E questo 25 aprile dovrà assistere, proprio a Reggio, al coagularsi di un movimento contro l’Amoris laetitia di Francesco. Insomma, Camisasca dovrà fronteggiare da un lato l’attacco tradizionalista e anti-bergogliano, e dall’altra il trionfalismo, nell’anniversario della Liberazione, di quelli che non hanno ancora chiesto scusa per l’assassinio del beato Rolando Rivi, di don Pessina e di tanti altri preti ammazzati per ragioni ideologiche da partigiani comunisti, e che anzi contano numerosi supporter nel mondo cattolico reggiano.

Con queste parole il sito d’informazione Reggio Report descrive il 25 aprile radiospadista a Reggio Emilia, arrivando a definire la giornata come “incendiaria“.

Precisando che Radio Spada è – e rimane – slegata da appartenenze a singole case religiose del “mondo tradizionalista” non si può non notare come – dopo il successo dell’anno scorso – anche quest’anno il clima non manchi di surriscaldarsi.

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