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traduzione a cura di Matteo Luini

 

Un’attrice israeliana di estrema sinistra, nota per aver già organizzato pièces teatrali scandalose, a fine aprile scorso ha suscitato ulteriori polemiche dopo aver caricato su Youtube un provocatorio monologo, che aveva recitato alcune settimane prima davanti al monumento in memoria ai combattenti del ghetto di Varsavia, presso lo Yad Vashem a Gerusalemme.

Natali Cohen Vaxberg era arrivata allo Yad Vashem accompagnata da un’équipe di cameramen e da due uomini che sembravano guardie del corpo. Dopo che la sicurezza l’ha espulsa dal museo, Cohen Vaxberg, che nel monologo impersona “L’Olocausto”, ha iniziato un discorso alquanto audace, finché i passanti si sono messi ad urlare per farla tacere.

Io sono  l’Olocausto, la cosa migliore che vi sia mai capitata! ha iniziato il suo monologo. Dopo tutti questi anni, mi merito pure qualche applauso!

Come potreste giustificare il 1948 e il 1967 senza di me?

“Chi vi ha consentito di mettere tre milioni di persone in un ghetto senza che le superpotenze vi bombardassero? Pensate che potreste andare avanti senza di me?

Frankenstein non si è forse vendicato del suo creatore?  Più grandi si diventa più la memoria si fa corta. Dove avete imparato a mettere le persone in campi di concentramento basandovi sull’etnia? Io sono la vostra verità!

In risposta al video Itamar Ben Gvir, un avvocato conosciuto per il suo attivismo di destra,  ha spronato il Procuratore Generale Yehuda Weinstein ad investigare su “questa svalutazione dell’Olocausto“.

 

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