Perché non v’è altro Nome!

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di Cristiano Lugli
In questo giorno osserviamo come una sospesa attesa spinga la Chiesa trionfante, la Chiesa militante e la Chiesa purgante in solenne spirito di adorazione: tutto il mondo resta inerme, silenzioso, intervallando la sua frenetica corsa per ascoltare finalmente quel Nome al cospetto del quale ogni ginocchio si piega in Cielo, sulla terra e sotto terra, come insegna San Paolo.
Sia concessa una riflessione, personale e senza la ben che minima autorità epperò sentita dal profondo nell’intercorrere di questo tempo fra il Natale e l’Epifania, vista l’importanza della solennità di ieri e dell’altrettanta Festività odierna. La Circoncisione, con le prime gocce di sangue che sgorgano da Cristo a preannunciare il fiume regale che redimerà il mondo dalla Croce, e quella di oggi, ovverosia il Santissimo Nome di Gesù, l’ oleum effúsum di cui è detto nel Cantico dei Cantici, la fragranza che scaturisce dal diletto Sposo commentata così da San Bernardo in una lectio dell’odierno Ufficio Mattutino:
L’olio illumina, nutre ed unge… Osserva ora lo stesso circa il nome dello Sposo: illumina predicato, pasce meditato, lenisce e unge invocato; arido è ogni cibo dell’anima, se non è cosparso di questo olio; è insipido, se non è condito con questo sale. Se scrivi, non mi sa di niente, se non vi leggo Gesù. Se disputi o parli, non mi piace, se non vi sento Gesù. Gesù è miele alla bocca, melodia all’orecchio, giubilo al cuore.”
Se dunque l’olio corrisponde verosimilmente al nome di Gesù, conseguendone che l’anima è resa arida senza l’unguento di questo Santo Nome, quale grandezza possiamo attribuire alla sola pronunciazione di esso? 
Un pensiero potrebbe essere quello che riconduce gli otto giorni che seguono la Nascita del Salvatore, fino ad arrivare al momento in cui viene proclamato il Nome di Gesù, ed in modo analogo riconducibili alla preparazione di un’anima che voglia puramente pronunciare il soavissimo e santissimo nome del Redentore, attribuendo a questa scontata e giustamente comune azione il giusto peso ed il giusto “terrore” che deriva da essa.
Potrebbe se non altro essere un utile esercizio di meditazione, e se già si riuscisse a preparare bene il primo giorno si potrebbe parlare di un grande risultato, giacché come è detto ne L’imitazione di Cristo “se fossimo in grado di estirpare da noi stessi un solo vizio all’anno saremmo presto Santi”.
Senza presunzione alcuna, come si diceva, tentiamo di offrire uno spunto di pura e semplice riflessione:
1º giorno: rimettere la propria volontà a quella di Dio, per vivere in essa completamente;
2º giorno: fare incendiare il fuoco divino presente nell’anima;
3º giorno: l’anima tenta in ogni modo di struggersi per Dio, cercandolo in ogni modo attorno a sé e continuamente ricercando e creando attraverso la meditazione la Sua presenza.
4º giorno: tutte le potenze e forze presenti nell’anima si protendono verso Dio abbandonando ogni desiderio creaturale;
5º giorno: l’anima arriva ad abitare in Dio; 
6º giorno: in questo giorno l’anima si liquefà in Dio, in seno alla mistica nuziale ben esplicitata nel Cantico dei Cantici;
7º giorno: l’anima si unisce a Dio, anticipando l’8º giorno in cui l’espressione massima è il godimento di Dio, la sua beatifica presenza: qui il Divin Fanciullo può finalmente assumere il Nome di Gesù anche per noi, e finalmente da noi essere pronunciato in modo del tutto purificato.
Un percorso arduo, forse quasi impossibile come poc’anzi detto, ma che meglio ci aiuta a comprendere quanto mirabile e degno di purificazione sia la proclamazione di questo Nome, “perché non v’è sotto il Cielo alcun altro nome dato agli uomini, del quale possiamo aspettarci d’essere salvati” (At. 4, 8-12).
Ci illumini Dio, e ci renda capaci di amare il Nome del Suo diletto Figlio, così da poterlo con efficacia lodarlo, con le opere e con la condotta di vita prima ancora che con le parole.
“O nome di Gesù esaltato sopra ogni altro nome, o nome di trionfo! O gaudio degli angeli, o terrore dell’Inferno! In te è ogni speranza di perdono, di Grazia, di Gloria! (…) Per te si rivelano i misteri dell’eterna vira, le anime si infiammano del divino amore, si fortificano nelle battaglie e sono liberate da tutti i pericoli! O nome desiderabile, nome dilettevole, nome ammirabile, venerando nome! Tu, per mezzo di doni e di grazie elevi a poco a poco la mente dei fedeli all’altezza del Cielo, sì che tutti quelli che partecipano ed entrano nella pietà della tua grandezza ineffabile acquistano per tua virtù la salute e la gloria!” ( San Bernardino da Siena )

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