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La notizia è stata rilanciata da MiL che ha tradotto un articolo di LifeSiteNews. Sostanzialmente si tratterebbe dell’opzione – valutata da alcuni porporati – di correggere formalmente il Papa per i suoi gravi errori.

Riportiamo alcuni stralci, con grassettature e sottolineature nostre:

DOMANDA:   “Cosa succede se il Santo Padre non rispondesse al vostro atto di giustizia e di carità e non desse il chiarimento sui punti della dottrina della Chiesa che sperate di ottenere ?”
Card. Burke:  “Allora: dovremmo affrontare questa situazione: c’è infatti, nella Tradizione della Chiesa, la possibilita di correggere il Romano Pontefice. E’ invero sicuramente molto raro. Ma se non vi fosse risposta alle domande sui punti controversi, allora direi che si porrebbe la questione di assumere un atto formale di correzione di un errore grave“.
[…]
Burke continua dicendo che in caso di conflitto tra il Papa e la Tradizione della Chiesa, la Tradizione è vincolante.
“Esiste l’autorità ecclesiale che al servizio della Tradizione”, spiega Burke. “Penso al passo di S. Paolo ne[la Lettera ai] Galati (1: 8) Che se anche un angelo vi predicasse un altro Vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato noi, che sia anatema“.
Storicamente, in casi particolari, Burke spiega:
“E’ un dovere… e storicamente è accaduto, dei cardinali e vescovi di rendere chiaro che il  Papa sta insegnando l’errore e chiederegli di correggerlo“.
Con la lettera del 19 settembre2016  firmata dai cardinali Walter Brandmüller, Raymond Burke, Carlo Caffarra, e Joachim Meisner, sono state rivolte al Papa 5 brevi domande che comportano un breve “responsum” (cioè una risposta “sì” o “no”) che di per sè sarebbe immediatamente chiarificatore del significato di alcuni punti oscuri del documento (Amoris Laetitia) che generano e permettono interpretazioni teologicamente confuse e contradditotrie ad opera di sacerdoti e vescovi.
Nell’intervista, Burke sottolinea che i cardinali hanno agito per “il bene della Chiesa”, che, dice “è affetta da una confusione enorme” specialmente sulle questioni che essi hanno sollevato. Egli osserva, per esempio, che in diverse diocesi ai preti vengono date indicazioni contraddittorie su come gestire la questione della Comunione per le unioni civili adultere (divorziati risposati in seconde nozze civili).
Il Cardinale dice:
“Noi, come cardinali, abbiamo ritenuto essere nostra  responsabilità  richiedere un chiarimento per quanto riguarda i punti di conflitto, al fine di porre fine alla diffusione di questa confusione, che, davvero, conduce la gente in errore. Se noi fossimo stati in silenzio su questi fondamentali dubbi, che sono sorti a seguito del testo di Amoris Laetitia, avremmo commesso una grave mancanza di carità verso il Papa e saremmo venuti colpevolmente meno al dovere del nostro ufficio nella Chiesa“.