L’inverno, i semi, i frutti

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2016-4-13 Inverno semi frutti

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2 Commenti a "L’inverno, i semi, i frutti"

  1. #Francesco   13 Aprile 2016 at 11:34 pm

    Andrea hai scritto davvero una toccante riflessione.
    Hai ragione che è davvero spaventoso accettare che la crisi di fede della Chiesa Cattolica in questi ultimi tempi moderni ha origini molto lontane, sicuramente anche prima del Concilio Vaticano II.
    Credo che le apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa siano state e sono ancora un aiuto soprannaturale in più della Santa Vergine Maria offerto agli uomini, soprattutto agli uomini di Chiesa.
    La battaglia in corso è soprattutto spirituale e quindi soprannaturale, pertanto ci occorre un aiuto soprannaturale.
    Io credo che i semi buoni che, grazie a Dio ci sono eccome nella Chiesa, come il Card. Burke daranno frutti buoni.
    Però teniamo nella mente e nel cuore che Gesù ci ha rivelato che se il seme non muore non può dar frutto.
    La Chiesa passerà l’inverno di questa tribolazione affidandosi e adempiendo alle richieste della Santa Vergine Maria ausilio dei veri cristiani.
    La primavera della Chiesa arriverà col Trionfo del Cuore Immacolato di Maria a Lode e Gloria della Santissima Trinità.
    Quando siamo nella prova il nostro aiuto è la Madre di Nostro Signore Gesù Cristo.

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  2. #Cristiano Lugli   17 Aprile 2016 at 2:45 pm

    Bellissimo articolo! Interessantissimo il pargone di riflesso che si fa con la il moto naturale. Da campagnolo quale anch’io sono mi ritrovo perfettamente in questa visione; bisognerebbe per tanto che l’uomo ricominciasse a comprendere la natura, per comprendere ciò che lo circonda, distruggendo innanzitutto il falso mito che l’ecologismo boffiano ha costruito, distinguendo un mondo sacro e un mondo profano, edulcorato sotto il perbenismo ambientalista. Tutto il mondo è sacro in quanto Opera magna di Dio, ciò che si scosta da questa visione è solo un punto di vista ( profano ) e che ha, nel tempo, alienato il rapporto dell’uomo con la natura.
    La temperanza e la fermezza del contadino al quale ci si riferisce nello scritto di Andrea è l’unica possibilità del fedele cattolico che voglia salvare il seme, osservando la natura e prendendo come modello di sapienza il laborioso contadino.
    Grazie per la bella riflessione, caro Andrea.

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