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Ci giunge la notizia della nascita di un nuovo movimento chiamato “Modernismo Ecologia Libertà – con Bergoglio”, ispirato da “Laudato si'”. Qui la pagina FB.

L’avventura, partita al grido “Basta fumate nere”, è proseguita con più di un motto che potrebbe far da manifesto al neoecologismo bergogliano: “Encicliche riciclate, su carta riciclata”, “Stop a tutti i PARAMENTI che non siano VERDI”, “Turiboli a emissioni zero”, “Los bergoglianos unidos jamás serán vencidos”, “La Patria si difende anche facendo la guardia ad un bidone di benzina (verde)”.

Riportati anche stralci originali di “Laudato si'”.

L’ormai celebre nì all’aria condizionata:

“[55.] […] E’ cresciuta la sensibilità ecologica delle popolazioni, anche se non basta per modificare le abitudini nocive di consumo, che non sembrano recedere, bensì estendersi e svilupparsi. E’ quello che succede, per fare solo un semplice esempio, con il crescente aumento dell’uso e dell’intensità dei condizionatori d’aria: i mercati, cercando un profitto immediato, stimolano ancora di più la domanda. Se qualcuno osservasse dall’esterno la società planetaria, si stupirebbe di fronte a un simile comportamento che a volte sembra suicida”.

O un pezzo di grande teologia come:

“153. La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano. Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità al trasporto pubblico. Tuttavia alcune misure necessarie difficilmente saranno accettate in modo pacifico dalla società senza un miglioramento sostanziale di tale trasporto, che in molte città comporta un trattamento indegno delle persone a causa dell’affollamento, della scomodità o della scarsa frequenza dei servizi e dell’insicurezza“.