Non restaurare ma Instaurare. Sulla ‘questione fascista’ oggi.

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L’alternativa al nazionalismo statolatrico non può essere la “democrazia cristiana”. Il testo della nota condanna di San Pio X, edito dal Centro Librario Sodalitium.

Pubblichiamo il saggio di Andrea Giacobazzi intitolato “Non restaurare ma Instaurare. Parole scanzonate sulla “questione fascista” oggi”. Il testo fa da prefazione al libro “Fascismi” di Pietro Ferrari (Ed. Radio Spada), uscito nella primavera del 2014. Cliccare di seguito:

2014 – saggio introduttivo Fascismi

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4 Commenti a "Non restaurare ma Instaurare. Sulla ‘questione fascista’ oggi."

  1. #Alessio   10 Gennaio 2016 at 7:20 pm

    Nulla da eccepire in particolare, però è importante puntualizzare alcuni aspetti :

    1- Il Fascismo non fallì come ideologia, cadde in conseguenza di una guerra perduta e più precisamente a causa degli errori strategici di Hitler che pretese troppo dal suo pur inarrivabile esercito. Non voglio neppure tirare in ballo un’ipotetica Vittoria, che avrebbe reso il mondo un posto infinitamente migliore di quello che è attualmente, ma consideriamo che la guerra non avesse mai avuto luogo : oggi avremmo monumenti del Duce in ogni piazza d’Italia di più di 10 metri quadrati, e le idee di stampo fascista lascerebbero molto meno spazio a quelle d’origine demo(no)cratica. E questo perchè il Fascismo fu il miglior Goverrno dell’Italia unita, dati e fatti alla mano. Se ci fu un’esperienza politica che non si rivelò fallimentare fu quella di Benito Mussolini.

    2- Il comunismo al contrario fallì da solo, crollando sotto il peso dei suoi innumerevoli errori, senza neppue un colpo di fucile. Un’ideologia che nacque come mostro omicida del tutto vietato e si mutò in drogato suicida del tutto permesso, causando con la sua esistenza la più grande desolazione che l’umanità abbia conosciuto, in termini spirituali, materiali, morali ed economici.

    Possiamo quindi affermare che Fascismo e comunismo siano agli antipodi, e non solo in termini di destra e sinistra, ma come risultati ottenuti : il massimo successo contro il massimo fallimento.
    La nostalgia del Ventennio, per quanto inutile, è inevitabile.

    Per quanto riguarda la cosiddetta “carta costituzionale”, leviamo pure la maiuscola. Piuttosto la uso in un altro contesto dove la maiuscola è ben più meritata, essendo la carta descritta di valore sommamente superiore : Rotoloni Regina.

    Concludendo, va bene il discorso di “nostalgia del Cielo” (a parte il fatto che anche in questo mondo si può stare parecchio bene, e tutta questa voglia d’andarmene non ce l’ho proprio) ed instaurazione dell’ “ordine eterno”. Proposte concrete a riguardo, politiche e non?
    Non vedo altra scelta che un fronte comune il più allargato possibile contro l’avanzare del Male.

    In ultimo, prego gli eventuali non fascisti di non usare gli stessi metodi degli antifascisti, ovvero il vile insulto a distanza.
    Io non ho offeso nessuno quindi che nessuno offenda me o le idee che esprimo.

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  4. #Gianni.lo   13 Gennaio 2016 at 9:43 am

    Sono d’accordo con Luciano Garibaldi sul fatto che la Costituzione della RSI, partorita in due settimane da Carlo Alberto Biggini, fu una grande occasione perché era insita in essa la Dottrina Sociale di Santa Romana Chiesa. Mi sono preso la briga di leggerla e ho riscontrato moltissime analogie con quella che verrà dopo, scritta dai ‘liberatori’. La differenza sostanziale però riguarda la concezione di partecipazione di ogni individuo alla vita pubblica e politica. La passione civile di Carlo Alberto Biggini è straripante e sicuramente quella visione dello Stato e dell’ordine politico e civile rispecchiava esattamente quello che Mussolini voleva per l’Italia. E’ interessante notare la palese influenza della Costituzione della RSI con la Dottrina Sociale della Chiesa, interessante a fronte del fatto che Biggini proveniva dalla scuola liberale. Credo che quel momento storico particolare (e tragico) fu quanto di più interessante si potette avere. D’altronde, come è stato già osservato, che mi trova perfettamente d’accordo, fu un’esperienza fatta finire per una guerra scagliata contro da chi mirava (palesemente dal 1913, ma i semi sono stati gettati dalla metà del secolo XIX) a quell’ordine mondiale che oggi si trova al capolinea con tutti i suoi errori, orrori e interessi.

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