La CEI, Tv2000 e gli omosessuali di “frontiera”

GalantinoFoto

di Cristiano Lugli

In merito a certe nefandezze sarebbe meglio non esprimere nessun tipo di commento, facendo trapelare silenziosamente la mercede che già attende chi propina tramite mezzi telematici ciò che di più sconcio e volgare esista. 

Alle volte però, qualche d’uno, riesce perfino a superare il limite dell’imbarazzante, il vuoto che separa lo schifo dal putrido. Si vogliano scusare i toni forti, ma sono necessari e precisamente rivolti a quella sottospecie di canale titolato “Tv2000”, appartenente ai “vescovi” della CEI, e diretto sotto la supervisione del colosso ultra-modernista tale Nunzio Galantino.

Mastro Galantino aveva già tentato qualche tempo fa, ricorderete, di invitare l’auto-dichiarato amico ( non si vuole qui dubitare che la proclamazione sia assolutamente bilaterale ) di Bergoglio, il celeberrimo Vladimiro Guadagno, ad una puntata di TgTg2000, come commentatore delle notizie dei telegiornali che vengono minuziosamente raccolte ogni sera dalla Tv dei “vescovi” per essere poi discusse dagli ospiti invitati in studio. 

Purtroppo però, sia Galantino che Luxuria dovettero fare diètro frónt, a causa di numerose segnalazioni di indignazione pervenute alla Redazione; probabilmente, e ci addentriamo ora nel caso di cui si vuol qui brevemente parlare, la linea galantiniana ha fatto due calcoli, appurando che il far troppo clamore sugli ospiti invitati non porta buoni risultati, specialmente se i nomi come quello di Vladimiro vengono prontamente associati ad un’infiltrazione omosessuale nella chiesa, come che già non vi fosse.

In modo molto più astuto quindi, forti della eteroclita Esortazione – e che esortazione –  Amoris Lætitia, la compagine bergogliana ha mandato in onda lunedì 6 giugno un’agghiacciante puntata all’interno dello spazio c.d. “Il Diario di Papa Francesco”, dedicando una parte della trasmissione al tema “Fede e omosessualità – la spiritualità delle frontiere esistenziali”.

Come ospiti d’eccezione sono stati invitati 3 omosessuali sedicenti “cattolici”, facente parte del gruppo “Ponti sospesi”, e di “Cristiani Lgbt- Nuova Proposta Roma“, un agglomerato di personaggi ambigui e omosessuali tranquillamente accompagnati/conviventi con i rispettivi compagni/e, e che pretendono ulteriori aperture dalla Chiesa, la quale “dovrebbe abitare la frontiera, senza partire da qualche principio teologico per affermare se quello fra persone dello stesso sesso è amore oppure no” – secondo quanto detto da Padre Pino Pavia, sacerdote (?) invitato a parlare in studio di una tematica evidentemente a lui molto cara.

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Non è possibile continuare con un’ingiusta discriminazione verso queste persone, vanno accolte a partire dalla loro identità, dalla loro esperienza“, ha proseguito Padre Pavia, affermando infine che probabilmente anche le coppie omosessuali “sono famiglia“. Ascoltare per credere.

Presente in studio vi era anche una suora (?) senz’abito, la quale racconta di aver “iniziato ad ascoltare la loro ( degli omosessuali ) ricerca del Signore, la loro esperienza del Signore” iniziando così a “cercare il Signore insieme a loro”.

Dicevamo che, quatta quatta, la Tv galantiniana ha sdoganato in 20 minuti ciò che è contenuto in un esplicito paragrafo di AL in cui è precisamente scritto:

250.” La Chiesa conforma il suo atteggiamento al Signore Gesù che in un amore senza confini si è offerto per ogni persona senza eccezioni.Con i Padri sinodali ho preso in considerazione la situazione delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile né per i genitori né per i figli. Perciò desideriamo anzitutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione»e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita.”

Il paragrafo in questione, preso in esame nella puntata dianzi citata di Tv2000 vuole appunto dare attenzione alla condizione di vita sodomitica, senza ovviamente richiamarne la peccaminosità grave, la quale conduce un’anima accondiscendente direttamente all’Inferno.

Senza soffermarsi troppo sul paragrafo 250 del testo apostata di Bergoglio, è interessante notare come questo abbia già ben intessuto le radici all’interno di chi, laicamente, governa e dirige la chiesa modernista: tutte queste pseudo-associazioni cristiano-cattoliche composte da persone LGBT che spingono verso una maggiore apertura, ovviamente per poter continuare a vivere la loro condizione di vita contro-naturale voluta e legittimata da uno stato iniquo, nonché dalla falsa chiesa, ora si sfregano malignamente le mani davanti ad un documento come quello promulgato da Bergoglio, che oltre a diffondere apostasia, crea un indecoroso e devastante scandalo fra i più, ledendo la Santa Chiesa e l’appartenenza ad essa dei veri e pochi fedeli rimasti.

Non vi è altro da aggiungere davanti ad uno spettacolo così mortificante e indegno; per chi volesse, tuttalpiù, ci si può affilare il pelo sullo stomaco guarda sodi  i 15 minuti di video della puntata “il Diario di Papa Francesco” ( http://www.tv2000.it/ildiariodipapafrancesco/video/il-diario-di-papa-francesco-puntata-del-6-giugno-2016/ )

Magari, anche ripensare alla proiezione del Family Day il gennaio scorso da parte di Tv2000, può essere utile per meglio comprendere come non vi sia nessuna differenza per costoro tra “famiglia naturale” e “famiglia omosessuale”, ciò che non conoscono più è la famiglia fermamente cattolica, l’unica per la quale noi dovremmo veramente batterci.

Infine che parlino ora, tutti quelli che mascherati da leoni “conservatori” per un anno, si sono poi rivelati più che mai conigli, bypassando il problema dell’ Amoris Lætitia come un qualcosa che “non appartiene al Magistero”.

Lo vadano a spiegare adesso a Galantino, e a tutta la pressante cerchia omosessualista che fa da cornice alle mura di Santa Marta. 

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