Sul sedevacantismo. Riflessioni e osservazioni di un cattolico non-sedevacantista

sede vacante

 

Anche l’articolo che qui vi proponiamo si inserisce a pieno titolo e con vivacità polemica nel diuturno dibattito su crisi della Chiesa e problema dell’Autorità, che da oltre quattro anni trova spazio e sviluppo su questo blog, con repliche, critiche, confutazioni e analisi. [RS]

 

di Isacco Tacconi

 

Nel caos e nello smarrimento del presente spicchio di storia in cui ci troviamo a srotolare il breve gomitolo della nostra esistenza, serpeggia fra alcuni cattolici la credenza, a volte più veemente ed altre semplicemente più ingenua, che da qualche decennio a questa parte la Cattedra di Pietro sia vuota, tecnicamente che la Sede del Successore di Pietro sia «vacante», da cui il termine “sedevacantismo”.

Con tale dottrina si ritiene, sbagliando, che qualora un Papa dovesse pronunciare formalmente una eresia cioè un errore contrario alla fede o alla morale cattoliche, cessi ipso facto di essere Papa. Tuttavia la dottrina tradizionale, unanime e ufficiale della Chiesa mai si è spinta ad affermare un’enormità simile giacché sarebbe smentita dalla stessa storia. Ora, la dottrina della «sedevacante» ritengo sia l’altra faccia della medaglia dell’anomia contemporanea in cui compare come da contraltare una tendenza di cui già ho trattato qui e che apparentemente le si vorrebbe antitetica, ossia il «filorientalismo» cioè il fascino per le chiese ortodosse scismatiche. Al termine di questa breve riflessione vedremo come in realtà queste due posizioni coincidano nelle loro istanze di fondo e come entrambe costituiscano due insidiose derive dottrinali.

Il sedevacantisimo generalmente giustifica la propria posizione ideologica negando ogni autenticità storica alle fonti che attestano la caduta di qualsivoglia Papa nell’errore dottrinale. Si nega, ad esempio, che Papa Liberio († 366) abbia sottoscritto il semiarianesimo, o che Papa Onorio I († 638) abbia approvato il monotelismo del patriarca Sergio, o che Giovanni XXII († 1334) abbia sostenuto una dottrina eretica sul destino delle anime dei giusti dopo il Purgatorio. Sfortunatamente per i sostenitori di un’infallibilità che potremmo definire «tuziorista», cioè rigida, di matrice giansenista e che, di fatto, considera il Papa quasi come «posseduto» dalla grazia, i fatti storici che riguardano questi (ed altri) Papi sono autentici. A ben pensarci i sostenitori dell’infallibilismo sedevacantista non differiscono granché da coloro che hanno fatto della «papolatria» contemporanea il “superdogma” del cristianesimo oggi vigente. Entrambi partono dal medesimo presupposto ma ne traggono conseguenze differenti. Gli uni affermando che il Sommo Pontefice non può assolutamente mai sbagliare e se mai dovesse sbagliarsi cesserebbe di essere tale, gli altri affermando che il Sommo Pontefice non può mai sbagliare punto, essendo disposti ad andare persino contro la ragione, la fede e l’evidenza.

Ma tornando alla veridicità storica dei documenti in nostro possesso bisogna accettare con oggettiva serenità quello che storici autorevoli hanno acclarato attraverso i loro studi. Ad esempio Manlio Simonetti (n. 1926), filologo e storico del cristianesimo, maggior esperto italiano in patristica, dichiara che non c’è alcun motivo per dubitare della genuinità delle quattro lettere inviate da Papa Liberio all’imperatore Costanzo, tanto più che il cedimento di Liberio è confermato anche da fonti come Sant’Atanasio in Apologia contra Arianos, Historia arianorum e San Girolamo in De viri illustribus[1]. Infatti, secondo la dottrina sedevacantista, autodefinitasi “infallibilista”, qualora un Papa dovesse sottoscrivere un’eresia cesserebbe subitaneamente di essere il Capo della Chiesa né, tantomeno, potrebbe essere fatto santo. Eppure questo non è un argomento né logico né teologico, semmai è vero esattamente il contrario. Se Papa Liberio è stato elevato all’onore degli altari nonostante il chiaro, manifesto e storicamente inconfutabile errore in cui cadde per umana debolezza, ciò significa che l’errore non provoca automaticamente il decadimento dalla Sede petrina come vorrebbe la dottrina sedevacantista, né il peccato di eresia priva della possibilità del pentimento. Papa Liberio, infatti, si pentì del suo errore e ancora in vita rinnegò la sua professione semiariana, per questo è stato, poi, canonizzato.

Il Papa, perciò, conserva la sua autorità e il suo mandato pur potendo cadere formalmente in eresia. Ora questo non significa che si debba obbedire al Papa anche in quest’ultimo caso ma, al contrario, come hanno sempre insegnato la dottrina e i santi, e la storia della Chiesa ce ne ha fornito una luminosa pluralità di esempi, è doveroso resistere all’errore e ad ogni tentativo di sovvertire la dottrina sacra e immutabile della Chiesa anche se a perpetrare questo abuso è la stessa suprema autorità ecclesiastica. Dottrina, quella cattolica, che non è un prodotto umano, che non è fatta da mano d’uomo ma scolpita indelebilmente dal dito di Dio, che è lo Spirito Santo come recita la Sequenza del Veni Creator.

Ma la veridicità storica delle testimonianze che ci sono pervenute circa la caduta in eresia dei pontefici di cui sopra, non è mai stata messa seriamente in discussione dalla Chiesa la quale, come disse Leone XIII, non ha paura della verità storica e non ha nulla da nascondere. Per approfondire le vicende storiche dei cosiddetti «Papi eretici» si consigliano gli ottimi studi riportati dal prof. Roberto De Mattei, storico eminente, nel suo settimanale online Corrispondenza Romana qui, qui e qui.

A proposito del caso di papa Liberio, Newman afferma: «Mi sembra assai sorprendente che si sia potuto credere che Liberio, promulgando la fede ariana, l’abbia promulgata ex cathedra. Egli non era padrone di se stesso quando ha sottoscritto la formula e non era stato lui a redigerla…Una decisione ex cathedra di un Papa presuppone che egli ne abbia espressamente preso l’iniziativa, che sia praticamente l’autore della redazione, che l’abbia promulgata davanti alla Curia con una solennità paragonabile a quella che ha luogo in un concilio ecumenico»[2].

Il Magistero Infallibile, infatti, dipende dall’intenzione del Pontefice e non si realizza a prescindere dalla sua volontà, né è automatica la sua applicazione a meno che ci sia, appunto, un’intenzione esplicita. Il munus dell’infallibilità perciò, richiede che il Papa voglia farne preciso ricorso per vincolare i fedeli cattolici ad una determinata dottrina, dunque non si può mai supporre implicita o sottointesa. E che sia questa la dottrina autentica della Chiesa lo stanno ad attestare autori illustri come San Paolo Apostolo, San Tommaso d’Aquino, San Roberto Bellarmino, John Henry Newman, beato Pio IX e, in tempi più recenti, Ildefonso Schuster osb, padre Roger Calmel op nonché lo stesso cardinale Ratzinger.

Ma per rendere ancor più flagrante ciò che sostengo vorrei citare il Catechismo di mons. Castegnaro il quale dedica una sezione piuttosto considerevole alla spiegazione di quali siano i limiti e la natura dell’infallibilità petrina secondo la sana e retta dottrina cattolica:

Altri interpretano esageratamente la infallibilità concessa da Dio alla Chiesa e al Papa, e credono che questo dogma attribuisca al Papa e ai membri della Chiesa l’infallibilità in tutto quello che dicono e in tutto quello che fanno. Falsissimo anche questo! La Chiesa non ha mai sognato d’insegnarci che la infallibilità si deva prendere in senso assoluto, e non ha mai preteso di dirci che il Pontefice stesso sia infallibile ogni volta che parla e di qualunque cosa egli parli.

No: come uomo privato anche il Papa è soggetto ad errori al pari di ogni altro uomo, e può sbagliare quando per es. parla di geografia, di astronomia, di storia, di tanti altri; perché queste materie non sono l’oggetto proprio dell’infallibilità pontificia. Dirò anzi di più: il Papa potrebbe errare anche quando parla, scrive, discute di cose appartenenti alla fede o alla morale, ma semplicemente come individuo privato, come filosofo o come teologo. Tant’è vero che sappiamo di qualche Papa, il quale condannò come Papa ciò che prima aveva difeso come privato teologo[3]. E questo perché il soggetto della infallibilità è esclusivamente la persona del Romano Pontefice come Dottore della Chiesa universale.

Ecco ciò che scrissero in proposito i Vescovi della Svizzera in una istruzione pastorale del giugno 1871, altamente approvata dal Sommo Pontefice Pio IX: «Il Papa non è infallibile, né come uomo, né come prete, né come vescovo, né come principe temporale, né come giudice, né come legislatore. Egli non è infallibile né impeccabile nella sua vita o nella sua condotta, nelle sue viste politiche, nelle sue relazioni coi principi e neppure nel governo della Chiesa…».

In che consiste quindi propriamente l’infallibilità della Chiesa e del Papa? Consiste in questo: che quando il Romano Pontefice sia da solo, sia unito coi Vescovi in” conciliò generale, parlando ex cathedra, cioè esercitando l’ufficio di Pastore e di Maestro di tutti i cristiani e usando della sua autorità apostolica, definisce per tutta la Chiesa una dottrina di fede o di morale, egli gode di una speciale e diretta assistenza dello Spirito Santo, che lo preserva da qualunque errore e lo rende infallibile.

  1. Notate tutte queste parole, perché tutte hanno un’importanza sostanziale. Perché il Papa goda del dono soprannaturale della infallibilità è necessario: 1° che egli parli e definisca ex cathedra, cioè come Pastore e Maestro universale di tutta la Chiesa, non come dottore privato; 2° che la dottrina da lui definita riguardi la fede e i costumi, cioè quello che si deve credere e quello che si deve operare per salvarsi, e non altre materie; 3° che la sua definizione riguardi tutto il popolo cristiano e non qualcuno in particolare; 4° che definendo qualche verità manifesti l’intenzione di comandare in modo assoluto l’ossequio della fede alla verità stessa; 5° finalmente che la sua sia una vera definizione, e non un dubbio, una opinione, un consiglio.
  2. Quindi è infallibile il Papa per es., quando insegna qualche scienza o quando a tavolino scrive qualche trattato di teologia? No. — E’ infallibile quando parla pubblicamente o predica sia pure ad un numero stragrande di pellegrini che sono andati a Roma a visitarlo? No. — E’ infallibile quando scrive ai fedeli di una Chiesa particolare, ad un Vescovo, ad un parroco, sia pure di materie religiose? No.E’ infallibile quando parla sul merito di uno scrittore [es. Scalfari n.d.r], lodandone l’ingegno, la dottrina; quando parla sul merito di un giornale, di un periodico; quando stringe un concordato con questo o con quel governo; quando giudica questioni locali che possono insorgere fra diocesi e diocesi, fra religiosi, fra sacerdoti, ecc.? No. — Il suo giudizio è sempre rispettabile, rispettabilissimo, e noi dobbiamo sempre accettarlo con profonda venerazione; ma non entra strettamente nel dominio della sua infallibilità.

Perchè un insegnamento del Papa o della Chiesa sia infallibile è necessario che rivesta tutte le condizioni che ho accennate. Toglietene anche una sola; non c’è più una vera definizione, non c’è più infallibilità. Riunitele invece tutte quante; allora solo vi è la vera definizione irreformabile, infallibile. Allora solamente l’affermazione pronunciata dal Papa non passa con lui; e dopo mille anni sarà vera come oggi, sarà sempre la stessa, e nessuna rivoluzione politica, nessuna catastrofe sociale, nessuna scoperta ed evoluzione scientifica la potranno giammai sostanzialmente cambiare[4].

In conclusione, il sedevacantismo e il filorientalismo sono come due sorellastre che vicendevolmente si odiano ma che, malgrado loro, sono figlie della stessa madre, ovvero l’anomia pneumo-spiritualista postconciliare. Entrambe queste due tendenze eversive sono caratterizzate da l’incapacità di fare sintesi, di seguire cioè l’analogia fidei e, soprattutto, è d’uopo dirlo, di praticare una profonda umiltà che instrada per la dura e aspra via dell’obbedienza che, si badi bene, non è la cieca sottomissione ad un’autorità arbitraria e dispotica ma l’osservanza della retta dottrina nel rispetto dell’autorità gerarchica divinamente istituita.

Alcuni sedevacantisti contemporanei, similmente agli scismatici del X secolo e ai veterocattolici del XIX secolo, sostiene che oggi non sia materialmente possibile pretendere alcun tipo di obbedienza, giacché la crisi in atto nella Chiesa sarebbe così profonda, generale e capillare da rendere impossibile pretendere dai fedeli l’osservanza di qualsiasi autorità religiosa. In questo modo ognuno si può ritenere svincolato da qualsiasi sudditanza, sancendo così quella stessa libertà di coscienza di cui il modernismo teologico e filosofico si è fatto il più valente banditore. Tuttavia la “sacralità” e inviolabilità della coscienza ecclesiastica a cui brindò il cardinal Newman e che San Massimo il Confessore difese contro le autorità monofisite, non corrisponde a quell’atteggiamento di zelo amaro, di emancipazione libertaria o di fanatica superbia che finisce per identificare il nemico nelle persone fisiche e non in quella radice profonda che cova come il Drago Smaug nel cuore di ogni uomo, cioè il «peccato».

D’altra parte, ci insegna il Catechismo, l’oggetto del giudizio a cui il Padre Eterno sottoporrà ognuno di noi non consisterà in una verifica degli errori dottrinali dei Pastori del nostro tempo, ma sarà un esame delle nostre singole azioni in ordine alla legge che Lui ha fissato. Chi può alzarsi nel consesso ecclesiale puntando il dito verso quell’uomo vestito di bianco dicendo “tu non sei il Papa”? Chi possiede l’autorità per negare l’autorità a colui che l’ha ricevuta legittimamente dal collegio cardinalizio? Da questo si vede come, in fondo, gli scismatici orientali di ieri e i sedevacantisti di oggi commettano lo stesso identico errore: la rivoluzione dal basso. Di fatto ciò che si viene ad inaugurare in nome di un ideale purismo dottrinale è la completa anarchia nella Chiesa che, come vediamo, provoca la frammentazione del gregge e ingenera la divisione anche fra coloro che vorrebbero seguire la Dottrina di Nostro Signore trasmessaci ininterrottamente dalla Chiesa. Non solo, l’anarchia e l’anomia di chi non vuole sottostare ad alcuna autorità, o si rifiuta di seguire se non il proprio giudizio personale non è altro che la vittoria di quella libertà di coscienza che Papa Gregorio XVI, molto acutamente, aveva definito un folle “deliramento”. Ed ecco come il nostro Nemico, il diavolo, riesce con un’abilità angelica e ineguagliabile agli uomini ad ingannare persino quei cattolici che sinceramente vorrebbero stare attaccati alla Sacra Tradizione, spingendoli a professare quello stesso «non serviam» con il quale è stata inaugurata la serie dei “liberi pensatori”.

Inoltre, bisogna aggiungere che l’assunzione di un atteggiamento ideologico marcatamente sedevacantista conduce, il più delle volte, ad una mera battaglia contro le “persone”, o meglio contro “queste” persone, dimenticando che l’unico vero nemico dei cristiani è il peccato e il Demonio suo primo autore. “Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Ef 6,11-12).

Si potrebbe addirittura affermare che noi cristiani cattolici, in un certo senso, non abbiamo nemici in terra e la nostra battaglia è totalmente spirituale e soprannaturale e, per questo, molto più dura, logorante, nascosta, ingloriosa e meno appariscente di quanto vorrebbe la superbia che ci spinge a primeggiare ed a puntare il dito contro il colpevole dei mali che oggi ci affliggono. Una tale sete di giustizia, in un certo senso corrisponde all’atteggiamento farisaico che vuole trovare ad ogni costo un «capro espiatorio» visibile e “concreto” a cui imputare la colpa. Ma dinanzi alla mentalità giustizialista di questo mondo Nostro Signore risponde: “Se non farete penitenza, perirete tutti allo stesso modo” (Lc 13,5).

Bisogna infine aggiungere che, una volta rotto l’argine del buon senso e scoperchiato il vaso di Pandora del sedevacantismo diventa quasi impossibile stabilire il presunto o eventuale punto di partenza in cui si vorrebbe essere cessata la presenza di un Papa “validamente eletto” sulla Cattedra di Pietro. Chi stabilisce infatti quale e perché sia l’ultimo Papa ad aver occupato legittimamente e validamente la sede petrina? C’è chi addirittura vorrebbe negare persino Pio XII come autentico Vicario di Cristo per le sue aperture e le sue innegabili debolezze durante gli ultimi anni del suo pontificato. E se volessimo trovare il marcio, l’errore, le debolezze e gli errori in cui i 266 Papi che si sono succeduti nella guida della navicella del beato Pietro sono incappati nel corso della storia della Chiesa avremmo di certo molto materiale per poter affermare, come volevano i veterocattolici, che il Papa non è mai infallibile. Ancora di più, se si volesse essere coerenti fino in fondo, assumendo tuttavia un atteggiamento più simile ai farisei o ai protestanti puritani che non a dei fedeli devoti, dovremmo addirittura dire che San Pietro stesso fosse venuto meno nell’esercizio dell’autorità papale giacché in occasione del noto “incidente di Antiochia” deviò dalla retta dottrina in materia di fede e di disciplina della Chiesa per paura dei cristiani giudei incorrendo nel biasimo di San Paolo “l’ultimo degli Apostoli”.

Ciò, in ultima istanza, significa forse acquiescenza al male? Significherebbe forse accettare ciecamente gli errori dottrinali che possano venire persino dai sacri pastori della Chiesa, e addirittura dal Sommo Pontefice qualora volesse insegnare senza per questo impegnare la sua infallibilità? Senz’altro no tanto per la prima che per la seconda domanda. Tant’è vero che San Tommaso nella quaestio 33 della secunda pars secundae partis insegna inequivocabilmente: “La correzione fraterna che è un atto di carità spetta a tutti nei riguardi di qualunque persona verso cui siamo tenuti ad avere la carità, quando in essa troviamo qualcosa da correggere. […] Quando ci fosse un pericolo per la fede, i sudditi sarebbero tenuti a rimproverare i loro prelati anche pubblicamente. Perciò S. Paolo, che pure era suddito di S. Pietro, per il pericolo di scandalo nella fede lo rimproverò pubblicamente. E S. Agostino [Glossa ord. su Gal 2, 14] commenta: “Pietro stesso diede l’esempio ai superiori di non sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capitasse loro di allontanarsi dalla giusta via”.

  1. Presumere di essere in modo assoluto migliore del proprio prelato è un atto di presuntuosa superbia, ma stimarsi migliore in qualcosa non è presunzione: poiché nessuno in questa vita è senza qualche difetto. E si deve anche notare che, quando un suddito ammonisce con carità il suo prelato, non per questo si stima superiore a lui, ma offre solo un aiuto a colui che, “quanto più si trova in alto, tanto più è in grave pericolo” come dice Agostino nella Regola . [Epist. 211]”[5].

 

 


[1] Cfr. M. SIMONETTI, La crisi ariana del IV secolo, Institutum Patristicum Augustinianum, Roma 1975, pp. 235-236.
[2] NEWMAN, Historical Sketches, cap. VII, p. 340.
[3] La storia ricorda che Giovanni XXII condanna come Papa quello che come scrittore privato egli aveva sostenuto intorno alla visione beatifica; e Gregorio XI nel suo testamento dichiaro di condannare e riprovare tutto quello che come persona privata avesse potuto difendere sia per inconsideratezza come per Inavvertenza; tutto quello (continua) che avessimo potuto dire di erroneo Intorno alla fede cattolica lo ritrattiamo, lo riproviamo e vogliamo lo si consideri come non detto».
[4] Mons. B. Castegnaro, Il Catechismo agli adulti, Vol. I – Il Simbolo degli apostoli, pp. 460 – 462
[5] S. Th., IIa-IIae, q. 33, a. 4.

 

 

67 Commenti a "Sul sedevacantismo. Riflessioni e osservazioni di un cattolico non-sedevacantista"

  1. #Vincenzo   27 Settembre 2016 at 6:53 am

    Sono stupito ed addolorato dal fatto che Radio Spada dia spazio a un simile articolo, che sarebbe fuori luogo perfino definire “fuoco amico”, tanto è lontano dal sentire cattolico.

    Mah.

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  2. #Carolus   27 Settembre 2016 at 8:40 am

    Mi corregga se sbaglio, ma mi sembra che Liberio sia famoso per essere stato il primo papa a NON essere proclamato santo. Per il resto sottoscrivo pressocché in toto, il sedevacantismo porta in sé il germe protestantico del giudizio privato che vuol prevalere su quello della Chiesa, a volte con effetti ridicoli: so di sedevacantisti che – tra le infinite date proposte – credono che la sede sia vacante dal 1911, per la “eretica” riforma del Breviario di San Pio X.

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    • #bbruno   27 Settembre 2016 at 11:08 am

      Quindi, a questo siamo arrivati: credere nel Papa, garantito, quanto alla integrità della fede cattolica, dalla preghiera di Cristo, credere nel vaticano I, NON credere nei falsi storici dei papi ‘fallaci’, la solita ‘storia’ trita e ritrita… sarebbe PROTESTANTESIMO? Di qaule famiglia? Quella luteran- evangelica, quella anglicana, quella… Me lo si dica, che divento di quella famiglia!

      Noi saremmo quelli che sostituiamo il nostro giudizio, privato, a quello della Chiesa? E quelli che giudicano il papa, quando dice bene e quando dice male, e gli consentono anche di dire male, non solo ‘materialiter’, ma anche ‘ formalmente”, in base a quale giudizio superiore giudicano? Di una chiesa – la loro- superiore alla Chiesa?

      La solita storia del bue che dà del cornuto all’ asino…

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      • #Carolus   27 Settembre 2016 at 12:14 pm

        Vi ho mai accusato di appartenere a una setta protestante? Certamente no: ho solo rilevato, come è palese, un vostro atteggiamento che è identico a quello che fu di Lutero, ovvero che mettete la vostra autorità davanti a quella della Chiesa; la stessa Chiesa che, ancor prima di non aver mai chiarito la questione di se e come un Papa eretico possa essere deposto, non ha chiarito quella del se un papa possa o meno diventare eretico; e voi su entrambe le questioni vi permettete di imporre una soluzione definitiva, sovvertendo l’ordine gerarchico impresso alla Chiesa da Cristo (altro che credere nel Vaticano I).

        E il nostro opporci all’eterodossia dei pontefici post-conciliari non è certo paragonabile al vostro scisma, perché che al superiore il quale propaga errori ed eresie sia lecito resistere lo attesta chiaramente San Tommaso e le stesse Sacre Scritture: «essendovi un pericolo prossimo per la Fede, i prelati devono essere ripresi, perfino pubblicamente, da parte dei loro soggetti. Così San Paolo, che era soggetto a San Pietro, lo riprese pubblicamente, a motivo di un pericolo imminente di scandalo in materia di Fede. E, come dice il commento di Sant’Agostino, “lo stesso San Pietro diede l’esempio a coloro che governano, affinché essi, se mai si allontanassero dalla retta strada, non rifiutino come indebita una correzione venuta anche dai loro soggetti” (ad Gal. 2, 14)» ; nonché il Bellarmino, in quello stesso trattato di cui tanto abusate per giustificare i vostri errori: “[…] eresia, l’unica ragione per cui è legittimo agli inferiori [la Chiesa] giudicare i superiori [il Papa]” (Terza Opinione).

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        • #Giona   28 Settembre 2016 at 12:35 pm

          Paolo IV “Cum ex apostolatus officio”, Leone X “Inter multiplices”, confermata da papa San Pio V…. papa Innocenzo III e il card. Bellarmino appunto … chi sono costoro?

  3. #Farfa   27 Settembre 2016 at 9:41 am

    Sono quasi commosso, un articolo contro le invenzioni dei sedevacantisti su Radio Spada!

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    • #bbruno   27 Settembre 2016 at 1:57 pm

      certo , ‘invenzioni’, dire che il papa non può errare in materia di fidei, e quando erra, è un IMBROGLIO! Noi avremmo inventato la Chiesa che a Roma sedeva – ubi Petrus ibi Ecclesia – da San Pietro fino al 1958!!! C’è solo da divertirsi, a fronte di tanta sfrontatezza……

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      • #Farfa   27 Settembre 2016 at 2:07 pm

        Su infallibilità e eresia papale i sedevacantisti sono gli unici ad aver inventato nuove interpretazioni, altrimenti la farsa della sede vacante non esisterebbe e neanche voi replicanti

        Rispondi
  4. #bbruno   27 Settembre 2016 at 9:47 am

    Un papa che cada ‘formalmente” in eresia a non è detto che ipso facto cessi di essere papa? Ma il punto è qui: un papa NON può mai cadere in eresia: se vi cade dimostra che non è papa: punto.

    L’ enormità” è credere che possa esistere un tal papa. La storia dimostra che è avvenuta questa “enormità”? No, caro Sig. Taccone, la storia dimosra che questa enormità non è mai avvenuta. A domostrarlo è proprio la prova che subito viene portata a supporto: papa Liberio, papa Onorio, papa Giovanni XXII! Casi che dimostrano il contrario!

    1. papa SAN Liberio NON ha MAI scomunicato Sant’Atanasio e lo dimostrano numerosi storici tra i quali Darras e Berchillion. Le lettere di Sant’ Ilario e di San Girolamo, portate a prova della scomunica, sono state dimostrate false. Quindi pura calunnia.
    2. Il caso di Papa Onorio si fonda su una risposta al monotesista Patriarca Sergio. Ogni sospetto di eresia a carico del papa è stato tolto dal suo successore, papa Giovanni IV, in una lettera a Costantino III. Quindi caso chiuso.
    Cfr. http://wordpress.catholicapedia.net/monseigneur-fellay-est-un-ane/ e http://www.virgo-maria.org/articles_HTML/2010/004_2010/VM-2010-04-09/VM-2010-04-09-A-00-Saglio_abbe_Gleize.html

    3.Il caso di Giovanni XXII: c’ è la ritrattazione finale del suo errore. Quindi caso inesistente..

    Una renormità del genenere sputtanerebbe la Chiesa di Cristo e il Suo Fondatore e la sua preghiera: “Ho pregato per te perchè la tua fede non venga meno!”

    Mi dispiace, Sig. Taccone, nient’affatto d’accordo. Come già manifestato in un mio commento al suo articolo su Eomer. obbedire e resistere. Appunto! A un papa non si obbedisce resistendogli, e non gli si resiste dicendo che gli si obbedisce! Enormità!

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    • #Carolus   27 Settembre 2016 at 11:12 am

      “Un papa che cada ‘formalmente” in eresia a non è detto che ipso facto cessi di essere papa? Ma il punto è qui: un papa NON può mai cadere in eresia: se vi cade dimostra che non è papa: punto.”

      E qui sta la presunzione del sedevacantista: prende una controversa questione teologica, sceglie una opinione mai vidimata dall’autorità della Chiesa e ne fa un dogma.
      Chiariamoci: io stesso, col Bellarmino (V opinione), penso che un Papa che sia giudicato eretico (i.e. formale) decada ipso facto; ma rimane il fatto che la Chiesa non ha mai chiarito il punto, e voi vi giocate la salvezza su un’opinione teologica (per tacere delle eresie che la vostra dottrina comporta): folli!

      Cadete poi in pacchiane contraddizioni nella difesa dei Papi che storicamente sono caduti in errore: “Il caso di Giovanni XXII: c’ è la ritrattazione finale del suo errore. Quindi caso inesistente.. “. Che rilevanza avrebbe mai la ritrattazione della negazione di un dogma (la visione beatifica), se “un papa NON può mai cadere in eresia: se vi cade dimostra che non è papa: punto.” ?

      Rispondi
      • #bbruno   27 Settembre 2016 at 12:52 pm

        …chi è che accusa i sedevacantisti di portare in se il “germe protestantico? Lei. Portare il germe significa portare anche la pianta! E insiste: uguali a Lutero: appunto, negare e confermare. E siccome le prove dei tre papai fallaci non si tengono, allora ricorriamo a san Pietro ripreso da san Paolo: ma Paolo ha solo trattenuto Pietro da una decisione che era un pericolo per la fede – qui dice bene – ma non era in sé un errore, ne materialiter né formaliter… E difatti Pietro ha capito bene. E che non fosse un errore la prima decisione d Pietro lo dimostar san paolo quando circoncide Timoteo per riguardo ai giudei convertiti! E chi ha mai sostenuto che il Papa non si deve consultare con i vescovi??? Mai letta la formula di definizione dei dogmi??? Oggi abbiamo invece dei ‘papai che si consultano eccome coi loro vescovi, per ‘demolire’ la fede! Che bella compagnia quella di Bergoglio di Kasper di Marx e di Zollitsch e di Danneels….

        Se poi io giudico secondo il sensus fidei che la Chiesa mi ha dato, io non giudico la Chiesa, ma CON la Chiesa. Se in forza di quel sensus io sono costretto a giudicare questa chiesa come difforme dalla fede, allora questa chiesa ‘non’ è la Chiesa ma un’ Impostura di chiesa, e Impostori i suoi Pastori!!!

        Rispondi
        • #Catholicus   27 Settembre 2016 at 6:14 pm

          questa chiesa ‘non’ è la Chiesa ma un’ Impostura di chiesa, e Impostori i suoi Pastori!!!” : Ottima conclusione, Bruno, checché ne dica il tuo interlocutore, il signor Carolus. Del resto, se Bergoglio accoglie tutte le religioni, riscontra in esse semi di salvezza, accoglierà anche le tue (e mie) idee, no? o forse quel che vale per gli altri (nemici dichiarati di Cristo e della Chiesa) non vale per gli amanti della Chiesa preconciliare ? qui sta il busillis, caro il mio Carolus… e buonasera (alla Bergoglio).

      • #bbruno   27 Settembre 2016 at 1:07 pm

        1.No, la Chiesa l’ha chiarito il punto, con un dogma, quello dell’ Infallibilità Pontificia, nell’ unico Concilio Vaticano della Chiesa; mai sentito? E dico, l’ha ‘chiarito’, non ‘inventato’ !

        2.San Bellarmino ha scritto qualche secolo prima del chiarimento suddetto. La sua era comunque un’ipotesi per absurdum. E anche con la sua ipotesi, con questi divenuta loa sola realtà, questi papi si sono fumati da soli…

        3.Giovanni XXII non ha contraddetto un dogma, perché dogma ancora non era: era dottrina comunemete accettata. Che lui ha poi accettato.

        Ma stiamo al punto, senza sgusciare: come è possibile dopo le parole di Cristo, cioè la sua preghiera, che il Papa devii dalla fede cattolica, anzi la contraddica platealmente, come hanno fatto e continuano a fare , come bulldozer impazziti, questi papi della chiavica conciliare, da Gio23 a questi due -!- qui?

        Rispondi
        • #Carolus   27 Settembre 2016 at 2:31 pm

          Rivendico di aver accusato la vostra dottrina di portare in sé il germe protestantico del giudizio privato; nego di aver mai accusato voi sedevacantisti di fare parte di una setta protestante, di nessuna “famiglia” “luteran- evangelica, quella anglicana” etc., secondo le parole con cui lei mi ha accusato. In realtà sono convinto che il vostro sia un errore in buona fede, ma errore rimane e sul lungo periodo porta all’eresia, oltre che ad assurdità: ci sono sedevacantisti che affermano una sede vacante dai tempi di San Pio X – San Pio X! – e altri, come Mons. Sanborn (mi sembra), che credono che lo sia dal momento in cui Giovanni XXIII annunciò il Concilio (cosa di per sé lecita e totalmente nelle sue prerogative) perché, a suo dire, l’avrebbe convocato proprio per minare la fede: che dono, quello di saper leggere nella mente e nel cuore delle persone! Strano che anche il S. Pio da Pietralcina non abbia dichiarato la sede vacante!

          Riguardo al primo punto, la sua affermazione è totalmente falsa. Ecco la definizione della infallibilità pontificia (Pastor Aeternus):

          “Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa.”

          La prego di indicarmi il periodo in cui si afferma che il “dogma” per cui il Papa è preservato dalla possibilità di cadere in eresia. Io non avrò “Mai letta la formula di definizione dei dogmi”, ma lei non ha mai letto il Concilio Vaticano I, se la sua – ancora una volta “privata” – interpretazione del dogma dell’infallibilità è che il Papa sia semper et pro semper immune dall’eresia.

          All’errore e dall’iniquità propagate dai massimi vertici della Chiesa, di cui già Papa Leone XIII e la Madonna a Fatima ci avvertivano – senza preannunciarci nessun antipapa – non si risponde con altro errore, ma rimanendo saldi nella fede, nella preghiera e nella tradizione, resistendo ove necessario all’autorità, sulla scorta di grandi Santi e Dottori della Chiesa; eventualmente augurandosi che coloro che sono in posizione d’autorità richiamino il pontefice con ammonizioni fraterne, inascoltate le quali egli si sarà deposto da sé (così il Bellarmino; ma, a differenza vostra, mi guardo bene dal dichiarare che questa sia l’unica via percorribile e che tutti dobbiate aderirvi).

  5. #Marco   27 Settembre 2016 at 10:54 am

    Papa Paolo IV, bolla Cum Ex Apostolatus:

    “se mai dovesse accadere in qualche tempo che…
    …lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore, la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata DA TUTTI e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, né essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima…
    …E sia lecito a tutte ed a ciascuna delle persone subordinate…
    …così come AI LAICI…
    …ritenersi in qualsiasi tempo ed impunemente LIBERATI DALLA OBBEDIENZA E DEVOZIONE verso quelli in tal modo promossi ed elevati, evitandoli quali MAGHI, PAGANI, PUBBLICANI ed ERESIARCHI, fermo tuttavia da parte di queste medesime persone sottoposte, l’obbligo di fedeltà e di obbedienza da prestarsi ai futuri vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati, cardinali e Romano Pontefice canonicamente subentranti [ai deviati]”.

    Rispondi
  6. #Marco   27 Settembre 2016 at 10:55 am

    San Francesco di Sales:
    Ora, quando il papa è esplicitamente un eretico, egli cade ipso facto dalla sua dignità e fuori dalla Chiesa… (The Catholic Controversy, pp. 305-306).

    Sant’Antonio:
    Nel caso in cui il Papa divenisse un eretico, egli si ritroverebbe, per quel solo fatto e senza nessuna altra sentenza, separato dalla Chiesa. Un capo separato da un corpo non può, finché resta separato, essere capo dello stesso corpo dal quale esso fu tagliato. Un papa che fosse separato dalla Chiesa dall’eresia, perciò, per il fatto stesso cesserebbe di essere capo della Chiesa. Egli non potrebbe essere un eretico e rimanere papa, perché, fino a quando egli è fuori della Chiesa, egli non può possedere le chiavi della Chiesa. (Summa Theologica, citata in Actes de Vatican I. V. Frond pub. ).

    San Roberto Bellarmino:
    La quinta opinione (riguardo all’ipotesi del papa eretico) pertanto è vera; un papa che sia eretico manifesto, per quel fatto (per se) cessa di essere papa e capo (della Chiesa), poiché a causa di quel fatto cessa di essere un cristiano e un membro del corpo della Chiesa. (dall’inglese: Perciò, egli può essere giudicato e punito dalla Chiesa). Questo è il giudizio di tutti gli antichi Padri, che insegnano che gli eretici manifesti perdono immediatamente ogni giurisdizione. (De Romano Pontifice, Cap. XXX. Sottolineatura aggiunta.)

    San Roberto Bellarmino ci conferma quanto detto fino ad ora, e si unisce alla ininterrotta tradizionale dottrina cattolica, portando a conferma di quanto dice l’insegnamento di “tutti gli antichi Padri”. E poi aggiunge:
    “Questo principio è il più certo. Il non-Cristiano non può in nessun modo essere Papa, come il Cajetano ammette egli stesso. La ragione di ciò è che non può essere capo di un corpo di cui non è membro; ora colui che non è un Cristiano non è un membro della Chiesa, ed un eretico manifesto non è un Cristiano, come è chiaramente detto da San Cipriano (lib. 4, epist. 2), Sant’Atanasio (Scr. 2 cont. Arian.), Sant’Agostino (lib. De great. Christ. Cap. 20), San Girolamo (contra Lucifer.) ed altri; quindi un eretico manifesto non può essere papa”. (De Romano Pontifice, II, 30).

    Rispondi
  7. #Marco   27 Settembre 2016 at 10:56 am

    Sant’Alfonso, Verità della fede, parte III, cap. VIII, 8-10.
    Del resto, se Dio permettesse che un papa fosse notoriamente eretico e contumace, egli cesserebbe d’essere papa, e vacherebbe il pontificato.

    Scrive il canonista Stefano Sipos che un papa perde il suo ufficio nei seguenti modi:
    1) Per mortem (morte),
    2) per resignationem (rinuncia),
    3) per amentiam certam e perpetuam (follia),
    4) per haeresim privatam notoriam e palam divulgatam (per eresia privata, notoria e apertamente divulgata)”.

    Rispondi
  8. #Marco   27 Settembre 2016 at 11:16 am

    La chiesa da come si.può leggere gia si è espressa!questo.articolo è falso e contiene errori gravissimi!chi ha scritto questo articolo non è onesto!

    Rispondi
  9. #Marco   27 Settembre 2016 at 11:39 am

    Il Sign Isacco Tacconi da come potete vedere ha dimenticato questi documenti e dice delle eresie pazzesche!

    Rispondi
  10. #Carolus   27 Settembre 2016 at 11:53 am

    Vi ho mai accusato di appartenere a una setta protestante? Certamente no: ho solo rilevato, come è palese, un vostro atteggiamento che è identico a quello che fu di Lutero, ovvero che mettete la vostra autorità davanti a quella della Chiesa; la stessa Chiesa che, ancor prima di non aver mai chiarito la questione di se e come un Papa eretico possa essere deposto, non ha chiarito quella del se un papa possa o meno diventare eretico; e voi su entrambe le questioni vi permettete di imporre una soluzione definitiva, sovvertendo l’ordine gerarchico impresso alla Chiesa da Cristo (altro che credere nel Vaticano I).

    E il nostro opporci all’eterodossia dei pontefici post-conciliari non è certo paragonabile al vostro scisma, perché che al superiore il quale propaga errori ed eresie sia lecito resistere lo attesta chiaramente San Tommaso e le stesse Sacre Scritture: «essendovi un pericolo prossimo per la Fede, i prelati devono essere ripresi, perfino pubblicamente, da parte dei loro soggetti. Così San Paolo, che era soggetto a San Pietro, lo riprese pubblicamente, a motivo di un pericolo imminente di scandalo in materia di Fede. E, come dice il commento di Sant’Agostino, “lo stesso San Pietro diede l’esempio a coloro che governano, affinché essi, se mai si allontanassero dalla retta strada, non rifiutino come indebita una correzione venuta anche dai loro soggetti” (ad Gal. 2, 14)» ; nonché il Bellarmino, in quello stesso trattato di cui tanto abusate per giustificare i vostri errori: “[…] eresia, l’unica ragione per cui è legittimo agli inferiori [la Chiesa] giudicare i superiori [il Papa]” (Terza Opinione).

    Rispondi
  11. #Giovanni da Fermo   27 Settembre 2016 at 11:54 am

    Mi spiace prof. Tacconi ma le sue argomentazioni non mi convincono. Io vorrei, per avere un po’ di chiarezza, che mi citasse documenti del magistero ecclesiatico in cui è scritto quando si può disobbedire e opporsi all’autorità papale ed espiscopale, è ciò non in casi eccezionale , ma ormai abitualmente. Chiedo troppo? Grazie

    Rispondi
  12. #bbruno   27 Settembre 2016 at 1:11 pm

    vedo che i miei commenti sono finiti tutti a casaccio! A parte quello delle ore 9:47, che era il commento all’articolo, gli altri sono tutte replica al sig. Carolus….t

    Rispondi
  13. #Matteo Castagna   27 Settembre 2016 at 1:19 pm

    Il sedevacantismo è una posizione garantita dal Magistero Perenne della Chiesa. Un articolo ne così lungo e dotto viene smontato dalla Bolla di Papà Paolo IV Cumulativa ex apostolatus Officio e dal canone 188 del Codice di Diritto Canonico del 1917. Se a questi pronunciamenti della Chiesa Universale aggiungiamo quanto scritto da San Roberto Bellarmino, Dottore della Chiesa nel De Romano Pontifice e anche che i riti di consacrazione e ordinazione sono invalidi poiché con la Lumen Gentium si è stravolto il senso dell’Episcopato e del Sacerdozio Cattolici, viene da prendere questa arrampicata sugli specchi e gettarlo nel cestino. Rimandando l’autore a studi più accurati. Più Cattolicesimo e mebo Plinio!

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  14. #algophagitis   27 Settembre 2016 at 1:50 pm

    Premetto che io non sono sedevacantista, ma al momento sono incerto su quale sia la posizione da adottare.

    Non condivido però la tesi di fondo implicita dell’articolo, cioè che il sedevacantismo è un errore e che mai potrà verificarsi la condizione di sede vacante (intesa in senso sedevacantista), che mai un papa potrà decadere e mai potrà esserci un impostore [oppure che per decadere debba necessariamente proferire l’errore ex cathedra] (se ho capito male correggetemi).

    Io potrei anche ammettere che un Papa possa sbagliare, diffondere l’eresia, non comportarsi da Papa ma fare solo politica e retorica, seguire una strategia sbagliata, ma a tutto c’è un limite.
    Ci deve essere un limite, altrimenti veramente si cade in assurdità.

    Io non sono erudito in campo canonico o teologico ma cerco di usare la logica.
    Io quindi mi chiedo semplicemente: può un non cristiano essere Papa?
    Può un islamico essere Papa? Può un neopagano essere Papa?
    Può un apostata essere Papa? Può un Papa fondare una nuova religione e combattere il cristianesimo?

    La risposta deve essere: NO. In alcun modo. (correggetemi se sbaglio).

    Di conseguenza, la situazione di sede vacante è possibile, nel momento in cui si verificano tali circostanze.
    E non è necessario che il “papa” dica le cose ex cathedra, perché, essendo esponente di un’altra religione non avrebbe neppure senso usare tali strumenti, tanto più se ottiene gli stessi risultati tramite interviste informali, gesti mediatici o altro; tanto più se è visto come una specie di santone o profeta da molte persone nel mondo; tanto più se così può evitare accuse e rivolte esplicite da parte dei veri credenti.

    La domanda da farsi secondo me è se l’individuo identificato come Papa (es. Bergoglio) è cattolico oppure no, se sta fondando (o portando avanti) una nuova religione oppure no, e da questo trarre le conseguenze.

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  15. #Fabio Angius   27 Settembre 2016 at 2:12 pm

    Risposte interessanti e puntuali a svariate obiezioni alla tesi (sedevacantista) detta ‘di Cassiciacum’. Forse può aiutare a far chiarazza perché i sedevacantismi non sono tutti uguali, anzi…

    https://www.youtube.com/playlist?list=PL1jRS0SxL360jPcznSimZo_tmnPpv4Jnz

    Le risposte alle obiezioni sono nel video 3°. I video 1 e 2 sono di spiegazione.

    Comunque era proprio Lutero che si arrogava di dire “il Papa sbaglia!”…mica chi lo difendeva (al Papa)

    Rispondi
  16. #antonio diano   27 Settembre 2016 at 2:25 pm

    La Chiesa, si dice, non può stare senza il Papa. Giusto. Ma non è che per avere il papa seduto in atto sul soglio di Pietro vi si possa sedere chiunque. Se si riconosce papa (magari criticandolo) un eretico conclamato che rigetta la dottrina, il Magistero perenne etc., mi si dica perché non vi potrebbe sedere satana stesso (non può? e perché?). Qui parliamo di costanza e evidenza diuturna del permanere nell’eresia (professata e “insegnata”, altro che sola pastoralità). Il fatto è che una interruzione nel tempo storico (che si colmerà senz’altro perché c’è il non praevalebunt) dell’occupazione legittima del soglio di Pietro non intacca né tanto meno indebolisce la dottrina cattolica sul pontificato, anzi provvidenzialmente la preserva dall’abominio. La discontinuità nell’occupazione non significa automaticamente soluzione di continuità ma, come decretato da Dio, una interruzione provvisoria (ancorché tragica) in attesa (certa, e alla quale come uomini dobbiamo comunque collaborare) del Papa legittimo. Quel che è fuori discussione è che un eretico, una persona fuori della Chiesa non può esserne il capo. QUESTO è il problema. QUESTO è impossibile (cfr. anche Paolo IV e tutti i probati dottori), mentre la sede vacante, governata dai decreti imperscrutabili di Dio, può verificarsi allorché se ne presentino, ahinoi, le condizioni. Il Papa non è uno stregone che succede ad un predecessore per magia o per carica sciamanica, DEVE avere e professare erga omnes la vera fede e insegnare la vera dottrina: in caso contrario, egli NON E’ PAPA (non si tratta di papa che erra), e occorre pregare affinché Dio voglia degnarSi di darci un Papa che colmi una provvisoria interruzione (presumibilmente punizione dei nostri tremendi peccati) la quale in sé NON altera la dottrina cattolica sul papato. Ergo, il desiderio sommo di avere un Papa (desiderio che dev’essere OBBLIGATORIAMENTE perseguito da un cattolico con la preghiera e con l’azione: anche questo è fuori discussione) non può certo, teologicamente, moralmente e a buon senso (come del resto espresso dal Magistero), venir risolto da un eretico pertinace che si vorrebbe fosse un papa legittimo.

    Rispondi
  17. #Maria   27 Settembre 2016 at 2:58 pm

    ALLELUIA!!!
    Io,che mi sento una ” tradizionalmoderna ” con questo bell’articolo del prof.Tacconi,ci vado a nozze.
    Non rinnego nulla della mia Chiesa anche se portata avanti in mille difficoltà ……da Pietro a Francesco. Infallibile,per esclusiva proprietà del Padre.
    UNITI, anche se,sotto bandiere diverse,senza pensare a cosa succederà domani.Il nostro Signore e’ per tutti: senza distinzione,Lui saprà meglio di noi indicarci la strada da seguire.
    Siamo solo piccoli uomini inesperti. Non conosciamo nulla di noi, avanziamo con verità strettamente umane ….
    Preghiamo il Signore della Vita!

    Se trovate potete anche non pubblicare ciò che ho scritto,visto la diversità di argomentazione

    Rispondi
    • #nicla   27 Settembre 2016 at 7:36 pm

      ….che sarebbe ‘sta roba: “tradizionalmoderna” ? ! ? un orrendo ossimoro che qualifica tutti i catto-cerchiobottisti dal cv2 ad oggi!
      forse vorrà dire “modernista”, egr. sig.ra Maria, che nulla ha mai letto o studiato circa tal tremenda deviazione combattuta da tanti santi papi, specialmente Leone XIII e S. PIo X… ed è detto tutto: il coacervo di tutte le eresie, come disse S. PIo X !
      fenomeno terribile che mina la Chiesa dall’interno, dalle sua fondamenta, scalzando tutti i dogmi e portandola alle derive dell’apostasia totale, facendo crollare l’edificio perenne della Dottrina immutabile con insidiose mutazioni, giorno dopo giorno, come la famosa gutta che cavat lapidem…o come un covo di serpenti, che dal nefasto concilio v2 vengono allevati in seno alla Santa Madre Chiesa, col permesso delli superiori, ovviamente! ed ecco il mysterium iniquitatis profetizzato da S. Paolo 2 Ts, di cui la blogger Maria è una tipica alacre collaboratrice, come i servi “utili idioti” di leninista memoria….
      studi un po’ di storia, cara signora, prima di rallegrarsi del crollo del cattolicesimo, da quando la Fede è diventata un fatto sentimentale, che calpesta ogni santa Dottrina, per il prurito di udire cose nuove, sulla scia di una falsa fraternità-egalitè di culti pagani affiancati alla vera ed Unica Religione Divina!

      Rispondi
  18. #Nicola   27 Settembre 2016 at 3:43 pm

    Vogliamo essere cattolici si o no?

    Allora lasciamo parlare la fede cattolica, e umilmente deponiamo i nostri pareri personali.

    1) SE IL PAPA CADE IN ERESIA CESSA DI ESSERE PAPA

    █ Sant’Alfonso, Verità della fede, parte III, cap. VIII, 8-10.
    Del resto, se Dio permettesse che un papa fosse notoriamente eretico e contumace, egli cesserebbe d’essere papa, e vacherebbe il pontificato.

    █ Sant’Alfonso Maria de Liguori, Verità della fede, Cap. IX, 2.

    “La seconda cosa certa si è che quando in tempo di scisma si dubita chi sia il vero papa, in tal caso il concilio può essere convocato da’ cardinali e da’ vescovi; ed allora ciascuno degli eletti è tenuto di stare alla definizione del concilio, perché allora si tiene come vacante la sede apostolica.
    E lo stesso sarebbe nel caso che il papa cadesse notoriamente e pertinacemente in qualche eresia. Benché allora, come meglio dicono altri, non sarebbe il papa privato del pontificato dal concilio come suo superiore, ma ne sarebbe spogliato immediatamente da Cristo, divenendo allora soggetto affatto inabile e caduto dal suo officio”.

    █ San Francesco di Sales:
    Ora, quando il papa è esplicitamente un eretico, egli cade ipso facto dalla sua dignità e fuori dalla Chiesa… (The Catholic Controversy, pp. 305-306).

    █ Sant’Antonio:
    Nel caso in cui il Papa divenisse un eretico, egli si ritroverebbe, per quel solo fatto e senza nessuna altra sentenza, separato dalla Chiesa. Un capo separato da un corpo non può, finché resta separato, essere capo dello stesso corpo dal quale esso fu tagliato. Un papa che fosse separato dalla Chiesa dall’eresia, perciò, per il fatto stesso cesserebbe di essere capo della Chiesa. Egli non potrebbe essere un eretico e rimanere papa, perché, fino a quando egli è fuori della Chiesa, egli non può possedere le chiavi della Chiesa. (Summa Theologica, citata in Actes de Vatican I. V. Frond pub. ).

    █ San Roberto Bellarmino:
    La quinta opinione (riguardo all’ipotesi del papa eretico) pertanto è vera; un papa che sia eretico manifesto, per quel fatto (per se) cessa di essere papa e capo (della Chiesa), poiché a causa di quel fatto cessa di essere un cristiano e un membro del corpo della Chiesa. (dall’inglese: Perciò, egli può essere giudicato e punito dalla Chiesa). Questo è il giudizio di tutti gli antichi Padri, che insegnano che gli eretici manifesti perdono immediatamente ogni giurisdizione. (De Romano Pontifice, Cap. XXX. Sottolineatura aggiunta.)

    █ San Roberto Bellarmino ci conferma quanto detto fino ad ora, e si unisce alla ininterrotta tradizionale dottrina cattolica, portando a conferma di quanto dice l’insegnamento di “tutti gli antichi Padri”. E poi aggiunge:
    “Questo principio è il più certo. Il non-Cristiano non può in nessun modo essere Papa, come il Cajetano ammette egli stesso. La ragione di ciò è che non può essere capo di un corpo di cui non è membro; ora colui che non è un Cristiano non è un membro della Chiesa, ed un eretico manifesto non è un Cristiano, come è chiaramente detto da San Cipriano (lib. 4, epist. 2), Sant’Atanasio (Scr. 2 cont. Arian.), Sant’Agostino (lib. De great. Christ. Cap. 20), San Girolamo (contra Lucifer.) ed altri; quindi un eretico manifesto non può essere papa”. (De Romano Pontifice, II, 30).

    █ Scrive il canonista Stefano Sipos che un papa perde il suo ufficio nei seguenti modi:
    1) Per mortem (morte),
    2) per resignationem (rinuncia),
    3) per amentiam certam e perpetuam (follia),
    4) per haeresim privatam notoriam e palam divulgatam (per eresia privata, notoria e apertamente divulgata)”.

    ANCHE L’ELEZIONE PUO’ ESSERE INVALIDA DAL PRINCIPIO:

    █ Papa Paolo IV, bolla Cum Ex Apostolatus:
    “se mai dovesse accadere in qualche tempo che…
    …lo stesso Romano Pontefice, che prima della sua promozione a cardinale od alla sua elevazione a Romano Pontefice, avesse deviato dalla fede cattolica o fosse caduto in qualche eresia (o fosse incorso in uno scisma o abbia questo suscitato), sia nulla, non valida e senza alcun valore, la sua promozione od elevazione, anche se avvenuta con la concordanza e l’unanime consenso di tutti i cardinali; neppure si potrà dire che essa è convalidata col ricevimento della carica, della consacrazione o del possesso o quasi possesso susseguente del governo e dell’amministrazione, ovvero per l’intronizzazione o adorazione dello stesso Romano Pontefice o per l’obbedienza lui prestata DA TUTTI e per il decorso di qualsiasi durata di tempo nel detto esercizio della sua carica, né essa potrebbe in alcuna sua parte essere ritenuta legittima…
    …E sia lecito a tutte ed a ciascuna delle persone subordinate…
    …così come AI LAICI…
    …ritenersi in qualsiasi tempo ed impunemente LIBERATI DALLA OBBEDIENZA E DEVOZIONE verso quelli in tal modo promossi ed elevati, evitandoli quali MAGHI, PAGANI, PUBBLICANI ed ERESIARCHI, fermo tuttavia da parte di queste medesime persone sottoposte, l’obbligo di fedeltà e di obbedienza da prestarsi ai futuri vescovi, arcivescovi, patriarchi, primati, cardinali e Romano Pontefice canonicamente subentranti [ai deviati]”.

    GLI ERETICI NON SONO MEMBRI DELLA CHIESA:

    █ Papa San Pio X, Catechismo Maggiore:
    225 D. Chi sono quelli che si trovano fuori della vera Chiesa?
    R. Si trovano fuori della vera Chiesa gli infedeli, gli ebrei, GLI ERETICI, gli apostati, gli scismatici e gli scomunicati.

    █ Papa Pio XII, enc. Mystici Corporis Christi:
    Egli spiega chiaramente che non ogni peccato grave, per quanto grave, separa di sua natura il peccatore dalla Chiesa. Spiega che diventa peccatore, membro morto ma rimane membro.
    Tuttavia specifica che c’e’ una ECCEZIONE: i peccati di scisma, eresia, e apostasia, separano di loro NATURA dalla Chiesa, secondo il diritto divino:

    “Poiché non ogni delitto commesso, per quanto grave (come lo scisma, l’eresia, l’apostasia FANNO [faciunt nel latino originale]) è tale che di sua natura separi l’uomo dal Corpo della Chiesa”

    (Siquidem non omne admissum, etsi grave scelus, eiusmodi est ut — sicut schisma, vel haeresis, vel apostasia faciunt — suapte natura hominem ab Ecclesiae Corpore separet)

    █ Papa Pio XII, sempre in Mystici corporis Christi, specifica anche che cadere in eresia causa la separazione dalla Chiesa per diritto divino (secondo l’ordine di Dio), ed indipendentemente dal diritto ecclesiastico (scomunica), spiegando anche ci si esce dalla Chiesa in 2 modi: O uscendone (peccato di eresia, scisma, apostasia), oppure essendone cacciati (scomunica):

    In realtà, tra i membri della Chiesa bisogna annoverare esclusivamente quelli che ricevettero il lavacro della rigenerazione, e professando la vera Fede, né da se stessi disgraziatamente si separarono dalla compagine di questo Corpo, né per gravissime colpe commesse ne furono separati dalla legittima autorità…
    …così non si può avere che una sola Fede (cfr. Eph. IV, 5), sicché chi abbia ricusato di ascoltare la Chiesa, deve, secondo l’ordine di Dio, ritenersi come etnico e pubblicano (cfr. Matth. XVIII, 17). Perciò quelli che son tra loro divisi per ragioni di fede o di governo, non possono vivere nell’unita di tale Corpo…

    DOMANDA:

    Se un eretico non e’ membro della Chiesa, e non e’ parte del suo corpo, come puo’ mai essere Papa, cioe’ non solo MEMBRO ma anche MEMBRO CAPO di tale corpo? (INFATTI non lo e’, vedi sopra).

    Dire che un uomo e’ eretico ed e’ Papa, e’ come dire che un uomo e’ sia non-membro della Chiesa e sia membro della Chiesa.
    Sarebbe come dire che la Madonna e’ sia immacolata e sia non immacolata.
    Sarebbe come dire che l’Eucaristia e’ sia il vero corpo di Cristo, e sia soltanto un simbolo del Corpo di Cristo ma non il suo vero corpo.

    PROBLEMI STORICI:

    O crediamo alla fede cattolica (vedi sopra), o crediamo allo storico Manlio Simonetti e al professor De Mattei.
    Su chi vogliamo basare la nostra fede?

    O la fede cattolica sbaglia, e 2000 anni di santi e papi sbagliano con essa, e quindi un eretico e’ membro della Chiesa e addirittura membro capo, oppure semplicemente e’ sbagliata la lettura di Manlio Simonetti e De Mattei.

    INFATTI, Sant’Alfonso spiega molto chiaramente come stanno le cose veramente con Onorio, Vigilio, ecc… Si veda Sant’Alfonso, “Verità della fede”, parte III, cap. X, 20,ss.

    CONCLUSIONE:

    Se siamo pronti a negare la nostra fede alla prima affermazione contraria dello storico di turno, non abbiamo la fede divina. Crediamo solo nei processi culturali umani. Non siamo cattolici.

    PUNTI DELLA FEDE CATTOLICA NEGATI NELL’AFFERMARE CHE GLI ULTIMI 6 SEDENTI SONO PAPI

    La constatazione della sede vacante non si basa “soltanto” sulle verita’ di fede della:

    • Perdita dell’ufficio per caduta in eresia
    • Infallibilita’ del Papa nel magistero Straordinario (o solenne)

    Ma si basa anche almeno sui seguenti altri punti della fede divina e cattolica:

    • Infallibilita’ della Chiesa
    • Dottrina del corpo mistico di Cristo (specialmente la parte che concerne il chi sia membro e chi non lo sia)
    • Santita’ della Chiesa nella liturgia approvata ed universale (si veda Catechismo Maggiore di San Pio X e il Simbolo della fede)
    • Santita’ della Chiesa nella disciplina approvata ed universale (si veda Catechismo Maggiore di San Pio X e il Simbolo della fede)
    • Infallibilita’ della Chiesa nella disciplina (si veda Pio VI, Acutorem Fidei)
    • Unita’ della Chiesa nella Fede (si veda Catechismo Maggiore di San Pio X e il Simbolo della fede)
    • Infallibilita’ del Papa nelle canonizzazioni
    • Santita’ della Chiesa nel culto universale ai santi canonizzati
    • Unita’ della Chiesa nella fede espressa dai santi canonizzati nella Chiesa universale
    • Infallibilita’ anche del magistero ordinario universale, come esplicitamente specificato da Leone XIII, Pio IX, Pio XII, Concilio Vaticano I, Gregorio XVI, e molti altri e santi e santi dottori (Si veda Apologia del Papato per molte fonti, e la futura seconda edizione per le fonti su Gregorio XVI ed altri)
    • Dottrina sulle note distintive della Chiesa Cattolica, in particolare “La Chiesa Cattolica caccia gli eretici dal suo seno” (cio’ si applica a quando il Papa viene a sapere dell’eresia di un membro o gerarca, e procede con le monizioni e tutto il resto, cosa che non avviene da 60 anni. Anzi, non solo non procederebbero, se gli ultimi 6 fossero papi, ma addirittura li fanno Vescovi e “Cardinali” pure, vedi Ravasi, Martini, Kasper, ecc…)
    • Dottrina sulla potesta’ di giurisdizione (specialmente sul fatto che non puo’ applicarsi ad un eretico, per diritto divino, specialmente la giurisdizione del cardinalato, il quale non e’ un ordine sacro, non e’ potesta’ di ordine, dunque semplicemente non puo’ esistere in un eretico. Per cui per il fatto stesso che un sedicente “papa” crea “cardinale” un uomo notoriamente eretico, tipo Ravasi, Martini, o Kasper, cade in eresia anche lui, perche’ afferma con il gesto che si puo’ avere potesta’ di giurisdizione in un eretico).
    • Ed altri

    Tutti i suddetti punti della fede divina e cattolica verrebbero contraddetti, negati, inclusa tutta la fede stessa (vedi Leone XIII in Satis Cognitum), se si affermasse che gli ultimi 6 sedenti fossero veri papi.
    Ed ognuno dei suddetti elencati motivi verrebbe contraddetto da molti fatti, ripetuti, molte volte, per un lungo periodo di tempo.

    Rispondi
  19. #bbruno   27 Settembre 2016 at 3:51 pm

    a Carolus, delle ore 2:31 pm :

    Il “periodo” : “quando [il Papa] esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa”,
    -vuol forse significare che il papa può cadere in eresia e contraddire quello che dagli altri Papi, in quanto “Pastori e Dottori di tutti i cristiani” è stato insegnato “ intorno alla fede e ai costumi”, in modo, “ VINCOLANTE e IMMUTABILE”? Perchè in questo consiste l’attività ‘magisteriale dei nuovi papi: non nel “definire dottrine circa la fede e i costumi”, ma esattamente nel suo contrario: nello S-DEFINIRE quanto è stato insegnato “circa la fede e i costumi” in modo che doveva essere “vincolante e immutabile”!

    Noi avremmo “il germe protestantico”!!! Per il quale saremmo totalmente fuori strada rispetto all’insegnamento del Vaticano I! Evviva, allora, se le cose stanno così, ben felici di stare ‘fuori strada’ – e lo ripeto fino alla noia – rispetto a questa chiesa, e di considerare ‘questa’ chiesa, anatema!

    Un consiglio: si legga “Il Papa è infallibile” di Mons. Gaston de Ségur, forse le potrà riuscire utile. è reperibile anche in rete….

    Rispondi
    • #Carolus   27 Settembre 2016 at 4:45 pm

      Caro bbruno, mi conferma che nella sua ricostruzione del dogma della infallibilità c’è una grande confusione.

      Lasciamo per un attimo perdere quello che hanno insegnato (mai infallibilmente) i papi post-conciliari.

      Dire che il pontefice non può sbagliare QUANDO PARLA EX CATHEDRA (con tutte le condizioni richieste dal decreto perché ciò avvenga) è diverso dal dire che NON PUÒ MAI PROFERIRE ERESIE; la quale ultima proposizione, da lei sostenuta, potrebbe eventualmente anche essere vera per altri motivi, ma non è cio che la Pastor Aeternus definisce dogmaticamente. E questo basti a smentire il punto 1 del suo messaggio di cui sopra.

      Ammonendola che rifiutare un Papa accettato come tale dalla Chiesa è peccato mortale contro la fede (P. Sisto Cartechini, S.J.) o addirittura eresia (Giovanni di San Tommaso; Suarez), le consiglio la lettura di “True or False Pope” di J. Salza e R. Siscoe, se ha una buona conoscenza dell’inglese.

      La saluto in cordibus Jesu et Mariae

      Rispondi
      • #Dan   27 Settembre 2016 at 6:54 pm

        Carolus, con il Concilio Vaticano II sono stati ufficializzati e istituzionalizzati gli errori modernisti (precedentemente condannati dal magistero pontificio), cioè l’eresia modernista è diventata la dottrina ufficiale della neo-chiesa conciliare. I “Papi” conciliari e post-conciliari hanno insegnato apertamente e diffuso in tutta la Chiesa gli errori modernisti, e hanno fatto questo andando contro gli insegnamenti infallibili di 260 Papi e 20 Concili dogmatici! Un fatto del genere è senza precedenti nella storia della Chiesa, quindi i dubbi sulla legittimità dei Pontefici conciliari e post-conciliari sono giustificati! L’attuale “chiesa conciliare” possiede tutte le note di una falsa chiesa eterodossa.

        Rispondi
      • #bbruno   27 Settembre 2016 at 6:58 pm

        Invece lei mi conferma che nella sua riscostruzione c’è un gran senso!

        Lei dice :”Dire che il pontefice non può sbagliare quando parla ex cathedra (con tutte le condizioni richieste dal decreto (?) perhé ciò avvenga) è diverso dal dire che NON PUÒ MAI PROFERIRE ERESIE”…

        1.intanto il concililio definisce l’infallibilità personale del papa distinta, anche se non separata, da quella della Chiesa, contra gallicanos, per esempio, quelli del momemto e quelli a venire…. ,un’ infallibilità che attiene alla sua funzione magisteriale ordinaria e straordinaria…Le condizioni richieste sono: quando svolge la sua funzione d’ insegnamento; la “cathedra” esprime appunto questa funzione…

        2. Se potesse anche dire eresie, nel suo tempo libero? sarebbe come riconoscere al papa la possibilità dei due tempi: quello di definire la verità e quello di s-sdefinire la stessa. Un tempo per definire e un tempo per s-definire, certo. E ora non è più il tempo per definire!“Non è più il tempo delle definizioni” disse il grande papa “buono”! Certo, ora è il tempo delle s-definizioni:
        -di s-definire la Messa Cattolica,
        -di s-definire il mistero del Corpo e Sangue di Cristo,
        -di s-definire il Battesimo della salvezza,
        -di s-definire il Matrimonio cattolico, –
        -fino allo s-definimento del Primo Sesto e Nono comandamenti!

        Ma, a proposito, a noi non ci hanno mai insegnato queste ‘definizioni’, non ci abbiamo mai capito nulla, e quindi ora dobbiamo accettare come papa colui che ci dice il contrario delle stesse, pena essere infetti dal germe protestantico del giudizio privato!

        Io non rifiuto il Papa: io non accetto di credere a un Impostore di papa: sarebbe sacrilegio contro la fede – E affermo questo non per giudizio privato, per effetto del germe protestantico, ma per il mio sentire cum Ecclesia… A ognuno la sua decisione!

        Quanto alla conoscenza dell ‘inglese stia tranquillo, ho una laurea in lingue…. Se lei conosce il francese, tenga in conto i siti indicati e il libro di Mons. Ségur, che ebbe la piena approvazione e bendizione del papa del dogma dell’ infallibilità…

        Rispondi
        • #Carolus   27 Settembre 2016 at 9:56 pm

          Ripeto, che la Pastor Aeternus, come lei sostiene, sancisca dogmaticamente che un papa non possa cadere in eresia è falso; e ugualmente è falso che l’infallibilità appartenga sempre e immancabilmente al magistero ordinario e straordinario.

          Le condizioni che lei sembra ignorare con un “(?)” perché si abbia il parlare “ex cathedra” sono palesate puntualmente dallo stesso decreto: (1) deve essere chiaro che il Papa parli come capo della Chiesa Universale (2) in materia di fede e di morale; (3) deve essere chiaro che voglia insegnare nel pieno della sua autorità apostolica una qualche dottrina da ritenersi definitiva e che (4) voglia vincolare tutta la Chiesa alla definizione.

          Queste condizioni non si verificano certo ad ogni angelus, udienza del mercoledì o intervista volante.

          Quindi le è ben lecito sostenere la tesi per cui il Romano Pontefice non possa cadere in eresia, ma non può fondarla su una costituzione apostolica che parla di tutt’altro, né tanto meno proporla come verità assoluta, poiché mai è stata definita tale dalla Chiesa.

  20. #Isacco Tacconi   27 Settembre 2016 at 4:22 pm

    Anzitutto buona sera a tutti.
    Solitamente non mi piace rispondere ai commenti ma data l’animosità della discussione che ha suscitato il mio scritto, vorrei semplicemente consigliare a coloro che sostengono la tesi sedevacantista di leggere, se ne hanno voglia, e, se posso permettermi, con animo tranquillo e mente aperta, questi due interventi che penso potranno essergli certamente più utili di quanto io abbia già scritto qui:
    http://doncurzionitoglia.net/2013/03/27/287/

    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=250157&Itemid=100021

    Cordiali saluti a tutti.

    Pax.

    Rispondi
    • #Nicola   27 Settembre 2016 at 4:35 pm

      Isacco, per l’amor di Dio!! Non si scherza con le anime, la fede, e la verita’.

      Conosco bene gli scritti di Don Curzio, etc.

      Perche’ riponi fede in Don Curzio o lo storico Manlio, anziche’ in:

      • Pio XII
      • San Pio X
      • Leone XIII
      • Paolo IV
      • Sant’Alfonso
      • San Francesco di Sales
      • San Roberto Bellarmino
      • Sant’Antonio da Padova

      e molti altri?

      Ti faccio lo stesso invito che hai fatto a noi:

      Puoi leggere il lungo post riepilogativo che ho pubblicato 2 post sopra alla tua risposta, con mente aperta ed animo tranquillo?

      Dopo averlo letto, se non cambi idea, potresti dire come fai a ritenerti ancora cattolico?

      Grazie

      Rispondi
    • #algophagitis   27 Settembre 2016 at 6:42 pm

      Ho letto anche gli altri articoli e ho tratto le conseguenze.
      Apprendo che un ateo, un eretico, un non cristiano possono essere Papi e possono in qualunque modo danneggiare il cattolicesimo e promuovere un’altra religione. In poche parole: non ci sono limiti.

      Un giorno si potrebbe vedere una specie di sciamano fare riti satanici a Roma insieme a un gruppo di neopagani e dire: quella è la Chiesa cattolica, e quello è il Papa, anche se non crede nel cristianesimo, anche se lo perseguita, anche se è a capo di un’altra religione, anche se compie atti satanici, anche se odia la Trinità, anche se tenta di far si che nessuno sia più cristiano, anche se non si considera Papa, ma capo sciamano invasato dallo spirito universale, anche se il gruppo di cui è capo non assomiglia minimamente alla Chiesa, anche se è stato eletto da neopagani, anche se è il servo delle potenze mondialiste sataniche, anche se non va mai ascoltato né obbedito (perché sbaglia sempre), anche se seguirlo conduce all’inferno.

      E’ comunque Papa, qualunque cosa faccia e qualunque cosa creda, perché è conforme al diritto canonico e se non fosse Papa la Chiesa sarebbe sparita.

      Mi dispiace, ma negare SEMPRE la possibilità di sede vacante (che è diverso dal negare che oggi o in un certo periodo questa circostanza si sia avverata) è un’assurdità.

      Io al Papa satanista e alla Chiesa neopagana non posso credere (e ci dovrei credere se accettassi l’impossibilità della sede vacante). O la Chiesa in certe condizioni è veramente scomparsa (e il cattolicesimo è falso), o la sede è vacante.

      Il Papa “senza limiti”, “ad ogni costo” (mai possibile la sede vacante) è assurdo come “il Papa è sempre papa, qualunque cosa faccia, e va creduto e obbedito sempre” (quest’ultima è l’idiozia creduta da certi conservatori e moderati) .

      Se ho capito male ditemelo e spiegatemi i veri “limiti”.

      Rispondi
      • #bbruno   27 Settembre 2016 at 10:04 pm

        difatti hai detto bene, @algophgitis, noi non affermiamo che la sede sarà sempre vacante; passata l’eclisse tornerà a splendere il sole, e sulla sede tornerà chi ne ha il titolo. Può stare la Chiesa per un tempo , quello che Dio decide, stare senza il suo capo fisico? certo che lo può, come lo poté sotto Decio per 4 anni ( e se per Dio mille anni sono un giorno, che volete che siano alcune decine d’anni…). Perché la Chiesa, come spiega il cardinal Billot, è un ente morale, e come ogni ente morale può anche – per un certo tempo- esser priva del suo capo fisico.

        Rispondi
      • #Giona   28 Settembre 2016 at 12:54 pm

        i riti sciamanici li han già fatti ad Assisi, galline sgozzate sull’altare lessi, budda sull’altare…

        Rispondi
  21. #Maria   28 Settembre 2016 at 12:20 am

    Nicla
    La fede non è diventato un fatto sentimentale; e’ che a forza di parlarne, per l’enormità di cose messe in campo …..non si sa più da che parte stare e con chi…
    Agli inizi del secolo, la maggioranza delle persone non sapevano né leggere e ne scrivere ( a quei tempi….) e tutto sembrava andar bene.Ricordo ancora la Messa in latino le funzioni pomeridiane, le maestose processioni, le preghiere di gruppo per le contrade,la chiesa sempre colma di gente e poi, il cambiamento…..Non è per caso,che troppa conoscenza abbia preso il posto a una fede semplice e genuina ? Può darsi si o puo darsi no.La mia fede cresciuta e maturata nel tempo mi viene a dire che oggi questa e’ la mia Chiesa; nulla mi viene ad impedire di vivere la mia ” santità ” come il mio Signore mi viene a chiedere, quindi il termine ” tradizionalmoderno” e’ per semplificare quello in cui credo.
    Non è che si voglia testarlo mandandolo all’Accademia della Crusca

    Rispondi
  22. #mario   28 Settembre 2016 at 12:43 am

    Papa Francesco è vero Papa. Errori ex cathedra non ne ha commessi. Quali persone sono autorizzate a deporre il Papa? Il conciliarismo è stato condannato dal Magistero della Chiesa. Pregate per il Santo Padre piuttosto . Oremus pro Pontifice nostro Francisco: Deus conservet eum, beatum faciat eum in terra, ne tradat eum in manibus inimicorum eius.

    Rispondi
  23. #bbruno   28 Settembre 2016 at 9:25 am

    e smontare e buttare nel cestino gli insegnamenti ex cathedra della Chiesa che cosa è, una benedizione? Ah. già, non l’ha fatto ex cathedra, l’ha fatto dall’ osteria…

    Ma siamo seri: un papa che nemmeno è tenuto a credere al Credo che pur recita nella sua pur detta messa … non crede nel credo cattolico, nel Dio che è descritto nel credo cattolico, un papa senza fede cattolica, attento solo a non contraddirla ex cathedra, et voilà, papa resta!

    Anch’io allora credo e non credo, a secondo della situazione del mio stomaco…secondo come mi piace…

    Rispondi
  24. #lister   28 Settembre 2016 at 12:24 pm

    Io la metto in questi termini.
    La chiesa vigente dice che:
    1) il proselitismo è una solenne sciocchezza
    2) i sodomiti e gli effeminati non sono giudicabili
    3) non bisogna credere al Dio Cattolico
    4) il Dio cristiano è anche ebreo e musulmano
    5) la massoneria può essere accolta in Vaticano
    6) un’abortista convinta può essere una grande donna
    7) la Transustanziazione è una goliardata
    8) l’Ostia può essere data in mano e/o da un laico uomo o donna che sia
    9) Maria Santissima non è semper virginis
    10) l’indissolubilità del Matrimonio è opinabile
    11) una messa può essere considerata tale anche se una drag queen vi pronuncia l’Omelia
    12, 13, 14 …) ecc. ecc. ecc.

    La Vera Chiesa, sposando Gesù ed in base ai Suoi insegnamenti, dice che:
    1) è necessario proclamare il Vangelo a tutte le genti
    2) i sodomiti e gli effeminati arderanno nel fuoco della Geenna
    3) Dio è il Dio della Chiesa Una Cattolica Apostolica Romana
    4) il 1° Comandamento dice che “Non avrai altro Dio fuorché me”
    5) la massoneria è stata condannata da questa Chiesa
    6) l’aborto è un assassinio
    7) Gesù Cristo offre il Suo Corpo sotto la specie del pane
    8) l’Ostia può essere toccata solo da un uomo di Dio
    9) la verginità di Maria Santissima è perpetua
    10) l’uomo non può dividere quello che Dio ha congiunto
    11) solo un sacerdote può pronunciare Omelie
    12) ecc. ecc. ecc.

    Io credo in questa Chiesa e, quindi, sono al di fuori della chiesa vigente, papa o non papa.
    Se quella Sede è vacante o non, legittimamente o non, poco mi importa.
    Tutto il resto sono parole.

    Rispondi
  25. #Giona   28 Settembre 2016 at 12:29 pm

    Dai frutti si DEVE giudicare l’albero, così ci insegna NS SIGNORE. Ora i frutti sono quelli che l’autore espone , lui la pensa così (papa eretico), i sedevacantisti la pensano cosà (non papa perché eretico), i sedeprivazionisti la pensano in altro modo (papa a metà, papa apparente nella migliore delle tesi), i motupropristi ancora in altro modo… e agli unici che NON SONO cattolici dobbiamo obbedienza con critica? Tante divisioni come nei protestanti il che indica l’assenza di un papa. Che un eretico sia santo è possibile, basta che si sia salvato anche in extremis. I papi hanno errato in alcuni casi ma non nell’infallibilità, cioè non hanno usato nell’errore delle 5 condizioni descritte nell’articolo. Insegnare metodicamente in modo pubblico e continuato l’errore è invece “diabolico”. Questa è la differenza “chi non entra dalla Porta (che è Gesù Cristo che dona l’infallibilità) è un ladro (uno che si appropria di ciò che non gli appartiene) o è un brigante (unoche usa male di ciò di cui abusivamente si è appropriato)”. Gesù ci spiega tutto in anticipo e aggiungasi IITess.. Quindi il solo ladro può anche non essere individuato ma il brigante sì. Ora il sedente si designa come pastore universale, parla come tale, parla in materia di fede e costumi eli definisce a modo suo,parla a tutto il mondo che lo applaude anche, ha anche affermato che intende essere ubbidito in opere, azioni e parole, fa vere definizioni eretiche totali.
    Il Papa se è TALE obbligatoriamente usa dell’Infallibilità che è la Porta attraverso cui lo Spirito Santo comunica, se non ne usa o è ladro o è brigante e NON PUO’ quindi usarne neanche volendo. INOLTRE Il PASTORALE non è MAI CONTRO il VANGELO,la RIVELAZIONE, il MAGISTERO (già confermato), la TRADIZIONE…non si sente la puzza?

    Rispondi
  26. #bbruno   28 Settembre 2016 at 2:26 pm

    pensa un po’- e scusate l’insistenza, ma qui siamo al punto cruciale : un papa che è papa e resta papa solo perché non sale in cattedra a scomunicare se stesso per le eresie che dice, solo perché non definisce sulla cattedra le eresie che dice al bar!!! Un papa che è papa e resta papa pur non avendo la fede cattolica, e solo perché questa professione contro la fede cattolica non la fa ex cathedra!

    E voi pensate che ci salga? L’hanno già escluso: “non è più tempo di definizioni” (Allocuzione di GI O23) Sottinteso: ora è il tempo delle s-definizioni. Basta che ciò che si s-definisce non lo si faccia dalla cattedra…Trucco meschino!

    San Tommaso d’Aquino nelle sue dissertazioni ci ha insegnato che oltre agli argomenti dalla Scrittura, ci sono anche quelli “ex ratione”, perché ragione e fede devono andare d’accordo. La ragione invece la usiamo per renderci ridicoli, con argomentazioni puerili ed assurde, pur di sostenere che un papa è vero papa anche se non crede in Cristo, solo perché altrimenti la Chiesa non avrebbe più la sua ‘visibilità’??? Questa visibilità?!? Ahi, don Curzio e compagnia…

    Facciamola semplce semplice: di tutte le citazioni portate a sostegno della fallibilità papaple, perché non tenere ferma quella dal Vangelo: “ho pregato per te perché la tua fede non venga meno”? La tua fede ‘in Me e nella mia Parola’ , penso volesse dire Gesù. “Non venga meno” indica una costante, come è logico: non si può credere e non credere o credere quando mi pare il contario di quello che prima credevo quando mi pareva di crederlo…

    Don Curzio o Gesù Cristo???

    Rispondi
  27. #Maria   28 Settembre 2016 at 4:49 pm

    Questa mattina sono venuti a farmi visita i miei cari amici ” Testimoni di Geova “.Non è che trovi maggior difficoltà di dialogo con loro,che non con lei signor Bbruno.
    Noi tutti qua,abbiamo un problema; adattiamo le nostre conoscenze teologiche alle nostre esigenze. ( e come siamo bravi ). Ma è possibile che la semplice frase di Gesù che dice ” Amatevi gli uni gli altri come io vi amo “, ci debba mettere così in crisi, da perdere il buon senso del comprendere? SI! Purtroppo e’ così! Abbiamo grossi limiti, per la complessità del nostro essere umano.Per questo,a mio avviso,non ce ne dobbiamo fare una colpa ( non sarà mai… ). Il Signore conosce i nostri cuori, le nostre difficoltà,non ci viene a chiedere cose impossibili,complesse per le quali si deve studiare,approfondire,contrastare,mettersi davanti a tutto come guide di verità.Ma per carità; in questo modo non andremo da nessuna parte.Non potremo essere di esempio per nessuno.Nel frattempo, che il nostro buon Dio aspetta, noi qua, a barattare la Sua vita e morte in croce, con niente: per non di di peggio….

    Signor Bbruno, guardi sa,che mi ci metto dentro pure io, non mi escludo da nessuna responsabilità; per questo prima di giudicare sto attenta.Forse si è in buona fede ma credo anche tutti gli altri lo siano.E allora……?

    Rispondi
  28. #Mah!   28 Settembre 2016 at 7:56 pm

    Bel articolo, che vedo inquieta qualcuno, devo fare un unico piccolo appunto, a volte è neccessario indicare(non addittare) chi porta l’errore nella Chiesa, perchè i fedeli meno accorti si possano difendere, invece mi pare che troppo spesso si eviti di indicare l’artefice, o gli artefici della crisi, come se fossero solo entità spirituali a noi oscure a determinare la crisi della Chiesa. Certo si combatte soprattutto contro gli spiriti immondi, contro i propri vizi, ma anche gli uomini spesso sono i portatori dei flagelli e bisogna saper guardare in faccia la realtà. Troppi conservatori oggi parlano di una crisi astratta, che non si capisce da dove provenga e chi l’abbia portata dentro la Chiesa. visto che secondo loro il Papa non dice mai eresie, ma va solo ben interpretato.Invece si dovrebbe una volta tanto dire che gli ultimi Papi centrano, eccome e grazie a loro l’errore è penetrato dentro la Chiesa. Roma perderà la Fede ha detto la Madonna alla Salette, perciò è lecito dirlo, chiaro e tondo senza essere sedevacantisti.

    Rispondi
  29. #Giona   29 Settembre 2016 at 9:17 am

    Se NON SI VUOLE ESSERE SEDEVACANTISTI ALLORA FIRMATE SU CHIESA E POSTCONCILIO LA PETIZIONE AL PAPA ERETICO. Siate coerenti almeno e dimostrate di non volere questa ambiguità.

    Rispondi
  30. #Giona   29 Settembre 2016 at 9:21 am

    Non lasciate linkare la petizione?

    Rispondi
    • #bbruno   29 Settembre 2016 at 3:35 pm

      giona, ho provato di risponderti ma non è passata: pazienza!

      Rispondi

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