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[…] La persecuzione dell’Anticristo sarà la più grande che avrà patito la Chiesa sino a quel tempo, come scrive san Matteo: Et erit tunc tribulatio magna, qualis non fuit ab initio mundi usquemodo, neque fiet. Et nisi breviati fuissent dies illi, non fieret salva omnis caro; sed propter electos breviabuntur dies illi[1].

L’intento dell’Anticristo sarà di far perdere la fede a tutti i cristiani, facendosi adorare per Dio; e dov’egli non assisterà, farà erigere la sua statua per mezzo dei suoi seguaci, e specialmente di un falso profeta che egli assumerà per compagno chiamato da san Giovanni la seconda bestia: Et vidi aliam bestiam ascendentem de terra[2].

Alcuni interpreti credono che costui sarà qualche chierico o religioso oppure vescovo che sedurrà più popoli e forzerà tutti ad adorare la statua (anche immagine) maledetta di lui, come scrive san Giovanni: Et adoraverunt eam omnes qui inhabitant terram, quorum non sunt scripta nomina in libro vitæ[3]. Da ciò si comprende che non tutti prevaricheranno, ma molti resteranno fedeli.

 

Scrive poi Daniele che nel tempo di quella persecuzione (che durerà per 1290 giorni, cioè per 3 anni e mezzo, e propriamente tre anni e sei mesi, come scrive sant’ Agostino) si abolirà (definitivamente) il Sacrificio dell’altare: Et a tempore quo ablatum fuerit iuge sacrificium, et posita fuerit abominatio in desolationem, dies mille ducenti nonaginta[4].

Pare, pertanto, che in quel tempo non si celebreranno più messe (oppure si potrebbe ipotizzare che si celebreranno delle false messe), ciò nonostante, i buoni fedeli non smetteranno di raccogliersi, come meglio potranno, in luoghi nascosti e faranno le loro orazioni: a lodare il Signore; anche a celebrare qualche messa nascostamente (sembrerebbe un vero e proprio ritorno nelle catacombe); poiché la predizione di Daniele, dicono gl’interpreti, che riguarderà solo le chiese pubbliche (edifici di culto).

 

Così spiegano quello che dice san Giovanni della donna, intesa per la Chiesa, che allora si rifugerà nella solitudine: Et mulier fugit in solitudinem, ubi habebat locum paratum a Deo ut ibi pascat eam diebus mille ducentis sexaginta[5].

Tratto da Il Diavolo e l’Anticristo, C. Di Pietro, Edizioni Radio Spada, Milano/Potenza, 2014, cap. XXII, p. 117 ss.

Prossima puntata sabato 13.12.2014

CdP Ricciotti

Parte 1: http://radiospada.org/2014/11/lanticristo-esegesi-e-storia-di-una-tremenda-verita-di-fede-parte-1/

Parte 2: http://radiospada.org/2014/11/lanticristo-esegesi-e-storia-di-una-tremenda-verita-di-fede-parte-2/


Note:
[1] Mt. 24,21: «Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. (22) E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati».
[2] Apoc. 13,11: «Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago».
[3] Apoc. 13,8: «L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato».
[4] Dan. 11,31: «Forze da lui armate si muoveranno a profanare il santuario della cittadella, aboliranno il sacrificio quotidiano e vi metteranno l’abominio della desolazione».
[5] Apoc. 12,6: «La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni».