schoenborn

di M.H.G. Un trionfo del cardinale-arcivescovo di Vienna Schönborn, con la conseguente mediazione verso il “centrosinistra” conciliar-sinodale? Così parrebbe. Per ora. Se ne parla da giorni, ma le abilità diplomatiche del porporato austriaco sembrano essere state determinanti per definire la linea del circolo linguistico più importante, quello tedesco: in esso sono rappresentati i “capi” delle tendenze più rilevanti del Sinodo, ad esempio Müller (Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede) e Kasper (guida dei “progressisti”). La linea di questo gruppo, è chiara, citiamo Avvenire (http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/sintesi-relazioni-circoli-minori-galli.aspx), grassettature nostre:

Circolo di lingua tedesca In ultimo, il circolo di lingua tedesca – relatore l’arcivescovo Heiner Koch, moderatore il cardinale Christoph Schönborn – dedica attenzione al nodo culturale del «gender», respingendo fermamente come «ideologie» le teorie che propongono una «intercambiabilità arbitraria» dell’identità sessuata. Sulla questione dei matrimoni nulli, ricorda la centralità della fede o meno dei nubendi. Suggerisce di «spiegare nuovamente» due documenti come “Humanae vitae” e “Familiaris consortio”, e appoggia la proposta di una via penitenziale e di discernimento dei divorziati risposati, al termine della quale anche loro possano fare la Comunione.

Sempre dalla stessa fonte riferiamo altre interessanti posizioni di circoli minori, che però paiono elidersi a vicenda, ma con un dato non trascurabile, ovvero l’orientamento tendenzialmente aperturista degli italiani:

Circoli in lingua francese Il circolo francese A –[…] Il circolo francese B – relatore padre François-Xavier Dumortier e moderatore il cardinale Robert Sarah – sulla questione della Comunione per i divorziati risposati, «si è pronunciato per mantenere la disciplina attuale». Sui due recenti motu proprio del Papa riguardanti la cause di dichiarazione di nullità matrimoniale, chiede che punti come la «mancanza di fede degli sposi», che «sembrano sollevare un problema teologico», siano affrontati da Francesco con un documento magisteriale. Il circolo francese C – […]. Gruppi di lingua inglese Il circolo A – relatore l’arcivescovo Joseph Kurtz, moderatore il cardinale George Pell – si esprime «a maggioranza, senza pieno consenso» per ribadire la dottrina e la pratica attuale della Chiesa sull’Eucaristia per i divorziati risposati e per dire no all’idea di affidare la questione alle singole conferenze episcopali. Evidenzia altresì l’importanza di una presentazione adeguata della visione cristiana della sessualità e anche della cura di elementi che potrebbero sembrare laterali, come la liturgia matrimoniale, per il cammino cristiano dei coniugi. Nel circolo inglese B – relatore l’arcivescovo Diarmuid Martin e moderatore il cardinale Vincent Nichols – si chiede al Papa di istituire, nel corso del Giubileo, «una commissione speciale per esaminare i modi in cui le discipline della Chiesa che scaturiscono dall’indissolubilità del matrimonio si applicano alla situazione delle persone in unioni irregolari», compresa la «poligamia». «Un approccio pastorale che promuova gli insegnamenti della “Humanae vitae”» è la sollecitazione che viene dal circolo C – relatore l’arcivescovo Mark Coleridge, moderatore l’arcivescovo Eamon Martin – che chiede anche maggiore attenzione nel documento finale al problema della povertà che intacca l’equilibrio di molte famiglie. Infine, per i padri sinodali anglofoni del circolo D – relatore l’arcivescovo Charles Chaput, moderatore il cardinale Thomas Collins – l’”Instrumentum laboris” «non presta la dovuta attenzione alla formazione alla castità», e allo stesso tempo «non possiamo ridurre il matrimonio a un rapporto sessuale». I padri fanno presente che «coloro che percorrono un cammino penitenziale non sono esclusi dalla Chiesa anche se si astengono dalla Comunione». Circoli di lingua italiana «Discernimento vocazionale» ed «educazione all’amore», sono due dei temi a cui ha prestato attenzione il circolo A. Il circolo B ha sottolineato, tra i vari punti, la necessaria solidarietà verso i coniugi «impoveriti dalle separazioni» e la volontà di mostrare a chi ha sperimentato un fallimento l’«abbraccio pieno della Chiesa». Il circolo C, su situazioni “irregolari” ed Eucaristia, suggerisce di percorrere la strada di un discernimento «in foro interno sotto la guida del vescovo e di presbiteri designati». Circoli in lingua spagnola Sempre sulla questione dell’Eucaristia a divorziati e risposati, si dividono con una certa nettezza il circolo spagnolo A – relatore il cardinale José Lacunza Maestrojuán, moderatore il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga – favorevole a un cambiamento della prassi di sempreoccorre porre fine all’atteggiamento elitista e settario mostrato da molti membri della comunità cristiana verso queste persone») e il circolo B – relatore l’arcivescovo Baltazar Porras Cardoso, moderatore il cardinale Francisco Robles Ortega – che resta invece contrario, pur appellandosi al Papa per un intervento chiarificatore.

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