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Due dati.

La Repubblica riporta i numeri forniti dalla Prefettura della Casa pontificia:

Il numero di pellegrini che hanno partecipato agli incontri pubblici con il Papa nel mese di dicembre è infatti calato in modo sensibile rispetto allo stesso mese del 2014: meno trenta per cento, dagli oltre 461mila di un anno fa si è scesi a 324mila

Travisando il senso del Battesimo – che imprimendo un carattere incancellabile non può essere revocato da un ridicolo “sbattezzo” – il Fatto Quotidiano riporta una notizia colorita:

Al centro del dibattito, il dato relativo agli sbattezzi nel 2015, che secondo l’annuale indagine condotta dallo Uaar, “è il più alto di sempre”. “Gli italiani che negli ultimi dodici mesi si sono collegati alla pagina web dell’Unione per scaricare il modulo necessario a separarsi ufficialmente dalla Chiesa cattolica sono stati 47.726 – fa i conti Raffaele Carcano, segretario dell’Unione – un record senza precedenti, un vero e proprio boom, che ha surclassato i numeri già alti registrati nel 2012, quando i download furono 45.797”. Download che, però, non sono sinonimo di sbattezzo, perché non è detto che tutti coloro che hanno stampato la documentazione poi l’abbiano anche inviata alla propria parrocchia, avviando così la procedura per cancellarsi dal libro dei battezzati. “Tuttavia – spiega Carcano – queste cifre per noi confermano che, al di là della popolarità attribuita a Papa Francesco dai media, è sempre più nutrito il numero di quanti non si riconoscono come cattolici: un’evidenza di cui anche la politica dovrebbe tenere maggiormente conto”. Ad eccezione del 2012, infatti, il trend, negli anni passati, non aveva registrato particolari crescite: nel 2009 gli sbattezzi erano stati 39.891, scesi a 35.751 nel 2010, poi a 33.143 nel 2011, e se si esclude il picco di quattro anni fa, si erano fermati a 35.510 nel 2013 e a 32.611 nel 2014. Per un totale di 338.429 sbattezzati negli ultimi 15 anni, da cioè quando il servizio è stato attivato sul sito dell’Uaar. Poi, però, nel 2015 è arrivato il boom.

 Inseguire il mondo è difficile, perché a correre verso il baratro è comunque più veloce.