cardinal Raymond Leo Burke

 

Traduzione a cura di Matteo Luini

 

In un’intervista esclusiva con LifesiteNews, il card. Burke ha indicato una possibile scadenza temporale per la “correzione formale” di papa Francesco qualora il Papa non risponda ai 5 dubia che mirano a fare chiarezza sulla Amoris Laetitia, presentati al Papa da quattro, Cardinali fra cui lo stesso Burke.

“Ai dubia occorre rispondere perché hanno a che fare con le stesse fondamenta della vita morale e con l’insegnamento costante della Chiesa sul bene ed il male, in relazione a varie realtà sacre come il matrimonio, la Santa Comunione e così via”, ha detto Burke durante una intervista telefonica.

“Ora naturalmente siamo negli ultimi giorni, giorni di grande grazia, prima della Solennità della Nascita di Nostro Signore, e poi abbiamo l’ Ottava di questa solennità e le celebrazioni all’inizio del nuovo anno, tutto il mistero della nascita di Nostro Signore e dell’Epifania, quindi essa avrà luogo un po’ di tempo dopo tutto questo”.

Il cardinale, che è il patrono del Sovrano Ordine di Malta, ha detto che la modalità della correzione sarà “molto semplice”.

“Sarà diretta, come lo sono i dubia: solo in questo modo non verranno sollevate ulteriori domande, ma si confronteranno le affermazioni confuse di Amoris Laetitia con ciò che è stata la pratica e l’insegnamento costante della Chiesa, di conseguenza andando a correggere Amoris Laetitia“, ha detto.

L’esortazione ha causato diffusa confusione nella Chiesa cattolica sin dalla sua pubblicazione ad aprile, dovuta largamente alla sua ambiguità su questioni morali. Questo ha fatto sì che vari vescovi e conferenze episcopali interpretassero il documento, a volte, in maniere contrarie all’insegnamento cattolico su matrimonio, sessualità, coscienza, e la ricezione della Santa Comunione. Ad esempio, i vescovi di Buenos Aires ed il vescovo Robert McElroy di San Diego hanno interpretato il documento nel senso di approvazione della ricezione della Comunione in certi casi da parte di cattolici divorziati civilmente e risposati. Il papa stesso ha scritto al vescovo di Buenos Aires lodando le sue linee guida, affermando che “non c’è altra interpretazione”.

Il Cardinal Burke, assieme ai cardinali Brandmuller, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, ha trasmesso i dubia, cinque domande “sì o no”, a settembre, cercando un chiarimento da Papa Francesco relativamente al fatto se l’esortazione si conformasse all’insegnamento morale cattolico.  Dal momento che il Papa non ha risposto dopo un periodo di due mesi, i cardinali hanno pubblicato i dubia. E’ stato dopo tutto ciò che il Cardinal Burke ha affermato che un atto di correzione si sarebbe reso necessario, se il Papa si fosse rifiutato di chiarire il significato della sua esortazione.

Un tale atto di correzione formale è raro nella vita della Chiesa, ma non privo di precedenti.

Papa Giovanni XXII, nel 14esimo secolo, è stato pubblicamente affrontato da cardinali, vescovi e teologi laici dopo aver negato la dottrina secondo cui le anime dei giusti sono ammesse a godere della visione beatifica dopo la morte, insegnando invece che il paradiso è per loro ritardato fino alla resurrezione generale della fine dei tempi. Papa Giovanni alla fine ritrattò la sua posizione, a causa anche, in parte, di una lettera congiunta inviata da teologi dell’Università di Parigi che professavano totale obbedienza al Papa affermando al contempo che il suo insegnamento contraddiceva la fede cattolica.

Burke ha definito la procedura di correzione di un errore papale “un modo di salvaguardare quell’ufficio ed il suo esercizio.”

“E’ posto in essere col massimo rispetto per l’ufficio del Successore di San Pietro”, ha detto.