bataclan

 

“Tutti coloro che odiano me, amano la morte”

(Prov. 8, 35-36)

di Alessandro Pini

Fermare i mandanti. Queste le parole del giornalista italiano Giulietto Chiesa circa i recenti fatti di Parigi.

Sono perfettamente d’accordo con il buon Giulietto, ma da cattolico “medievale” ritengo, piuttosto, che sia giusto scovarli nelle loro tane più profonde quanto reali, ossia identificando innanzitutto la loro “spiritualità”, la loro filosofia. Come un buon cavaliere, pertanto, tenterò l’assalto al castello (menzogna) per espugnarlo e rendere pubblici i misfatti ivi commessi.

Chi sono, dunque, e dove si nascondono questi mandanti? Siamo davvero certi che questi attentati, ma soprattutto la situazione del mondo contemporaneo sia frutto di molteplici ideatori e non di un’unica mente?

Ho appena citato il contesto attuale poiché non possiamo permetterci di credere che il problema dell’ora presente sia soltanto quello del terrorismo islamista, invero, esso è una delle conseguenze del reale Problema occidentale: l’”apostasia silenziosa” – già denunciata da Giovanni Paolo II – esito finale di un processo ben più lontano, ma che ci riguarda da molto vicino.

Fermarsi alle cause materiali del disastro postmoderno è sintomo certo di malattia, e in questi giorni post attentati abbiamo ascoltato e letto parecchi individui contagiati da simile morbo, il quale non permette di analizzare a fondo il problema, rendendo vano ogni tentativo circa la soluzione al problema “Isis”.

Come ebbi già modo di scrivere quasi un anno fa(1), il mostro dello Stato Islamico è nato grazie alle potenti nazioni occidentali (oltre che dal petrolio saudita), guidate da uomini imbevuti di falsi principi e vere utopie “spiritualiste”. Ecco il fulcro del Problema.

 

Chi sono

La storia dei “mandanti” affonda le proprie radici nel cosiddetto Rinascimento, quando la scolastica decadente è rigettata per incentrare il pensiero sull’uomo, misura di tutto l’Universo e, soprattutto, su una filosofia di stampo naturalista. Regnum hominis.

Celebri le tesi di Pico della Mirandola (1463 – 1494) – “il primo che con efficacia di risultati introduce la cabala nel pensiero cristiano” (2) -, altrettanto quelle del famoso  (e fumoso) mago (e spia anticattolica) Giordano Bruno, il quale propugnava dottrine di origine cabalistica, e riteneva compito dell’uomo vivere senza limiti, al di là del bene e del male (Nietzsche non ha inventato niente):

“L’uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo”.

Possiamo rintracciare in questo periodo storico le linee-guida della mentalità moderna: “Pico, per molti studiosi recenti del sedicesimo secolo, è divenuto, con il suo De dignitate hominis, il simbolo anticipato di una umanità che rende se stessa il centro del mondo e pretende di esserne l’unica padrona, già soppiantando, almeno implicitamente, il Dio Creatore. Più esattamente ancora, egli avrebbe preceduto taluni dei nostri esistenzialisti, per cui l’essenza dell’uomo consiste nel non averne una fissa, ma nel poter divenire tutto ciò che ambirà essere. Così, fin dall’alba del Rinascimento sarebbe stato tracciato il programma di Feuerbach: riconquistare e attribuirsi tutti gli immaginari poteri che l’uomo da sempre ha proiettato sulla figura divina, per farli realmente suoi e insediarsi al posto di quel Dio detronizzato». (3)

 

Lotta al Medioevo, quindi alla Cristianità, per promuovere un nuovo ordine, slegato dai dogmi e dalla sana metafisica tomista.

Filosofia pagana, esoterismo e gnosticismo si alleano per combattere la Chiesa Cattolica, e da quest’alleanza nascerà la Modernità: frutto di questa lotta e figlia delle società segrete, anch’esse imbevute di siffatte dottrine. Tali sètte cianciavano di essere custodi del vero cristianesimo, del puro insegnamento cristiano, e grazie a tale artificio penetrarono nel tessuto sociale, fino allora fedele al vero Dio e all’unica Chiesa da Egli fondata.

Da questa miscela esplosiva sarà incendiata l’Europa; la ferita protestante infrangerà l’unità religiosa del Vecchio Continente, l’Illuminismo trionferà con la Rivoluzione Francese e spezzerà quella politica, dando vita ad una nuova società, ma soprattutto ad un uomo nuovo.

Libertè, Egalitè, Fraternitè: la Trinità laica e massonica.

Trinità diffusa e difesa dalla Nuova Chiesa, la Rivoluzione, la quale non ammette contendenti e uccide in nome della Libertà: o con lei o senza testa (anche oggi funziona così in Occidente, sebbene non si decapiti più, semplicemente si svuotano le teste dei giovani e si riempiono di menzogne e illogicità).

Dunque, terrorismo democratico nato proprio nel paese appena colpito dal terrorismo “islamico”, che (paradossalmente) protesta contro quest’ultimo rivendicando i propri “valori” laici(sti);  gran mole di materiale per i nostri discendenti, i quali dovranno armarsi di santa pazienza per non strappare le pagine dei libri di storia relative alla nostra epoca.

In nome di siffatti valori, giova ricordarlo, si perpetrò il primo genocidio della storia (Vandea), ciò nonostante si ha ancora l’ardire di sventolarli quali baluardi contro la barbarie islamista.

La storia è maestra – diceva qualcuno – ma pochi gli scolari. Io direi che la storia è maestra, gli scolari sono sempre più rari, in compenso il numero dei cattivi maestri è cresciuto a dismisura, pertanto – cari giovani – lasciate ogni speranza o voi che entrate.. nella scuola (di laicità), poiché per la Rivoluzione siete soltanto ingranaggi-operai della Fabbrica della Bugia, nella quale si produce la Volontà Popolare: nuovo idolo per le masse amorfe.

Nel mondo moderno, infatti, il cittadino per essere libero deve conformarsi necessariamente a questa Volontà, sostituta di quella divina, e soprattutto dettata e diffusa dai partigiani della Rivoluzione attraverso i potentissimi mezzi di comunicazione. Il perfezionamento dei mezzi tecnici di persuasione dell’opinione pubblica – affermava il famoso etologo Konrad Lorenz – provoca una uniformità d’idee quale non si era mai vista in nessun’altra epoca della storia (..) Tutti quelli che vogliono manipolare le grandi masse vedono di buon occhio questi effetti riduttivi della personalità.

Personalità ridotte a numeri, ingranaggi; questo l’esito recente della Rivoluzione, in marcia continua verso un futuro migliore, che mai arriverà giacché si considera l’uomo astratto e non la persona reale, secondo la concezione classica. Ma è proprio questa l’essenza stessa della Rivoluzione: marciare, distruggere tutto ciò che esiste.

L’abbandono della metafisica classica (aristotelica-tomista) ha prodotto una (contro) filosofia micidiale: l’idealismo assoluto di marca hegeliana, sfociato nel materialismo marxista e nel paganesimo statalista (nazismo). Dio è stato dapprima dichiarato un mero prodotto (o bisogno) dell’uomo, poi è stato “ucciso” dal Nuovo Uomo, l’uomo prometeico, reso cieco dalla propria superbia.

L’ultimo frutto di quest’albero è il nichilismo libertario, autentica malattia dello spirito dell’uomo contemporaneo e quindi causa concreta dell’attuale disordine globale.

 

Il Regno dell’Aporia

 

Viviamo in quest’epoca terribile, e le ultime stragi parigine ci ricordano, e in un certo senso ci obbligano a riflettere circa la strada intrapresa dall’uomo.

Come abbiamo già scritto poc’anzi, questo cammino ci ha condotto da un ordine cristiano a un disordine globale di stampo anticristico. Il cammino è stato lungo e tragico, tuttavia soltanto oggi ne vediamo veramente i frutti maturi, solo oggi raccogliamo in abbondanza dopo la Grande Semina.

Le morti di questi ultimi giorni, la crisi economica, l’ingiustizia quotidiana, il disordine morale, non sono elementi slegati, bensì tutti saldamente uniti da un minimo comune denominatore: l’uomo – nuovo dio di sé stesso – è incapace di risolvere ed affrontare queste drammatiche questioni (quando le reputa tali), e lo è giacché ha ripudiato la realtà per inseguire il canto delle sirene incantatrici.

L’idealismo, infatti, ha cambiato la psicologia dell’uomo, ed egli fuggendo la realtà si è creato mondi inesistenti, miti e idoli a proprio gusto e misura; in altri termini l’uomo moderno vive di utopie, di conseguenza non è in grado di affrontare la verità davanti ai propri occhi (reale).

Lo abbiamo appena visto, la reazione agli attentati in Francia è stata emblematica in tal senso: l’Occidente ha reagito con bandierine e pianoforti (e bombardamenti isterici quanto ipocriti).

I Poteri ci fanno esplodere mentre mangiamo e balliamo (naturale, non facciamo altro..) e la nostra massima reazione è stata quella (virtuale) di cambiare l’immagine del profilo per “solidarietà” verso il popolo francese.

La Postmodernità ci ha ridotto a un ammasso di consumatori di pornografia, utili idioti e meschini burattini, sempre pronti a reagire e a indignarsi secondo le direttive della Volontà generale.

I morti russi non meritano “solidarietà” giacché in disaccordo con tale Volontà, e il cittadino modello – da buon schiavo ultramoderno – non ha espresso cordoglio e vicinanza al popolo russo. Questa è la libertà fornita dalla Rivoluzione: credersi tale e non esserlo. La grande mistificazione.

 

Il Mandante-Re

“Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo?” (I Gv. II,22)

 

Chi poteva concepire un simile piano? Chi poteva ispirare un siffatto mosaico dall’infernale odore di morte e angoscia? Distruggere la Cristianità per erigere il Regno della Menzogna, cui prodest?

 

Eccoci giunti al culmine del nostro assalto al castello. Ecco scoperto il mandante di questi attentati e del caos globale imperante. Infatti, quelli che ai nostri occhi appaiono come i veri mandanti e responsabili del disordine attuale, non sono che meri strumenti nelle mani del vero regista e sceneggiatore di questo drammatico “kolossal” che è la nostra epoca.

Nostro Signore, nel Vangelo di San Giovanni, ci ha detto che il diavolo è il padre della menzogna, il nemico del genere umano. Cristo è la Via, la Verità e la Vita. Al contrario, Satana è menzogna e morte; in pratica l’essenza del mondo contemporaneo.

L’uomo moderno rifugge la Croce proprio come Satana durante gli esorcismi. Il Nemico ha paura della Croce perché è simbolo reale di sconfitta eterna, l’uomo nichilista perché gli ricorda la Verità e l’Amore, meri ricordi o ostacoli per la propria libertà: divenuta fine e non più mezzo.

Per noi cristiani, la Croce deve tornare a essere un vanto, il vessillo sotto il quale militare, consapevoli che “non è l’attività umana che può salvarci, ma la Passione di Cristo” (E. Stein).

Nel libro della Genesi  leggiamo della sua opera tentatrice nei confronti dei nostri progenitori; orbene, tale lavoro non si è mai fermato nel corso dei secoli, e il percorso tratteggiato in questo breve scritto è soltanto una parte dell’azione di quest’angelo decaduto. La storia è frutto delle scelte dell’uomo, ma quest’ultime non sfuggono alla decisiva opzione: o con Dio o con Mammona. Tertium non datur.

La qualità di una società deriva dalla suddetta scelta di campo. Il mondo moderno ha scelto, e il caos odierno è il nostro salario.

Pertanto, non ci possono stupire i recenti fatti di Parigi: questo è l’uomo senza Dio (o senza il vero e unico Dio), ossia tenebre e schiavitù. Schiavo del peccato e suddito di Satana “il nemico numero uno, il tentatore per eccellenza” (Paolo VI).

Così, il 24 maggio 1987, Giovanni Paolo II a Monte Sant’Angelo: «Questa lotta contro il demonio che contraddistingue la figura dell’Arcangelo Michele, è attuale anche oggi; perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo. Infatti il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non sono solo le conseguenze del peccato originale, ma anche l’effetto dell’azione infestatrice e oscura di Satana».

 

Dunque, abbiamo svelato il Colpevole, il vero Mandante di queste stragi: lo stesso di quelle commesse negli ospedali ad opera di dotti luminari della scienza (aborto, eutanasia..), lo stesso che fomenta e ispira leggi contrarie all’ordine naturale, lo stesso che propaganda l’uso intensivo di droghe, la promiscuità sessuale, il libero pensiero, l’ecumenismo di stampo conciliare, ecc.

E’ sempre lui l’ispiratore, il Mandante, e noi – rifiutando Dio, nostro Creatore – lo serviamo: nolenti o volenti. Tragica verità, da tener ben presente in ogni istante della nostra vita.

L’antico serpente ci ha suggerito che saremmo diventati come dèi; queste parole hanno inebriato molti cuori, accecato moltitudini di uomini, a tal punto che Dio è svanito dall’orizzonte umano, e la creatura ha occupato il posto del Creatore.

“Se il Signore non costruisce la casa,
invano si affaticano i costruttori.
Se il Signore non vigila sulla città,
invano veglia la sentinella.”

Questo versetto dei Salmi chiarifica il momento presente, e al contempo indica la strada da intraprendere per fuggire il caos e ritrovare Ordine e Pace. Instaurare omnia in Christo.

Dunque, non basta chiudere  le frontiere, occorre rieducare gli uomini al Bello, al Buono e al Vero.

Tornare a Dio, ricordando che il rifiuto luciferino (non serviam!) ha dato inizio alla sofferenza dell’inferno così come il rifiuto moderno di Dio, da parte dell’uomo, ha prodotto l’attuale inferno sulla Terra.

Il mondo contemporaneo, appunto, è caratterizzato dall’odore di morte: aborto, eutanasia e suicidio vengono, infatti, considerate libertà dall’uomo-massa. La “guerra” coinvolge sempre più persone innocenti e totalmente estranee a essa; la morte – grande tabù odierno – è, invero, la presenza più certa e ingombrante, in quanto rappresenta (a torto) la fine di tutto, il “ritorno” al Nulla. Questa è la “spiritualità” che ispira le potenti sètte luciferine, e questa la mentalità dei nostri politici e governanti.

Odio per la creazione, quindi martellante propaganda e azione nel verso opposto, ossia in direzione morte e distruzione: del Bello, del Vero e dell’uomo.

Chi può essere l’ispiratore di tutto ciò, se non colui il quale è chiamato anche beelzebub che in ebraico significa signore delle mosche, vale a dire signore della morte.

Due più due fa ancora (e sempre farà) quattro.

 

Conclusione

Se la Rivoluzione consiste essenzialmente nel sottrarre i popoli all’influenza della Chiesa, la Restaurazione è l’esatto contrario, tuttavia, prima deve essere liberata la Sposa di Cristo dall’invasione modernista, dalla Piovra relativista che la tiene ancora prigioniera.

Se il Mondo cospira contro il Signore, giova rammentare che tutto ciò durerà finché Egli vorrà, dopodiché “Colui che risiede in cielo si burlerà di loro; si prenderà gioco di loro il Signore”.

“Sine me nihil potestis facere, senza di me non potete far nulla” (Gv. 15,5).

L’uomo moderno pretende, invece, di fare tutto senza Dio – Reggitore dell’Universo – e si meraviglia quando apre gli occhi e scopre che il paradiso sulla terra è ancora lontano, altresì la rovina sempre più vicina e reale.

Non sarà neanche l’ecumenismo sincretista post-conciliare a salvare l’umanità. Soltanto la Verità integralmente annunciata e accolta potrà fondare una nuova società –  peraltro già esistita – fondata sul Vangelo e la vera fraternità tra i popoli.

Non si ripara il tetto quando crollano le fondamenta. Il male è penetrato nella società fino alle radici, e se non si recidono i rami secchi l’albero muore.

Dobbiamo, pertanto, spezzare ogni legame che ci lega a quest’impostura, tornare a vivere da uomini liberi giacché virtuosi, aperti al reale – opera di Dio – e soprattutto diretti verso la vera Patria, ove non ci sarà più morte ma “cieli nuovi e terra nuova”.

 

Giunti al termine di questa “battaglia”, è opportuno ricordare una grande figlia della Francia e della vera Europa, e quale miglior omaggio se non quello di concludere tale scritto con le sue stesse parole, autentico e quanto mai opportuno motto di salvezza per il popolo francese e il mondo intero:

“DIO SIA SERVITO PER PRIMO”

 

P.S. il mandante ha voluto firmare il proprio attacco lasciando una traccia sul luogo del delitto: al Bataclan, infatti, la strage è iniziata al ritmo di note inneggianti proprio a lui, il Grande Ingannatore.

 

 

 

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(1)    http://www.radiospada.org/2015/02/lisis-uccide-il-nichilismo-piu/

(2) Citato da Ennio Innocenti, “La gnosi spuria” vol. 1 (2009).

(3) De Lubac, L’alba incompiuta del rinascimento (1977). Il testo in grassetto ci ricorda l’origine delle  dottrine gender, ben antecedente la nostra epoca.