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Poesia per messer Puccio Vannetti

 

Vannetto, detto Bianca, ma soprattutto Pucci,

Vergo in fretta per metter freno a’ tuoi mezzucci,

Son io che scrivo, sorridendo e di mia mano,

Ancor non mi riconosci? Son il “microcefalo d’Albano”

 

Lanci dardi rumorosi, ma scaturiscon odio e pena

“Giuda! Idioti! Inimici!” e altri insulti metti in gran catena

Giudice e dottore – della Fraternitade – ti poni

ma s’accodan nemmeno i tre soliti…amiconi.

 

Insegui i “rivoluzionari” come una lesta gazzella

Pronto per ricevere i quattro gatti di Civitella

Ruggisci, strepiti e desti gran scompiglio

Ma è tutto e solo per l’accordo con Bergoglio?

 

Abbi pazienza se in rima scrivo male

Ma dal ’68 quest’arte è messa in non cale

Sono cattivo, pericoloso, antagonista e marrano.

Son il senso delle tue ultime giornate: il microcefalo d’Albano.

 

P.S.: devo chiuder però con una richiesta espressa.

Di recarti li saluti de lo terror tuo: la tigressa.