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Su un tema dibattutissimo, il contributo di Cinzia Palmacci. Come sempre, le posizioni espresse sono personali e non rispecchiano necessariamente quelle degli altri redattori e collaboratori di RS. 

 

di Cinzia Palmacci

 

La notte del 25 gennaio 1938 Suor Lucia vide una luce rossa che la Madonna le aveva predetto sarebbe stato il grande segno che Dio stava per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre“. Il giorno seguente, lo strano fenomeno di quella “notte illuminata” fu riportato sui giornali di tutta l’Europa e del Nord America. Suor Lucia capì che il grande castigo stava per cominciare, e poche settimane dopo, nel marzo del 1938, Higler invase l’Austria, annettendola alla Germania; questo atto fu l’inizio degli eventi che trasformarono le varie aggressioni di Germania, Italia e Giappone nella seconda Guerra Mondiale. Tale guerra si sarebbe potuta evitare se le richieste della Madonna di Fatima fossero state esaudite. Ella aveva già promesso: “se ciò che io vi chiedo sarà fatto, saranno salvate molte anime e vi sarà la pace.” La Madonna enfatizzò il fatto che l’unico modo con cui si può ottenere la pace è tramite l’obbedienza alle Sue richieste quando chiese la recita del Rosario “in onore della Madonna del Rosario, per poter ottenere la pace nel mondo…perché solo Lei può salvarvi.” E’ di fondamentale importanza tenere bene a mente che la Seconda Guerra Mondiale è stato solo l’inizio del castigo promesso. Se le persone non si pentono e non emendano le proprie vite allora altri severi castighi seguiranno. La Madonna ha predetto in particolare l’arrivo della Guerra Mondiale, quando disse: “La guerra sta per finire; ma se la gente non smette di offendere Dio, una peggiore scoppierà durante il regno di Pio XI.” Questo castigo specifico è già avvenuto. La minaccia di una tale punizione per il mondo “per mezzo di guerre, carestie, persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre” fa parte di una profezia assai più generale che si è compiuta solo parzialmente. Che si avveri del tutto oppure no, dipende dal compimento o meno delle richieste della Madonna. Il castigo è rivelato pienamente nella parte ancora non pubblicata del Terzo Segreto, mentre viene solo accennata in maniera generale nella seconda parte. Quello che dice la Madonna nella seconda parte del Segreto è che: Se le mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita, e vi sarà la pace; altrimenti, essa diffonderà i propri errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà tanto da soffrire e molte nazioni saranno annientate. Le conseguenze per non aver eseguito le richieste del Cielo saranno incalcolabili e catastrofiche. Coloro che affermano che le richieste della Madonna sono state esaudite e che la consacrazione della Russia è stata fatta, hanno perso il contatto con la realtà. Navarro Valls, il portavoce del Vaticano, ha ricordato nel 2002 che la Chiesa Cattolica è attualmente perseguitata in Russia. La Madonna ci ammonì che la Russia avrebbe perseguitato la Chiesa se le Sue richieste non fossero state ascoltate. Ella disse: “Se le mie richieste verranno ascoltate, la Russia sarà convertita, e vi sarà la pace…“. Da allora più di 250.000 soldati Americani ed un terzo delle forze militari britanniche sono stati inviati in Iraq, mentre l’esercito Americano sembra propenso a muovere guerra contro la Corea del Nord e l’Iran. Malgrado ciò, la Congregazione per la Dottrina della Fede ci ha assicurato che la “decisione di Sua Santità di rendere pubblica” la visione “del vescovo in bianco”, “porta a compimento un periodo storico segnato dalla tragica sete umana per il potere ed il male”. La Madonna di Fatima disse a Suor Lucia nel maggio 1952: “Fai sapere al Santo Padre che sto ancora aspettando la Consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato. Senza la Consacrazione, la Russia non sarà in grado di convertirsi, né il mondo avrà pace.”

Esiste un’unica superpotenza militare al mondo, ed è la Russia. Come spiega Donald McAlvany: “la Russia (ovvero l’”ex” Unione Sovietica) è ancora la più grande macchina bellica del mondo: ha i più grandi arsenali di missili nucleari, di carri armati, veicoli corazzati, sottomarini nucleari, missili balistici intercontinentali di terra e imbarcati su sottomarini (ICBM e SLBM), ed ha la più grande aviazione militare del mondo.” I Sovietici sono riusciti nel loro obiettivo di realizzare la dissoluzione dei blocchi e la creazione dell’Europa Unita insieme all’entrata, con lo status di partecipante, all’alleanza NATO. E’ stato dichiarato piuttosto apertamente dal presidente Sovietico Vladimir Putin, il quale, riferendosi alla Nato, disse a Roma il 28 maggio 2002 “ci chiameremo la ‘Casa dei Soviet’.” Putin è riuscito in quello che Breznev aveva promosso col suo “detente”. “Riguardo all’esistenza di un piano militare congiunto Russo-Cinese,” continua McAlvany, “Luney affermò che durante la sua ultima visita a Mosca , prima della sua diserzione nel 1992, lo Stato Maggiore Russo era ancora impegnato ad ideare un piano vincente per una futura guerra nucleare contro gli Stati Uniti. La soluzione nucleare è ancora validagli dissero. Ma vi sarebbero stati alcuni cambiamenti. Le truppe Russe non sarebbero state impiegate nell’invasione dei 48 stati meridionali (territorio degli USA). Le forze Russe avrebbero solamente occupato “l’Alaska e parte del Canada”. Sarebbero stati i Cinesi ad occupare gli altri 48 stati.” Il potere missilistico nucleare della Russia Sovietica e l’immensa manodopera della Cina Rossa si sono uniti in un pugno di ferro che forma il cuore di questa nuova asse, che potrebbe benissimo essere chiamata Asse Mosca-Pechino. Richard Maybury ha coniato il termine Nuova Asse nel 1996. Non si limita alla Russia ed alla Cina, che hanno firmato il trattato di amicizia Cino-Russo nel luglio 2001 e hanno dichiarato apertamente i loro interessi strategici congiunti contro gli Stati Uniti, ma include anche molte altre nazioni che sono entrate a far parte di un’alleanza segreta contro gli Stati Uniti ed i loro alleati NATO. Maybury spiega in un suo studio dell’Early Warning Report del febbraio 2003, che “il gruppo consiste almeno in 12 membri, tra cui l’Iran, l’Iraq, la Corea del Nord, la Siria, la Libia, Cuba ecc…”. Paesi come la Libia, la Siria, La Corea del Nord, l’Iran, l’Iraq  vi dicono niente? Tutti paesi coinvolti in qualche maniera nel grande caos di questi “ultimi tempi”.  Dunque gli USA vogliono muovere guerra a questi stati per punirli dell’alleanza cino-russa contro di loro? Credo che il destino dell’Italia dipenderà dall’appoggio o meno agli States in questa “spedizione punitiva”.  

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Il governo degli Stati Uniti sa dell’esistenza della Nuova Asse almeno dal 2002. Il vice Segretario alla Difesa, Paul Wolfowits, disse: “ciò che ci colpì tutti alla Commissione Rumsfeld, la nostra più grande sorpresa, fu di capire quanto questi stati canaglia (gli stati della Nuova Asse) si stessero aiutando l’un l’altro, e più ancora quanto aiuto stessero ricevendo dalla Russia e dalla Cina.” La Nuova Asse ha pesantemente superato in uomini ed armamenti gli Stati Uniti d’America ed i suoi alleati. Quest’Asse vuole coinvolgere gli Stati Uniti in una serie di tante piccole guerre contro i propri stati membri più piccoli: prima in Afghanistan, poi in Iraq, poi possibilmente in Iran ed in Corea per arrivare infine alla Cina via Taiwan. Essi intendono far diluire e disperdere le nostre forze armate per poi colpire con una potente guerra lampo contro le nazioni europee ed il Nord America. E questo sarà solo l’inizio del Grande Castigo. “Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori” (Marco 13,8). A giudicare dal quadro geopolitico attuale, tutto sembra evolvere verso questa “ineluttabile” profezia.

 

  • Le sofferenze del papa

La famosa profezia sulla fine del Papato di San Malachia, vescovo irlandese dell’XI secolo, pubblicata per la prima volta nel “Lignum Vitae” del benedettino Arnoldo Wion, recita: Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà il Pietro romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la Città dei sette colli sarà distrutta e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo.

In San Malachia si trovano anche predizioni apocalittiche sulle nuove persecuzioni dei cristiani. E anche le visioni mistiche della monaca di Dresda, vissuta nel XVII secolo, e di Santa Caterina Emmerich, che conversava regolarmente con il Bambino Gesù, con gli angeli e con i santi, nel XVIII secolo, sono sulla stessa linea profetica. Si annunciano grandi tribolazioni per la Chiesa, tradimenti, peccati, e guerre, anche di religione.

Secondo il gran maestro Gioele Magaldi, il capo degli jihadaisti Al-Baghdadi sarebbe un massone della terribile loggia internazionale creata da Bush Jr, Hathor Penthalpha, con l’obiettivo di dominare il mondo.

 

  • Gli eventi suggeriscono che siamo nei tempi profetizzati

In effetti, sono molte le situazioni che potrebbero far precipitare gli eventi anche nei prossimi 1-2 anni: da un collasso del sistema economico a seguito di un acuirsi della crisi dell’area euro a un conflitto innescato da Paesi con armi atomiche o molto vicini al disporne (Iran-Israele o Corea del Nord-Corea del Sud o Giappone-Cina, con le crescenti scaramucce navali e aeree per le isole Senkaku).

L”ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa” e le “tribolazioni” potrebbero essere quelle scatenate dalle parole di Benedetto XVI su Maometto pronunciate nella sua lectio magistralis tenuta in Germania, all’Università di Ratisbona, il 12 settembre 2006, e considerate una grave offesa dal mondo islamico. Nei giorni seguenti a tale infausto discorso, infatti, si sono succeduti dei fatti che davvero hanno fatto ritornare alla mente le antiche persecuzioni di duemila anni fa contro i Cristiani: una chiesa cristiana è stata bruciata a Turkarem, in Palestina; a Mogadiscio, in Somalia, è stata uccisa una suora, suor Leonella; in Indonesia sono stati uccisi tre Cristiani accusati di aver ucciso duecento musulmani negli scontri interreligiosi del 2000, ma l’esecuzione è avvenuta dopo un processo viziato da pesanti irregolarità, come testimonanze non ascoltate e prove non accettate.
Inoltre, sempre a seguito di tale discorso, sono giunte gravissime minacce contro Benedetto XVI e contro il Vaticano che potrebbero concretizzarsi in futuro. Il 15 settembre 2006 il gruppo armato Jaiech al-Moudjahidine, cellula irachena di Al Qaeda, con un comunicato su Internet, ha minacciato di attaccare Roma e il Vaticano a causa delle parole di Benedetto XVI sull’Islam e sulla guerra santa. “Giuriamo di distruggere le croci nel cuore di Roma – hanno scritto i terroristi – Non avremo pace finché i vostri troni e le vostre croci non saranno distrutte”. “Ci faremo vivi con fatti, non con parole” si leggeva ancora nel comunicato. Altre minacce: “Sappi che i soldati di Maometto verranno presto o tardi a scuotere il tuo trono dalle fondamenta del tuo stato” si leggeva in un messaggio del gruppo armato iracheno Asaeb al Iraq al Jihadiya (Lega degli jihadisti in Iraq) rivolto a Benedetto.
Le minacce suddette riguardano la figura del pontefice e il Vaticano come luogo fisico. Dunque l'”inizio della fine” potrebbe forse essere un grave attentato. In realtà, dalla Profezia dei Papi non è affatto chiaro se Roma, “la città dai sette colli”, sarà distrutta dall’uomo o da Dio.

Di certo Bergoglio è, anche agli occhi di un osservatore esterno e non credente, un pontefice assolutamente anomalo rispetto alla tradizione papale e ai suoi predecessori dell’ultimo secolo che anche furono considerati “rivoluzionari” rispetto alla tradizione vaticana. Intanto, lo è per il modo in cui è stato eletto. Non per la morte del suo predecessore ma per le sue “dimissioni” da Vicario di Cristo. Un gesto eclatante di quello che è stato definito “il papa teologo”, ma che a quanto pare – notizia assolutamente sconcertante – aveva in animo sin dal giorno della sua elezione, il 19 aprile 2005. Secondo quanto ha raccontato prima di morire nel 2015 in un video poi messo in Rete, il gesuita Silvano Fausti, confessore del cardinale Carlo Maria Martini, ha raccontato che durante il conclave convocato alla morte di Giovanni Paolo II tra i cardinali riuniti per scegliere c’erano tre fazioni: i “curialisti”, i “conservatori” di Ratzinger e i “progressisti” di Martini. Lo scopo di questi ultimi due era proprio di sconfiggere i “curialisti” per riformare radicalmente una Curia ormai autonoma e ingestibile. Mentre era in corso una manovra per eleggere un cardinale “molto strisciante” di Curia, Martini andò da Ratzinger offrendo i propri voti purché il suo scopo, da papa, fosse quello di smantellare il potere della Curia: “Se riesci a riformare la Curia bene, se no te ne vai” ha raccontato Fausti. Ratzinger venne eletto, ma non riuscì assolutamente in questo intento nell’arco di sette anni. Nell’’ultimo incontro fra i due, il 12 giugno 2012, due mesi prima della sua morte il 31 agosto, Martini disse a Benedetto XVI che avendo fallito tanto valeva che si dimettesse. Carlo Maria Martini come si sa era un gesuita. Sei mesi dopo Ratzinger fece la clamorosa affermazione, esplicitando quanto aveva sin dalla elezione in animo. Sorpresa per tutti, ma non per lui, il “papa teologo”.

Alle spalle di Bergoglio c’è tutto questo che nessuno ha mai smentito e che è stato dettagliatamente illustrato dalla intervista del confessore e da un ampio articolo di Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera dl 16 luglio 2015.

Bergoglio è anch’egli un gesuita, popolare e non sulle sue come Martini, ma ragiona e opera come tale. A Buenos Aires veniva considerato un “peronista” e vicino alla cosiddetta Guardia di Ferro argentina. Populista, invero, più che popolare. Bergoglio ama presentarsi come tale. Bergoglio ci tiene a sottolineare di essere il Vescovo di Roma, tanto è vero che non vive nei Palazzi Apostolici ma a Santa Marta: più che il Sommo Pontefice, cioè, il Petrus Romanus delle profezie di Malachia. Piuttosto il Sommo Parroco, il Parroco del mondo che non la suprema autorità ecclesiastica. Ma i problemi del mondo non sono quelli di una grande città. Bergoglio è soprattutto un “papa bis”, l’anomalia più grande, un evento da “fine del mondo”. Il suo predecessore vive tra Castel Gandolfo e Roma, è vivo e vegeto pur se quasi novantenne, è un “papa emerito” con una definizione mai esistita in precedenza e a quanto pare coniata dallo stesso Ratzinger per giustificare la sua inedita posizione. Bergoglio ha di certo svolto rapidamente il suo compito nei confronti della Curia come da programma del progressista Martini e del conservatore Ratzinger, ma sta anche smantellando molto altro. Non passa giorno che non dica qualcosa di inaspettato, non solo sul piano materiale e pratico, ma anche sul piano religioso e teologico: dai divorziati all’aborto, dagli omosessuali agli immigrati, dalla donna nella Bibbia all’ecologia. Sembra che abbia letto l’ultima intervista in cui il gesuita cardinale Martini diceva di una Chiesa “rimasta indietro di 200 anni: come mai non si scuote?” come riportato il citato Corriere della Sera.

Il gesuita Bergoglio sta dando “energici scossoni”. Ma con quali risultati? Bergoglio ha evidentemente un suo programma pragmatico e spirituale che certo non si può sapere perché non si entra nella mente di un pontefice tanto più gesuita, ma di cui traspaiono le linee: una Chiesa cattolica che si identifichi assolutamente ed esclusivamente in quella della misericordia (il Giubileo proclamato all’improvviso e in modo anomalo quanto a date) e al perdono, aperta a tutti i peccatori e a tutti i non cattolici. Intende essere il parroco di tutti, un prete popolare e non aristocratico, che va “verso la gente”, “verso il mondo” e cerca di capirne le “esigenze”, le “istanze”, le “novità” emerse con la sua evoluzione, con il progresso dei costumi, della morale, della scienza che hanno modificato la società e i rapporti umani anche sessuali, insomma con la modernità, cercando così di “recuperare i due secoli perduti” lamentati dal cardinale Martini. Cosa che inizialmente è sembrata essere di gradimento, ma poi non sembra più così, e ci si lamenta che le sue udienze non siano sempre affollate. Adeguandosi al mondo la Chiesa di Roma scende sul piano della morale spicciola o della grande politica internazionale, tralasciando la sua missione che non è quella di “perdonare”, non facendo sostanzialmente nulla contro la secolarizzazione imperante. Invece di frenare, si adegua.

Bergoglio si presenta, e speriamo che non lo creda, come uno qualsiasi e non come il Vicario di Cristo in Terra secondo l’origine della Chiesa con l’investitura dell’apostolo Pietro. Quella frase, in sé sconvolgente, “Ma chi sono io per giudicare?”, ne è un po’ la pietra tombale. Ma come, verrebbe da dirgli da parte di un credente, ma tu sei appunto il Sommo Pontefice, il rappresentante di Gesù Cristo, il capo della religione più diffusa sul globo, mica uno qualsiasi! Tu ti puoi permettere benissimo di giudicare, anzi devi giudicare. Gesù Cristo lo fece e non solo perdonò peccatori e peccatrici…

Bergoglio sta vivendo il suo pontificato proprio nel periodo della massima persecuzione dei cristiani dell’ultimo secolo, in tutto il mondo e non in singoli e specifici paesi, proprio come indica l’ultima quartina di Malachia. Forse l’ultimo papa, il papa della fine dei tempi, è proprio un Papa Nero, non solo dei gesuiti ma dell’intera Chiesa cattolica. Ne parla anche una quartine delle Profeties di Nostradamus, per quel che essa può valere, che si riferisce a un papa “gris et noir de la Compagnir yssu” che “onc ne fut si maling”, un papa “grigio e nero uscito dalla Compagnia” che “non ce ne fu uno così malvagio”.

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  • Semplice murales o profezia?

A Roma, sui muri esterni della fermata Cipro della Metro A c’è da tempo un suggestivo murale: su uno sfondo a onde nere-verdi-blu cadono dall’alto sassi o meteoriti; in basso la cupola di San Pietro e altri edifici indistinti; a destra un grande volto caricaturale di Bergoglio dai cui occhi cola sangue; a sinistra lo stemma del Vaticano, tiara e chiavi che però non sono d’oro e d’argento ma grigie, color acciaio; al centro di sbieco la scritta “Petrus Romanus” che sembra liquefarsi e un piccolo punto interrogativo; poi in un angolo “2017”. Non si sa chi ne sia l’autore, ma di certo suona come una sinistra profezia…

 

Fonti: The McAlvany Intelligence Advisor; rapporto speciale. The Fatima Crusader, numero 43, p. 17. The McAlvany Intelligence Advisor, febbraio 2002, p. 7.

 

 


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