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di M.H.G.

Scrive Francesco Antonio Grana su il Fatto Quotidiano: 

Per Palermo, nomina che sarà resa pubblica oggi, 27 ottobre, Bergoglio ha scelto don Corrado Lorefice, 53 anni, nativo di Modica in provincia di Ragusa. Attualmente è vicario episcopale della diocesi di Noto guidata da monsignor Antonio Staglianò, divenuto famoso per le sue prediche in musica con brani di Noemi e Marco Mengoni.

Ancora:

Teologo molto stimato, Lorefice è autore anche di un libro su “Dossetti e Lercaro: la Chiesa povera e dei poveri” in cui analizza gli interventi del “progressista” cardinale di Bologna negli anni Sessanta in cui il porporato chiedeva con forza al mondo ecclesiale di tornare al Vangelo delle origini spogliandosi del lusso e della mondanità della corte papale. Temi e lotte oggi al centro del pontificato di Francesco.

Per Bologna il segnale non è meno chiaro:

Bergoglio ha scelto monsignor Matteo Maria Zuppi, romano, 60 anni, dal 2012 vescovo ausiliare di Roma per il settore Centro, ma per numerosi anni parroco ed esponente della Comunità di Sant’Egidio fondata dall’ex ministro Andrea Riccardi.

Un’idea di quanto sia inconsistente la presunta “schiera conservatrice”, ce la fornisce il Corriere della Sera, edizione di Bologna:

Caffarra, secondo una nota diffusa dalla Curia, ha espresso al Santo Padre, anche a nome dell’Arcidiocesi, «la più viva gratitudine per la nomina del nuovo arcivescovo, di cui sono note la fede e lo zelo pastorale, e all’arcivescovo eletto il primo saluto dell’intera Arcidiocesi». Monsignor Giovanni Silvagni, vicario della Diocesi, ha espresso al Cardinale Carlo Caffarra «la commossa gratitudine della Chiesa bolognese per il lungo e fecondo ministero pastorale impreziosito da un ricco magistero dottrinale, e vissuto con totale dedizione e senza risparmio di energie per amore di Cristo e della Chiesa».

Auguri, cari conservatori, auguri! Ne avete bisogno. Nel frattempo, per i liberi fra voi: Lettera ai ‘conservatori’ perplessi