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di Agostino (Tino) Nobile.

La storica e scrittrice Bat Ye’or nel suo Eurabia, pubblicato nel 2005, descrive come negli anni settanta del secolo scorso, le monarchie arabe hanno preso accordi con i governi europei per la promozione, a partire dalle scuole, dell’Islam in Occidente, nonché “speciali condizioni per l’accoglienza degli immigrati musulmani in Europa”, che di fatto è diventata una vera e propria invasione.

Il presidente Hollande poche settimane fa ha premiato con la Legione d’onore (la più alta onorificenza francese), il principe saudita e ministro dell’Interno Mohamed Ben Nayef. Ora, a parte il fatto che l’Arabia Saudita sovvenziona il califfato dell’Isis, perché la Francia, patria della laicità e paese più laicista d’occidente, fa comunella col più fanatico paese musulmano? Petrolio, dirà qualcuno. Certo, nelle relazioni internazionali l’oro nero ha il suo peso. Ma non è il solo motivo, c’è qualcos’altro che ci suggerisce la storia. La violenza disumana praticata dai gruppi integralisti islamici contro i cristiani è paragonabile solo all’odium fide dei rivoluzionari francesi. Il desiderio irreprimibile di eliminare una volta per sempre il cristianesimo e i suoi valori dalla società occidentale, è una fissazione che ha le sue radici nelle ideologie e nell’Islam. Nel momento in cui il post modernismo ha iniziato a sdoganare i fondamenti della dottrina sociale marxista, in occidente vige un marxismo mascherato di democrazia. Nell’Islam, come nel marxismo, non esiste il concetto di persona, ma di Popolo e Comunità, quello che il Corano definisce Umma. Per le due dottrine il concetto di persona cristiano deve essere eliminato per far posto ad una struttura sociale piramidale o, se vogliamo, totalitaria, dove la dignità del singolo viene liquefatta per essere assorbita dalla Comunità – Umma, che si traduce nell’azzeramento della dignità individuale e della famiglia.

Un’altra tendenza che supporta il patto Islam-laicismo, lo conferma il linciaggio mediatico che mira all’annichilamento della Chiesa. Come sappiamo, avvocati, magistrati e giudici accusano – spesso con calunnie – i religiosi cattolici di pedofilia, mentre tutti i media del mondo ne danno notizia con ritmo martellante. L’anno scorso Hollywood realizza un film sulla pedofilia nella Chiesa e quest’anno vince l’Oscar. Tra l’altro, nonostante l’Arabia Saudita sia il paese col record di esecuzioni – solo nei primi otto mesi del 2015 sono state eseguite 114 decollazioni – l’ambasciatore saudita, Faisal bin Hassan Trad, è stato eletto capo del Consiglio dei diritti umani ONU. Dunque per alcuni preti pedofili s’infanga tutta la Chiesa, mentre per l’Arabia Saudita tagliatori di teste per diritto divino, il premio. Non solo. Della pedofilia che circola nel mondo musulmano nessuno ne parla. Da non pochi amici musulmani ho saputo che non esiste un ragazzo che non sia stato molestato da qualche imam. Forse esagerano, ma dà l’idea. Come sappiamo, nell’Islam i rapporti tra due uomini è considerato peccato punibile con la pena capitale, ma un uomo adulto, anche di oltre cinquant’anni, secondo la legge coranica può sposarsi una bambina che ha raggiunto i sette anni di età. Ma l’ONU, come abbiamo detto, ha eletto capo del Consiglio dei diritti umani un musulmano doc.

Nella patria della massoneria, dopo numerose denunce per anni metodicamente cestinate, Scotland Yard ha dovuto ammettere che nel Parlamento del Regno Unito una lobby di pedofili si è addirittura macchiata di omicidi di minorenni. Lo scandalo ha travolto centinaia tra politici, giornalisti, personaggi della radio-TV e gli immancabili VIP. Del caso della Westminster pedophile ring – viene chiamato così lo scandalo in cui, almeno fino alle ultime dichiarazioni pubbliche, figurano 76 politici – non si è saputo più niente. I media internazionali, ovviamente, non ne hanno parlato e, a quanto pare, il tutto sembra destinato all’occultamento. In pratica, tra gli accusatori della Chiesa ci sono pedofili che si distinguono nei media e nel mondo politico.

Tanto per rimanere nella terra di sua maestà britannica, il prossimo 5 maggio a Londra si eleggerà il nuovo sindaco. Chi è il favorito? Considerando il numero dei musulmani presenti a Londonstan, supportati dai soliti giovani laicisti sempre in piazza per fascistizzare l’opposizione che difende l’ordine democratico, non poteva che essere un musulmano. Difatti il signor Sadiq Khan, col suo 32% è in testa alle preferenze, e supera di sette punti il suo diretto rivale l’inglese Zac Goldsmith. Vedremo se la union jack resisterà o se sarà sostituita da una bandiera con la mezzaluna. A questo punto pare ovvio che i musulmani non conquisteranno l’Europa con la spada o, dato i tempi, con le bombe, bensì con i voti. Democraticamente. Tanto più che nel Regno Unito i musulmani posso manifestare liberamente nelle strade col Corano, gridando morte all’occidente, mentre i pastori evangelici che osano leggere il Vangelo a Hyde Park sono portati di peso al commissariato e regolarmente multati o messi in galera.

A questo punto viene spontaneo parlare dell’invasione migratoria. I musulmani non si dirigono nei paesi vicini che, oltre a condividere la stessa fede e a possedere ricchezze petrolifere enormi, hanno una vastissima disponibilità di spazi. Preferiscono un occidente che vive una profonda crisi economica. Casuale? Da come si comportano i nostri governi laicisti pare proprio di no. Nessun governo, eletto per tutelare i diritti dei propri cittadini, dovrebbe aprire le porte a chi professa una religione dove un dio comanda la conquista e la sottomissioene dei paesi non islamici. E invece cosa fanno i nostri governi? Il musulmano viene accolto negli hotels o in struttute appositamente organizzate dove è nutrito e stipendiato, gli si dà l’opportunità di mangiare halal, secondo le prescrizioni islamiche, si tolgono i crocifissi per non turbarlo, si costruiscono moschee, si insegna l’arabo anche ai bambini europei. Tutto questo mentre milioni di cittadini europei vivono nella povertà, senza lavoro e senza casa. Siamo arrivati al punto che, col pretestuoso rispetto per i migranti, si umiliano i diritti dei cittadini autoctoni. Per non lasciare niente al caso, i nostri governi vendono armi all’Arabia Saudita, che a sua volta le inviano agli integralisti dell’Isis, i quali sgozzano i cristiani o li cacciano dalle proprie terre. Dobbiamo pensare che siamo in mano a politici sprovveduti o esiste un patto tra Islam e laicisti?

Per l’eliminazione dei valori cristiani, le massonerie e le lobbies mondialiste hanno pianificato una vera e propria disintegrazione del tessuto sociale occidentale. Per scongiurare l’integrazione dei migranti, legalizzano il matrimonio per le persone dello stesso sesso, introducendo nelle scuole corsi di sessuologia e omosessismo. Una vera e propria istigazione che spinge, anche quei musulmani che della religione non si sono mai interessati, ad aderire all’Islam più radicale. Casuale? La situazione dell’occidente attuale è la più pericolosa e devastante della storia, perché attraverso i lavaggi cerebrali mediatici la maggioranza voterà sempre e inconsapevolmente i propri aguzzini. Basta parlargli di economia e corruzione per nascondere quel Problema che cancellerà la cultura e i diritti più elementari acquisiti in Europa. E dato che gran parte della magistratura è nelle mani dei laicisti, la strada legale intrapresa da alcune persone di buona volontà, che cercano di salvare il salvabile, non servirà a niente. Se non voteremo in massa quei politici che hanno capito l’antifona, prevediamo una guerra civile. E forse è proprio a questo che mira il patto scellerato.

di Agostino (Tino) Nobile 

Autore di: Quello che i cattolici devono sapere – Almeno per evitare una fine ridicola” e “Anticristo Superstar”