma non servirebbe a niente tanto io sono ormai schedato tra i “traditori”.
 
Infatti volevo dare voce proprio alla parte accusata dai vari blog come “cattiva”.
 
Che cosa vuole sapere?
 
Le cause del commissariamento, della chiusura del seminario e della rimozione del fondatore.
 
Per quel poco che ne so il commissariamento è stato deciso sulla base delle risultanze della Visita Apostolica e delle rimostranze di diversi frati, ben più di 5 che spesso sono stati trattati male dai rispettivi superiori perché, pur accettando l’idea di celebrare la S. Messa in latino, si sono visti ostracizzati per aver avuto difficoltà nel pregare il Breviario in Latino. la mia personale impressione è che a fronte di un inizio della vicenda, comunque equilibrato, poi si sia sbandato.
 
Tutto qui ?
 
Difficile dire se è tutto qui; qualcuno ha rilevato anche problemi nel concetto di Tradizione espresso da alcuni nostri teologi e vanno fatte rilevare anche dichiarazioni poco prudenti fatte da alcuni docenti del Seminario.
 
Qualche rottura dottrinale e, come si vocifera, anche qualche questione di gestione dei beni dell’ordine?
 
Sulla questione della gestione dei beni dell’ordine sono informato poco o nulla ma quello che ha peggiorato la situazione, è stato certamente il fatto che in regime già di Visita Apostolica si sia effettuata una modifica dello Statuto dell’Associazione Missione dell’Immacolata Mediatrice (penso sia questo il nome esatto, ma non ricordo con precisione) in forza della quale modifica, i frati e le suore che erano coinvolti nell’amministrazione sono stati, di fatto, esautorati e si è stabilito che lo stesso Ministro Generale non potesse decidere come orientare quei beni concretamente, così facendo, si è impedito alla S. Sede di proseguire in ulteriori indagini e questo, capisce, non ha contribuito a rasserenare gli animi. Aggiunga che, dall’inizio del Commissariamento i nuovi dirigenti dell’Associazione hanno deciso di fare ostracismo al Commissario e questo ha peggiorato la situazione. Vede, il punto principale da considerare al momento è questo: è un dato di fatto che la S. Sede ha voluto indagare su quello che l’Istituto faceva e fa come la S. Sede aveva approvato tutti gli statuti e il resto, bene, la S. Sede ha il diritto di farlo e, innocenti o colpevoli, si deve collaborare. Se si è innocenti, la verità viene fuori.
 
Quindi le “indagini” sono interrotte? I blog tradizionalisti parlano di una persecuzione dottrinale (c’è chi parla addirittura di lager) fatta all’insaputa di J.M. Bergoglio. É vero?
 
Questo è completamente falso. Nell’incontro che c’è stato tra il Papa e i frati e di cui è stato reso noto, il Papa ha asserito di aver ascoltato tutte e due le parti (è noto che anche in Vaticano P. Stefano ha gente che lo sostiene) e di aver preso le decisioni che ha preso sulla base dei rapporti che gli sono stati fatti; quando dico “tutte e due le parti” non posso affermare con sicurezza che abbia ascoltato “frati” dell’altra parte, ma penso ragionevolmente che si riferisca a persone che comunque sostenevano l’una o l’altra parte; riguardo al fatto del lager, mi scusi ma ho sempre trovato la cosa ridicola circa, poi, la persecuzione dottrinale posso assicurare che non c’è nessuno tra i frati che abbia idee moderniste. Tutti ci tengono a restare legati alla perenne Tradizione della Chiesa e nemmeno ci sono pregiudizi circa la Messa Tridentina; ci da solo fastidio l’uso ideologico della stessa.
 
Non ha ascoltato i frati “puniti” ? Quale argomento è la principale differenza tra le due parti? Che soluzione si sta profilando?
 
Il Papa ha manifestato disponibilità ad ascoltare i frati “puniti”. Circa i modi e i tempi è difficile dire come avverrà di sicuro le manifestazioni di piazza lo infastidiscono
 
Quindi la differenza sta nell’uso ideologico che una parte ne sta facendo? La soluzione che si profila qual è?
 
Circa la differenza principale tra le parti, attualmente l’unica cosa che percepisco è che ci sono quelli che sono contro il Commissario e i suoi collaboratori, accusandoli di portare avanti un rilassamento della vita religiosa; e quelli che semplicemente hanno fede nella Chiesa e ritengono che, posto che la Traccia Mariana e la Regola, con le Costituzioni sono state approvate dalla Chiesa anche da questo Commissariamento non verrà nessun rilassamento alla disciplina; per esperienza diretta posso assicurarle che le accuse di aver rilassato la disciplina interna che ci piovono addosso sono assolutamente infondate; nei nostri conventi si continua a pregare 5 ore al giorno si continua ad usare il canto gregoriano e in qualche caso, come a Firenze e a Campocavallo si continua anche a celebrare la S. Messa Tridentina. Al momento non vedo soluzioni al nostro problema perché si continua ad usare la stampa per attaccare e ad estremizzare le posizioni; finché questo continuerà non ci saranno soluzioni perché, anche ammettendo che una delle due parti si separi l’altra mai accetterà (ed è difficile che la S. Sede lo permetta) di essere tacciata come “traditrice”.
 
Quindi hanno montato un caso inesistente? Ci sono tanti seguaci convinti della persecuzione.
 
A mio giudizio, sì, è stato montato un caso inesistente o comunque un caso che si poteva risolvere, sia pure con un po’ di sofferenza, senza fare macelli. Circa la persecuzione, sono sicuro di no ma mi rendo conto che alcuni possono sentirsi “perseguitati”; lo fanno per atti che anche la passata dirigenza (ovvero loro stessi) in alcuni casi aveva preso nei confronti di altri per capirci: nella dinamica della vita religiosa è assolutamente normale che chi non si trova in linea con il superiore, venga trasferito o comunque messo in una posizione di non influire.
 
 
Forse qualcuno avrebbe voluto “lefrevizzare” i FFI e tira verso quella direzione…
 
Questa è una cosa che in diversi pensiamo; io stesso in passato ho dovuto combattere a colpi di commenti con persone esterne che spingevano in quella direzione o che tendevano a far passare i frati come tali l’ideale nostro era (o meglio, è) di portare avanti la sana dottrina della Chiesa e il nostro carisma; tra noi “traditori” nessuno rinnega il bene che il Fondatore ci ha fatto, ma siamo molto perplessi per tante situazioni che si sono venute a verificare negli ultimi anni, soprattutto va considerata la sofferenza di tanti fratelli religiosi nel vedersi emarginati dalla vita comunitaria perché non riuscivano ad accettare alcune pratiche introdotte da alcuni anni.
 
Ma quali errori ha commesso? Forse è emersa una diversa idea della Tradizione anche riguardo i contenuti della Regola?
 
Circa la Regola sicuramente no. Circa altre cose, non so cosa risponderle. Personalmente non ho mai avuto nulla di che lamentarmi di lui ma so che qualcuno lo ha fatto nei confronti della S. Sede; i contenuti di queste lamentele non li so con precisione e mi risulta non siano stati resi pubblici perché non è buona norma rendere pubbliche accuse che non siano state verificate. Però le dico pure che, francamente, rispetto ad altri casi non ho trovato le misure prese nei confronti di P. Stefano come troppo restrittive perché non gli è stato vietato di vedere gente solo, non essendo più superiore generale, gli è stato assegnato un superiore come a tutti i frati … per aver fatto osservare questo mi sono preso del traditore… faccio ancora osservare che, pur essendo normale che si voglia bene ad una persona che ci ha fatto del bene, l’atteggiamento di tanti nostri terziari o simpatizzanti nei confronti di questa prova che ha colpito P. Stefano è proprio da fanatici e, così facendo, confermano l’idea che in diversi si erano fatti che P. Stefano coltivasse il culto della sua personalità io, a rigor di termini, non l’ho mai visto incoraggiare una tal cosa ma molti nostri terziari, e anche frati, lo fanno.  Altro punto che va considerato e che mi pare sia finito tra i capi di accusa contro di lui, è che era un dato di fatto (e lo è ancora, purtroppo) che nell’Istituto, tra i frati, le suore e i terziari, “non cade foglia che P. Stefano non voglia”; ogni decisione era sempre sottoposta al suo previo parere, in un modo alle volte così esagerato che diverse persone si sono allontanate dalla nostra famiglia religiosa per questo ed è un dato di fatto che le sue parole, avevano una specie di aura di infallibilità, almeno presso alcuni di modo che, se P. Stefano diceva qualcosa, quella era e basta; questo atteggiamento si riscontra soprattutto tra i laici. Un po’ meno tra i frati, ma ve ne sono comunque parecchi con quell’idea. Dal mio punto di vista, io ho sempre visto P. Stefano come una persona santa e un mio superiore e trattavo quello che mi diceva dal duplice punto di vista del suddito, che deve obbedire al superiore, e dell’allievo che ha comunque molto da imparare da una persona di grande esperienza. P. Stefano mai mi ha incoraggiato a cambiare questo atteggiamento, ma ripeto, il mio non era un atteggiamento troppo comune e questo, secondo me, anche agli occhi della S. Sede ha finito col danneggiarlo. Infatti, ripeto, troppi, tra i frati e altro finivano veramente col divinizzarlo E, per capire ancora un’ulteriore elemento, a causa di questo fatto che nella Famiglia Religiosa non cade foglia che P. Stefano non voglia, in diversi sono piuttosto contrariati perché pare che lui non faccia nulla per fermare questo sfacelo di attacchi, e soprattutto perché sembra che lui non abbia fatto nulla, o forse addirittura incoraggiato, alcune brutte decisioni degli attuali vertici dell’Associazione che ha in mano i beni in uso all’Istituto. Penso di non aver null’altro da aggiungere non essendo un dirigente non conosco cose più dettagliate o approfondite.
Mi viene in mente ora un’altra cosa, che pure mi pare importante torno indietro al fatto dei religiosi fratelli che hanno difficoltà con il latino; molti di questi sono entrati in convento, anni fa anche all’inizio della fondazione dell’Istituto e dinanzi alle loro difficoltà (e, diciamola tutta, anche rifiuto) di pregare il breviario in latino perché non capivano quello che pregavano, in qualche caso si sono sentiti consigliare di lasciare l’ordine e questo ha creato molta amarezza e molto malcontento. So che diversi di loro hanno scritto alla Sede Apostolica per chiedere un intervento, quanti siano non è dato sapere ma parlando con i fratelli si capisce che il malcontento era molto forte, soprattutto perché vedevano che il seminario stava prendendo la direzione di formare sacerdoti abituati a pregare il breviario in latino e che accettavano poco o nulla di rinunciare a questo; è vero che il breviario in latino non è mai stato ufficialmente imposto, ma è altrettanto vero che stava diventando prassi di diversi di imporlo alle comunità dove si recavano e questo ha creato nei fratelli una sorta di senso di esclusione, quasi fossero dei frati di serie B. Penso sia a questo che si riferisce il decreto del Commissariamento quando parla di ‘problemi nella vita fraterna’ e la posizione di P. Stefano su questo era che P. Stefano comunque, pur non obbligando formalmente, spingeva in un certo senso.
Altra cosa: prima ho visto che mi ha domandato se le indagini della S. Sede circa il dato economico sono bloccate e non ho risposto. Rispondo ora: ho idea che non siano bloccate e che stiano facendo quello che possono, ma non conosco i dettagli. Resta, in ogni caso, il problema dello sfratto dalla Casa Mariana di Boccea deciso contro i frati dai nuovi amministratori dell’Associazione, pare per una sorta di rappresaglia contro la chiusura del Seminario (era previsto che una parte dei seminaristi andassero lì). Autogol clamoroso perché, poi, il Papa si è presa personalmente la responsabilità della chiusura del Seminario. Preciso che sulle motivazioni dello sfratto, tuttavia, ho riportato dicerie. Non ho parlato con i diretti interessati e non ci sono documenti che comprovino questa motivazione. Ad ogni modo sono sicuro del fatto che i frati hanno percepito questo come una pesante ingiustizia nei loro confronti.
 
Non ci sono quindi diverse valutazioni riguardo il CVII e le sue riforme?
 
Noi siamo cresciuti con l’idea che il Concilio Vaticano II sia stato fondamentalmente una cosa buona e che il postconcilio abbia fatto danni; questo è quello cui siamo stati abituati per anni ma a partire dal 2008 in avanti, tuttavia alcuni hanno cominciato a portare avanti delle idee di critica diretta verso alcuni contenuti espressi dal Concilio o quantomeno, di revisione e chiarimento di alcune cose, che in sé non è male ma che probabilmente è stata fatta in modo sbagliato e soprattutto, e questo ha preoccupato parecchi, accostandosi a posizioni un po’ troppo vicine al tradizionalismo. Uno di quelli che hanno suscitato con i suoi studi queste perplessità, è certamente P. Serafino Lanzetta sulla cui ortodossia, personalmente, non ho niente da eccepire anche perché l’ho letto poco, ma è un dato di fatto che si è avvicinato a personaggi troppo critici di alcune cose e questo ha messo in allarme diversi.
Inoltre non posso concordare col tuo giudizio su Ratzinger, però hai ragione quando dici che i Francescani dell’Immacolata sono stati vittime di una sorta di abbaglio ratzingheriano.  P. Stefano, infatti, si è sempre più fatta l’idea che Ratzinger volesse tornare indietro. Gli dicevano (chi, visto che la cosa è stata pubblicamente smentita?) che Papa Ratzinger in privato celebrava la Tridentina e pertanto pensava che noi dovessimo portare avanti questa cosa. Di fatto siamo passati nel giro di qualche anno da una visione biritualista ad una che tendeva in modo sempre più marcato a privilegiare la liturgia tridentina. Il giorno x, a mia precisa domanda che esprimeva le perplessità di parecchi frati, P. Stefano mi rispose che noi portavamo avanti la liturgia tridentina perché ce lo chiedeva il Papa…
Ma che, qualora ci avesse chiesto di smettere, noi avremmo smesso. Perciò tu puoi immaginare la mia sorpresa quando un anno dopo mi sono ritrovato con confratelli che facevano opposizione alla richiesta (temporanea) del Papa di smettere. Opposizione che lui, privatamente, incoraggiava.”
 
La ringrazio e la saluto.

 

 
A cura di P. F.
 

79 Commenti a "Et audiatur altera pars: l’altra campana sui Francescani dell’Immacolata"

  1. #Patrizia   24 Luglio 2014 at 3:14 pm

    Il nome del redattore di RS ma soprattutto il nome e cognome del frate che ha rilasciato l'”intervista”, altrimenti sarà chiaro che è tutto falso.

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    • #guelfonero   24 Luglio 2014 at 3:31 pm

      Inutile dire che chi ha raccolto l’intervista è Pietro Ferrari (P.F:). Il frate ci ha chiesto di restare anonimo: nessuna falsità (al massimo si potrà discuterne della veridicità) ma al massimo riservatezza. 😉

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  2. #Patrizia   24 Luglio 2014 at 4:02 pm

    Allora questa “intervista” vale meno di zero. Siete caduti veramente in basso.

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  3. #Giusi   24 Luglio 2014 at 4:07 pm

    L’altra parte è quella dei manelliani. Questi sono stati ascoltati pure abbastanza! Mentre le centinaia di lettere inviate alla Santa Sede perchè riceva i Fondatori vengono cestinate! Quest’intervista, come al solito anonima, è piena di falsità e il titolo è vergognoso!

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  4. #Annalisa Lucchetti   24 Luglio 2014 at 5:31 pm

    TENGO a precisare che Padre Stefano non ha MAI coltivato il culto della sua personalità,
    nè ha MAI dato MINIMAMENTE questa impressione a chi Lo conoscesse!
    Lo conosco da più di 7 anni e ho avuto modo di capire che vive nel nascondimento VERO,nella preghiera,nell’umiltà,nella semplicità,nel dono costante di sé,nell’amore sorridente che é riuscito a profondere verso gli altri da sé.A fronte delle belle parole che gli venivano dette l’atteggiamento non é stato mai quello del “tacchino”che si gonfia e fa la ruota…era abilissimo nel cambiare argomento e nel portare il discorso sull’Immacolata …e sulla Misericordia di Gesù.
    Nelle confessioni che ho avuto la grazia di fare con Lui ..e dico la “grazia” perché IO ho sempre creduto che per me,che sono “spiritualmente meno di niente” fosse un vero privilegio fare in qualche occasione,la mia Confessione con Lui,Fondatore di un Ordine di così grande spessore ….e i Fondatori di Ordini Religiosi sono sempre ispirati ..dalla Madonna e da Gesù,che amano sempre all’unisono…Dove c’é l’Una,c’é sempre l’Altro…
    Fondatore,inoltre,ancora in vita,intelligente,nel pieno possesso delle sue facoltà mentali…assolutamente non un poveretto,quasi incapace …di ragionare…come é stato descritto da tanta stampa ferocemente avversa.
    TUTTE SOLO. CALUNNIE
    L’ho visto SEMPRE relazionarsi sorridendo a TUTTI ,UMILE come solo i grandi sanno essere,disponibile a spendersi in ogni momento,se veniva ringraziato ed elogiato si schermiva
    e pregava dolcemente di non farlo,perché l’umiltà é tra le più importanti VIRTÙ e va tutelata…e,prudentemente e SORRIDENDO cambiava discorso e riusciva a dire così bene,un po’come faceva San Pio ,delle battutine spiritose!
    Nessuna impostazione /elevazione del tono di voce hanno mai tradito la benché minima punta di orgoglio o di culto della Sua personalità….(a volte ho avuto occasione,invece,di riscontrare questa caratteristica in persone un po’ tanto piene di SÉ!!! …absit delirium verbis!)
    Padre Stefano !?! DIVINIZZATO. ??!
    NOOOOOOOO MOLTO MOLTO AMATO, SI
    ….che in seguito il malcontento sia diventato così forte mi meraviglia un bel po’,perché dalle medesime fonti ufficiali relative all’ affaire-commissariamento risultavano prima numero tre frati scontenti,In seguito cinque……poi ……chissà…saranno tutti scontenti…..
    E….mi dispiace molto per loro e,per quei pochissimi,forse uno??,l’unico contento!
    Ma scherziamo???

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  5. #Luigi Moscardò   24 Luglio 2014 at 6:40 pm

    Mi pare che il frate da quel che dice abbia le idee confuse: non ci chiarisce il classico fico secco! Quello che vien fuori è:
    1) la insofferenza all’uso del breviario nella forma tradizionale da parte di alcuni attempati frati che nettamente minoritari per numero, evidentemente si sentivano “di serie B” e che privi -in evidenza- di umiltà e cristiana sopportazione sono andati in serie A comprandosi l’arbitro;
    2) che il Papa è diretto responsabile della chiusura di un fiorente seminario ed aspettiamo che ne spieghi le ragioni, facendo terminare il giusto scandalo tra i fedeli;
    3)che nella Chiesa si può fare di tutto nel modo più scellerato e folle, ma solamente se ti schieri dalla parte della Tradizione e nutri dei dubbi sull’attualità di un Concilio autodefinitosi pastorale ti trattano da assassino, rispolverando metodi che si son sempre evitati con chi meritava davvero correzioni e censure perché non conformi alla “medicina della misericordia”;
    4) che “stanno a cerca’ li sòrdi” come assatanati; tentano in ogni modo di appropriarsi dei beni, ma si sa che l’Ordine era impostato veramente e praticamente sulla povertà, quella vissuta e non quella marketizzata a scopo di immagine e di questue all’ottopermìlle.

    ‘Sto frate, a cui auguro di cuore la miglior sorte spirituale, forse faceva meglio a tacere. Come qualcuno ha già fatto notare nei commenti qua sopra, la parte traditrice (vedo con una certa qual sorpresa che pur virgolettandola, lo stesso frate ammette la calzante definizione) ha dalla sua la forza del sopruso: il procedimento contro i FFI rimane kafkiano -o meglio- staliniano: nessuna accusa dichiarata e così stando le cose non è possibile alcun diritto di difesa, sanzioni restrittive già preventivamente applicate, già in atto l’effetto di disgregazione di una delle più fiorenti realtà religiose. L’altera pars non è il caso di ascoltarla, parlano i fatti.
    L. Moscardò

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  6. #Labronucus   24 Luglio 2014 at 6:48 pm

    Campana non troppo autorevole, che in fondo ammette di saperne poco e che non assolutamente in grado di illuminarci nè sulla questione disciplinare in sè e ancor meno su quella dottrinale, anche qui tutta fondata sui “mi sembra “si dice” …
    Non è che contribuisca a farsi una certa opinione più di tanto se non nel fatto che si manifesta un senso di disagio per chi, all’interno dell’Istituto, o aveva delle problematiche “tecniche” (vedi uso del latino, che credo fossero risolvibilissime) e soprattutto rispetto a una linea teologico-dottrinale di approfondimento (anche a partire dalla riscoperta della ricchezza della liturgia antica) che dall’individuazione delle problematiche legate al postconcilio sono risalite a certa teologia presente in qualche modo anche in qualche passaggio dei testi conciliari (come dimostrano il convegno tenuto su Rahner, poi sull’Inferno e quindi sul Concilio stesso, e ancor di più gli incalzanti studi teologici di p. Lanzetta che partono sì dal criterio dell’ermeneutica della continuità ma non per questo nasconde problematiche interpretative di certi passi conciliari, rispetto a questo criterio). E qui però si va a toccare un Tabù o un feticcio ed è stato ovvio che su questa linea i “continuisti” e gli scontenti (anche per motivi molto meno nobili e assai più interessati e personali) ci siano saltati sopra coinvolgendo la parte più progressista della Curia ha avuto gioco facile a fare il ribaltone. E da qui in poi rientra e si esalta il concetto di obbedienza. Ma ci si dimentica, per esempio, che I nuovi dirigenti dei FI non sono neutri, ma sono proprio coloro che hanno operato questo ribaltone. Cioè qui il gioco dell’obbedienza neanche viene troppo dissimulato come obbedienza ai propri ai nuovi superiori che però, di fatto, sono proprio coloro che, sulle pagine FB che gestiscono direttamente o meno insultano in modo pesantissimo p. Manelli e coloro che sostengono la bontà della sua opera (che ovviamente, e lo si vede proprio in questa vicenda non era e non poteva essere perfetta). Ora perchè mai p. Manelli dovrebbe obbedire a chi lo considera un millantatore psicopatico, un plagiatore di menti deboli, un megalomane disturbato? o per andare alla accuse più soft di essere di essere un settario, un eretico ecc ecc.
    Perchè mai chi ha collaborato con lui deve essere considerato un idiota plagiato o un superbo che disobbedisce alla Chiesa? .
    La realtà è che i due gruppi (invero quello contrario a Manelli pare molto più piccolo, e non parliamo a proposito delle suore) avrebbero dovuto prendere atto della loro diversità e incompatibilità teologica e dottrinale e separarsi pacificamente, dato che le risposta alla crisi della Chiesa e quindi lo stile pastorale e teologico erano diametralmente opposti.
    Così non è stato e il risultato non può essere che quello che, comunque andrà, ci sarà un gruppo che si sentirà prigioniero dell’altro.
    Poi, un’ultima cosa sulla liturgia che (come la Rivelazione) se è opera principalmente di Dio non è a disposizione neppure del papa se non per sistemare quei piccoli dettagli che lecitamente ha la potestà di stabilire. Ma Ratzinger capì perfettamente che la crisi della fede era la crisi della liturgia e il Motu proprio (a prescindere che lui celebrasse privatamente o meno in VO) è stato un messaggio di questo tipo, Una Messa celebrata più o meno in quel modo che viene di fatto abolita, con risultati disastrosi per la fede e per la percezione stessa della liturgia nel popolo cattolico. La Chiesa non dirà mai: abbiamo sbagliato, torniamo indietro, ma il Papa liberalizzando l’antico rito ha pure dato delle linee di risposta alla crisi della Chiesa che p. Manelli e i loro collaboratori hanno colto benissimo pur restando birituali. e la cosa fa loro onore e impedisce loro di tacciarli come disobbedienti. E certamente hanno colto benissimo che, papa o non papa, tale liturgia portava benefici alle anime, e in primis alle loro di sacerdoti. E questi fatti sono indiscutibili e non c’è “retorica dell’obbedienza” che tenga. Il problema che si pone oggi invece è: che ne è nell’Istituto del ricco approfondimento dottrinale che aveva arricchito l’asfittico e conformista mondo cattolico? Che ne è di questa ermeneutica della continuità sul piano liturgico, dato che le celebrazioni del VO sono diventati ridottissime e assurdamente poste come “concessioni”?

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  7. #uffa   24 Luglio 2014 at 7:02 pm

    Che tristezza lo stato della chiesa attuale, poveri i VERI francescani

    Rispondi
  8. #Matteo   24 Luglio 2014 at 7:37 pm

    L’intervista anonima? Caro Ferrari mi spiace ma non ci siamo!

    Andiamo poi al contenuto che è RIDICOLO!!!!!

    Cito testuale:
    “Per quel poco che ne so il commissariamento è stato deciso sulla base delle risultanze della Visita Apostolica e delle rimostranze di diversi frati, ben più di 5 che spesso sono stati trattati male dai rispettivi superiori perché, pur accettando l’idea di celebrare la S. Messa in latino, si sono visti ostracizzati per aver avuto difficoltà nel pregare il Breviario in Latino. la mia personale impressione è che a fronte di un inizio della vicenda, comunque equilibrato, poi si sia sbandato.”

    Un intero ordine viene commissariato perché 6 o 7 o 8 frati (ben più di 5 che vuol dire di grazia????) avrebbero protestato visto che avevano difficoltà col breviario in latino e sono stati “trattati male”????

    Una cosa del genere può mai condurre a commissariare un intero ordine che conta(va),
    centinaia di membri tra frati, di suore e monache? Secondo costui un commissariamento con queste motivazioni è una decisione “equilibrata”?????

    Mi viene proprio da ridere…. allora come mai i Camilliani, tanto per fare un esempio,
    non sono stati commissariati??? Scandalo per milioni di euro, sostituzione di persona,
    sequestro di persona, superiore generale e compagni in galera e nessuno fa niente???
    Vogliamo parlare delle suore eretiche americane proaborto ???? Vogliamo parlare
    delle scandalose messe yoga dei Camaldolesi ???? E nessuno fa o dice nulla???

    Poi sei o sette frati si lamentano per il breviario in latino e scatta il commissariamento???

    Siamo alla farsa… questa “gente anonima” non merita neppure un pernacchio… sono solo
    dei poveracci rinnegati e fanno pena, anzi anche un tantinello schifo !!!!

    Ave Maria gente mia !!!!

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  9. #Massimo Micaletti   24 Luglio 2014 at 8:09 pm

    Premesso che l’intervista è vera e genuina, e che Mister X esiste eccome, credo non faccia altro che confermare che questa del commissariamento dei FFI sia una pagina tremenda della Chiesa recente.

    Rispondi
  10. #razionalità   24 Luglio 2014 at 8:43 pm

    Complimenti per questa intervista che pareggia in parte il fiume di fanatismo mediatico riversato dai manelliani in modo isterico in vari modi e in ogni luogo. Il frate conferma almeno due punti noti a chiunque abbia una qualche vera e personale esperienza di questo Istituto sotto inchiesta: a) il fondatore Manelli viene divinizzato in modo allucinante in vari modi e gli viene prestato un culto delirante , anche se non sempre i suoi adepti se ne rendono conto. c) La credenza superstiziosa che, qui sulla terra, un fondatore, solo perché fondatore, sia SEMPRE ispirato, come fosse “dio”, per cui poi, come drammatica e spesso tragica conseguenza tutto ciò che dice lo direbbe “dio” stesso e disobbedire a lui, significherebbe disobbedire a “dio” stesso. In questo modo con questa falsificazione pentecostale-carismatica egli si assicura un arbitrio e un dominio assoluto che, come la storia della Chiesa ci insegna, è portatore, o può essere portatore, di gravi abusi e tragiche violenze e soprusi.

    Rispondi
  11. #andrea   24 Luglio 2014 at 9:16 pm

    Dall’intervista fatta, noto solo una gran confusione, invidia, gelosia e sopratutto rancore nei confronti del superiore che imponeva il latino nel breviario; ripeto, il latino, quel latino che qualsiasi consacrato dovrebbe conoscere, visto che dovrebbe essere oggetto di studio nella loro formazione, quel latino che io povero profano che non lo ha mai studiato(visto che ho frequentato un professionale e attualmente studente universitario nelle professioni sanitarie non conosco affatto), riesco a pronunciare fluentemente e capire abbastanza quando recito il rosario o altre preghiere più impegnative! Trovo veramente risibile che loro, frati francescani, abbiano avuto tutte queste difficoltà nell’uso del latino! Questa o é ignoranza marcia oppure, come credo io , è semplicemente insofferenza per l’uso di questa lingua e soprattutto della tradizione, quella tradizione insegnata da Gesù Cristo e tramandata per 20 secoli dagli apostoli e dai santi della Chiesa e che i modernisti apostati vogliono spazzare via con il motto:”ma chi son’io per giudicare…”,sì…… che va bene per qualunque peccatore ma non per chi vuole preservare la dottrina di Cristo dall’inquinamento dello spirito del mondo che appartiene a Satana!

    Rispondi
  12. #andrea   24 Luglio 2014 at 9:32 pm

    Sante Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude. Amen

    Rispondi
  13. #Patrizia   24 Luglio 2014 at 10:15 pm

    Avete dato voce, sempre sia vero, ad un anonimo che nascondendosi dietro una puerile e patetica “riservatezza” ha gettato striscianti illazioni ed insinuazioni su qualcuno che non può controbattere. Come definireste questo, un comportamento etico, moralmente lecito? Vi siete qualificati da soli.

    Rispondi
    • #guelfonero   25 Luglio 2014 at 10:00 am

      Brava, arrivederci e grazie. 😉

      Rispondi
    • #Pietro Ferrari   25 Luglio 2014 at 11:26 am

      Signora Patrizia per quanto ci riguarda anche lei potrebbe chiamarsi Orazio o magari Giorgio. Faccia una cosa…intervisti lei un frate “manelliano” e lo faccia firmare. Le prometto che pubblicheremo la sua replica. Lo faccia e dimostri che se noi cadiamo in basso lei sa volare alto 🙂

      Rispondi
  14. #Matteo   24 Luglio 2014 at 11:33 pm

    “Richiesta di smettere”… dice il ciarlatano anonimo…..
    ahahahaha OBBLIGO a smettere, altro che “richiesta” e con tanto di commissariamento immotivato e persecuzione vera e propria su tutti i fronti mentre i quattro minori infiltrati
    e traditori restano nascosti “dietro al dito”

    Un vero scandalo, uno schifo!!!!!

    Giacchè ci siamo intervistiamo su questo argomento pure il gabibbo no???(tanto l’identità è segreta)

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  15. #maura   25 Luglio 2014 at 12:28 am

    Si studia il francese , l’inglese , l’ostrogoto ……non si puo’ studiare il latino ?!? PRIMA i Pastori della Chiesa si comprendevano parlando in latino,il popolo di Dio pregava nell’unica lingua latina ! Torniamo all’obbedienza e all’umilta’ oppure dedichiamoci ad altro se l’impegno e’ troppo gravoso per noi !

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  16. #Simone Petrus Basileus   25 Luglio 2014 at 12:42 am

    cit.”e questo ha creato nei fratelli una sorta di senso di esclusione, quasi fossero dei frati di serie B.” L’ordine dei Francescani della Pignacolada-Cioccolata al gusto Puffo! Era ora ed è normale che si sia creato il Caos. Hanno per anni e invano, tentato di parificare i due riti, sia di celebrazione, sia d’ordinazione (anche se a quanto ne so, sin’ora non son mai stati dati gli ordini minori e quindi ancora non capisco che senso abbia celebrare il “””Vetus Ordo””” senza aver ricevuto L’ordine correttamente e come è sempre stato. Forse è solo per pizzocentrismo e affezione a ciò che fa tendenza dopo il motu proprio. E’ quindi normale, non potendo mettere sullo stesso piano entrambi i riti, che da parte degli spettatori, vi siano due tipologie di preti…quelli di serie A validamente ordinati che celebrano validamente la Santa Messa, e quelli di serie B, C, etcetera che tentano di scimmiottarla.) E quali son stati i frutti? E quali vi aspettate possano essere in un Casino che più Casino non si può? Dico solo questo: chi è causa del suo male, rida di se stesso! Un Abbraccio

    Rispondi
  17. #Pietro Ferrari   25 Luglio 2014 at 11:22 am

    IL FRATE RISPONDE A TUTTI VOI TRAMITE ME IN QUESTO MODO:

    “Vedo nei commenti che l’intervista ha fatto arrabbiare parecchia gente. Trovo Inutile rispondere perché non ci vedo volontà di capire, ma solo di affermare la propria visione dei fatti. Quindi, rispondere sarebbe un andare a vuoto. Lo so che quello che ho detto è vero, e sono disposto a ribadirlo anche dinanzi a giudice, umano o Divino che sia.”

    Rispondi
    • #Matteo   28 Luglio 2014 at 9:20 am

      Il “frate” si limita a dire che non risponde perché lo trova inutile. Pretende che la sua visione dei fatti sia vera e quella di quelli a cui non risponde no, ma non argomenta niente di niente alle obiezioni sulla sua ridicola intervista.

      Infine dice che è pronto a rispondere davanti ad un giudizio umano di quello che dice…, ma resta anonimo… quindi non resta che il giudizio divino…. e quello stiamo tranquilli tutti…
      arriverà a tempo e luogo.

      Io trovo inutile continuare ad appuntare le amenità di questo ciarlatano, caro Ferrari non sia dia più cruccio a consultarlo… costui “è inutile”!!!

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  18. #Luigi Moscardò   25 Luglio 2014 at 12:55 pm

    O

    Quesl che risponderebbe il frate tramite Pietro Ferrari appare assolutamente in linea con il nulla dell’intervista che non ha fatto arrabbiare nessuno ma ha fatto ridere tutti (certo, un riso amaro!). Arrabbiati siamo, ma non per questa sortita, piuttosto perché siamo di fronte ad una persecuzione ingiusta che non viene motivata dall’Autorità in un silenzio ripeto kafkiano, mentre in sottofondo per risposta alla richiesta di giustizia ci tocca sentire un pletora cialtrona di manutengoli che lagnano sempre il solito disco rotto. L.Moscardò

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  19. #Giusi   25 Luglio 2014 at 1:45 pm

    E intanto il nuovo superiore di P. Stefano Manelli è P. Lehaire, suo accanito accusatore. La persecuzione continua ed è sempre più feroce. Il resto sono balle!

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  20. #Annalisa Lucchetti   25 Luglio 2014 at 2:08 pm

    Mi sembra che si vada ancora addosso sempre e solo alla campana dei puniti,dei colpevoli senza processo,condannati già al terzo grado di giudizio,prima di essere,non dico ascoltati,perché già sarebbe troppo grazia,ma almeno sentiti……
    Forse questa intervista……?!?! poteva ,doveva essere evitata…perchè stiamo ascoltando sempre la stessa campana,l’audiatur altera pars,mi pare un po’ tanto una presa in giro…è sempre la medesima pars destruens che stiamo a sentire ….si ha un bel dire che parlino i colpevoli e si difendano….tanto sanno tutti che i Frati FFI non si difenderanno mai,sono loro gli obbedienti…perchè la condanna é arrivata senza.possibilità di appello,coloro i quali hanno provato a difenderli non sono stati neppure presi in considerazione…sono stati solo dileggiati,inascoltati sempre e comunque,trattati ….tutti sanno come.Quando hanno provato a chiedere esplicitamente per iscritto di essere ascoltati,non hanno avuto risposta alcuna da parte delle Autorità ecclesiastiche alle quali si sono rivolti,trattati come delinquenti della peggiore specie.
    Continuo a dire che a perdere è stata solo la Chiesa,…fanno bene ad obbedire i FFI buoni ed
    obbedienti,perché sanno cosa significhi rispettare il Santo Padre…
    Qualcuno,infine,mi spieghi perchè agli inizi della guerra era obbligatorio scegliere
    AUT i Fondatori
    Aut il Papa
    Ma…non sono tutti e due sotto Gesù e Maria?
    Mi sembra che abbia vinto la pars destruens. e questo mi addolora

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  21. #Cattolico   25 Luglio 2014 at 3:31 pm

    Non è importante chi sia il frate.
    Le risposte sono ragionevoli. Il frate tenta di essere oggettivo, limitandosi ai fatti da lui conosciuti.
    Certo, può anche sbagliarsi, ma è da apprezzare.
    Non ha affermato che p. Stefano coltivasse la propria personalità, ma che siano state le persone ad esagerare la stima della sue opinioni.
    Mi sa un po’ d’invidia. Il carisma e la personalità del padre fondatore sono unici. Molto facile attirarsi invidie.

    Perché p. Stefano era così convinto Papa Ratzinger volesse la celebrazione della liturgia tridentina?
    Semplice. Perché il Papa, da Cardinale, lo affermò a Fontgombault, dove si tenne, nel 2001 un convegno sulla liturgia che lui stesso organizzò. Ci sono gli Atti. E’ tutto nero su bianco.
    Il Papa, già da Cardinale, studiò e fece studiare la possibilità della connivenza delle due forme di celebrazione, perché desiderava che la liturgia tridentina non morisse, perché bisognava rifare la riforma liturgica, e questa non poteva avvenire se non a partire da un messale che testimoniasse in maniera vivente la perenne liturgia della Chiesa. L’opinione di Ratzinger era che il Nuovo Messale, sebbene teologicamente ricco, grazie alla nuova e ricca eucologia e alla varietà delle letture bibliche proposte, non fosse sufficientemente fedele alla perenne tradizione (per questo si può leggere anche l’introduzione allo spirito della liturgia).
    Ora, riconoscendo la difficoltà per le persone comuni di partecipare a celebrazioni così impegnative, cosa fare? A chi affidare il compito di custodire il tesoro della liturgia della Chiesa?
    Ai religiosi. Il Papa voleva fossero i religiosi a farlo. Lo ripeto. E’ tutto nero su bianco.

    Tornando a p. Stefano, perché non si oppone pubblicamente al rumore mediatico elevato in suo favore?
    Credo che la risposta più ragionevole stia proprio nel fatto che p. Stefano creda di esser nel giusto, e pur non disobbedendo al Papa, ma rimettendosi al suo giudizio, si difende, e difendendo le proprie ragioni, difende al sua idea di vita religiosa e di liturgia.
    Certo, p. Stefano potrebbe sbagliarsi. Ma potrebbe sbagliarsi anche il Papa, che potrebbe anche cambiare opinione. Oppure, dopo questo Papa, ne potrebbe venire un altro che ristabilirà p. Stefano. Non siamo in campo dogmatico, insomma.
    La Chiesa è nelle mani di Dio, non degli uomini. E Dio spesso permette che i Suoi soffrano per il bene comune.
    Sarà, però, soltanto il tempo a mostrarlo.

    Rispondi
    • #Matteo   28 Luglio 2014 at 9:23 am

      Le risposte sono ragionevoli??? a me non pare affatto… si giustifica il commissariamento perché sei o sette frati sono stati “maltrattati” in quanto poco esperti di breviario è lei definisce una simile vaccata “ragionevole”????

      Ad ogni modo se anche lo fosse (e non lo è) anche le menzogne possono essere “ragionevoli”.

      Rispondi
  22. #razionalità   25 Luglio 2014 at 3:42 pm

    I manelliani sbuffano solo perché il fanatismo e il settarismo interno dell’Istituto viene progressivamente smascherato mentre essi vorrebbero continuare a vivere dentro gli abusi del loro idolo e delle sue colonnelle esaltate: l’importante è che non si conoscano all’esterno! Avete notato che, da parte loro, non viene detta una parola sui contenuti espressi nell’intervista. Sanno solo ripetere il solito mantra che il loro guru ha inserito nel microcip che hanno in testa: a) era meglio non pubblicare l’intervista (e perché?); b) siamo perseguitati (mentre sono loro che perseguitano i legittimi nominati della Santa Sede, con un continuo linciaggio mediatico sui loro siti o foglietti on line tradizionalisti se non lefebvriani); c) non siamo ascoltati (è ovvio se continuano ad usare i metodi della lotta di classe contro la Santa Sede e lo scontro aperto con le legittime autorità); d) l’intervista è una nullità (come menzogne, mentre come verità è molto ricca); e) si tratta di ciarlatano anonimo (magari ci fossero tanti ciarlatani così ricchi di franchezza e poi in quanto anonimato basta farsi una passeggiata già in questa pagina: Simone Petrus Basileus (?), Labronucus (?) Uffa (?) Maura (?) Giusi (?) Matteo (?) Andrea (?) e sui loro,siti Giusy Quaranta (?) (o meglio Giusy al massimo quoziente …quattro) ecc. Di fronte alle testimonianze di verità che stanno, grazie a Dio, venendo fuori, imparate l’umiltà e fatevi un sacrosanto esame di coscienza perché questo Istituto ha un bel pò di vergogna da farsi perdonare, a cominciare dalla divinizzazione del santone che è roba da pagani e da gente senza fede.

    Rispondi
  23. #Cattolico   25 Luglio 2014 at 4:01 pm

    razionalità, leggi il mio commento. per il bel cose da farsi perdonare dell’Istituto, non mi è noto. Non ho mai sentito al riguardo. Si fanno accuse generiche, ma…. Potresti poi leggere un po’ su Sant’Ambrogio, che a Milano riscuoteva un successo simile, tanto da suscitare molte invidie fra gli esponenti della corte imperiale, che cercarono di far pressione presso l’imperatore, allora dodicenne, per sminuirne l’autorità e autorevolezza agli occhi del popolo, magari anche esiliandolo. Non ci riuscirono.
    Leggi come sant’Agostino parlasse di sant’Ambrogio. Ma forse ti convincerai che anche sant’Agostino fosse un fanatico ambrosiano.
    Non c’è nulla di male nell’amare e nel venerare il proprio padre nella fede, anche se ad alcuni può apparire esagerato, o squilibrato. Che poi fra le persone che erano intorno all’Istituto ce ne siano anche di “senza fede” o con ogni sorta di problema, beh, questo è e sarà sempre nella Chiesa. Non mi sembra che altrove, nelle parrocchie o nei vari movimenti, fra le persone più impegnate, siano tutti santi o equilibrati.

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  24. #razionalità   25 Luglio 2014 at 4:37 pm

    Ecco solo alcuni luoghi significativi della vostra buona intervista a cui i manelliani evitano accuratamente di avvicinarsi. Erano questi i temi da approfondire e gli spunti da cogliere, non le solite cretinate che i manelliani ripetono come pappagalli, le solite loro poche idee confuse o da copia-incolla.

    A) Dov’è mai il presunto attacco alla tradizione per trasformare frati e suore in incalliti modernisti?
    Dice il frate: “Le accuse di aver rilassato la disciplina interna che ci piovono addosso sono assolutamente infondate; nei nostri conventi si continua a pregare 5 ore al giorno si continua ad usare il canto gregoriano e in qualche caso, come a Firenze e a Campocavallo si continua anche a celebrare la S. Messa Tridentina. Al momento non vedo soluzioni al nostro problema perché si continua ad usare la stampa per attaccare e ad estremizzare le posizioni; finché questo continuerà non ci saranno soluzioni”. In realtà se c’è qualcosa di modernista è nei manelliani: il pentecostalismo-carismatico del loro santone, le tecniche e le strategie da lotta di classe messe in atto per ribellarsi al commissariamento, ecc.

    b) La deriva lefebvriana di questo Istituto è un fatto serio e sicuro. “Forse qualcuno avrebbe voluto “lefebrvizzare” i FFI e tira verso quella direzione..”. Risposta del frate: “Questa è una cosa che in diversi pensiamo”. Manelli ha le sue gravi responsabilità in tutto questo, ma soprattutto le hanno la Papessa Perillo e le sue ancelle di palazzo [la Cozzolino, la suor (mala) Consiglia, ecc.]

    c) Il fanatismo becero dei tanti (anzi troppi) che hanno divinizzato il Manelli “nell’Istituto, tra i frati, le suore e i terziari è cosa gravissima e basterebbe, da solo, per tenersi lontano da questo Istituto. Non si tratta solo di voler bene alla propria guida spirituale, qui c’è molto di più e molto più grave. Ha ragione il frate quando dice che nei due Istituti (frati e suore) , “non cade foglia che P. Stefano non voglia”. Esiste ed è voluto un culto aberrante e delirante della personalità (come Marcial Maciel, come Plinio Correa, come Kiko Arguello, e tanti altri santoni e santone) per cui invece di vera fede bisogna parlare di superstizione pagana. Gli ultimi imperatori romani si facevano idolatrare e dare incenso.

    d) In questo Istituto si agisce per ricatti, rappresaglie, minacce, tutte cose più proprie dei camorristi che di religiosi. “Il problema dello sfratto dalla casa mariana di Boccea deciso contro i frati dai nuovi amministratori dell’associazione, pare per una sorta di rappresaglia contro la chiusura del seminario (era previsto che una parte dei seminaristi andassero lì)”.

    e) I personaggi ombrosi a cui l’Istituto si è legato. “P. Serafino Lanzetta si è avvicinato a personaggi troppo critici di alcune cose e questo ha messo in allarme diversi”.
    Fosse solo P. Lanzetta! È tutto l’Istituto che ha sbandato agganciandosi a personaggi ideologizzati e settaristi come De Mattei, la Siccardi (ed altri), a gruppi come Riscossa cristiana, messainlatino.it, chiesa e postconcilio, ecc.

    Rispondi
    • #Matteo   28 Luglio 2014 at 9:26 am

      bella la difesa d’uffico dei rinnegati…. ahahahaha razionalità….. ahahahaha proprio bella

      Rispondi
  25. #Cattolico   25 Luglio 2014 at 5:01 pm

    Cara razionalità, io starei attento a parlare di persone consacrate con un tale linguaggio.
    E ciò getta una cattiva luce su quanto ti sforzi di spiegare, si spera per il bene comune, cioè perché tutti possiamo conseguire la verità, e non per stizza, risentimento, o Dio sa cosa.
    Inoltre, sul sito di corrispondenza romana, come su libertà e persona, sono stati pubblicati articoli a dire il vero molto ben fatti, anche se tu non li condividi. Ultimamente uno dove addirittura si riportano i dati riguardanti diffusi sospetti sull’affiliazione alla massoneria di Mario Castellano, uno dei collaboratori di p. Alfonso Bruno, attuale segretario generale dell’Istituto.
    Inoltre Siccardi, De Mattei, ecc.. ecc.., sono ottimi cristiani e nel loro campo scientificamente rigorosi. Hanno più volte chiesto ai nuovi superiori dell’Istituto e ancor più alla Congregazione i numeri effettivi dei frati che hanno votato a favore del commissariamento, come pure le accuse specifiche contro p. Stefano. Ma fino ad ora senza risposta. L’unica cosa chiara è che c’era troppa divisione nell’Istituto, a prescindere dallo spessore delle due opposte fazioni.
    Riguardo p. Lanzetta, parliamo di pubblicazioni teologiche, e in questo campo è lecito e doveroso approfondire. Ultimamente è stata anche pubblicata la tesi per il conseguimento della libera docenza del padre, dove riporta delle fonti inequivocabili. Per cui lo ripeto, si parla di opinioni, anche se non per forza da condividere, rispettabili.
    Quando ci fu il Convegno sul Vaticano II, questo è stato tenuto alla luce del giorno, e non in modo settario. E ad esso parteciparono anche prelati (in comunione con Roma), fra cui addirittura mons. Marchetto, che il Santo Padre, nel recente incontro con i frati, ha affermato essere a suo parere il miglior interprete del Concilio.
    E’ evidente che in uno scontro fra fazioni pro tridentino e contro tridentino, in Congregazione hanno ricevuto forte appoggio i frati contrari alla liturgia di sempre, viste le idee dilaganti.
    Se questa è la Volontà di Dio va bene, ma non c’è bisogno di offender nessuno. P. Stefano potrà anche sbagliarsi, perché sbagliare è umano, ma resta che sia un sant’uomo, anche se a te non piace. Ne parla bene anche il frate nell’intervista. Soltanto tu ne parli male.
    Anche Kiko, che tanto critichi, è molto stimato da alti prelati, e il Papa è stato, il giorno dell’Assunzione, allo stadio a Roma, con i carismatici, che pure critichi. In questo caso allora anche il Papa è dalla parte dei fanatici?
    Se vuoi rispondermi, riporta argomenti di ragione, visto che ti chiami “razionalità”, e senza accompagnarli col livore

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  26. #Francesco   25 Luglio 2014 at 7:43 pm

    Che dire, una dimostrazione da parte del frate di una sana Tautologia, con condizionalismo ben condito, ci aggiungiamo la ciliegina quando afferma riguardo a Papa Francesco ” di sicuro le manifestazioni di piazza lo infastidiscono”,

    Rispondi
  27. #Giusi   25 Luglio 2014 at 7:58 pm

    Veramente la ciliegina: è sempre in mezzo a folle oceaniche!

    Rispondi
  28. #razionalità   25 Luglio 2014 at 8:06 pm

    Caro “cattiolico”, se il tuo commento e quello dei tuoi compagni di partito si fosse mantenesse sempre sul tono razionale iniziale in cui, senza pregiudizi, hai riconosciuto il valore dell’intervista, tutto sarebbe più semplice. Invece c’è chi risponde senza prima capire la domanda, chi parla (come si fa spesso nell’Istituto) vedendo demoni dappertutto e in chi non è d’accordo con loro, e c’è chi dice agli altri di non avere livore e poi spara presunte bestialità, ecc. vedendo fantasmi e inventando connessioni che non esistono. A noi padre Manelli non fa né caldo né freddo, disilluditi. A noi interessa solo che non contini a rovinare, come fa ancora oggi, centinaia di vocazioni come ha fatto fin ora. Tutto qui. Il resto sono vostre fissazioni. Ma poi quale invidia: i nostri punti di riferimento sono altri, ci sono altri e soprattutto veri profeti in giro, validi e non fasulli. Noi non abbiamo bisogno di Manelli, né lui entra proprio nel nostro orizzonte. Come si potrebbe invidiare qualcuno che si considera modesto o carente? Il problema non è se Manelli si difende o se difende le proprie ragioni (perché questo è legittimo),il problema è solo come si difende: il modo in cui l’ha fatto fino ad ora ha creato solo scandalo e disgusto nei veri cattolici. Per noi se lui non ordina ai suoi adepti di smettere col linciaggio mediatico verso la Santa Sede e verso il commissario, è perché è lui il mandante, è lui che aizza e promuove il fango mediatico. Tutto qui. Si deve dissociare da tutta la spazzatura che i manelliani hanno scritto e hanno promosso fin ora.
    Fino a quando non sarete in grado di prendere le distanze dall’azione disonesta posta in essere da personaggi come De Mattei e dai suoi simili, per noi non siete credibili.
    Libertà e persona ha pubblicato un articolo pieno di livore e di rabbia verso P. Alfonso, da parte di un frate di Campocavallo senza neanche riportare prima di tutto il discorso completo di P. Alfonso. Una frase e poi giù a dipingere il mostro. Se tu non ti indigni per questa prassi vergognosa, sei tu che hai qualche problemino. Lo stesso discorso vale per altri articoli manelliani che miravano solo a sputtanare un presunto mostro. Nelle nostre affermazioni non c’entra il livore che voi tirate in mezzo ogni volta che si contesta Manelli: nelle nostre affermazioni c’è solo vigore e una santa indignazione per chi strumentalizza le cose della fede: c’è chi serve la Chiesa (P. Pio) e chi si serve della Chiesa (Manelli). Poi non ti è chiaro che, per noi, il problema di Manelli riguarda il fatto che è un falso pentecostale-carismatico, noi non abbiamo mai parlato di tutto il movimento, ma solo dell’uso falsificante che lui fa dei carismi. Lo stesso per Kiko. Tutto qui. Siete voi che vedete collegamenti che noi non abbiamo mai fatto. Voi credete sia ingiustificato un atteggiamento di giudizio così severo verso Manelli che, in fondo, secondo voi, sarebbe bonaccione che avrebbe fatto solo del bene. Così ci insultate affermando che solo voi sapete ragionare. Presto tutti i “panni sporchi” (che voi non vedete né riconoscete possibili) di questo Istituto salteranno fuori e allora lo shock sarà enorme. Noi andiamo per la nostra strada. Le mancanze di carità e di misericordia, la cattiveria, sono certamente negli abusi perpetrati, in quell’Istituto, mascherandoli dietro la scusa dell’obbedienza. Per te la mancanza di livore ci sarebbe solo in chi è prostrato in adorazione davanti al santone; solo in chi riconosce la sua galattica santità e la presunta assoluta unicità ed esclusività dei suoi frati e suore. Per noi dire la verità non è livore, ma un dovere evangelico. Tu avresti detto che aveva livore (e probabilmente risentimento) anche S. Giovanni Battista, quando rimprovera Erode perché teneva la moglie di suo fratello, o quando Gesù rimproverava i farisei gridando: “Guai a voi farisei ipocriti….”. Noi contestiamo a Manelli, per il momento, che lui è un ottimo … fariseo. Il resto lo si vedrà quando l’indagine e il commissariamento, saranno conclusi.
    La parresia evangelica non ha niente a che vedere col livore, addirittura con l’odio, ecc. Dite a Manelli che deve aggiornare le sue solite frasi-fatte! Noi non abbiamo proprio nulla contro la persona di questo Manelli, quello che è irritante sono le vostre tiritere, imparate a memoria e ripetute col copia-incolla, oppure la pochezza e il nanismo di chi non è all’altezza di gestire gruppi facebook e invece vuole fare pure il vigile. Non è corretto che quando non avete proprio nulla da dire, in modo offensivo, riciclate il solito mantra: a) si tratta di livore (termine imparato a memoria e copiato e incollato da voi in tanti interventi) mentre avete gli occhi chiusi sul livore su chi non sa far altro, con orizzonti culturali molto limitati, che dire: “chi ci critica è bestiale”; b) “sono solo calunnie”, c) “riferite solo impressioni” , d) non si parla così di questo e di quello (anche Mons. Milingo era un consacrato è ha fatto un pò di sbagli!), ecc.
    Mai una volta che ci sia da parte vostra autocritica o ammissione che, da qualche parte, errori, non lievi, in questo Istituto sono stati fatti (è solo un modo diverso per dire che il commissariamento è azione ingiustificata): voi sareste solo perfettini, sempre impeccabili, avreste sempre agito bene e solo con correttezza!!! De Mattei. sarebbe un profeta, i torti sarebbero solo dalla parte di critica (a ragione) Manelli, Non dovete trincerarvi dietro le vostre imprecise impressioni. “Tutti parlerebbero bene di Manelli”! Voi non sapete, visto che vivete quasi sempre sotto la sua campana di vetro, che c’è oggi un mare di persone che su di lui ha aperto gli occhi e contro di lui cresce un’ostilità in molte città e tra molti consacrati. In gran parte i vostri sono argomenti da sofisti, niente di solido. Amichevolmente vi diciamo: non continuate a dormire. (Vedrai che anche queste esortazioni, perché non adulatorie del Manelli, saranno viste come un presunto livore). Il problema è vostro, non nostro. Hai notato che nel tuo intervento hai difeso tutta la linea? Tranne l’introduzione iniziale che condividiamo, per il resto non hai saputo accogliere nulla delle tante critiche che sono state fatte da più parti, da diverse perone, su diversi siti, da quando, grazie a Dio, si discute finalmente di questo problema. I manelliani vogliono solo che non si denunci il male che c’è in quell’Istituto, ma a loro non interessa estirparlo, anche perché a causa della loro cecità, questo lo riconosciamo, per il momento non lo vedono. Credere che Manelli sia santo è solo un vostro infantilismo: innanzitutto nessuno può essere considerato santo se prima non lo ha proclamato la Chiesa e , in ogni caso, mai nessuno può essere proclamato santo prima della sua morte. Questo ha sempre insegnato la vera Tradizione della Chiesa e questo noi crediamo. Voi invece, vi arrogate, in questo un diritto abusivo.
    Per noi il fatto stesso che ci si è ribellati al commissariamento e che si continuano ad infangare la Santa sede, il commissario, i visitatori, i responsabili di dicastero, è già indice chiaro che tra i manelliani non c’è la virtù e se non c’è la virtù, non c’è nulla! Padre Pio quando è stato, perseguitato (lui, sì, veramente) non si è fatto scrivere articoli squallidi sui giornali, come quelli di De Mattei, dalla Siccardi, e di altri per dimostrare che a Roma sono tutti imbecilli, massoni, incompetenti, supermodernisti, corrotti, ecc. Anzi quando il suo discepolo Emanuele Brunatto parlò male del vescovo che perseguitava Padre Pio, il santo gli diede uno schiaffo rimproverandolo: “Come osi parlare così di un vescovo di Santa Roma Chiesa?”. Senza dispiacervi, dobbiamo, per questo dirvi che Manelli non è neanche l’unghia di Padre Pio! E voi non vi dovete permettere di paragonare questo Manelli a Padre Pio! Credimi continuare a mantenere in piedi questo castello di fumo e di facciata danneggia tutti, quelli di dentro e quelli di fuori. Ancora grazie al frate, chiunque sia (non lo conosco) perché chiunque fa la verità, entra in un raggio di luce di Dio. E ringraziate insieme a noi anche il sito che si è offerto come palestra di discussione. Almeno questo dobbiamo riconoscerlo. A ben risentirci.

    Rispondi
    • #morenita   25 Luglio 2014 at 10:28 pm

      Oltre a essere logorroico batte e ribatte sull’ossessione per Manelli, i cosiddetti manelliani (ma dove sono?), addirittura gli adepti… Sta dando i numeri!
      La maggior parte di coloro che hanno difeso l’Ordine, completamente all’oscuro di diatribe interne da lasciare comunque al giudizio di chi di dovere, hanno difeso innanzitutto il diritto dei frati non dissidenti e di centinaia di fedeli di non esser più a lungo privati del rito antico, sospeso ma di fatto bloccato vanificando una legge universale, sulla base di jn presupposto falso (accusa di esclusività mentre è universalmente noto che vigeva il biritualismo).
      Si offende perché c’è chi si è permesso di commentare atteggiamenti arroganti; ma questi sono sotto gli occhi di tutti e il vostro caso ha fatto scalpore in tutto l’orbe cattolico ed oltre con la sorpresa e lo sbigottimento di chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale.
      Nessuno santifica Manelli o ritiene che non possa aver commesso errori; ma ciò ch’è accaduto rimanda ad un contesto kafkiano.
      Piuttosto pensate ai casi vostri e smettetela di calunniare i confratelli che hanno sensibilità spirituali diverse dalla vostra senza scomodare il lefebvrismo che non esiste e rispettate i laici che si riescono ancora a soffrire per quel che succede alla e nella nostra chiesa.

      Rispondi
  29. #Matteo   25 Luglio 2014 at 9:01 pm

    Ma che bravi,ora vi publicizzano pure i satanisti di Croce-Via,.Complimenti!

    Rispondi
  30. #Silente   25 Luglio 2014 at 9:26 pm

    Perché i difensori dei persecutori dell’Ordine, dei suoi Fondatori, del suo carisma Tradizionale che hanno infestato il sito, qui sopra, non rispondono a tre semplici domande:
    1) quali sono i veri motivi per cui è stato commissariato l’Ordine?
    2) perché è stata vietata la S. Messa? Quella Santa, ovviamente, privando anche migliaia e migliaia di fedeli di questo indispensabile conforto spirituale e abbandonandoli alla dubbia messa modernista e postconciliare?
    3) perché gli spostamenti, le dichiarazioni, le pubblicazioni, persino le preghiere personali dei bravi frati sono stati sottoposti ad autorizzazione del Kommissario modernista?.
    Noi i motivi li conosciamo: l’odio satanico dei modernisti per la Tradizione, la Santa Dottrina e la Santa Liturgia.
    E questi motivi vengono confermati dagli insulti al Professor de Mattei, a Cristina Siccardi e ai siti cattolici che difendono la Tradizione.
    I persecutori dei FFI, i loro difensori, i loro sodali non sono cattolici. Sono seguaci del modernismo, “summa summarum”, come diceva Pio X, di tutte le eresie.

    Rispondi

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