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Nota di Radio Spada: anche con questa nota di indole storico-polemica continuiamo a tenere vivo, attraverso vari interventi, il dibattito sui più controversi e attuali problemi che caratterizzano la gravissima crisi che attraversa la Chiesa cattolica, confrontandoci con varie testate “cattolico-tradizionaliste” e intervenendo sui principali temi dibattuti. In questo articolo anche Pietro Ferrari interviene sulla questione “Papa Onorio”, recentemente riportata in auge, e risponde all’articolo “Papa nascosto e prigioniero” comparso sul numero 482 della Rivista “Chiesa viva” che sin dal 1971 è presente nel panorama delle pubblicazioni critiche verso la “rivoluzione conciliare”. Pietro Ferrari è autore, tra gli altri testi, di Non Possumus. Indagine sulle deviazioni dottrinali e liturgiche a 50 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II, pubblicato nel settembre 2015 per i tipi delle Edizioni Radio Spada.

di Pietro Ferrari

I progressisti dicono che la Chiesa si sbagliava prima ed i tradizionalisti dicono che si sbaglia adesso. Entrambi hanno ragione nel constatare la rottura tra ‘ante et post’ ma i primi hanno fatto mea culpa per il passato preconciliare ed i secondi lo faranno un giorno per il presente, che sarà, nel futuro, il passato postconciliare. L’osservatore anticattolico, ateo o agnostico, avrà pertanto ogni ragione nel dire e far credere che la Chiesa, per taluni o per talaltri cattolici, prima e dopo si è sempre e comunque sbagliata (confessandolo direttamente) e che pertanto a fortiori non può essere credibile nè oggi, né ieri, nè mai. Del resto Roberto De Mattei in Apologia della Tradizione, accusa di fallacia praticamente tutti i Papi della storia mettendo in antitesi Chiesa e Tradizione. Così destra e sinistra, concorrono a smantellare la fede con l’Apologia del fallibilismo ed a inaugurare una neochiesa sostanzialmente agnostica ma, in fieri dialettica ed egheliana nello stile.

È sconvolgente scoprire che mentre il Concilio (Ecumenico) Vaticano II non sarebbe stato infallibile, quello di Costantinopoli III (NON ecumenico) avrebbe invece condannato Onorio con infallibilità o che l’unica dichiarazione infallibile dei “papi” postconciliari sarebbe stata quella di Paolo VI sulla pastoralità del CVII. La questione relativa ad Onorio, ultimamente tornata di cronaca, fu già ben spiegata da Sant’Alfonso e da Enciclopedia Cattolica ed Enciclopedia del Papato citati nel bel libro “Apologia del Papato” da Carlo Di Pietro (che ha anche riproposto su RS la posizione del futuro Gregorio XVI) ma è chiaro che, come dice l’adagio: ‘non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’. Non ci sono mai stati papi eretici pubblici ed anche Onorio dice San Roberto Bellarmino, non pronunciò mai eresie: le sue lettere (private non magisteriali) al Patriarca Sergio di Costantinopoli erano solo equivoche non eretiche perché parlava di “una voluntas” in senso morale, il che è accettabile e non in senso fisico. Comunque:

1) La questione di Onorio nulla ha a che vedere con la questione dei “papi conciliari” per dimensioni, estensione temporale, abitualità di insegnamenti e grossolanità nella prassi. Se Onorio fosse stato eretico (occulto o come dottore privato), sarebbe restato Papa? Non si sa, giacché era morto quando si riunì il Concilio quindi non potè chiarire (o ritrattare come invece fece Giovanni XXII);

2) Costantinopoli III non fu un concilio ecumenico (pertanto non godeva di infallibilità) e non fu approvato interamente da Roma nella parte contro Onorio e in favore della sede costantinopolitana;

3) Leone II chiama Onorio negligente, non eretico, accusandolo di “trascuratezza” nella lotta all’ eresia e dovrebbe essere evidente anche agli illetterati che è cosa ben diversa l’essere poco efficaci nella lotta dall’essere passati chiaramente col nemico. Recenti “papi” avrebbero addirittura usato la scomunica contro vescovi tradizionalisti dissidenti, sulla cui importanza, efficacia e validità si è invece “garantisti” o minimalisti.

Cosa accade invece sulle colonne della rivista che fu di Don Luigi Villa?

Su Chiesa Viva n 482 è apparso un articolo intitolato “Papa nascosto e prigioniero”. Vi si sostiene, in sintesi, la vecchia illazione indimostrabile che il cardinal Giuseppe Siri fu prima eletto al conclave del 1958 come Gregorio XVII (con quale certezza ?!?) e poi costretto a rinunciare al papato (minacciato dalla maggioranza che lo ha eletto ?!?), rinuncia presunta invalida anche se poi ha accettato (sia lui che i suoi elettori cardinali ?!?) di riconoscere come (Anti)papa Roncalli, ma avrebbe creato di nascosto dei cardinali (molto discreti ?!?) che avrebbero a loro volta dopo la sua morte eletto il suo successore Gregorio XVIII (ancora vivo o no ?!?).

Siri non si sarebbe opposto a viso aperto altrimenti sarebbe stato assassinato, ma poi…  fu assassinato ugualmente (come e da chi?!?) perché fu scoperto il suo gioco segreto di mantenere (come?!?) il papato. Viene sancito dall’ articolista che ovviamente ‘i sedevacantisti di ogni ordine e grado e tutti i tradizionalisti hanno perso o non hanno mai avuto la fede’, però la sede…  sarebbe TOTALMENTE vacante da allora (ma con antipapi regnanti ?!?) anche se Pietro (Gregorio XVIII o XIX?!?) ci sarebbe lo stesso perché altrimenti avrebbero prevalso le tenebre, nascosto chissà dove (in incognito, magari ci sta leggendo ?!?) in attesa che maturino (o marciscano ?!?) i tempi (per annunciarsi Papa ?!?). Dio avrebbe permesso tutto ciò perché Pietro deve esserci sempre e per forza (ma la sede non era totalmente vacante ?!?) e se Roncalli fosse stato davvero eletto come Papa in prima battuta (ma non sarebbe stata comunque invalida l’elezione essendo “certamente” massone ?!?) e non come Antipapa (riconosciuto eletto regolarmente da tutti eccetto da chi ?!?), allora lo Spirito Santo non lo avrebbe fatto errare (perché basta solo l’elezione valida per essere infallibili ?!?) ma siccome ha errato e i sedevacantisti hanno perso la fede (quale?!?), allora la sede è vacante ma abbiamo però (vero prodigio ?!?) sia il Papa prigioniero invisibile (?!?) che gli Antipapi.

Insomma, se Antonio Socci ha inaugurato una forma presuntiva di sedevacantismo totalista, mitigato da antisedevacantismo emerito, per cui sarebbero invalide sia la rinuncia di Ratzinger (minacciato da chi?!?) che l’elezione di Bergoglio (ricorribile forse al TAR dato che nessuno nella Chiesa ha impugnato l’elezione di Bergoglio  ?!?), Chiesa Viva diffonde una forma deduttiva di sedevacantismo totalista, mitigato da invisibilismo sedeplenista (in fase di maturazione ?!?), per cui sarebbero invalidi tutti i conclavi dal 1958 eccetto quelli segreti e nascosti. Se il conclavismo sedevacantista pretende di risolvere tutto con un conclave farlocco magari fatto da laici, i nuovi cripto-sedevacantisti impliciti, Socci e Chiesa Viva pretendono che il chiacchiericcio renda i conclavi invalidi pur continuando, a questo punto con animo sacrilego, a frequentare le Messe Una Cum “anticristi, massoni, impostori, eretici, quaquaraqua”.

Quando si fa strage di magistero, teologi, dottori, ecco che il tremendo problema della privazione dell’ autorità ben spiegato dalla Tesi di Cassiciacum o dell’ipotesi del Papa eretico trattata dal Bellarmino e dal Cajetanus, viene affrontata con le lenti deformate e deformanti delle congetture complottiste, fondate dal surrealismo o dal pettegolezzo.