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Agli amici modernisti ,sempre incauti e arrivisti , liturgicamente creativi ma disfattisti, racconto in breve la storiella, del loro avo un po’ brighella,
che già allora intorno al 1000, con la liturgia facea scintille.

Il Gregorio episcopello, in quei di Nona birbantello,
si oppose da villano, al Santo Rito, ossia Romano,
ché in latino lui giammai, celebrar non volle mai

e in slavo da oltranzista, volle fare il liturgista.
Il Santo Padre alla questione ben rispose con ragione
e Gregorio e i suoi fautori furon presto fatti fuori

sì nel regno di Croazia e in tutta la Dalmazia
il latino trionfò e la liturgia migliorò
unendo i cuori in concreto al successore di san Pietro.

Vedi dunque riformista non giocare al liturgista
che se anche oramai, da 50 anni son solo guai
presto o tardi non è detto, ti compare un chierichetto

che un bel giorno pian pianino osservando Sorrentino,
ascende Pio al Santo Soglio formattandoti Bergoglio.

Simone Petrus Basileus I.G.

NEL 47° ANNIVERSARIO DELL’INTRODUZIONE DEL “NOVUS ORDO MISSAE”

(30 NOVEMBRE 1969)