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Nota di RS: ben venga ogni manifestazione contro la follia del gender e a favore dell’unica vera famiglia, il presente articolo ha la sola pretesa di opporsi al cattolicesimo di compromesso (politico e non).

di Danilo Quinto

Da sempre, il potere massonico internazionale, ha inteso utilizzare i cosiddetti diritti civili come primo strumento di un nuovo ordine mondiale, che ha finalità di carattere solo economico a vantaggio di elites. Questa è stata la logica con la quale si è mosso l’intero sistema delle Nazioni Unite, finanziato in maniera massiccia da decenni per sviluppare politiche antinataliste, favorevoli all’aborto, ai sistemi contraccettivi ed alla sterilizzazione di almeno 150 milioni di donne nel mondo.

Oggi, la teoria del gender, è il grimaldello attraverso il quale si vuole definitivamente distruggere la legge divina, per portare a definitivo compimento quel disegno.

I referenti parlamentari del mondo cattolico – disseminati nei vari partiti e partitini, come ha indicato si dovesse fare il cardinale Camillo Ruini a metà dello scorso decennio – che conoscono molto bene questo “piano”, sono pronti, come hanno fatto i loro “antenati” democristiani con la legge 194, ad adoperarsi per ottenere un compromesso sul “disegno di legge Cirinnà”, che prevede le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Sarà solo la prima di una serie di leggi che nei prossimi mesi saranno approvate (la legge sull’eutanasia, innanzitutto), perché a Matteo Renzi “conviene” dedicarsi a questi temi, dopo aver fallito sul piano delle riforme, per conservare il consenso e quindi il potere.

Per questa ragione è stata convocata la Marcia del 20 giugno che si svolgerà a Roma, ad una settimana dal Gay Pryde, rispetto al quale nessuno dei convocatori della Marcia né dei referenti parlamentari ha inteso dire una sola parola. Grazie all’apporto decisivo del Cammino Neocatucumenale – definito da Bergoglio “un vero dono della Provvidenza alla Chiesa dei nostri tempi”, nonostante le tante, documentate critiche che sono state rivolte negli ultimi decenni nei confronti del fondatore, il pittore spagnolo Kiko Argüello e le pratiche “disinvolte” di queste comunità – si prevede che in Piazza San Giovanni sabato prossimo vi saranno almeno 300mila persone. Per festeggiare quanto dichiarato in conferenza stampa da Massimo Gandolfini, Presidente di Scienza & Vita – l’associazione ispirata da Ruini in vista del referendum sulla “legge 40” – portavoce del comitato che ha dato origine alla kermesse ed anch’egli affiliato al Movimento di Argüello: «Il tema del ddl ci preoccupa ma non è il tema della manifestazione ed anche il tema degli omosessuali non ha niente a che fare con il nostro Comitato. La nostra manifestazione è di tipo propositivo, dice la bellezza della famiglia, non è contro nessuno, quindi non è contro gli omosessuali». E’ la stessa logica dell’attuale Pontefice, che rispetto ai protestanti, ai musulmani, agli ebrei, agli ortodossi, auspica la “logica del poliedro” e dell’unità nella pace. Le Sacre Scritture e la dottrina, invece, non usano mezzi termini né nei confronti degli omosessuali né nei confronti delle religioni diverse dall’unica – quella del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo – che porta alla salvezza.

Che cosa si festeggia, quindi, il 20 giugno? Accordi già presi, in base alla logica del “male minore”, sul “ddl Cirinnà”. Una presa in giro? Anche, ma soprattutto la presa d’atto che al cosiddetto mondo cattolico non importano più nulla i principi della legge divina. Nel senso, che non li afferma e si preoccupa solo di dire che le manifestazioni che organizza sono “aconfessionali”.

Come se ci si dovesse vergognare di essere testimoni del Vangelo e di Gesù. Del resto, perché legislatori laici e loro corifei dovrebbero difendere questi principi se le loro stesse guide se ne disinteressano?