Bergoglio, cappellano d’Occidente (parte II: il Secolo Oscuro)

Concilio cadaverico, Jean-Paul Laurens (1870).
Concilio cadaverico, Jean-Paul Laurens (1870).

di A. Giacobazzi

Segue da: Bergoglio, cappellano d’Occidente. Note su ‘chiesa conciliare’ e politica globale – Attualità conciliare tra filosofia e Realpolitik

2) (Un Secolo) Oscuro ma non troppo

Una premessa: nel cosiddetto secolo oscuro della Chiesa – attorno al X secolo – la luce abbondava più di oggi. Se non risulta difficile scorgere profonde analogie con l’attualità: detentori delle chiavi petrine che governavano male la Chiesa, dediti più al mondo terreno che a quello celeste; appare tuttavia facile trovare la differenza che separa i nostri tempi da quelli, ovvero: la dottrina non ne uscì svilita come dopo il Vaticano II.

Si badi: il malgoverno delle cose ecclesiastiche rasentò – lo vedremo nelle righe seguenti – situazioni non troppo distanti, nella pratica, da ciò che abbiamo visto di recente e, sebbene rimanga ferma la non sovrapponibilità delle due epoche, alcuni episodi di quel tempo possono risultare utili per leggere i fatti a cavallo tra il ‘900 e il terzo millennio.

Rispetto al secolo oscuro sembra opportuno fuggire due tentazioni: quella fallibilista, che vuole elevare questo accidente storico a sostanza ecclesiale, riducendo il Trono di Pietro a poco più di uno scranno temporale, e quella fissista che sottovaluta o marginalizza i fatti avvenuti in quel passato.

Oggi come allora l’indebolimento della pratica cristiana e il cedimento rispetto al potere politico erano indissolubilmente legati. Se dunque Bergoglio può essere definito come il “cappellano d’Occidente”, non diversamente, i Papi dell’epoca possono essere considerati come cappellani di questo o di quel sovrano.

Tra le altre cause, fu dal mancato sostegno alla Chiesa in seguito alla morte di Carlo Magno che prese forma questa epoca tenebrosa in cui il Papato finì ostaggio, in vari momenti e a vario titolo, ora delle opposte fazioni della nobiltà romana, ora di questo o di quel pretendente al trono imperiale. Non potendo dilungarci nell’analisi di tutto il periodo che andò dalla fine del IX a quasi la metà del secolo XI, non possiamo tuttavia evitare di citare qualche episodio di straordinaria rilevanza.

Ciò che più può avvicinarsi agli orrori del Vaticano II è probabilmente il cosiddetto Sinodo del Cadavere o Concilio cadaverico, dove si arrivò a processare il corpo morto, e già sepolto, di un Papa. Nel febbraio dell’897, Stefano VI, oppositore politico del suo predecessore Formoso, diede luogo a ciò che si ricorda con due sempilici parole: synodus horrenda. Il cadavere di Formoso venne riesumato e posto sul trono nella basilica lateranense per  rendere conto delle accuse di fronte al clero di Roma, il verdetto ovviamente definì Formoso come indegno del Pontificato Romano. Ma questa non fu la cosa più grave, nemmeno lo furono le mutilazioni del corpo esanime o il lancio dello stesso nel Tevere, ciò che più deve scuotere – in termini di storia ecclesiatica – fu la “deposizione” di Formoso, l’annullamento dei suoi atti e la dichiarazione d’invalidità degli ordini da lui conferiti. Se la crudeltà umana può sconvolgerci per l’odio che dimostra, dal punto di vista religioso, ciò che più lascia allibiti furono proprio queste dichiarazioni, poi completamente ribaltate – con la riabilitazione di Formoso – da parte di Pontefici successivi.

Furono fatti scandalosi ma ben ricapitolati da Sant’Alfonso Maria de’Liguori che ribadì la distinzione tra errore di diritto ed errore di fatto: “Dicono che Stefano dichiarò irriti gli atti di Formoso papa; ed ordinò che quelli che da Formoso avean presi gli ordini di nuovo fossero ordinati; ma Giovanni IX disse il contrario, dichiarando che Formoso fu legittimo papa. Venne di poi Sergio III, e di nuovo lo dichiarò illegittimo. Onde concludono che o l’uno o gli altri due pontefici hanno errato. Rispose il cardinal Bellarmino che Formoso, benché fosse stato degradato avanti al suo pontificato, fu nondimeno poi vero pontefice, e furono validi gli ordini da lui conferiti, onde errarono Stefano e Sergio, ma il loro errore non fu di legge, ma di puro fatto. E così si risponde a certe simili opposizioni degli avversarj, cioè che se mai alcun pontefice ha errato, o non ha parlato ex cathedra, o l’errore è stato di puro fatto”.

Che aggiungere, poi, sull’ambiziosa Marozia (892-955 circa), “senatrice romana” che condizionò in modo determinante, con i suoi intrallazzi e le sue macchinazioni, i conclavi e la politica pontificia del suo tempo? Valga per tutti l’esempio di suo figlio, Giovanni XI, eletto Papa – poco più che ventenne – per suo volere.

E che dire di Giovanni XII, se la stessa Enciclopedia Cattolica lo descrive sostenendo che “apparve un grande signore mondano piuttosto che un Pontefice, né mostrò senno politico”? Col Privilegium Othonis del 962, documento giuntoci non privo di qualche alterazione, l’accordo di questo Papa con Ottone sostanziò l’ingerenza imperiale nelle future elezioni del Pontefice e la necessità di fedeltà di quest’ultimo all’Imperatore.

Tra gli ultimi esponenti di questo lungo secolo vi fu Benedetto IX, che salì e scese più volte dal Trono di Pietro, usando la sua posizione come strumento di commerci inqualificabili.

Questi Papi dimostravano, talvolta senza particolare ritegno, una mancanza radicale di volontà nel compiere il bene della Chiesa, si trattava di un atteggiamento che era – per diversi fra loro – abituale. Sebbene sia certo che questi atti non arrivarono mai a scalfire le prerogative dell’infallibilità, giunsero però a vulnerare profondamente (non de jure ma de facto) il governo della Chiesa, squassandola in modo grave. Come per le righe precedenti, anche per queste vale il principio in base al quale o si guida il mondo o ci si fa guidare, sintonizzandosi e sincronizzandosi con le sue frequenze.

3) Scismatici e particolarismo: cenni sulle “chiese nazionali”, tra politica e Fede  

[continua…]

4 Commenti a "Bergoglio, cappellano d’Occidente (parte II: il Secolo Oscuro)"

  1. #Alessio   27 dicembre 2016 at 2:09 am

    Non si può paragonare il Sinodo del Cadavere al CVII.
    Il primo non ebbe sulla Chiesa alcuna conseguenza negativa, il secondo nè minò le fondamenta in modo per ora irreparabile.

    Rispondi
  2. #bbruno   27 dicembre 2016 at 11:39 am

    e che cosa impedirebbe di pensare che anche nel passato della Chiesa ci siano stati momenti di vacanza della sede apostolica per mancanza di titolati legittimi ad occuparla? Perché due sono le condizioni che debbono concorrere alla riuscita dell’elezione: la fede cattolica del candidato e la regolarità della sua ‘ elezione. Che a decidere la scelta del papa sia una fazione della nobiltà romana o l’ ambiziosa Marozia non depone certo a favore delle regolarità canonica dell’elezione e quindi della legittimità dell’ eletto…(da ricordare sempre che la Chiesa è un ente morale o ‘persona guridica’..).

    Il paragone tra i due tempi qui considerati della Chiesa conduce poi a quest’ altra a constatazione: in quel passato ci saranno anche stati casi di papi invalidi per vizio di elezione, ora ci sono papi invalidi per difetto sia ‘ex parte propria’ (mancanza di fede cattolica dell’ eletto)), sia ‘ex parte corporis electorum’ (per mancanza di titolo ad eleggere o per vizio di procedura canonica).
    E soprattutto: allora la Chiesa, nonostante il marasma che toccava la questione dei suoi vertici, era salda nella sua fede e quindi intatta nella sua essenza (passata quella crisi di ‘rappresentanza’, avremo subito Santi come Ildegarda di Bingen e San Bernardo di Chiaravella, a testimoniare la intatta vitalità interiore di quella Chiesa); ora abbiamo una chiesa, che ha tradito la fede cattolica , e quindi si è posta in contraddizione e in opposizione alla (vera) Chiesa, la quale si trova costretta a vivere nell’ombra su di lei proiettata da quella falsa chiesa, che ha al suo vertice questi falsi pastori, che essendosi insediati nelle strutture materiali e nelle forme della vera Chiesa, riescono ad ingannare un gran numero di sprovveduti che non riescono, per ignoranza o dannenaggine, a risconoscere il grande Imbroglio, nonostante che, ora soprattutto, quella maschera di finzione sia ormai del tutto caduta.

    Rispondi
    • #jeannedarc   27 dicembre 2016 at 11:50 am

      I Papi del “Secolo Oscuro” sono però riconosciuti tali dalla Chiesa ed è bene che lo siano anche per la continuità definita nel Concilio Vaticano I.

      Rispondi
      • #bbruno   27 dicembre 2016 at 12:36 pm

        la continuità della successione petrina permane anche nei casi della sede vacante (chiesa ‘ ente morale’, card. Billot…). Comunque, ho espresso solo un’ ipotesi.
        Ma la cosa decisiva è che la Chiesa del ‘secolo oscuro’ rimane CHIESA, con la fede e i Sacramenti di Cristo. Questa di oggi qui esaminata in analogia con quella del secolo oscuro, NON è ‘la’ Chiesa: è la sua contraffazione, satanica, e i suoi papi e i suoi pastori sono i degni rappresentatnti di questa contraffazione, diabolici anch’essi…

        Rispondi

Rispondi