
di CdP Ricciotti.
È passata quasi in sordina questa ennesima contro-catechesi di Bergoglio. Pochi giorni fa, ad una delegazione del movimento francese dei Poissons Roses, “cristiani di sinistra”, Bergoglio ha auspicato: «Alla Francia serve “una laicità sana”, che “comprende un’apertura a tutte le forme di trascendenza, secondo le diverse tradizioni religiose e filosofiche”» (clicca qui).
Cosa ne pensa la Chiesa?
Leggiamo su La Civiltà Cattolica, anno 132, volume IV, Quaderno 3151, pp. 215 e 216: «A questi sforzi di emancipazione e di laicizzazione la Chiesa ha reagito con la condanna, in blocco, del laicismo, dei suoi fondamenti dottrinali e delle sue manifestazioni nei diversi campi (legislazione ecclesiastica, lotta alla scuola cattolica, laicizzazione del matrimonio), e con l’affermazione dei principi cristiani. Cosi, Pio IX nel Sillabo (1864) condanna il razionalismo assoluto, l’indifferentismo, la separazione tra Chiesa e Stato, l’esclusione della Chiesa dal campo della scuola. Leone XIII sostiene l’obbligo per la società civile di rendere un culto pubblico a Dio e di onorare la Divinità secondo le regole e il modo con cui Dio stesso ha detto di voler essere onorato, e dichiara assurda l’opinione di coloro i quali pensano che sia permesso nelle cose pubbliche allontanarsi dagli ordini di Dio e legiferare senza tenerne alcun conto; rigetta, quindi, le “libertà moderne”, vale a dire la libertà di culto, la libertà di parola e di stampa, la libertà d’insegnamento e la libertà di coscienza (cfr. Libertas, 20 giugno 1888). San Pio X condanna come “un errore assai pernicioso” la separazione tra Chiesa e Stato, rilevando che “questa tesi infligge gravi danni alla stessa società civile, perché questa non può prosperare né durare a lungo quando non si dà nessun posto alla religione” (cfr. Vehementer nos, 11 febbraio 1906). Pio XI chiama il laicismo “la peste della nostra epoca” (cfr. Quas Primas, 11 dicembre 1925), e condanna la “laicità” intesa come “un sentimento o un’intenzione contrari o estranei a Dio e alla religione” (cfr. Maximam Gravissimamque, 18 gennaio 1924, in AAS XVI [1924], 17). In particolare, egli afferma che “tutto il genere umano è sotto la potestà di Gesù Cristo. Né v’e differenza fra gli individui e il consorzio domestico e civile, poiché gli uomini, uniti in società, non sono meno sotto la potestà di Cristo di quello che siano gli uomini singoli. È Lui solo la fonte della salute privata e pubblica; è Lui solo l’autore della prosperità e della vera felicità sia per i singoli cittadini sia per gli Stati. Non rifiutino, dunque, i Capi delle nazioni di prestare pubblica testimonianza di riverenza e di obbedienza all’impero di Cristo insieme coi loro popoli, se vogliono, con l’incolumità del potere, l’incremento e il progresso della patria” (cfr. Quas Primas, in Civiltà Cattolica. 1926 – 110)».
Ma veniamo ad una ulteriore contro-catechesi, nuovamente sui Sacramenti. Un’altra l’abbiamo vista appena ieri (clicca qui).
2016-02-11 Radio Vaticana. Bergoglio prima si lancia in un’invito criptoluterano all’anticlericalismo: «La malattia del clericalismo… Tutti! Tutti! Anche io. Tutti abbiamo questo… Non siamo principi, non siamo padroni. Siamo servitori della gente».
Subito dopo afferma pericolosamente: «Quando una persona viene al confessionale, è perché sente qualcosa che non sta bene, vorrebbe cambiare o chiedere perdono, ma non sa come dirlo e diventa muto. ‘Se non parli non posso darti l’assoluzione’. No. Ha parlato con il gesto di venire e quando una persona viene è perché non vuole, non vorrebbe fare lo stesso un’altra volta».
Ancora, riferisce Radio Vaticana: «E se una persona dice: “Io non posso promettere questo”, perché “è in una situazione irreversibile”, ma c’è un principio morale: ‘ad impossibilia nemo tenetur’ – aggiunge Bergoglio – se è impossibile che lui capisca, ma sempre cercare come perdonare».
Due giorni prima aveva incontrato i “Missionari della misericordia”.
Ci domandiamo: ma perché, nella Chiesa sono mai esistite Congregazioni di missionari anti-misericordiosi?
Il sito del Vaticano ci riporta il Discorso completo, qui cito un estratto: «[…] mi raccomando di capire non solo il linguaggio della parola, ma anche quello dei gesti. Se qualcuno viene da te e sente che deve togliersi qualcosa, ma forse non riesce a dirlo, ma tu capisci… e sta bene, lo dice così, col gesto di venire. Prima condizione. Seconda, è pentito. Se qualcuno viene da te è perché vorrebbe non cadere in queste situazioni, ma non osa dirlo, ha paura di dirlo e poi non poterlo fare. Ma se non lo può fare, ad impossibilia nemo tenetur. E il Signore capisce queste cose, il linguaggio dei gesti. Le braccia aperte, per capire cosa c’è dentro quel cuore che non può venire detto o detto così… un po’ è la vergogna… mi capite. Voi ricevete tutti con il linguaggio con cui possono parlare».
Cosa ne pensa la Chiesa?
Usiamo il Catechismo di san Pio X commentato da Padre Dragone, pp. 592 e 593: «N° 372. Che cos’è l’accusa, dei peccati? L’accusa dei peccati è la manifestazione dei peccati fatta al sacerdote confessore, per averne l’assoluzione. Il sacramento della Confessione è istituito a modo di giudizio. Il sacerdote confessore è il giudice cui spetta pronunciare la sentenza di assoluzione o di condanna. Ma prima di pronunciare la sentenza deve conoscere i peccati e le disposizioni del penitente l’unico che le può manifestare, accusando se stesso. È quindi NECESSARIO che il peccatore faccia l’accusa dolorosa dei suoi peccati. Se l’accusa o confessione è sincera e dolorosa, il sacerdote confessore pronuncia la sentenza di assoluzione; se invece il penitente si rifiuta di essere sincero, di pentirsi o di proporre di non peccare più, il confessore DEVE NEGARE l’assoluzione. ANCHE SE LO ASSOLVESSE IL PENITENTE NON SAREBBE PERDONATO, PERCHÉ NON PONE TUTTI GLI ATTI (ACCUSA, DOLORE E PROPOSITO DI SODDISFARE CON L’EMENDAZIONE E LA PENITENZA) CHE SONO COME LA MATERIA DEL SACRAMENTO. Il sacerdote confessore assolvendo in questo caso porrebbe la forma, che non costituisce il sacramento senza la materia. In primo luogo il sacerdote confessore è giudice. Ma è anche medico e padre. Perciò DEVE CONOSCERE i mali del penitente per poterli curare e guarire, assolvendo e suggerendo i mezzi per non ricadere. “Al medico si devono manifestare le piaghe” (Tertulliano, De poenit., 10, 1). Il Concilio di Trento ha definito: “Se qualcuno oserà affermare che per la remissione dei peccati nel sacramento della Penitenza non è necessario e di diritto divino confessare tutti e singoli i peccati mortali, anche occulti… e le circostanze… di cui si ricorda dopo diligente esame, SIA SCOMUNICATO” (Sess. 14, can. 7; DB 917). L’accusa dei peccati dev’essere fatta in ordine all’assoluzione, cioè per essere assolti. Se tu racconti i tuoi peccati a un sacerdote ma non hai l’intenzione di ricevere l’assoluzione, anche se il confessore te la dà, non è valida. Infine la confessione dev’essere fatta al sacerdote confessore, cioè approvato per le confessioni. Quello non approvato assolve invalidamente, eccetto i moribondi. Riflessione. – Teniamo presente che la confessione è una accusa dolorosa, fatta dal penitente. Nelle nostre confessioni dobbiamo quindi essere pentiti e fare noi stessi l’accusa e non costringere il confessore a farci l’esame con una noiosa serie di domande.
«Esempi. 1. Il libro degli Atti degli Apostoli ci fa sapere che ad Efeso molti convertiti andavano da san Paolo e gli confessavano i loro peccati. Coloro che avevano seguito le arti magiche o superstiziose, portarono i loro libri di magia, se ne fece una catasta e fu bruciata in presenza del popolo. Il valore dei libri bruciati era di parecchi milioni di lire (v. At c. 19).
«2. San Clemente Romano, Papa (91-100) e discepolo di san Pietro, scrive: “Chi ha cura della sua anima non deve vergognarsi di confessare i suoi peccati ai preposti della Chiesa, per poter ricevere da loro la santificazione. L’apostolo Pietro insegnava che conviene manifestare ai sacerdoti perfino i nostri pensieri. Finché siamo in questo mondo convertiamoci di cuore, perché quando ne saremo usciti, non avremo più la possibilità né di confessarci, né di pentirci”.
«Leibnitz, grande filosofo e pensatore protestante, lasciò scritto: “Non si può negare che l’istituzione della confessione sia opera della sapienza di Dio. Certamente il cristianesimo non ha nulla che meriti lode maggiore. In un confessore serio, pio, prudente, io vedo un gran mezzo per la salute delle anime. E se in questo mondo è appena possibile trovare un solo amico fedele, quanto non si dovrà stimare colui che dalla religione viene legato da un sacro giuramento a mantenere la fede nelle anime e ad aiutarle a salvarsi? Il confessore è apportatore di pace, di onore, di luce e di vera libertà morale».
La vergogna non è una scusante. È necessario, per essere validamente assolti e non sacrilegamente, formulare l’accusa in ordine all’assoluzione ed averne l’intenzione, e l’opinione contraria è «in anatema», come comanda Trento.
Sant’Alfonso, Padre dei Moralisti e dei Confessori, spiega in Foglietto di cinque punti… nelle Missioni, Punto V, Della rovina di quelle anime che per rossore lasciano di confessare i loro peccati: «Inoltre nella missione bisogna fortemente e più volte inculcare il punto di vincere la vergogna nel confessare i peccati. Chi è pratico di missioni ben intende che per questa maledetta vergogna l’inferno fa grande acquisto d’anime. Onde questo è il maggior frutto delle missioni: le quali per tal motivo ne’ paesi di campagna non solo sono utili, ma precisamente necessarie; perché in tali paesi i confessori sono pochi e per lo più parenti o amici, onde il rossore ha più forza ne’ paesani di far loro tacere i peccati.
«È una compassione il vedere quante anime guadagna il demonio per questa via, specialmente in materia di peccati disonesti, ne’ quali il nemico in atto di commetterli fa perdere il rossore, ma poi lo mette innanzi quando la persona se li ha da confessare. Di ciò appunto parlando sant’ Antonino narra che un santo romito vide una volta il demonio in una chiesa dintorno ad alcuni che voleano confessarsi, e gli dimandò che facesse colà. Rispose il nemico: “A costoro, acciocché commettessero il peccato, io tolsi il rossore; ora loro lo rendo, acciocché non se lo confessino”. Quindi scrive san Grisostomo: Pudorem dedit Deus peccato, confessioni fiduciam: invertit rem diabolus; peccato fiduciam praebet, confessioni pudorem.
«Oh Dio! sorella mia, hai fatto il male: se non te lo confessi, certamente sei dannata: ora perché non te lo confessi? Rispondi: mi vergogno. E per non vincere questa vergogna vuoi esser dannata per tutta l’eternità nel fuoco dell’inferno? È vergogna offendere questo Dio così buono che ci ha creati; ma non è vergogna il confessarsi di averlo offeso. Ma giacché vuoi tacere il peccato, almeno lascia di confessarti; al peccato fatto vuoi aggiungere il sacrilegio della mala confessione? Intendi quel che fai, facendo un sacrilegio? Al peccato già fatto, col quale ti hai meritato l’inferno, non vi è altro rimedio per te che il sangue di Gesù Cristo, che ti laverà l’anima, se ti confessi bene; ma tu, con tacere il peccato ti metti sotto i piedi il sangue di Gesù Cristo medesimo».
Anche laddove Bergoglio, solitamente popolano e dal lessico sguaiato, quasi per confondere le idee usa invece il latinismo «ad impossibilia nemo tenetur», non dobbiamo farci trarre in inganno. «Nessuno è tenuto a fare cose impossibili», e questo è vero, tuttavia anche i santi sono stati consci dei propri limiti, nessuno però ha riconosciuto il limite dell’uomo come una scusante verso se stessi e le costanti cadute. Come spiega sant’Alfonso: non bisogna mai fare pace col peccato, anche se ve ne sono alcuni duri da debellare. Senza il pentimento, difatti, non può esserci assoluzione.
Tornado sempre a Bergoglio, nel punto in cui esplicita il senso del latinismo usato: «”Io non posso promettere questo”, perché è in una situazione irreversibile», non si capisce a quale “situazione irreversibile” egli faccia riferimento. Chi non può promettere di smettere di peccare, è consapevole che sta peccando, ma dimostra di non volersi redimere (ostinazione). Potremmo analizzare molti casi “limite”, ma non mi sembra questa la sede e comunque il risultato non cambierebbe, viste le premesse della “religione bergogliana”, che NON è la Cattolica, come stiamo volta per volta dimostrando.
Aggiunge Padre Dragone (Op. Cit., pag. 599): Se ci vergogniamo o se non ci pentiamo «… non otterremo il perdono e saremo svergognati dinnanzi a tutti nel giudizio universale. Ora ti puoi illudere di tenere nascosto il tuo peccato. Ma lo puoi nascondere a Gesù Cristo ed alla tua coscienza? Verrà il giorno che il tuo vergognoso segreto sarà manifestato davanti a tutti a tutti gli uomini adunati per sentire la sentenza del Giudice eterno. È assai meglio subire ora la vergogna manifestando il peccato al solo confessore e averne il perdono, che subire l’onta di essere scoperti peccatori davanti a tutti gli uomini e a tutti gli angeli presenti nel Giudizio universale, ed essere condannati. La vergogno di quel giorno sarà senza frutto!».
San Pio X al numero 377 del suo Catechismo spiega: «Chi per vergogna […] tacesse un peccato mortale, non farebbe una buona confessione, ma commetterebbe un sacrilegio». Al numero 380 poi spiega l’assoluzione: «Il sacerdote nella confessione, dopo aver ascoltato l’accusa del penitente ed essersi accertato delle sue disposizioni, pronuncia la sentenza di assoluzione della colpa, se l’accusa fu sincera e il dolo vero, efficace, interno, universale; o di condanna, non assolvendo, se il reo non ha le disposizioni necessarie».
Ora, io non sono nessuno e non ho alcun potere, ma ho quantomeno il dovere di denunciare la verità e di esortare i fedeli ed i religiosi di ogni ordine e grado a sollecitare il proprio vescovo, se ancora di vescovi si può parlare, ad ammonire canonicamente Bergoglio per questa sua ennesima sedizione e semina di veleni. Potranno perdere la sedia, ma almeno “conserveranno l’anima”.
Rincuoriamoci con le parole di pace di Sua Santità Pio XII al Sacro Collegio (2 giugno 1947): «Resistite fortes in fide!. L’avvenire appartiene ai credenti, non agli scettici e ai dubbiosi. L’avvenire appartiene ai vigorosi, che fermamente sperano e agiscono, non ai timidi e agli irresoluti. L’avvenire appartiene a coloro che amano, non a quelli che odiano. La missione della Chiesa nel mondo, lungi dall’essere terminata e presunta, va incontro a nuove prove e a nuove imprese. L’ufficio a voi affidato dalla Provvidenza in quest’ora cruciale non è di concludere una languida e pusillanime pace col mondo, ma di stabilire per il mondo una pace veramente degna al cospetto di Dio e degli uomini […]».
di CdP Ricciotti.
Se non leggo entro 30 minuti i commenti di #Alessio e di #Bbruno comincio a preoccuparmi per la loro salute.
Caro Carlo, almeno della mia salute NON dovrà preoccuparsi! 🙂
P.S.: complimenti per l’ottimo articolo!
Carissimo Carlo,
sono di poco al di fuori dei 30 minuti, ma come vedi rispondo PRESENTE! La preoccupazione resta per Bruno, anche se un articolo simile può raccogliere a buon diritto tutta la squadra scelta di RS, che include anche i validissimi Lister, Frank10, Mardunolbo, Giovanna Viscardi… anche dal buon leghista ligure Massimo mi aspetterei qualcosa!
In previsione di ciò, ed anche perché su Bergoglio ho ormai le polveri bagnate, mi limiterò nel commentare.
Bergoglio, Bergoglio… cosa mai si può dire su Bergoglio? Venuta meno l’ottimistica ipotesi circa una galoppante malattia mentale, troppo insistente e precisa per essere reale, purtroppo resta solo un’evidente ed esecrabile mala fede distruttiva.
Ma ormai, ahimè, anche a quella ci siamo abituati, almeno io, che da questo tizio mi aspetto di tutto in ogni momento.
E’ un po’ come avere un parente ubriacone, che ogni settimana ne combina una. Le prime volte dici :-Ma come… ma, ma… ma davvero?!?! -Ma, no, ma dai… zio Peppino!!-, -Un’altra volta? Ma siete sicuri???-. Però dopo l’ottantesima volta che lo riportano a casa con l’odore e l’aspetto dello straccio del benzinaio, allora dici :-Chi? Zio Peppino? Ancoraaa? Non mi dire che ha vomitato un’altra volta nella macchina dei vigili!-.
Ci sono, ci sono Alessio. E mi viene da commentare la novella bergogliana anche così:
C”è stato Qualcuno che ha detto “stretta è la porta ed angusta è lavia che mena alla vita..Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno».”ma oggi altri, creduti per giunta Vicari di Quello in terra, proclamano che nemmeno è più questione di porte o di vie, che portino alla ‘vita’, perché non è più questione di ARRIVARE alla ‘vita’, la ‘vita’ è semplicemente data, in appannaggio…. Credere non importa,credere in un modo o nell’altro fa uguale, a ciascuno la sua regola di vita, siccome coscienza sua gl’ ispira, e i cattolici che prendano il Corpo di Cristo reale o immaginario,fa lo stesso,come lo stesso ‘confessare’ questo o tacere quello, a piacimento,come nemmeno si può in tribunale, e poi perchéconfessare …checosa,che ilpeccatonon esiste, essendo noinon tenuti all’impossibile??Misericordia vo’ gridando e non sacrificio (fatica), e il Paradiso è garantito. Ma ‘quale’ paradiso si vedrà, speriamo almeno in quello delle 72 houri, che se dobbiamo ritrovarci questi Imbrogli di detti-papi tra i piedi, son guai seri…
Le situazioni di peccato IRREVERSIBILI non esistono, è un’invenzione dell’eresiarca Bergoglio per la demolizione sistematica della dottrina!
Ognuno deve prendere e portare la sua croce e fuggire le occasioni prossime di peccato, se poi non è disposto a farlo è liberissimo di dannarsi, all’Inferno c’è posto per tutti (eresiarchi compresi)!
Vediamo 4 situazioni peccaminose che potrebbero SEMBRARE irreversibili ai “cattolici” più gonzi, con relative “giustificazioni” buoniste:
1)L’usuraio che, poveretto, NON riesce a rinunciare al suo redditizio “lavoro”, deve pur mangiare e sfamare la sua famiglia!
2)L’adultero che non riesce a lasciare la convivenza illegittima (ci sono dei figli in comune!) ma che non è neppure in grado di vivere in castità, smettendo di commettere adulterio verso il legittimo coniuge (la carne è debole)!
3)Il sodomita impenitente che per nessun motivo al mondo vuole rinunciare alla sua oscena sessualità (ha soltanto quella), poi magari ha appena trovato un nuovo compagno con il quale si trova così bene…
4)Il mafioso che non vuole lasciare la sua cosca, vuoi mettere i privilegi? Inoltre è stato educato così fin dall’infanzia, i suoi amici sono tutti mafiosi e lui ha una moglie e dei figli da mantenere!
Inoltre, se lasciasse la cosca, rischierebbe, poverino, di essere fatto fuori…cambiare vita è assolutamente impossibile!
INUTILE DIRE CHE NESSUNA DI QUELLE SITUAZIONI E’ VERAMENTE IRREVERSIBILE: NON POSSONO ESISTERE SITUAZIONI PECCAMINOSE IRREVERSIBILI, SIAMO CHIAMATI AD AFFRONTARE LA MORTE e OGNI SOFFERENZA e PRIVAZIONE PUR DI EVITARE IL PECCATO, SOPRATTUTTO QUELLO MORTALE: nessuno (ad esclusione dei modernisti) ha mai detto che la strada per il Paradiso è larga e facile!
Ovviamente, fra le 4 situazioni peccaminose da me proposte, i modernisti e i progressisti ne vedono solo 2 di “irreversibili” e condannano senza se e senza ma le altre 2: inutile anche solo perdere tempo con gentaglia simile, che vorrebbe costruirsi un Decalogo a propria immagine e somiglianza…ciò che non capiscono è che, eretici per eretici, almeno è meglio essere eretici COERENTI: la “misericordina” senza pentimento NON esiste, ma se esistesse coprirebbe TUTTI i peccati, non soltanto quelli accettati dal mondo!
Salve #Diego.
AmDg.
Tempo fa trovai solo un caso limite, che poi la Chiesa così ha santamente spiegato.
Mi cito:
Spiega la Chiesa che vi è un’unica “eccezione” (Denzinger 3634): «Se il marito nell’uso del matrimonio vuole commettere la colpa di Onan, spargendo cioè il seme al di fuori del vaso naturale, dopo aver iniziato la copula, e minaccia di morte o di gravi molestie la moglie se non si sottomette alla sua perversa volontà, la moglie, secondo l’opinione di provati teologi, può in questo caso congiungersi con suo marito, dal momento che lei da parte sua dà corso ad una cosa ed azione lecita, mentre permette il peccato del marito per un grave motivo che la scusa, poiché la carità, per la quale sarebbe tenuta ad impedirlo, non obbliga di fronte ad una così grave molestia (minaccia di morte o di grave violenza, Nda)» (S. Penitenzieria, 3 aprile 1916).
da: https://www.radiospada.org/2016/02/bergoglio-bene-gli-anticoncezionali-in-caso-di-violenza-lo-disse-paolo-vi-il-grande/
La spiegazione vale tutti i nostri articoli e commenti: “[…] può in questo caso congiungersi con suo marito, dal momento che lei da parte sua dà corso ad una cosa ed azione lecita, mentre permette il peccato del marito per un grave motivo che la scusa, poiché la carità, per la quale sarebbe tenuta ad impedirlo, non obbliga di fronte ad una così grave molestia […]”
Eccezionale.
Salve a tutti! Seguo radiospada da molto tempo. Devo ringraziarvi perché i vostri articoli sono fantastici ! Sia lodato Nostro Signore! Grazie mille!
Ringrazio anche i vari Alessio, Bruno, Ricciotti ecc. per i loro contributi e commenti
Prego, caro Giacomo! Anche se questa volta non ho lasciato un commento che valga dei ringraziamenti. E’ che decisamente non ho per le risposte adeguate la stessa fantasia e versatilità che Bergoglio ha nel commettere errori.
Mi batte alla grande, e sapendolo nemmeno mi ci metto.
Saluti!
Grazie per l’eccellente articolo.
Ho una domanda per Carlo.
Il Catechismo di San Pio X dice che l’accusa del peccato deve essere prudente anche nei termini utilizzati con il confessore.
Per quanto riguarda la violazione ad esempio del sesto comandamento, il penitente potrà confessare il peccato senza scendere in dettagli troppo “tecnici”? Basterà menzionare il numero delle volte, col pensiero, lo sguardo o con l’azione, da solo oppure no ed alcuni altri dettagli?(chiaramente la presenza di adulterio costituisce un’aggravante rispetto ad altre azioni).
Grazie fin da ora per la risposta.
Per #Nik.
Nel caso di violazione del sesto comandamento bisogna dire:
1) quante volte;
2) se in pensieri o in opere;
3) se da solo o in compagnia;
4) se gratis o a pagamento;
5) se in scandalo pubblico o in scandalo privato;
6) se in adulterio;
7) se dentro o fuori il vincolo coniugale;
8) se contro natura (ogni atto che non sia naturale: contraccettivi, onanismo, sodomia, sesso orale, etc). Ma senza assolutamente specificare, basta dire: contro natura.
Mi sembra che non ho tralasciato nulla.
Preghiamo.
A me era stato detto che bisognasse dire solo se con o senza aggravanti. E le aggravanti sono per esempio scandalo pubblico, sodomia, tradimento coniugale… a quel punto sta al confessore porre discretamente le domande.
Inoltre, il confessionale dovrebbe garantire una totale separazione tra confessore e penitente. Perché se è vero che il penitente ha dei doveri è altrettanto vero che ha dei diritti, ed il completo anonimato è uno di questi.
Caro Diego, che piacere ritrovarla(mi auguro di non fare una gaffe ma penso di rivolgermi alla persona giusta), sono Ale90 che commentava su RiscossaCristiana, sito dal quale sono praticamente stato bandito per aver più volte osato contraddire gli autoproclamatisi Commissari del “Vicario di Cristo” Gnocchi e Deotto. Non frequento più quel sito che trovo sempre più autoreferenziale e presuntuoso nei toni! Mi fa moltissimo piacere sapere che lei continua a seguire RadioSpada, colgo l’occasione per salutarla ed abbracciarla virtualmente, augurandomi un giorno di poterla conoscere di persona!
Grazie inoltre al caro Carlo che noto in questi giorni(in riferimento anche alla sua pagina Facebook) ancora più combattivo del solito e a cui vanno i miei complimenti per il suo ultimo apprezzatissimo lavoro sul Gender, di cui ho intrapreso la lettura. Me ne compiaccio! Cari saluti a tutti!
Caro Alessandro, nessuna gaffe: sono proprio io e questo suo saluto mi fa molto piacere!
In effetti era da quell’ “inesistente diverbio” avuto su R.C. e fortunatamente risoltosi per il meglio che non ci sentivamo!
Sono contento anch’io di vedere che non ha mai smesso di commentare i siti cattolici e le dirò che conosco altri validissimi commentatori che non commentano più (o quasi più) Riscossa Cristiana a causa di una moderazione troppo severa e, da quel poco che ne so, la moderazione di Chiesa e Postconcilio è ancora più “restrittiva”!
Ricambio l’abbraccio e, per quel che riguarda il conoscerci di persona, credo che sarà possibile…ma non si aspetti chissà che cosa: sono ben lontano dall’essere un santo o dall’avere una cultura cattolica enciclopedica, anzi… i miei limiti sono notevoli!
Le porgo i miei più cordiali saluti!
Grazie amDg
http://opportuneimportune.blogspot.com/2016/03/brainstorming-santa-marta.html
Ma l’avesse lui questa vergogna e tacesse una buona volta le cazzate che dice, spacciandole per ‘apostoliche…Forse potrebbe sperare anche lui nel perdono divino. Invece, l’ IMPUDENTE SOMMO IMPERVERSA…
“Nemici MOLTO ASTUTI hanno riempito di amarezze la Chiesa, sposa immacolata dell’Agnello, l’hanno ubriacata di assenzio; hanno posto le loro EMPIE MANI su tutte le cose desiderabili. Laddove è stata posta la sede del beatissimo Pietro e la cattedra della verità per illuminare le genti, là hanno posto l’ABOMINEVOLE TRONO DELLE LORO EMPIETÀ, affinché, colpito il pastore, riuscissero a disperdere anche il gregge” (LeoneXIII)
(non so, Ricciotti se sono dentro i 30 minuti, ma la mia salute, grazie a Dio, è ottima….)
Grazie per il commento.
Saluto anche Lister, Frank10, Mardunolbo, Giovanna Viscardi…
Ringrazio e ricambio i saluti, dr. Di Pietro.
Quanto a Bergoglio…Bergoglio, chi?
Visto che ho fatto bene a stare un po’ indietro?
A mio modestissimo avviso, la cosa di gran lunga più grave è la legittimazione della vita spirituale in stato di peccato:
«E se una persona dice: “Io non posso promettere questo”, perché “è in una situazione irreversibile”, ma c’è un principio morale: ‘ad impossibilia nemo tenetur’ – aggiunge Bergoglio – se è impossibile che lui capisca, ma sempre cercare come perdonare».
Il resto è sempre un dico\non dico con errori abbastanza diffusi, ma difficilmente discernibili da chi frequenta parrocchie moderniste
Cosa dice Isidoro: Bergoglio ha fatto benissimo a ricordare che: “ad impossibilia nemo tenetur”, principio che io preciserei in: “nemo TENEATUR”, cioè che nessuno si senta in dovere di credere papa un castrone del genere…. (Comunque l’osservazione fatta è ottima, ed è la prova di quello che dico)
Allora per Bergoglio-detto-papa valida è la confessione del mafioso o del corrotto che per vergogna tace i suoi crimini o i suoi furti,
mentre alla confessione vanno riservati quegli atti che già chiamarli ‘peccati’ è reato -omofobia!, ma dei quali vantar anzi mi debbo, perché esercizio di diritti CONQUISTATI (vedi la Cirinnà…)…
(Questo qui, il detto-papa, non ha problemi di confessione, ma piuttosto di connessione neuronica…)
@ Diego
non si preoccupi, io mi aspetto “solo” di trovare un amico nel Signore, questa è la mia unica aspettativa, ossia la più ambiziosa che si possa avere in assoluto! Del resto al Signore non vale la pena chiedere poco, non trova? A presto! Alessandro
Ha ragione, perché chiedere poco a Chi può darci molto?
Se vuole può lasciare un indirizzo e-mail provvisorio, provvederò io a contattarla (con un altro indirizzo e-mail provvisorio)!
Le ho già detto di essere un po’ paranoico ma è bene evitare intrusioni di troll che si spaccino per l’uno o per l’altro (in questo caso per me), quindi si potrebbe fare così: colui che, dicendo di essere “Diego” la contatterà all’indirizzo di posta elettronica che lei scriverà, le farà avere un numero di parecchie cifre (o un insieme di numeri e di lettere) a cui lei risponderà con un altro codice scelto da lei: se e quando pubblicherò in uno stesso messaggio sia il mio che il suo codice (e non ci si potrà sbagliare perché OGNI utente ha un proprio logo che non dipende dal nome ma dall’indirizzo di posta elettronica) allora ci sarà la certezza che io sono colui che l’ha contattata con quel preciso numero (o numeri+lettere): l’indirizzo e-mail che le ha inviato quel codice potrà essere solo il mio e tramite esso potremo decidere se continuare a comunicare così o scambiandoci gli indirizzi reali!
Speriamo che questo sia l’inizio di un’amicizia in Cristo che, come lei ben sa, è di ben altra qualità rispetto a quella mondana!
Un caro saluto,
Diego
per @ricciotti
ricambio i saluti e rinnovo la mia profonda stima.
Ineccepibile articolo, incommentabile Bergoglio.
Dove scrivi:
“Ora, io non sono nessuno e non ho alcun potere, ma ho quantomeno il dovere di denunciare la verità e di esortare i fedeli ed i religiosi di ogni ordine e grado a sollecitare il proprio vescovo, se ancora di vescovi si può parlare, ad ammonire canonicamente Bergoglio per questa sua ennesima sedizione e semina di veleni. Potranno perdere la sedia, ma almeno “conserveranno l’anima”.
mi permetto di rispondere:
per gli “straordinari talenti” di cui Dio ti ha fatto dono, SI, hai assolutamente il DOVERE di denunciare la verità e sollecitare fedeli e religiosi………….
Sei una “perla rarissima”, testimone autentico e fedele al vero cattolicesimo in via di estinzione.
A te il compito di svegliarci e spronarci, a noi sostenerti, soprattutto, con la preghiera.
Ad Majorem Dei Gloriam
Grazie a Carlo per la risposta.
Preghiamo.
Grazie per i commenti e preghiamo affinché non cadiamo rovinosamente, ma sempre possiamo proseguire nel cammino di fede.
Ciao Carlo, eccomi qui anch’io… che dire, ormai eresia più eresia meno, non ci si stupisce più!!
Quello che invece stupisce e molto è proprio questa paura di TUTTI i cardinali/vescovi/sacerdoti a intervenire PUBBLICAMENTE e apertamente per condannare le eresie del sedente. Ma ovviamente non basterebbe se non le estendessero a quelle del CVII.
Troppo comodo quegli ecclesiastici che protestano su blog semisconosciuti o privatamente!
Non abbiamo più pastori, ecco tutto.
Dici di sollecitare i vescovi… sì in teoria… Ma se si sa già fin da principio che il proprio “Vescovo” è modernista in toto… sarebbe totalmente inutile. Bisognerebbe forse cercare (col lanternino) quei poch(issimi) “Vescovi” (magari anche esteri) che FORSE non sono del tutto corrotti. E lì si potrebbe provare a insistere e magari farci anche un discorso serio sul sedevacantismo e relativa monizione.
Che dici, potreste iniziarla questa “lista”?
frank 10, o sono conniventi o tengono famiglia…La meraviglia è la gente che li segue, pur dicendosi cattoliciapostoliciromani…Capisco,con gli occhi che hanno, devono pur VEDERE qualcosa……peccato che non s’accorgano di prendere lucciole per lanterne… Beoti loro!
(l’idiozia è tale che trovandomi al mercato e uscitomi a voce alta un commento sulla presenza questuante di tanti ‘migranti’, a una signora che s’era unita al mio commento dicendo che “non se ne poteva più”, non avessi mai accennato a quel petulante patrocinatore dei ‘migranti ad ogni costo’ che siede in vaticano….Apriti cielo! ! Lasci stare papa Francesco!!!!!!”…Una buona cristiana davvero… E siamo nel campo del tangibile, figurarsi nelle questioni che non si toccano con mano….)
L’argentino col cervello malato continua a biascicare eresie ed assurdità ed i signori vescovi e cardinali stanno a guardare. Ne risponderanno davanti a Dio e non vorrei proprio stare al loro posto.
Più tempo restano in silenzio più accumulano brace ardente sulle loro teste.
Un attimo, non avete letto: “Seconda, è pentito”?
Le implicazioni del vero pentimento contemplano il non commettere più il peccato.
Forma contro Sostanza e Dio SA discernere e leggere nel cuore molto meglio degli uomini, soprattutto di quelli che si limitano alla “forma”…..ai sepolcri imbiancati.
A frank10
Caro frank10 è vero, non abbiamo più pastori, ma insistere nell’esortare i religiosi, nonostante tutto, è nostro dovere.
A tal proposito ti racconto un’ episodio accadutomi giusto un’anno fa.
Mi trovavo in viaggio in treno, per due minuti persi una coincidenza che mi obbligò a sostare per 3 ore in una città del centro Italia.
Furibonda con Trenitalia, uscii dalla stazione per calmarmi un po. Intravidi una piccola Chiesa e vi entrai.
Dopo un paio di minuti, comparve un anziano sacerdote che mi chiese se avevo bisogno di confessarmi.
Accettai immediatamente. Rimasi più di un’ora nel confessionale. Il sacerdote, acerrimo sostenitore del CV2, tentò in tutti i modi di dissuadermi dalla scelta che avevo fatto, di chiudere definitivamente con la Chiesa postconciliare.
Provai, inutilmente, a spiegare le mie ragioni.
Avevo con me, in borsa, l’eccellente (direi unico ma è bene non inorgoglire troppo Carlo!!!!) “Apologia del Papato” che stavo ultimando di leggere. Lo consegnai al sacerdote con la promessa, una volta letto, di passarlo ad altri suoi confratelli.
Nel libro avevo dimenticato un biglietto da visita di un conoscente (biglietto che usavo come segnalibro).
A distanza di 8 mesi, attraverso il cellulare del mio conoscente, il sacerdote (di cui non so nulla) mi ha fatto sapere che il libro lo aveva fortemente scosso e ringraziava sentitamente.
Le vie del Signore sono infinite e misteriose. Mai arrendersi!!
SLGC
Grazie Giovanna,
hai ragione tu: bisogna insistere, opportune et inopportune, anche se sembra una causa persa. Soprattutto su quelle persone che incontriamo senza volerlo.
Però io mi riferivo a una strategia per cercare di smuovere le acque per un Vescovo residenziale che possa effettuare una monizione: per non disperdere tempo e forze, è forse meglio concentrarsi su quegli elementi che sembrano “meno peggio” sul versante modernistico. La cosa dovrebbe essere più “studiata”, non lasciata all’improvvisazione.
Anche se mi sa che alla fine dovrà essere chiaro a tutti che l’intervento risolutore di tutta la faccenda sarà un intervento in qualche modo soprannaturale, non umano.
Grazie Giovanna, è proprio una bella storia. L’autore del libro ha davvero da esserne fiero.
e quell’ anziano sacerdote,appunto perché anziano,che cosa aveva studiato e capito nei suoi anni giovanili in seminario? Certo,dipende da quanto anziano è quel sacerdote…Ma anche in tutti questi anni post-concilio, mai un dubbio,mai un confronto, mai un interrrogativo??? Che so, partendo dalla Messa, mai chiedersi: ma dove si rassomigliano (se si rassomigliano),e dove si differenziano (che devono pur differenziarsi se tanta battaglia intorno ad essa si è fatta…C’è anche un famoso studio del card.ottaviani:”Breve critica…”…Mai sentito il bisogno di leggerlo?…Mah, comunque meglio tardi che mai. Ma, presto o tardi che sia, quando si arriva, bisogna farlo sapere, prendere posizione, costi quel che costi….Se poi penso che nemmeno Padre Pio …)
Bravissima, Giovanna!
A me, più o meno, è capitato qualcosa di simile con il Vescovo di Pristina, Kosovo.
Dichiarandomi per la Tradizione, gli dissi della mia contrarietà nei confronti della Messa N O, della deriva della Chiesa, del pasticcio presente nel Clero (io mi riferivo ai preti italiani: lì sono impeccabili) ed infine della mia disistima (eufemismo) di Bergoglio.
Lui si stupì della mia “voce fuori dal coro”: segue i telegiornali italiani e trovava molto strano che ci fosse un Italiano che contestasse l’operato di Bergoglio, il non-papa, come lo chiamavo io.
Così, dopo un lungo colloquio in cui esponevo, convintamente, le tesi di “Apologia del Papato”, ci lasciammo con la sua promessa che ci avrebbe riflettuto. Era presente anche un prete che gongolava ed annuiva continuamente alle mie parole. Il Vicario del Vescovo mi guardava pensoso, due suore erano sbalordite. Più tardi, il Vescovo mi disse che, effettivamente, era assalito da qualche dubbio.
E’ già qualcosa, no?
e meno male che c’è il Ricciotti! Loro, preti o vescovi, da soli, non c’erano arrivati!Ma che cosa ci stanno a fare???un vescovo che guarda al consenso e non alla Tradizione,il colmo! Se non guardano alla TRADIZIONE- il secondo pilastro della Rivelazione divina- che cosa TRAMANDANO??? Speriamo che la buona lettura li induca a stracciarsi le vesti davanti alle bestemmie di questo Bergoglio/Canoglio ( e gli altri prima di lui, in traditione concilii ipsorum) non erano meglio, solo un po’ meno sbracati……
Riflettendo meglio sul silenzio di tutti gli ecclesiastici, tutto torna!
Questa è proprio l’ora delle Tenebre!
La Chiesa passa quello che ha passato prima di Lei il Suo Capo. E come Lui è stato tradito e gli apostoli nella prova l’hanno abbandonato e sono scappati per la paura rinnegandolo, così ora i suoi “vescovi” sono tutti paurosi e in confusione totale.
Attendiamoci la morte (con relativo sommo scandalo) prima della Risurrezione.
Non sarà una Restaurazione, ma una vera e propria Rinnovazione.
Puffete ! Visto ce sono chiamato, mi butto anche io a pesce, qui dentro ! ma che devo dire ? Qui aprirei la bocca come tanti altri hanno già fatto e non intendo annoiare. Sono pienamente d’accordo con i commenti. Che dire di più ? E’ tempo di allargare le braccia sconsolati e pregare che il Signore pietosamente mandi, almeno all’ultimo pezzetto di cattolici sani, un buon papa !
Caro Diego,
ecco l’indirizzo di posta elettronica provvisorio che ho appena creato: alda_323@libero.it
Ecco i codici:
014396R
jd52PF9
Ora può scrivermi in libertà, caro Alessandro, con la certezza di comunicare proprio con me!
Per #Simone
4 marzo 2016 at 6:22 pm
dove dice: Un attimo, non avete letto: “Seconda, è pentito”?
Le implicazioni del vero pentimento contemplano il non commettere più il peccato.
Forma contro Sostanza e Dio SA discernere e leggere nel cuore molto meglio degli uomini, soprattutto di quelli che si limitano alla “forma”…..ai sepolcri imbiancati.
RISPOSTA CATTOLICA:
Concilio di Trento, Sessione XIV, Capitolo 5.
Dalla istituzione del sacramento della penitenza già spiegata, tutta la chiesa ha sempre creduto che sia stata istituita anche, dal Signore, la confessione completa dei peccati (256) e che per tutti quelli che dopo il battesimo siano caduti in peccato essa sia necessaria iure divino; Gesù Cristo, infatti, nostro signore, poco prima di salire dalla terra in cielo, lasciò i sacerdoti, suoi vicari (257), come capi e giudici (258), cui devono deferirsi tutte le colpe mortali, in cui i fedeli cristiani fossero caduti, perché, in virtù del potere delle chiavi, pronunzino la sentenza di remissione o di retenzione. È chiaro, infatti, che i sacerdoti non avrebbero potuto esercitare questo giudizio senza conoscere la causa né imporre le penitenze con equità, se i penitenti avessero dichiarato i loro peccati solo genericamente, e non invece, nella loro specie ed uno per uno.
Si conclude da ciò che è necessario che i penitenti manifestino nella confessione tutti i peccati mortali, di cui hanno consapevolezza dopo un diligente esame di coscienza, anche se essi sono del tutto nascosti e sono stati commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decalogo (259), che spesso feriscono più gravemente l’anima, e sono più pericolosi di quelli che si commettono alla luce del sole.
Canoni:
7. Se qualcuno dirà che nel sacramento della penitenza non è necessario per disposizione divina confessare tutti e singoli i peccati mortali, di cui si abbia la consapevolezza dopo debita e diligente riflessione, anche occulti […] ed anche le circostanze che mutassero la specie del peccato, sia anatema.
Il penitente può non avere alcuna certezza di non tornare a commettere determinati peccati, ed in tal caso è sufficiente il fermo e sincero proposito, nel momento della Confessione, di crescere nella virtù adottando tutte le misure utili a tale scopo.
Allora, tra il CONFESSARE TUTTO di Pio X e il TACERE QUEL CHE TI PARE di papa Francesco, tra il PENTIRSI CON PROPONIMENTO “di non commetterlo più” di Pio X e il PENTIRSI SENZA PROPONIMENTO (se mai un tale pentimento esistesse ) di Papa Francesco, C’È una differenza??? Questa differenza non è del tipo di radicale OPPOSIZIONE? Un CATTOLICO APOSTOLICO ROMANO, da quale parte deve stare? Quale dei due insegnamenti alternativi scegliere?
Noi tutti qui (o quasi) lo sappiamo, bbruno, quale dei due.
Piuttosto la domanda è:
Ci sarà mai un terzo, giudice arbitro di Alto Profilo, che riesca ad imporsi e dica: “Basta, cancelliamo mezzo secolo di ecumenismo, sincretismo, eresie varie e torniamo alla Verità, quella valida per 1958 anni?
grazie #lister d’ aver risposto.Ma attendo ancora che qualcun altro lo faccia, specie dall’ area sedicente CATTOLICOAPOSTOLICOROMANA,sperando di non rimanere annegato nel profluvio delle parole,quando basta una sola parola…
Quanto al terzo giudice,che bisogno ne abbiamo? L’abbiamo già: i secoli della Dottrina tramandata danno già il loro giudizio inequivocabile. Certo,tutti aspettiamo che lo Scempio finisca, e l’ IMPOSTORE sia smascherato..
Signor Frank10, e’ nell’ora delle tenebre,nel momento più’ buio,prima del sorgere dell’alba, che ci permette di veder chiaro non confuso,anche se piccolissmo quel piccolo bagliore che ci consente di non sbagliare strada per un ritorno a” casa “.
Non aspettiamo il sorgere del sole,potrebbe essere troppo tardi.
Qualcuno e’ in attesa del nostro ritorno.Non facciamolo aspettare,potremmo anche non incontrarlo più.
Rifletta!!!
Quindi?
Ma stai scherzando, vero?
Ritorno DOVE??
Io non ho mai lasciato la Dottrina della Chiesa, Una, Santa, Cattolica, Apostolica. Che NON è più quella di questa falsa chiesa di oggi.
E dovrei tornare DOVE, in una falsa chiesa eretica che nega ogni giorno totalmente la Dottrina costante di 2000 anni per predicare la falsissima dottrina massonica sull’uomo?
TU, piuttosto devi uscirci perché, per tua somma sventura, ne sei dentro fino al collo!!
Tu ti proclami cattolica senza esserlo PER NULLA! Sei il prototipo perfetto di persona massonica, forse addirittura senza accorgersene. Lo sai che saresti perfettamente a tuo agio nella Loggia col grembiule massonico, vero? E fra poco non dovrai neppure andare in Loggia per indossarla, ti basterà rimanere nella falsa chiesa dove sei.
Per te Dio è lo stesso per ogni uomo in qualunque modo lui lo concepisca nel suo credo. FALSO.
Per te siamo tutti fratelli perché tutti figli di Dio, compresi ovviamente tutti quelli che non credono in Gesù Cristo. FALSO.
Per te la società deve dare libertà e diritto all’errore di essere propagato senza la minima resistenza, per la stessa sacralità dei diritti dell’uomo. FALSO.
Per te chi offende l’uomo offende Dio!! FALSO.
Per te ci mancherebbe che solo i cattolici si salvassero! Tantissimi di altre religioni si salvano! FALSO.
Dici che bisogna “Amarsi gli uni gli altri, come ha fatto Lui con noi”. Ma vedi solo un “amore” naturalistico (massonico) fatto solo di aiuti ai corpi, filantropia non carità. Mai, guai, richiamare gli infedeli alla Fede e distogliere i peccatori dal peccato. E facendo così, fai l’opposto di quello che ha fatto Gesù e gli apostoli. FALSO.
Bisogna accogliere tutti gli invasori autodichiaratisi falsamente profughi. FALSO
Bisogna solo dialogare con le altre religioni. FALSO
E via così eresiando.
Addirittura vieni qui a rimproverare quelli che sono rimasti fedeli seguaci di Gesù e del suo insegnamento, senza voler accogliere le correzioni ai tuoi errori! Cosa ci stai a fare in questo sito, se non a seminare discordia? Oltretutto a sentenziare di cose che non comprendi neppure lontanamente, neppure al semplice livello di italiano… Dov’è l’umiltà?
Ti è già stato detto più volte: studiati il Catechismo di San PioX, lì ti accorgerai del perché tutte le tue convinzioni sono false e totalmente non-cattoliche. Non hai scusanti, è lì, disponibile per intero e perfino gratis.
http://www.webalice.it/ingcom/Utili_file/CatechismoMaggioreSPX.pdf
Non basta dire e pregare: “Gesù, Gesù”.
Tu dici e ti illudi di essere cattolica. Tu NON sei cattolica.
E’ cattolico non chi dice di esserlo, ma solo chi uniforma la sua Fede e il suo comportamento alla Fede e alla Dottrina cattolica immutabile della Chiesa. Sempre e ovunque creduta.
Quindi, sì, verissimo: “Qualcuno e’ in attesa del nostro ritorno.Non facciamolo aspettare,potremmo anche non incontrarlo più.”
Questo ti dovevo, cristianamente.
Ti auguro sinceramente di accogliere il mio invito a staccarti dai tuoi errori di Fede.
Passo e chiudo.
..aspettare…non aspettare….questo è il problema!
Brava nonna di heidi!
Trizz
ma ora ho capito perché Questo Qui ha abolito la confessione come mezzo di purificazione: il mezzo nuovo, brevetto suo, è l’accoglienza dei migranti e allora, zacchete, “i peccati diventano bianchi come la neve, e candidi come la lana”…I migranti come materia del sacramento, ma uno strano sacramento, che non ‘cancella’ i peccati, li ‘imbianca’ solo: prodigio e compenso del Nero che ti prendi in casa- coi 35 euri connessi, certo, questo sì denaro benedetto, e se ne prendi tanti vai anche in Ferrari, questa rossa però ….
Ma io dico,ma è possibile che tutti noi,che ci diciamo cristiani,ci si debba trovare in mezzo ad un tale grigiore di verità, da non riconoscersi proprio più come tali? Lontano da me,il pensare,che Dio tenga in considerazione il fatto se si e’ tradizionalisti o progressisti.Ma per carità! È per tutte le altre chiese cristiane,quante varianti da tener presente.
Lui punta al cuore di ognuno di noi, nel presente che stiamo vivendo. Ma pensate proprio,che faccia un distinguo se,per nostri limiti,non ci incontriamo per diversita’ interpretativa?
Non incontreremo mai il nostro Dio da fratelli separati.
Il tornare a casa e’,in ogni caso il sentirsi uniti perché figli dello stesso Padre.
Quello che trovo sbagliato e’ l’accanimento dispregiativo per il diverso sotto ogni aspetto,e credo che questo, al nostro Signore non piaccia per niente!
Un perfetto massone protestante.
… e quindi un BASTARDO IPOCRITA ! (provi a spararle in proprio, non mometizzato da papa!
bbruno, stavolta mi riferivo al commento della Maria lì sopra: lei è un perfetto massone protestante.
In ogni caso si applica perfettamente anche al sedente, certo.
Infatti loro due vanno d’amore e d’accordo.
mi scuso,ma non sono troppo abituato alle concordanze boldriniane… Comunque è vero, qualis pater talis filia (e viceversa). Ef sì, quando gli insegnamenti bastardi (= frutto d’incroci) vengono fatto in tuta mimetica da paa, gli allocchi -o allocche (nella fede) ci cascano…
Padre Pio secondo papa Bergoglio era pertanto un persecutore dei vergognosi, quando cacciava dal confessionale, i peccatori, perchè sapeva che non avevano detto tutto.
ma io torno a riprendere il pensiero: ma perché Padre Pio che vedeva dentro il cuore di un penitente, non riusciva a vedere nel cuore di questi papi bastardi??? Uno non merita il perdono se tace i suoi peccati (cosa vera), e uno invece merita la copertura del silenzio, solo perché posto in autorità??? Quale autorità se questa è inesistente in persone dedite solo all’ imbastardimento della fede,dalla quale solo quell’ autorità deriva???
Caro Bbruno, Padre Pio è stato un grande Santo ma vedeva “solo” quel che Dio gli concedeva di vedere…era ben lontano dall’essere onnisciente!
capisco Diego, che Padre Pio non è onnisciente,ma la scienza della fede Dio la dà ad ogni cristiano,come dice San Pietro: “sappiate rendere conto della speranza che è in voi”, e renderne conto è averne conoscenza. Scusami, non dico questo per puntiglio, ma solo perché per me questo è un vero rompicapo… Un Santo preoccupato dei peccati dei fedeli (giustamente), e non preoccupato delle bestemmie contro Dio (o la Verità, che è Dio) da parte dei creduti suoi rappresentanti qui in terra! E poi che significa, come ricorda frank10, “a questo qui non si può dire di no”. A un demonio??? Che già allora demonio era Woitila, miscredente e frankista- leggere per credere ‘Person und Tat’, dello stesso,… E poi pare che allo stesso Woitila il Padre Pio abbia profetizzato il papato, addirittura…Che stranezza poi che a proclamarlo santo, Padre Pio, sia stato lo stesso Woitila( che come papa-non-papa non aveva certo il potere di proclamare santo nessuno!)… scusami, ma non riesco a vedere le cose diversamente…
Ne approfitto per chiedere di un dubbio per un episodio del santo frate: Padre Pio avrebbe detto di una richiesta in lettera dell’allora cardinale Wojtyla: “A questo non si può dire di no” e ottenne la grazia che aveva chiesto.
Bè… sapendo come sarebbero andate poi le cose, non è che fosse una gran frase… Mah.
Bbruno,
San Pio, nel 1953, incaricò Don Luigi Villa di difendere la Chiesa dalla Massoneria ed in particolare da quella infiltratasi nella Chiesa. Il progetto fu approvato da Pio XII ma, con la salita al Soglio di Maolo VI tutto precipitò ed il Santo Frate avvisò Don Villa di prestare maggior attenzione perché, disse: “La Massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa”.
Don Villa si era sempre opposto alla beatificazione di Maolo VI ed alla santificazione di GP II con numerose pubblicazioni, ma queste furono sempre ignorate o tacitate: la Massoneria era, ormai, ad alti livelli.
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=208774&Itemid=100021
http://www.chiesaviva.org/
Incominci intanto lei Bbruno, a raccontare i suoi,poi vedrà che non avrà più tempo per pensare a quelli degli altri .
Tanti anni fa ho letto un libro che raccontava la vita di PadrePio.
Glielo consiglio di leggere,se non lo ha ancora fatto.Avra’ modo così, di capire un po’ più la sua fede,legata anche ad un suo carattere particolare
Bbruno sarebbe già molto, se due persone come io è lei,cambiassero in meglio. Il mondo,in parte,sarebbe cambiato con noi.
Misericordia carissimi non sacrifici.Vi sembra che Gesù non abbia sacrificato abbastanza per noi morendo sulla croce.?
Adesso chiede solo Misericordia!!!
Davvero? Tu sai cosa chiede Gesù Cristo? Parli a nome di Dio? Una profetessa di prima forza perbacco!