[POESIA] Per la festa dell’Immacolata Concezione del 1886

roma_42

Nota di Radio Spada: durante l’Ottava dell’Immacolato Concepimento di Maria, Radio Spada offrirà alla Beata Vergine quotidiamente un componimento della migliore poetica italica fino a formare un piccolo serto aulentissimo d’onore e di venerazione. Oggi tocca a Monsignor Domenico Zarpellon, gloria del clero veneto, docente tra gli altri del futuro San Pio X, predicatore, prosatore e poeta di cui si ricorda un veemente e irridente componimento contro il frate servita Paolo Sarpi ostile al Papato romano. Ne presentiamo oggi un sonetto. (a cura di Piergiorgio Seveso)

Nel già creduto arcano assorto e fiso
Tra’ pastori il massimo Pastor sorgea.
Per definir che niuna labe intriso
Il candor di Maria mai avea.

Coprian le nubi il dì, ma d’improvviso
Di luce un’onda il fosco aere rompea,
Si l’almo veglio irradiando in viso
Che di Mosè l’immagine rendea.

Schiudeasi intanto ai desiati accenti

L’infallibile labbro, e il vero uscìo
Chè la Fede diffuse ai quattro venti.

Oh segni augusti! Oh come volle Iddio

glorificar due nomi, i due portenti
Di quest’età: l’Immacolata e Pio.

Nota storica: il sonetto riguardo il fatto prodigioso che avvenne l’8 dicembre 1854, durante la proclamazione del Dogma dell’Immacolata.
La giornata era coperta e non v’era il sole: Papa Pio IX Mastai Ferretti stava per pronunciare la formula solenne, quando un solo raggio di sole, squarciando le nubi, gli illuminò il viso in maniera così chiara, distinta e precisa, mentre pronunciava la formula, che gli astanti ne rimasero fortemente impressionati, molti piangevano. Il fatto fu riprodotto nel famoso affresco di Francesco Podesti, pittore pontificio, sulla proclamazioni del dogma che non sfigura affianco agli affreschi del Sanzio.

Rispondi