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Gli organismi internazionali sono tra i principali promotori dell’aborto nel mondo.

L’ideologia neo-malthusiana che guida le loro scelte in campo demografico fa sì che esercitino forti pressioni su tutti quei Paesi ancora ostili a legalizzare l’omicidio degli innocenti.

 

LifeNews ci informa che il Comitato sui Diritti dell’infanzia dell’Onu questa volta si è scagliato contro la Polonia, rea di non garantire i “diritti riproduttivi” delle donne.

In un nuovo documento, redatto l’ottobre scorso, le Nazioni Unite chiedono al governo di Varsavia di rendere meno restrittive alle giovani donne le condizioni per abortire. In pratica, nella “bigotta” Polonia non è garantito a sufficienza il libero accesso ai servizi di “salute sessuale e riproduttiva”. Anche perché, oltre ad una legislazione avversa, v’è pure il problema dello stigma sociale (dovuto evidentemente al cattolicesimo che ancora pervade la società).

I pro-life polacchi, però, sono insorti ed hanno attaccato duramente il documento dell’Onu.

In Polonia l’aborto è illegale, ma è ammesso in tre casi. In primo luogo quando è in pericolo la vita della madre. In secondo luogo in caso di stupro: in questa fattispecie l’aborto è consentito fino alla dodicesima settimana. Infine, l’aborto è permesso quando il bambino ha un handicap grave e irreversibile o una malattia pericolosa e incurabile.

Il governo polacco ha fatto sapere che nel 2012 sono stati abortiti negli ospedali pubblici 757 bambini. Di questi, circa 700 erano sospettati di essere gravemente malati. E si tratta di un numero in costante crescita. Come si vede, la normativa vigente non è propriamente conforme alla morale cattolica. Ma evidentemente all’Onu sembra troppo poco.

D’altra parte, bisogna ricordare che nel 2014 il Comitato sui Diritti dell’infanzia ha pubblicato un rapporto in cui attaccava la Chiesa cattolica a causa della sua battaglia in favore della vita e contro l’aborto.

Insomma, per le Nazioni Unite contano solo i bambini già nati e non quelli che stanno nel grembo materno. Ed hanno talmente a cuore i diritti umani che per risolvere il problema della fame nel mondo e della povertà promuovono contraccezione, aborto e sterilizzazione forzata. Perché evidentemente, l’unica soluzione è togliere di mezzo il maggior numero di persone possibile…

 

Federico Catani

 

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