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Dopo la secca e adirata smentita pubblicata sul sito dell’Arcidiocesi [link in lingua spagnola], sono arrivate le altrettanto immediate e ferme repliche di Infovaticana.com,il portale che per primo ha diffuso la clamorosa notizia dell’ordinazione di due sacerdoti omosessuali e conviventi da parte dell’Arcivescovo Julian Barrio; il sito ha confermato in toto quanto denunciato, rilanciando con delle domande circostanziate indirizzate ai vertici dell’Arcidiocesi al centro dello scandalo.

In un primo brevissimo comunicato, a firma sempre dell’autore della notizia incriminata, Gabriel Ariza, dal titolo InfoVaticana conferma le informazioni pubblicate sul Arcivescovo di Santiago, il portale ha replicato così alla nota dell’Arcidiocesi:

Dati i dubbi circa l’onestà di questo portale avanzata dall’arcivescovo di Santiago, e dai portavoci ufficiali che hanno avuto eco nelle reti sociali della comunicazione, InfoVaticana desidera chiarire che: InfoVaticana conferma che le informazioni sui due preti gay ordinati dall’arcivescovo di Santiago di Compostela pubblicate da questo sito lunedì scorso sono vere e sono state debitamente verificate.

In un successivo secondo articolo, pubblicato sempre dal portale sotto accusa, intitolato L’Arcivescovo di Santiago si rifiuta di rispondere alle domande di InfoVaticana sul caso dei due preti gay [link in lingua spagnola], Ariza racconta di come abbia provato a sottoporre, per ora senza successo, alcuni precisi quesiti a Javier Aguado, responsabile comunicazioni dell’arcivescovado.

Ecco la traduzione dallo spagnolo, offerta da Corrispondenza Romana:

Nella notte di lunedì 12 dicembre, a seguito della pubblicazione delle notizie sullo scandalo della diocesi dell’Apostolo [ossia di San Giacomo, ndr], Javier Aguado, responsabile dei media dell’arcivescovado, ha inviato una nota a questa redazione accusando il direttore del portale di “menzogne” oltre che di “diffamazione e calunnia” nei confronti dell’arcivescovo.

Dopo aver ricevuto la nota, abbiamo risposto che [quella] non era una lettera di rettifica e abbiamo insistito che i media responsabili inviassero una lettera di rettifica, in grado di soddisfare i requisiti formali previsti dalla legge. Javier Aguado si è ripetutamente rifiutato di farlo.

Tuttavia, abbiamo offerto un’altra alternativa: vi inviamo cinque domande relative al caso da sottoporre all’arcivescovo, da incorporare con la sua comunicazione integrale.

Le domande erano:

  1. Tutti i sacerdoti ordinati da d. Julian hanno vissuto nel seminario durante il tempo di formazione, e sono stati quindi soggetti alla disciplina di una coesistenza permanente in un seminario diocesano?
  2. O forse ci sono state alcune persone che hanno ricevuto la preparazione al sacerdozio in modi “non convenzionali”, come la formazione “a domicilio” attraverso un curiale?
  3. Ci sono state persone ordinate che l’Arcivescovo sapeva che convivevano come partner sentimentali, che erano conviventi?
  4. Assicura Julian Barrio, mettendo Dio come testimone, che nessuno degli ordinandi abbia tenuto una “stile di vita gay” durante il tempo immediatamente precedente all’ordinazione?
  5. E’ una menzogna che l’arcivescovo, dopo aver ordinato una coppia di uomini che hanno vissuto per anni, gli ha tenuti nella stessa parrocchia affinché potessero continuare con la loro convivenza?

“Se Don Julian mi risponde alle cinque domande, pubblico la nota integrale”, cosi finiva la mia missiva. Pochi minuti dopo ho ricevuto un’ultima telefonata da Javier Aguado. La sua risposta è stata chiara: “Chi ti credi di essere a porre domande ad un vescovo?”.

 

 

Fonte: Corrispondenza Romana