pacifismo

 

Dall’edizione cartacea di Avvenire, di oggi martedì 31 gennaio. Sogni, giustizia sociale, parole parole parole (e fuffa): grande assente, Nostro Signore. [RS]

 

L’annuncio del vescovo di Cerreto Sannita-TeleseSant’Agata de’ Goti durante la fiaccolata svoltasi domenica scorsa a Moiano. Nasce nella diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti una casa della pace e della convivialità delle differenze. «Un luogo dove ci si incontra per educarsi, studiare e vivere la spiritualità della pace attraverso l’educazione alla legalità e alla giustizia sociale».

L’annuncio è del vescovo, monsignor Mimmo Battaglia, al termine della fiaccolata per la pace che ha visto oltre mille, tra adulti, giovani e bambini, aderire a Moiano all’appello per la pace lanciato dal pastore diocesano. Con la prima domenica di Quaresima inizierà, infatti, in tutte le parrocchie la Missione giovani e «noi – ha continuato monsignor Battaglia – apriremo una casa in cui valorizzare le differenze e dove sarà possibile anche fare controinformazione. Perché il nostro pensiero non sia né manovrato, né allineato mai e perché i diritti di tutti non vengano mai negati, né calpestati».

La diocesi di Cerreto Sannita ha celebrato la pace «nel giorno della memoria – ha spiegato il vescovo – per non dimenticare quanto accaduto» durante la Seconda guerra mondiale, la Shoah. «Mentre continuiamo a commuoverci per quella deportazione di tanti anni fa, anche oggi -ha aggiunto-, c’è una nuova deportazione, c’è tanta gente che sta soffrendo, vittima innocente. E noi che ci diciamo cristiani non possiamo mai voltarci dall’altra parte, non respingiamo, ma costruiamo percorsi di verità e di giustizia».

Prima delle riflessioni del vescovo, una parte introduttiva con testimonianze di bambini, giovani, ammalati che hanno declinato il tema della pace e l’occasione per ascoltare speranze e proposte dei ragazzi in vista della Missione. E sarà proprio dalle attese di ognuno che il sogno della Missione giovani prenderà il via. Da queste e da un gesto finale, che ha invitato a fare il vescovo, un abbraccio collettivo tra tutti i presenti, «con semplicità e in silenzio», proprio perché «nel buio delle difficoltà, delle fatiche e degli ostacoli si può ricominciare sempre dalla luce di un abbraccio».

 

A quando la psicoterapia di gruppo in luogo dell’adorazione eucaristica? [RS]