Newly-wed Syrian couple Nada Merhi,18, and Syrian army soldier Hassan Youssef,27, pose for a wedding picture amid heavily damaged buildings in the war ravaged city of Homs on February 5, 2016. A Syrian photographer thought of using the destruction of Homs to take pictures of newly wed couples to show that life is stronger than death.   / AFP / JOSEPH EID        (Photo credit should read JOSEPH EID/AFP/Getty Images)

 

di Maurizio Blondet

 

La grande offensiva di Russia e Siria per la riconquista di Aleppo è sospesa. Mosca sa che i jihadisti sono stati riforniti di armamento  tale da infliggere alle sue forze aeree perdite  insostenibili.   Il Wall Street Journal ha reso noto i tipi di armi ad alta tecnologia che la Cia sta fornendo alle milizie islamiche, in grado di abbattere aerei e di distruggere completamente  l’artiglieria del governo siriano. Già  ai primi d’aprile Al Nusra ha abbattuto un caccia siriano, un vecchio Su-22,con un missile  a spalla MANPAD;  missili che lo stesso ministro della guerra saudita Al-Jubeir s’è vantato di aver consegnato ai terroristi a febbraio.

Altre fonti hanno rivelato le 3 mila tonnellate di armi  che gli Usa hanno cominciato a trasportare dalla Romania ad Aden, per riarmare i terroristi.   Obama ha dispiegato i minacciosi bombardieri B-52  nell’area nella base del Katar, ed è la prima volta in 25 anni: i B-52 sono i bombardieri strategici per l’apocalisse nucleare.  La US Navy sta  conducendo  la più grande esercitazione aeronavale, con 30 alleati, avvenuta da anni nel Golfo: la   International Mine Countermeasures Exercise (IMCMEX),   sempre allo scopo dichiarato di “fronteggiare minacce di Daesh e Al Qaeda” – che non pare abbiano forze navali.   Uno dei portavoce del Pentagono, Mark Toner, ha ripetuto ancora lunedì che il governo Usa resta impegnato a rovesciare Assad: “Per noi non è un legittimo capo, né oggi né in futuro, per il paese”.

E’ un aperto e provocatorio sabotaggio dei negoziati di pace imbastiti da Putin e Lavrov per la Siria, per farli fallire. La Cia ha detto al Wall Street Journal che le tonnellate di armi ad alta tecnologia (che sta già spedendo) sono pronte alla consegna “se dovessero fallire i colloqui di pace a Ginevra o fosse  violato il cessate il fuoco”.  Samantha Power, l’ambasciatrice Usa all’Onu, ha già  dichiarato giovedì  che una soluzione politica del conflitto siriano “è improbabile”, perché Siria e Russia avendo lanciato la grande  offensiva per Aleppo, significa “che il governo siriano non rispetta i suoi impegni”

I russi – dalla base di Hmeimim dove hanno allestito il centro “per la riconciliazione” – registrano un netto  intensificarsi delle violazioni da parte dei jihadisti, di cui 6 nelle ultime 24 ore.  Il governo Assad  ha denunciato attacchi jihadisti contro le sue truppe ad Al-Ais, e poi all’aeroporto dei Deir Ezzor  e Dumeir,  operato con gas iprite.

Razzi sparati dalla Siria sono caduti in Turchia, cittadina di Kilis;  attacchi del genere possono dare a Erdogan il pretesto di invadere il territorio siriano;  le milizie curde riferiscono che   cento  membri di  corpi speciali  di Ankara hanno passato il confine ad Idlib;  un gruppo piccolo, ma sufficiente per simulare aggressioni dalla Siria: una fonte ha riferito che Turchia e Arabia Saudita  stanno accumulando armi chimiche ai confini della Siria

 

http://investmentwatchblog.com/turkey-and-saudi-arabia-setup-chemical-weapons-facilities-on-the-syrian-border/

A rendere specialmente inquietante questa informazione, è il fatto che Usa e Israele hanno simultaneamente lanciato un allarme:  è imminente “un grosso attentato” in Turchia, i cittadini dei due paesi  lascino immediatamente il territorio.

http://www.aljazeera.com/news/2016/04/israel-warns-concrete-attack-threat-turkey-160409064901474.html

Kerry e Brennan (il capo della Cia) hanno detto in colloqui riservati coi russi che  il fallimento del negoziato di pace  – che così ostinatamente cercano di far fallire –  provocherebbe “una grande escalation del conflitto”. Il delegato dell’Onu Staffan De Mistura ha accettato come controparte nelle trattative un  Comitato di Alta Negoziazione  che è stato  messo insieme dalla Arabia Saudita: è il regno wahabita che di fatto sta “negoziando”   come controparte  della presunta guerra civile, non dei  fantomatici cittadini siriani anti-Assad.

“E poi, questo piano concluso tra Kerry e Lavrov, va condotto in buona fede”, ha detto (unico) il politico  francese François Asselineau, presidente dell’Union populaire républicaine (UPR): “Ma se è  applicato in malafede da una delle parti, che minaccia continuamente di cambiare registro o che continua a  fare  spedizioni di armi – che non sono mai cessate  – e di finanziamenti da paesi prossimi agli Stati Uniti…assicura la pace?”.

 

La sola conclusione è che Washington non lascerà che la Siria abbia la pace. La guerra, che ha dissanguato  il popolo per cinque anni, deve continuare: Obama e la Cia, i sauditi e la Turchia, vogliono la rivincita.  Un immenso crimine sta per essere aggravato:  fra l’altro,   la fornitura   irresponsabile  di missili a spalla MANPAD a terroristi dementi e fanatici minaccerà le rotte aeree civili per gli anni a venire  – anche le nostre vite di viaggiatori e turisti.    Quanto ai profughi siriani  non potranno  rientrare nelle loro case.  Anzi, il numero di quelli che fuggiranno per bussare alle porte d’Europa, aumenterà.  Sarebbe bene che El Papa,  specialista di “gesti”   mediatici, nella visita che farà ai “poveri siriani” di Lesbo, ricordasse chi  è colpevole del caos e del disastro umanitario.

 

Fonte