casaleggio

 

di Danilo Quinto

L’unanime santificazione di Gianroberto Casaleggio, alla quale abbiamo assistito in questi giorni, ha una doppia spiegazione politica: la consegna di Roma a Virginia Raggi e l’accordo politico nazionale tra il Partito della Nazione di Matteo Renzi e il Movimento 5 Stelle.

Che senso avrebbe, altrimenti, l’esternazione del Presidente della Repubblica, che ha definito  Casaleggio «protagonista politico innovativo e appassionato»? Sono parole – dette da quel pulpito – che di fatto sdoganano definitivamente un movimento politico e lo rendono democraticamente ingaggiabile per tutte le operazioni che sono in cantiere.

Che importa al pensiero liquido se quel protagonista politico innovativo e appassionato ha, nella sostanza, predicato un mondo senza Dio, «dove l’uomo è Dio; è ovunque, è tutti, conosce tutto»? Per il pensiero liquido, il mondo deve essere senza Dio e la concezione del fondatore del M5S si attaglia perfettamente a questo desiderio: «Ognuno ha la sua informazione, ha la sua verità», dice Casaleggio e, condividendola, quella verità, diventerà sentire comune, si trasformerà in una cosa sola, creando una «mente universale». E’ la conoscenza collettiva la nuova politica.

Come nascerà questa nuova politica? La risposta si trova in Gaia The future of politics, il video di Casaleggio del 2008: «Nel 2020 ci sarà la Terza guerra mondiale, seguiranno catastrofi di tutti i tipi che ridurranno la popolazione mondiale a un miliardo di persone. Il petrolio non sarà più usato. Nel 2040 la democrazia vincerà perché la Rete trionferà: la Terra sarà divisa in comunità ambientaliste e ciascun uomo avrà la sua identità in un network sociale e mondiale chiamato Earthlink (se non sei in Earthlink non hai identità). Nel 2050 un brain trust, un’intelligenza sociale collettiva, permetterà di risolvere ogni problema e nel 2054 si svolgeranno le prime elezioni mondiali in rete che porteranno al potere un governo mondiale chiamato Gaia. Le organizzazioni segrete saranno proibite e ogni uomo potrà diventare il presidente e il controllore delle azioni del governo attraverso la rete. In Gaia i partiti politici, le ideologie, le religioni spariranno e l’uomo sarà l’unico proprietario del suo destino».

Su queste basi, profetiche e ideologiche – che «hanno tolto di mezzo la banalità», come ha detto il Premio Nobel che lo sosteneva – è nato il Movimento fondato da Casaleggio, con il supporto di un comico, che nel 2013 è stato votato da 1 italiano su 4. Mario Adinolfi su La Croce, ha scritto che Casaleggio gli ricorda Mosè e l’ha descritto come un genio della politica. Di una politica che ha generato un’esperienza a dir poco inquietante.

Il fondatore del Partito della Famiglia ha ben compreso l’aria che tira. Con la disintegrazione del centrodestra e con la strada spianata da Silvio Berlusconi, al ballottaggio per Roma andranno l’ex segretario di Francesco Rutelli e la candidata del M5S, che già pregusta la vittoria: «Oggi il modo migliore per ricordarlo – dice – è guardare avanti e vincere a Roma. Chi crede o spera che ci fermeremo si sbaglia, il M5s continuerà a correre più forte di prima, perché è quello che Gianroberto avrebbe voluto».  I due, Giachetti e la Raggi, non si faranno la guerra. E’ possibile che possano governare insieme la città di Pietro diventata del mondo di mezzo e dei 9 milioni di topi che la abitano, conseguenza di un decennio di irresponsabilità, di abbondono e di degrado. Una specie di riedizione delle convergenze parallele del terzo millennio, che consenta a Renzi di fare le prove generali della scadenza del referendum elettorale e creare, con la vittoria, il vero, grande, Partito della Nazione. Nel quale, tutto – a cominciare da Dio, per proseguire con la patria e con la famiglia – sarà spazzato via. Come voleva Casaleggio e come vogliono tanti.