623px-Genius-meme

di Ilaria Pisa

Scrivo cose che altri hanno espresso prima e meglio di me, sperando sia questo un caso in cui repetita iuvant.

1. L’aborto è un diritto: infatti è sancito dalla legge.

Confutazione: al diritto positivo preesiste il diritto naturale, frutto della retta ragione naturale, alla stregua del quale va valutata la giustizia di una norma. Il gruppo di norme contenuto nella l. 194/78 non corrisponde a giustizia, perché violando il precetto “non uccidere” conculca il fondamentale diritto alla vita del nascituro. Tale diritto non ha bisogno della legge per essere riconosciuto, e se dalla legge è disconosciuto, tale legge è ingiusta, illegittima e – pertanto – da disapplicare e, de jure condendo, abrogare. Pertanto: a) non è la legge a stabilire ciò che è di diritto naturale, b) se una legge collide con il diritto naturale, non ha valore di legge (se non formaliter).

Opinare diversamente significa essere giuspositivisti di terz’ordine: chiedete a costoro se ritengono giusta l’imposizione fiscale italiana, o come reagirebbero se domani una legge imponesse il burqa / istituisse l’apartheid nel nostro Paese.

2. L’aborto fa parte del diritto della donna all’autodeterminazione, anzi ne è la quintessenza.

Confutazione: la c.d. autodeterminazione (versione moderna e farlocca del libero arbitrio) si può esplicare solo su di sé, e nemmeno integralmente: non decidiamo noi il destino eterno della nostra anima, benché le nostre azioni concorrano a determinarlo. Il corpo del bambino e l’anima del bambino sono distinti e autonomi da quelli della donna, pertanto non possono essere oggetto della di lei autodeterminazione. Abortendo invece si decide sul corpo del figlio, sopprimendolo, e sulla sua anima, privandola della beatitudine celeste.

3. L’embrione / il feto non è un essere umano, esattamente come la ghianda non è la quercia.

Confutazione: per chi come me non è ferrato in aristotelismo, consiglio di spostare il discorso sul piano scientifico mostrando all’interlocutore questo esaustivo dossier. A chi invoca la scienza a proprio sostegno, per dare del bigotto ignorante al militante antiabortista, va mostrato che la scienza prova l’esatto contrario. Dimostrato che l’embrione è un essere umano fin dal primo istante, si rende ancor più chiaro il punto 2 (v. sopra).

4. L’aborto ci sarà sempre: tornerà clandestino.

Confutazione: decisamente uno degli argomenti più stupidi. Nessuno ha mai pensato di legalizzare l’associazione per delinquere di stampo mafioso, il traffico d’organi o la pirateria per il fatto che il crimine è ineliminabile. Se un simile argomento fosse fondato, ogni codice penale andrebbe abolito seduta stante.

5. Voi odiate le donne, volete che muoiano sotto le mani delle mammane.

Confutazione: a) esortare le donne a non abortire, e a salvare così (simultaneamente) il proprio figlio, la propria anima e in gran parte dei casi la propria salute fisica, è il contrario esatto di odiarle. Gli abortisti, che ingannano le donne o speculano sulla loro sofferenza o difficoltà, rappresentano invece un preclaro esempio di odio. b) la seconda parte dell’argomento cade per le ragioni di cui al punto 4 (v. sopra): in alcun modo si può imputare un fenomeno clandestino a chi lo ha voluto proibire. 

6. Siete liberi di non abortire se volete, ma se una donna sceglie di abortire, la cosa non è affar vostro.

Confutazione: se di fronte a voi sta per consumarsi un omicidio cercate di intervenire per impedirlo oppure “non è affar vostro”? A chi obietta che la persona dell’exemplum fictum non è un feto si consigli di ripassare il punto 3 (v. sopra).

7. Se una donna è stata stuprata, vorrete forse obbligarla a tenere il figlio?

Confutazione: decisamente l’argomento più stomacante. a) che colpa ha il figlio della condotta del padre? b) come si può sanare un atto di violenza con un atto di violenza più grave (stronca la vita ed è contro un “innocente”)? c) obiter dictum: statisticamente parlando, i casi di violenza sessuale sono una infinitesima percentuale dei casi di IVG. Cfr. questo dossier e questa sinossi.

8. Un figlio va desiderato, altrimenti non sarà amato.

Confutazione. Un figlio è un dono di Dio: è lecito desiderare un dono (o non desiderarlo particolarmente), ma l’atteggiamento che il dono presuppone è la pura accoglienza. L’amore per un figlio è naturale e laddove tutto congiuri contro l’instaurazione di questo rapporto, la strada da percorrere non è certo l’uccisione del figlio ma il suo affido ad una famiglia che lo possa amare e curare in vece dei genitori biologici.

9. Poiché l’IVG è una scelta difficile, non è sindacabile. 

Confutazione: la fallacia più comune e probabilmente la più facile da smontare. Nessuna scelta è insindacabile perché tutte le scelte e tutti gli atti, ossia i comportamenti in foro esterno, possono (e devono) essere giudicati. Un antiabortista non giudica l’anima di chi commette questo crimine, pur ammonendo doverosamente sulla mortalità del peccato.

10. Un bambino con handicap o gravi malattie condurrà una vita d’inferno, sarà infelice e renderà a propria volta infelici i familiari.

Confutazione: a) curioso che gli alfieri del “nessuno può giudicare” (v. punto 9) giudichino ex ante la vita di una persona ancora non nata. b) se l’argomento è la sofferenza, i pietosi omicidi farebbero meglio a spulciare questo dossier. c) di controesempi che mostrano come i portatori di handicap diano molti punti a chi non ne ha (o ne ha meno) pullula la vita reale… e il web. L’esempio più eclatante è quello di Nick Vujicic (qui) (sì, è protestante), ma non mancano ricerche sociologiche sorprendenti sul tema (anche qui) e toccanti testimonianze (qui). d) la sofferenza fa parte della condizione umana “decaduta” e non può essere eliminata: meglio focalizzarsi su come aiutare una persona malata ad affrontarla, piuttosto che voler eliminare la patologia sopprimendo il malato.