Papa Francesco a Copacabana

Discorso di Bergoglio a chiusura di questa prima fase del “sinodo”: «[…] ora abbiamo ancora un anno per maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare, a dare risposte ai tanti scoraggiamenti che circondano e soffocano le famiglie».

Francamente non si capisce a cosa dovrebbe servire questo anno a disposizione per maturare e fare discernimento. Per cosa? Discernimento per pensare a documenti che approvino il peccato mortale con pertinacia e scandalo? Probabilmente a come aggirare l’ostacolo con sofismi e pastorali varie? O forse Bergoglio intendeva dire che lui farà discernimento per mandare in pensione un congruo numero di presunti conservatori presenti al “sinodo”, così da avere la strada spianata? Chi lo sa …

In uno spirito di rinnovamento presunto, Bergoglio aggiunge che la Chiesa «ha le porte spalancate a tutti, non solo ai giusti […] la Chiesa non è in litigio con una o con l’altra parte».

Ci sembra di capire, stando a queste affermazioni e dal preciso contesto, che, secondo Bergoglio, prima di questi episodi, la Chiesa avrebbe avuto sempre le porte sprangate e sarebbe stata molto litigiosa. Ciò non è affatto vero.

Prosegue con un encomio alla collegialità, in contrasto con la costituzione divina e monarchica dell’Istituzione Chiesa: «Potrei dire serenamente che – con uno spirito di collegialità e di sinodalità – abbiamo vissuto davvero un’esperienza di sinodo, un percorso solidale, un ‘cammino insieme’». Una “chiesa”, quindi, sempre più liberale e democratica quella di Bergoglio.

Esistono «pastori veri» e «pastori falsi», sostiene Bergoglio: «Ci sono stati momenti di profonda consolazione ascoltando la testimonianza dei pastori veri che portano nel cuore saggiamente le gioie e le lacrime dei loro fedeli». Adesso bisogna capire a quali testimonianze si riferisce, se a quelle pro o a quelle contro il peccato.

Dopo chiarisce l’arcano. I «pastori veri» sarebbero coloro che vogliono aprire indirettamente al peccato mortale, mentre i conservatori sarebbero quegli uomini che hanno la «tentazione dell’irrigidimento ostile, cioè il voler chiudersi dentro lo scritto (la lettera) e non lasciarsi sorprendere da Dio […] gli zelanti, i scrupolosi, i premurosi  […] dei tempi di Gesù e, oggi, dei tradizionalisti e […] intellettualisti». Hanno la tentazione di «trasformare il pane in pietra e scagliarla contro i peccatori, i deboli e i malati».

Stupisce quando accusa i buonisti: «hanno la tentazione del buonismo distruttivo, che a nome di una misericordia ingannatrice fascia le ferite senza prima curarle e medicarle, che tratta i sintomi e non le cause e le radici […] dei cosiddetti progressisti e liberalismi».

Così facendo sembra accusare se stesso. Ricordiamolo in una delle sue tante omelie a santa Marta: «ha raccontato [Bergoglio (Francesco)] una cosa simpatica, bella che ha fatto sorridere tutti, lui compreso: Maria sta all’interno della porta del Paradiso; san Pietro non sempre apre la porta quando arrivano i peccatori e allora Maria soffre un po’, però rimane lì. E la notte, quando si chiudono le porte del Paradiso, quando nessuno vede e nessuno sente, Maria apre la porta del Paradiso e fa entrare tutti”» (qui).

Prosegue con un’apologia allo spiritismo: «Personalmente mi sarei molto preoccupato e rattristato se non ci fossero state queste tentazioni e queste animate discussioni; questo movimento degli spiriti».

Ribadisce che la Chiesa ha: « le porte spalancate per ricevere i bisognosi, i pentiti e non solo i giusti o coloro che credono di essere perfetti […] non si vergogna del fratello caduto e non fa finta di non vederlo».

A me pare piuttosto che Bergoglio voglia rivendere la falsa idea che oggi la Chiesa sarebbe misericordiosa, mentre in passato non lo era; questo modo di fare, noto nella comunicazione, serve a generare frattura col passato per instillare nel prossimo la predisposizione a digerire prossime future innovazioni che, diversamente, sarebbero state percepite con maggiore ostilità.

Ha ribadito che «il sinodo  si svolge cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa e garanzia per tutti». Chiude con una citazione da un’omelia di Ratzinger del 2010.

Pertanto abbiamo un Bergoglio che ci tiene a rimarcare che il Papa è lui, viste forse le attuali tendenze a credere che il Papa sia Ratzinger; un Bergoglio sempre meno misericordioso, poiché da un verso millanta di essere aperto ai peccatori, ma alla fine dice I TRADIZIONALISTI TRASFORMANO IL PANE IN PIETRA E LA SCAGLIANO CONTRO I PECCATORI, I DEBOLI E I MALATI. E’ egli stesso, dall’altezzosità del suo tradizionalismo modernista, a trasformare il pane in pietra ed a scagliarlo contro i presunti “tradizionalisti”. Invece di aiutarli, li aggredisce! Sic!

Fonte intervista qui.

CdP Ricciotti