Dj Fabo: eutanasia e fuoco di paglia.

fabo

 

di Bellarminus

 Alla fine Fabiano Antoniani, alias Dj Fabo, è deceduto, così come voleva, in una clinica in Svizzera accompagnato nel viaggio della morte dal radicale Marco Cappato. Il tragico epilogo è stato accompagnato, nei mesi precedenti, da una vera e propria campagna mediatica volta a compulsare un’opinione pubblica, quale quella italiana, già ampiamente assuefatta alle dottrine liberal. Non deve stupire infatti che tutti i mezzi di informazione stiano in queste ore premendo in favore di una legge dello Stato che disciplini il “fine vita”.

Basta, in particolare, dare uno sguardo a ciò che viene condiviso sui social per rendersi conto che gli italiani sono oramai completamente scristianizzati. L’eutanasia è stata, di fatto, sdoganata e, pur non essendo (ancora) legalizzata, sembra essere data come acquisita all’interno del pensiero comune. Il messaggio è chiaro: bisogna poter decidere della propria vita e lo Stato deve assecondare i desiderata dei sudditi.

Ovviamente tutto ciò è figlio del liberalismo ideologico, giacché eleva l’uomo a giudice di se stesso e del proprio destino senza alcun limite, e del positivismo giuridico, che disconosce ogni riferimento a valori pre-giuridici e incardinati nel cuore di ogni uomo di buona volontà.

Le campagne mediatiche di questi giorni non sono affatto nuove giacché, all’indomani della morte di Eluana Englaro, avvenuta nel 2009, partirono iniziative legislative in materia che però non trovarono, in quel particolare momento storico, terreno fertile. Peraltro la stessa Corte di Cassazione in quella circostanza diede il via libera alle DAT (dichiarazioni anticipate di trattamento) in maniera surrettizia attraverso l’istituto civilistico dell’amministrazione di sostegno, nato in realtà per offrire tutele a persone affette da disabilità.

Non vorremmo essere profeti di sventure, ma la sensazione è che, a breve, anche l’eutanasia sarà legalizzata. Ovviamente si tratterà di un intervento legislativo subdolo, come avvenne con la legge 194 che, ad oggi, ha provocato quasi sei milioni di vittime. Si dirà infatti con si tuteleranno le persone più deboli. Insomma, si proteggeranno i disabili sopprimendoli (sic!).

Se tutto ciò è stato possibile, se cioè l’ideologia della morte ha potuto radicarsi agevolmente nella società e nell’ordinamento giuridico italiano, è dipeso principalmente del nuovo corso adottato dalla Chiesa conciliare. Non è un caso infatti che tutte le leggi anti-cristiane che sono state introdotte in Italia hanno avuto come interlocutore il clero modernista, che si è piegato in nome del dialogo e dei “rapporti di buon vicinato”.  Basti solo ricordare che pochi giorni fa, in merito alla scelta della Regione Lazio di indire un bando di concorso per soli medici non obiettori all’ospedale San Camillo a Roma, la CEI abbia dichiarato che si tratta di una “errata applicazione” della legge 194. Parole che ci lasciano sgomenti.

Mons. Paglia, Presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia e uomo fidato del pontefice argentino, ha dichiarato che “bisogna interrogarsi” su questa vicenda. Dovremmo sommessamente ricordare a mons. Paglia che non è il tempo delle domande, perché l’eutanasia viola esplicitamente il V Comandamento, così come ribadito dal Magistero della Chiesa, ed apre le porte alla dannazione eterna. Ovviamente non ci permettiamo di giudicare l’anima dell’Antoniani e, anzi, preghiamo affinché Dio abbia avuto misericordia, ma certamente non possiamo nascondere le Verità della Fede cattolica. Bisognerebbe che le gerarchie ricordassero ai fedeli che le sofferenze fisiche hanno termine, quelle dell’Inferno no. Parole che possono sembrare dure – e in effetti lo sono – ma la Salvezza dell’anima è una cosa così seria e non può lasciarci indifferenti e – Dio non voglia! – complici.

Mons. Paglia parla di “sconfitta per tutti”: ha ragione, ma ad uscirne sconfitta è proprio quella linea conciliare che ha portato alla devastazione della morale dell’Occidente. Una gerarchia che rinuncia a convertire e che pretende di scendere a patti con il nemico è destinata a fallire miseramente. E i fatti ci danno amaramente ragione.

Nell’odierno dibattito, anche tra le fila vaticane, manca ogni riferimento a Dio, Bene supremo verso Cui ogni uomo deve tendere. L’Antoniani ha scelto l’eutanasia perché non gli è stata presentata la dimensione salvifica della sofferenza. Senza la Croce di Cristo tutto perde di consistenza, tutto diventa effimero e inutile, anche la stessa vita quando essa non ci aggrada più. La stessa Santa Messa cattolica è il Sacrificio di Cristo che sceglie la via della Passione per il salvezza dell’uomo.

Sembrano frasi scontate per un cattolico, eppure nulla di tutto ciò emerge dalle parole di mons. Paglia che usa il politically correct quando parla di “cultura dello scarto”, ricalcando il leitmotiv del pontefice, specialmente in funzione immigrazionista, terzomondista e pauperista. Il nostro auspicio è che si getti via questa retorica del compromesso ideologico assieme agli errori che ammorbano la Chiesa da decenni e si ritorni a dire la Verità. La paglia vicino al fuoco, si sa, brucia e l’Inferno è un luogo assai caldo.

 

66 Commenti a "Dj Fabo: eutanasia e fuoco di paglia."

  1. #Alessio   27 febbraio 2017 at 8:13 pm

    Ricordiamo che il corpo di questo poveretto era diventato un involucro inerte che conteneva un cervello funzionante… una cosa tanto orribile che non posso pensarci per più di due secondi senza provare un profondo disagio, ed anche in quei due secondi mi si gela il sangue.

    Personalmente, avrei voluto essere ucciso per molto, molto, molto (ma molto!) meno di così, quindi mi mantengo ben lungi dal giudicare una tragedia di queste immani proporzioni.
    Se qualcuno si sente di pontificare, stando ben al sicuro sulla riva, riguardo ad uno sventurato che vede col binocolo in mezzo alla peggiore delle bufere, faccia pure, io mi astengo.

    Aggiungo solo che spero che Dio accolga questo poveraccio, prima o poi.

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    • #Isidoro   27 febbraio 2017 at 9:43 pm

      Non è la prima volta che scrivi cose che un cattolico non dovrebbe scrivere… Comprendo la giusta empatia che un caso così possa suscitare, ma cerca di non farci leggere più scemenze tipo “avrei voluto essere ucciso per molto meno”, non ti fanno onore.

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      • #Alessio   28 febbraio 2017 at 2:42 am

        Che tu o altri ci vediate dell’onore o meno mi lascia del tutto indifferente.
        La scemenza è fare grandi dimostrazioni di virtù a buon mercato e sulla disperazione degli altri.
        Tu avresti voluto vivere in quello stato? Dammi una risposta sincera, censurare per non rispondere più che una scemenza sarebbe una viltà.

        Rispondi
        • #Diego   28 febbraio 2017 at 4:44 am

          Alessio, NON è questione di VOLER vivere ma di riconoscere la signoria assoluta di Dio sulla nostra vita.
          Il quinto Comandamento ci proibisce anche il suicidio e, a questo riguardo, non ammette eccezioni.

          La vita diventa un inferno?
          Si vive per il semplice fatto che NON si può e NON si deve suicidarsi!

          La vita non va vissuta solo se è gradevole o almeno accettabile o con sofferenze fino al limite X, va vissuta fino al suo termine naturale.
          Una persona di alta spiritualità o di grande santità potrebbe anche essere felice in quelle condizioni e offrire le proprie sofferenze a Dio, gli altri, FRA CUI IO, soffrirebbero tremendamente giorno dopo giorno ma, se sono cattolici, NON devono neppure prendere in considerazione l’ipotesi del suicidio, sia per non finire all’Inferno, sia per amore verso Dio.
          Se io fossi in quelle condizioni potei fare una scelta simile solo se:
          1)FOSSI ATEO.
          2)FOSSI PIU’ CHE SICURO CHE NESSUNO AVREBBE DA SOFFRIRE PER LA MIA MORTE.
          Queste due condizioni dovrebbero essere entrambe presenti.

          “Se qualcuno si sente di pontificare, stando ben al sicuro sulla riva, riguardo ad uno sventurato che vede col binocolo in mezzo alla peggiore delle bufere, faccia pure, io mi astengo.”
          C’è anche chi si astiene dal giudicare i gay e anche lui potrebbe addurre molti FALSI motivi…ma alla fin fine il concetto è lo stesso: chi è cattolico DEVE poter giudicare e distinguere le buone azioni da quelle cattive!

          Forse che Bergoglio fa male a non opporsi alla sodomia e fa bene a non immischiarsi nell’eutanasia?
          Assolutamente no: fa male sia a non opporsi alla sodomia che a non opporsi all’eutanasia, sono ENTRAMBI peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio!

        • #Isidoro   28 febbraio 2017 at 8:27 am

          Umanamente no, ma nel Padre Nostro non diciamo fiat voluntas tua? Se nell’economia della Provvidenza mi dovessi ritrovare a vivere così, mi auguro di ricevere tutte le grazie necessarie a portare la croce da buon cristiano.
          Rimane il fatto che l’eutanasia è un errore da condannare, tralasciando certamente ogni giudizio sulla persona, ché la giustizia di Dio è sufficiente e più giusta del miglior giudizio umano.

  2. #bbruno   27 febbraio 2017 at 9:24 pm

    che ci sia un parallelo tra eliminazione dell’idea di sacrificio dalla messa nuova cattolica e la volontà di eliminazione del sacrificio dalla vita dell’uomo? Io penso proprio di sì.

    Rispondi
    • #Hector Hammond   28 febbraio 2017 at 12:41 am

      Penso che sia vero che si voglia eliminare l’idea di sacrificio , è una conseguenza dell’eliminazione del concetto di Dio e di premio o castigo dopo la morte .
      Soffrire non ha senso se si perde la Fede ed il concetto che tutti i nostri atti verranno giudicati e su questo saremo salvati o dannati .
      Ora quel poveretto dove è finito ? Per un cattolico la risposta è terrificante , per altri non importa.

      Rispondi
      • #Alessio   28 febbraio 2017 at 10:49 am

        Se durante una guerra tu venissi catturato e sotto tortura (non quattro pugni, torture vere) rivelassi al nemico i piani dei tuoi, saresti per questo un traditore? Io non credo proprio, visto che avresti ceduto in quanto incapace di sopportare l’insopportabile.
        Voglio augurarmi che la Misericordia di Dio possa trovare applicazione anche per chi così duramente provato.

        Rispondi
    • #Alessio   28 febbraio 2017 at 2:51 am

      Il sacrificio è quello del povero operaio che si sveglia tutte le mattine alle 7 per un magro salario.
      La parola “sacrificio” riferita al vivere per uno paralizzato dal collo in giù, cieco ma con un cervello ancora funzionante mi sembra un eufemismo incredibilmente edulcorato.
      E non credo proprio, perdonami, che uno in quello stato stia troppo ad arrovellarsi circa il tipo di rito in vigore.

      Rispondi
      • #Aristarco De' Strigidi   28 febbraio 2017 at 1:27 pm

        Alessio, per quello che vale, mi associo a quanto dici.

        Rispondi
        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 7:26 pm

          Grazie, Aristarco!

          Almeno uno che non si mette in cattedra a sentenziare spavaldamente sulle tragedie che sono altri a patire.

  3. #Albino Mettifogo   27 febbraio 2017 at 10:13 pm

    In questo mondo siamo solo di passaggio.
    Non é potere dell’ uomo giudicare se la vita merita o no di essere vissuta.
    Tutto ciò che possiamo fare (per usare le parole di Gandalf), é come utilizzare al meglio il tempo che ci é stato dato.
    Ciò detto, Ambrogio Fogar ha avuto molta più dignità di costui. Il giorno del giudizio si alzerà e lo condannerà perché, pur essendo finito nella stessa situazione, ha amato la vita fino al suo ultimo giorno. Tanto di cappello.

    Albino

    Rispondi
    • #Alessio   28 febbraio 2017 at 10:36 am

      Il grande Ambrogio Fogar non era cieco come invece era “costui”, e questo aggiunge orrore all’orrore. Io da parte mia non sarei in grado di accettare una vita senza il “solo” poter camminare (fatte salve tutte le altre funzioni), o il “solo” poter vedere, figuriamoci nei due casi citati!

      Quanto alle parole di Gandalf e a scenari apocalittici, direi che lasciano molto il tempo che trovano.

      Rispondi
      • #Albino Mettifogo   28 febbraio 2017 at 12:07 pm

        Il grande Ambrogio Fogar ha accettato la sua condizione.

        Albino

        Rispondi
        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 12:33 pm

          E Bolt corre 100 metri in meno di 10 secondi.

  4. #jb Mirabile-caruso   27 febbraio 2017 at 11:50 pm

    Bellarminus: “…se l’ideologia della morte ha potuto radicarsi agevolmente nella società
    ………………….è dipeso principalmente dal nuovo corso adottato dalla Chiesa conciliare”.

    …………………”Il nostro auspicio è che si getti via [ …] assieme agli errori che ammorbano
    ………………… la Chiesa da decenni e si ritorni a dire la verità”…………………………………….

    Solo una osservazione che a me sembra cruciale, dr. Bellarminus, vorrei avanzare: che la situazione che ci ritroviamo a vivere è fondamentalmente una situazione di INGANNO che, da parte nostra, richiede una particolarissima attenzione nella scelta delle parole che usiamo se non vogliamo ritrovarcene – senza nemmeno accorgercene – conniventi e corresponsabili.

    Quando noi scriviamo della “Chiesa conciliare” e della “Chiesa ammorbata da decenni dagli errori” noi, di fatto, accettiamo come “reale” la presenza della Chiesa Cattolica che parla e che agisce, senza che Essa, però, c’è nella realtà: NON c’è perché ad esserci nella realtà, presente e parlante ed agente, è la sinagoga di satana che – sin dal 1958 – OCCUPA la Santa Sede e si spaccia per la Chiesa Cattolica.

    Tutto il mondo, da decenni, è vittima di questo inganno, la quasi totalità del gregge di Dio ne è vittima, e a tutti noi che di questo inganno siamo consapevoli corre il DOVERE prioritario di ESPORLO, seppure nella misura assai limitata che ci è data, con l’uso rigoroso delle parole che esprimono la Verità.

    Rispondi
  5. #jb Mirabile-caruso   28 febbraio 2017 at 9:36 am

    Alessio: “Tu avresti voluto vivere in quello stato? Dammi una risposta sincera, censurare
    ……………per non rispondere più che una scemenza sarebbe una viltà”………………………..

    Le chiedo scusa per l’intromissione, signor Alessio, ma se non sono di troppo, di risposta sincera vorrei darLe la ‘mia’ : certamente anch’io non avrei voluto vivere in quello stato – e credo, infatti, che nessuno l’avrebbe voluto, essendo stati noi tutti creati per gioire e non per soffrire, per vivere e non per morire – ma al contempo mi sarei ricordato di essere seguace di un tal Gesù da Cui ho imparato che la Croce esiste per essere ‘abbracciata’ e NON per essere ‘fuggita’; che la sofferenza esiste perché ha un senso, una funzione ed uno scopo, tutti e tre al servizio della glorificazione della mia vita, terrena ed oltreterrena.

    E da chi venisse a farmi visita spererei ascoltae vibranti parole di incoraggiamento alla vita, NON parole di incoraggiamento alla morte: perché le prime saprei venire da Dio, le seconde da satana!

    E adesso vorrei anch’io porre a Lei una domanda per una risposta sincera: se Fabiano Antoniani fosse stato un Suo conoscente, o amico, o estraneo, quali parole avrebbe Lei detto, visitandoLo?

    Rispondi
    • #Alessio   28 febbraio 2017 at 10:42 am

      Caro Caruso,

      Le rispondo. Se fossi stato :

      1- Un amico (o un familiare), gli avrei fatto, anche di mia mano, quello che normalmente farei solo ad un nemico e che era ciò che lui desiderava.
      2- Un conoscente, non avrei avuto il coraggio di andarlo a trovare, avrei pregato per lui ed avrei spiritualmente appoggiato ogni iniziativa che avesse intrapreso per i motivi che ho già citato.
      3- Un estraneo, non sarei andato a trovarlo, e avrei fatto quello che sto facendo.

      Non so… cosa sarebbe mai stato possibile inventarsi, per confortarlo? “Coraggio, la vita è bella”? O “resisti così magari per mezzo secolo e poi sarai ricompensato (resisti tu, comunque)”?
      Per favore…

      Rispondi
      • #Diego   28 febbraio 2017 at 12:59 pm

        “Se fossi stato :

        1- Un amico (o un familiare), gli avrei fatto, anche di mia mano, quello che normalmente farei solo ad un nemico e che era ciò che lui desiderava.”

        E così lo avresti consegnato a Satana con le tue stesse mani…proprio un vero amico saresti stato!

        “Prego, giudicate! Chi ve lo impedisce? Intanto lì c’era lui, non voialtri.” : questo tipo di discorso è usato dai modernisti per sovvertire la morale!

        Dio ci ha dato delle leggi, caro Alessio e, ti piaccia o no, se vuoi salvarti devi essere sottomesso a Lui e a Tutte le Sue Leggi, non solo a quelle che Ti vanno bene.
        Sembra che Tu non ritenga una norma assoluta neppure la proibizione dell’omicidio dell’innocente, come avevi già scritto altrove (per salvare la donna che ami saresti disposto sia a favorire un aborto che ad uccidere un vicino di casa innocente (che magari ha dei familiari che lo amano e una moglie innamoratissima)).
        Spero che, per coerenza, se la donna che tu ami fosse uccisa da un qualcuno “costretto a farlo” per salvare la donna da lui amata, tu non te la prenda, visto che è quello che faresti anche tu al suo posto!

        Ma così facendo si esce dalle leggi di Dio e si ritorna alla legge del più forte (o del meglio armato).

        Rispondi
        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 2:30 pm

          Dunque :

          1- Come familiare o amico avrei agito così, riguardo alla consegna d’un’anima a Satana non puoi dirlo, in quanto nessuno sa con precisione chi ci sia all’Inferno o meno. Io non ho amici o parenti che vorrebbero vivere in quella condizione, quindi facendo quello che avrei fatto avrei semplicemente interpretato un desiderio ragionevolmente presunto, e non una richiesta esplicita, con esclusione totale del suicidio da parte del soggetto in questione.

          2- Quanto al sacrificare un innocente estraneo per salvare una persona che amo, non avrei la benchè minima esitazione. Non mi piacerebbe, ma non avrei alcuna incertezza. La mia situazione spirituale la vedremmo dopo, per mettermi a posto il tempo c’è, ma la persona che amo deve vivere.
          Altrettanto vedrei malissimo il fatto che una persona che in teoria dovrebbe amarmi non fosse disposta, per salvare me, a sacrificare Tizio e Caio, che innocenti o no restano il male minore.

          3- Se un altro si trovasse in questa stessa condizione e fosse costretto, come tu dici, ad uccidere la donna che amo io per salvare quella che ama lui, non gli porterei alcun rancore perchè ovviamente io al suo posto avrei fatto lo stesso. Gli farei quello che puoi immaginare senza per questo odiarlo.

          4- Quanto alla legge del più forte o del meglio armato, io di mio aspiro alla legge basata sulla Giustizia e non sulla forza bruta. Pur tuttavia se per circostanze del tutto contrarie alla mia volontà mi trovassi costretto (e prego Dio che non accada mai) a sporcarmi le mani per salvare le persone che amo, me le sporcherei quanto fosse necessario applicando il “mors tua vita mea”.

  6. #Alessio   28 febbraio 2017 at 10:30 am

    A Isidoro, Diego, Caruso… e a tutti gli altri

    Se vi sentite in grado di sentenziare su qualcosa di così tremendo, avanti, fatelo pure.
    Io ritengo che si tratti di un qualcosa di molto più grande di me, credo che solo Dio possa giudicare una simile circostanza, e spero vivamente che Dio accolga questo poveretto.

    Voi, signori miei, rispondete con la teoria per giudicare una circostanza tragicamente pratica : pensate al momento preciso nel quale quel povero ragazzo realizzò che non si sarebbe mai più mosso nè avrebbe mai più visto nulla, pensate in che indicibile abisso d’orrore possa essere precipitato in quel momento. Mi viene la pelle d’oca solo al pensiero!
    Non dico davanti a tre anni in quello stato, ma soltanto davanti a quell’istante tutte le vostre parole si dissolvono ; non perchè non abbiate ragione in linea puramente teorica, ma perchè non avete neppure un accenno di pallida idea di cosa possa aver provato qul ragazzo in quel momento.
    E CERTE COSE NON E’ POSSIBILE GIUDICARLE DAL DI FUORI.

    Da parte mia, posso solo invitarvi alla Carità Cristiana ed alla pietà in tutti i sensi verso costui, senza “avrebbe dovuto fare così, io avrei fatto cosà”… voi non sapete di cosa parlate (grazie a Dio), lui purtroppo lo sapeva eccome.

    Rispondi
    • #Redazione RS   28 febbraio 2017 at 10:35 am

      gli atti si possono giudicare sempre. e suicidarsi rimane sbagliato, qualunque lenzuolo vogliamo scriverci su.
      certo chi ha fomentato la disperazione del poverino, invece di aiutarlo, ha una colpa più grande.

      Rispondi
      • #Alessio   28 febbraio 2017 at 10:45 am

        Prego, giudicate! Chi ve lo impedisce? Intanto lì c’era lui, non voialtri.
        Per favore, già che siamo in argomento, scrivete per tutti i lettori quali parole avreste usato voi per confortare il poverino in questione… poi tutti insieme proviamo ad immaginare quanto gli avrebbero migliorato la vita.

        Rispondi
        • #Diego   28 febbraio 2017 at 12:14 pm

          Alessio, non essere cattolico solo dove ti fa comodo!
          Le leggi di Dio vanno ascoltate TUTTE, piacciano o no!

          Non ti avevo forse già scritto che anche la mia vita, in quelle condizioni, sarebbe un inferno?
          Non è questione di frasi che possano fare star meglio IN QUESTA VITA, è questione di obbedienza a Dio e a TUTTI i Suoi Comandamenti, per amore nei Suoi confronti e per evitare l’Inferno (e ricordati che l’Inferno è ETERNO e che ci si sta molto peggio rispetto a come stava Fabo).
          Per il resto, c’è chi non giudica chi si suicida, così come c’è chi non giudica i sodomiti, chi non giudica gli adulteri, chi non giudica i sincretisti…e tanti altri tipi di “cattolici” che difendono o approvano uno specifico comportamento proibito.

          Comunque, TUTTI i cattolici hanno già una guida chiarissima e infallibile a tal riguardo, il resto lo lasciamo ai radicali:

          193 Che ci proibisce il quinto comandamento « non ammazzare » ?
          Il quinto comandamento Non ammazzare ci proibisce di recar danno alla vita sì naturale che
          spirituale del prossimo e nostra; perciò ci proibisce l’omicidio, il suicidio, il duello, i ferimenti, le
          percosse, le ingiurie, le imprecazioni e lo scandalo.
          194. Perché è peccato il suicidio?
          Il suicidio è peccato, come l’omicidio, perché Dio solo é padrone della nostra vita, come di quella
          del prossimo: inoltre è peccato di disperazione che, di più, toglie con la vita la possibilità di pentirsi
          e di salvarsi.

        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 12:29 pm

          A Diego

          ho già detto la mia, e una nuova risposta sarebbe identica.

      • #Albino Mettifogo   28 febbraio 2017 at 11:09 am

        Approvo. Gente come Cappato é certamente attesa da un carcere più tenebroso ed eterno dei dodici anni che potrebbero dargli in Italia (figuriamoci se lo condanneranno…).
        Per il resto, pur rendendomi conto che non vorrei mai trovarmi in una situazione simile (e chi lo vorrebbe?), esiste sempre la possibilità che un domani salti fuori una cura.
        Se in passato si fosse ragionato che non c’era più alcuna possibilità di guarigione per determinate malattie, e si fosse proceduto al suicidio assistito degli infermi, oggi la peste, il colera, la malaria, il vaiolo, la tisi, sarebbero ancora mali incurabili.

        Albino

        Rispondi
        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 11:53 am

          Certo, come no! Una cura per la colonna vertebrale spezzata e per la cecità! Magari nel 3500…
          Inoltre, le malattie che hai elencato t’ammazzavano da sole, non ti lasciavano in quello stato terrificante. Al confronto non sono nulla.
          Quanto alla malaria, non esiste cura ma solo una profilassi, e comunque può benissimo non essere mortale. Conosco tre persone che ce l’hanno.

      • #Albino Mettifogo   28 febbraio 2017 at 12:05 pm

        @ Alessio

        E con questo? Malattie come la lebbra sono rimaste incurabili per migliaia di anni!!
        Se anche la cura per la cecità e la spina dorsale spezzata saltasse fuori nel 98003, io non avrei comunque ALCUN DIRITTO di porre fine alla mia vita.
        E glielo scrive uno (il sottoscritto) che soffre di crisi depressive, e che più volte in passato ha pensato seriamente al suicidio. Ma la FEDE aiuta a superare anche queste cose! Crede forse che la mia vita sia più semplice solo perché posso vedere e camminare? Ma per piacere!!!!

        Albino

        Rispondi
        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 12:27 pm

          Non conosco la tua condizione, ma poter vedere e muoversi certo aiuta.

        • #Albino Mettifogo   28 febbraio 2017 at 1:36 pm

          Caro Alessio,
          aiuta a cosa?
          Se non fosse per la Fede Cattolica che mi ha sostenuto, oggi non sarei qui a scrivere su questo blog. Puoi esserne certo. La FEDE é l’unica ragione per cui non ho mai ceduto ad atti di autolesionismo (e per FEDE intendo anche la consapevolezza che i mali di questa vita sono passeggeri, mentre l’ inferno é eterno). Camminare e vedere non mi avrebbero certo convinto a desistere dal suicidio. Guardati bene dal ritenere certi mali di serie A e altri di serie B, perché non sai cosa stai andando a toccare.

          Albino

        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 2:03 pm

          Caro Albino,

          me ne guardo eccome! Come ho detto, non so di cosa tu stia parlando ma ne ne guardo bene!
          Resta il fatto che grazie alla tua FEDE adesso stai bene e puoi scrivere qua in RS perchè muovi le mani, il ragazzo dell’articolo anche con la FEDE non avrebbe potuto fare nient’altro che rimanere sdraiato, immobile ed avvolto nell’oscurità.

        • #Albino Mettifogo   28 febbraio 2017 at 2:33 pm

          Ma con la FEDE avrebbe continuato a vivere nella sua condizione, memore delle stesse parole che Gesù pronunciò al Getsemani: “Padre, se possibile, passi da Me questo calice di dolore. Tuttavia non sia fatta la Mia, ma la Tua volontà”.
          La differenza é tutta qui Alessio, e scusami se questo é anche il motivo per cui non perdono il gesto che ha compiuto DJ Fabo. Tanto meno perdono quelli che lo hanno incoraggiato su questa via (Cappato & C.)

          Albino

        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 3:42 pm

          Perdonami, Albino : QUANTE CHIACCHIERE!

        • #Albino Mettifogo   28 febbraio 2017 at 5:13 pm

          Hai detto bene: quante chiacchiere. E la cosa é reciproca.

          Albino

        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 6:59 pm

          No! Non sono mica io che pontifico su di un tetraplegico cieco, sei tu che lo fai.
          Io mi sono limitato a dire che mi astengo dal giudicare. Vai a leggere.

        • #Maria   1 marzo 2017 at 4:51 am

          Signor Albino

          la Fede non si acquista,e’ Dono! Se io o lei o altri ne stiamo beneficiando,non è detto che per tutti sia di ugual misura.Le basti vedere la diversità che vediamo tra noi nel dare la giusta interpretazione alla Parola.

          A grandi linee crediamo e diciamo le stesse cose ma, scesi nei particolari de nostro vivere,le cose vanno a complicarsi.

          Si dice che c’è chi ha ragione e chi a torto? Può darsi si,può darsi no.Purtroppo la parola ” relativo”, non piace molto, perché si dice la Verità e’ una! Questo non si può smentire in assoluto.

          il problema siamo noi – se lo riteniamo tale -, per il Signore senza dubbio non lo è.
          Lui comprende le nostre difficoltà, proprio perché conosce i nostri limiti.Chi meglio di Lui! E noi qua’,a condannare l’operato di uno o dell’altro.

          Penso che la ricchezza della chiesa stia proprio nelle diversità,di un popolo in cammino.Ognuno di noi deve dare per quello che è, senza che altri ci vogliano diversi. Tempo al tempo….

          Albino ognuno di noi e’ un mondo a se’,importante in un camminare insieme.
          Se anche lei non la penasse in tutto a me,non è detto che non intuisca per come scrive,la sua sensibilità di brava persona credente.

          Sentendo per come pensa Alessio, e su molte cose non sarei proprio della stessa opinione, non è detto che lui non abbia cose buone da trasmetterci.

          Non possiamo etichettare una persona di non essere cristiana per il fatto che non viaggia sulla stessa nostra linea! Non ne conosciamo le profonde motivazioni, e le loro non conoscono le nostre.

          Piuttosto non dimentichiamoci di chiedere sempre aiuto al nostro Signore per fare in modo di non venirci a perdere che,di questi tempi,che stiamo vivendo siamo messi tutti a dura prova….

        • #Albino Mettifogo   1 marzo 2017 at 9:21 am

          Maria,
          condivido quello che dice.
          Rimane il fatto, comunque, che io, se non fosse stato per la Fede, oggi non sarei a scrivere su questo blog.
          Mi spiace aver usato certi toni, ma non posso accettare che, sia pure cripticamente, passi il messaggio che ci sono croci più pesanti di altre. Nessuno ha il diritto di giudicare una croce e se una vita vale o meno la pena di essere vissuta. Come non posso farlo io, non può permettersi di farlo neppure un tetraplegico ateo che ritiene la vita non avere più alcun senso. E nell’elenco ci metto pure Welby, che non voleva più vivere ma che, poco prima che gli staccassero il respiratore, ha voluto vedersi il gioco dei pacchi sulla Rai. Che serietà!
          La ringrazio per quello che mi ha scritto.

          Albino

  7. #Alberto   28 febbraio 2017 at 10:38 am

    Vi consiglio l’articolo di Blondet, forse un po’ duro nei toni (in apparenza non troppo misericordioso per la tragedia di questa persona), ma esemplare per lucidità di analisi: http://www.maurizioblondet.it/povero-fabo-dj-ingannato-sempre-cattivi-attori/

    Rispondi
  8. #Luke   28 febbraio 2017 at 11:03 am

    Questo commento è solo una riflessione-domanda non un giudizio e non ne ho voluto esprimere altri……

    Mi chiedo, se questa persona viveva la vita a 100 all’ora, tra musica, discoteche, viaggi per il mondo, VIPS, bella vita, soldi, donne e sicuramente era anche ateo, come forma di vanto e intelligenza, attorno a sè aveva solo VUOTO ESTERIORE….come poteva mai accettare la malattia e la sofferenza come fanno altri cristiani nelle stesse condizioni negli ospedali per offrirle al Signore?
    Forse certe scelte e certe risposte si trovano soprattutto nel vissuto di ognuno, un involucro appunto (il corpo) ma vuoto e quindi anche la “vita” non contava più nulla…..

    Mi ha commosso davvero questa testimonianza….

    http://www.huffingtonpost.it/2017/02/26/dj-fabo-appello-matteo_n_15025114.html

    Rispondi
    • #Alessio   28 febbraio 2017 at 12:03 pm

      Vivere la vita a 100, o a 200 all’ora, non è assolutamente disdicevole nè assolutamente condannabile. Da parte mia, anch’io secondo quelli che sono i miei gusti cerco di vivere più “a 100 all’ora” che posso. D’altra parte di vita terrena ne ho una sola, cosa dovrei fare?
      Il vuoto esteriore o interiore si può averlo sia vivendo chiusi in un armadio che cercando di godersela.

      L’appello di Matteo non è paragonabile al caso in questione, in quanto il povero Matteo non ha mai provato una vita differente, il ragazzo dell’articolo invece sì.
      Accettare la miseria per chi è stato ricco è molto più difficile rispetto a chi è già nato povero… tanto per fare un esempio.

      Rispondi
      • #Luke   28 febbraio 2017 at 3:28 pm

        Gentile Alessio qiando la leggero’ prossimamente insultare Bergoglio, dire che non e’ Papa ed esaltare la liturgia pre-conciliare mi faro’ una sonora risata perche’ LEI NON E’ CATTOLICO!

        Saluti.

        Rispondi
        • #Alessio   28 febbraio 2017 at 6:57 pm

          Il miglior supporto che mi viene in mente per la tua opinione si trova in rotoli con scritto fuori “Regina”.

          E i saluti tieniteli pure.

        • #Luke   28 febbraio 2017 at 9:04 pm

          Preferisco usare adesso la cartigienica carissimo che legittimare l’omicidio-suicidio concordato….io adesso posso anche usare la cartigienica, lei domani dovrà rispondere davanti a Dio se farà un’azione del genere.

          Grazie a questi episodi calano le maschere dei “cattolici di facciata”, i famosi sepolcri imbiancati, vanno a messa tradizionale, criticano il Papa e la protestantizzazione della Chiesa ma poi dentro hanno il fetore putrescente dei mali demoniaci della società moderna.

        • #Alessio   1 marzo 2017 at 12:54 am

          Io avrei dentro “il fetore putrescente dei mali demoniaci della società moderna.” per via del fatto che preferisco lasciare a Dio il giudizio su tale questione, invece di sputacchiare sentenze?
          Sei proprio un povero, patetico individuo.

      • #Luke   1 marzo 2017 at 10:48 am

        Uno che uccide una persona ha già il comandamento alla mano, quello che si fa uccidere dovrà risponderne a Dio, ma NOI CATTOLICI abbiamo il dovere di non autorizzare il suicidio!
        Le entra in quei tre neuroni che girano nel vuoto? E’ un altro di quei fedeli che frequenta le parrocchie ed è per il divorzio, l’aborto e l’eutanasia?

        I cattocomunisti del XXI secolo! Tutta misericordia e Radicali!

        Rispondi
        • #Alessio   1 marzo 2017 at 11:43 am

          “I tre neuroni che girano a vuoto”.
          In casi del genere, normalmente sono portato ad offendermi, provando una certa voglia che determinate cose mi vengano dette in faccia per zittire con le spicce chi le dice.
          Ma in questo caso no. Anche se me le dicessi in faccia, potrei mai arrabbiarmi con uno come te? Al massimo potrei mettermi a ridere e procurarti qualche medicinale… non sparo sulla crocerossa.

          Per l’ultima volta, con la speranza che in quel neurone secco ti arrivi qualcosa, provo a risponderti, dopo per me puoi andartene a ca… lo sai dove.

          NON AUTORIZZO NIENTE, DICO SOLO CHE DATA LA GRAVITA’ DELLA CIRCOSTANZA MI ASTENGO DAL GIUDICARE E LASCIO IL GIUDIZIO A DIO, VISTO CHE IL SOLO PENSIERO DI MENOMAZIONI SIMILI MI SPAVENTA A MORTE.

      • #Luke   1 marzo 2017 at 10:56 am

        Poveri fessi quei santi che si mortificavano per arrivare alla Santità…giustamente meglio la vita a “100 all’ora”, il benessere e la bellavita sono il miglior mezzo arrivare alla Santità!
        Chiederò a Bergoglio di togliere di mezzo la Quaresima, la Croce, le Ceneri…..w la gioia, il divertimento e la sfrenatezza e gli abusi!

        Rispondi
        • #Alessio   1 marzo 2017 at 11:44 am

          La Santità è una scelta, io mi accontento d’essere un cristiano accettabile.
          Ho già risposto a questo nell’altro articolo.

  9. #lister   28 febbraio 2017 at 3:23 pm

    Caro Alessio, ti voglio bene,
    vorrei solo porti una domanda:
    “E’ meglio “vivere” (e lo metto tra virgolette, ben conscio dello stato orribile in cui ci si può trovare) tetraplegico e cieco per qualche anno o vivere dannato per sempre?

    Naturalmente, a questa domanda potrà rispondere solo uno che crede alla Parola.

    Rispondi
    • #Alessio   28 febbraio 2017 at 7:01 pm

      In casi del genere è meglio che qualcuno che ti vuole bene ti risolva il problema senza coinvolgerti.
      Ecco cos’è meglio.

      Rispondi
  10. #Maria   28 febbraio 2017 at 4:05 pm

    Io dico: e’ facile vedere le cose da fuori senza provare a viverle.

    Non si va a capire il senso della vita all’occorenza.Non ci si improvvisa affatto,per quanto si cerchi di farlo.Sei in quel momento tutto ciò che hai vissuto.Bene o male non importa! Tu presenti a Dio Padre te stesso.Barare non serve.
    Al di la di quello che noi possiamo decidere,i nostre cuori sono messi sotto la lente per essere giudicati.La nostra fede per quanto abbiamo creduto di possedere,agli occhi del Signore,potrebbe avere valenza diversa per quanto si pensasse.

    Diciamo però,che a chi tanto è stato dato,tanto sarà chiesto.
    Non sappiamo durante il periodo d’infermita’di Dj Fabo cosa sia entrato od uscito dalla sua anima.Se avrà sentito il bisogno di parlare con il Signore e raccontare le sue insopportabili pene che stava vivendo.Pertanto,forse, sia cosa buona strarsene un po’ in silenzio,e pregare per questo ragazzo.

    Rispondi
    • #Albino Mettifogo   28 febbraio 2017 at 5:17 pm

      Non sono così sicuro che abbia parlato con il Signore raccontandogli delle sue pene. Glielo auguro.anch’io. Ma gli atti che ha compiuto indicano un percorso ben diverso.

      Albino

      Rispondi
      • #Alessio   28 febbraio 2017 at 7:24 pm

        “indicano un percorso ben diverso”?
        C’eri tu nella testa di una persona sconvolta dalla disperazione?
        Da parte mia gli auguro il meglio, visto che in vita ha avuto una simile tragedia.

        Rispondi
        • #Albino Mettifogo   1 marzo 2017 at 8:47 am

          Anche tante altre persone sono sconvolte dalla disperazione per motivi ben diversi da quello, ma non pensano minimamente a suicidarsi. E se io non posso permettermi di giudicare chi ha vissuto una simile tragedia, perché lui ha potuto permettersi di giudicare che la croce che gli era toccata in sorte era peggiore di quella toccata ad altri? Chi era per giudicare quanto “pesano” le croci degli altri?
          Scusa Alessio, ma queste sono cose che NON PERDONO!!!!

          Albino

        • #Alessio   1 marzo 2017 at 11:47 am

          Albino,

          uno in quella situazione non pensa minimamente a cosa sia toccato agli altri, ne ha già abbastanza per sè.
          Credo che entrambi abbiamo espresso il nostro pensiero con sufficiente chiarezza e non è il caso di proseguire.

        • #Albino Mettifogo   1 marzo 2017 at 12:23 pm

          Alessio,
          anch’io quando sono in preda ai momenti più neri non penso alle croci degli altri.
          Come ti ho già detto altrove, la differenza la fa la Fede. E’ quella che fa decidere per la vita o per la morte in quelle situazioni, vuoi per un tetraplegico cieco, vuoi per un depresso, vuoi per miliardi di altre croci (tante quanti siamo noi uomini).
          Ciò detto sono d’accordo con te che ognuno abbia ormai espresso chiaramente il proprio punto di vista. Permettimi solo di dirti che il Magistero della Chiesa Cattolica é molto chiaro riguardo al suicidio (assistito o meno che sia). E come cattolici siamo tenuti ad ascoltarlo. Ne va della nostra salvezza.

          Albino

    • #Maria   1 marzo 2017 at 10:23 am

      Albino
      credo,la depressione, una fra le peggiori malattie invalidanti,che prendono nella totalità l’essere umano.Si è già morti da vivi.Uscirne? Può darsi! Se fosse: gridiamo al miracolo….

      Rispondi
      • #Albino Mettifogo   1 marzo 2017 at 10:52 am

        Grazie.
        Personalmente le dico, a titolo di testimonianza, che faccio uso di farmaci antidepressivi che prendo ogni sera da ormai otto anni (ma la depressione ce l’ho dalla nascita, o almeno così mi han detto). Dovrò probabilmente prenderli vita natural durante.
        Ma se non fosse per la Fede nell’Amore e nella Misericordia di Dio, detti farmaci non mi sarebbero di alcun aiuto.
        Nei momenti più pesanti é stata solo la Fede nuda e cruda a sorreggermi.
        Posso tranquillamente dire che, quando stavo per arrendermi alla disperazione, Gesù é SEMPRE intervenuto sollevandomi questa croce quel tanto che bastava per permettermi di respirare e andare avanti.
        Ritengo che anche questo DJ Fabo fosse caduto in depressione per la croce che gli era toccata. Se avesse avuto Fede, avrebbe anche avuto la forza di portarla fino alla fine, pur essendo tetraplegico e cieco. Questo é il mio pensiero.

        La ringrazio ancora per le sue parole.

        Albino

        Rispondi
        • #Albino Mettifogo   1 marzo 2017 at 10:57 am

          E aggiungo: Dio NON ABBANDONA MAI chi a Lui si affida quando le nostre forze e le nostre certezze vengono meno.

          Albino

  11. #Alberto   28 febbraio 2017 at 5:36 pm

    Io mi sto rendendo conto di una cosa.
    Che se Bergoglio diffonde eresie da mane a sera, è perché buona parte dei cosiddetti cattolici, anche di quelli che si ritengono tradizionalisti, quello desiderano.
    Quello che sostiene qui il “super-tradizionalista” Alessio ne è una conferma.
    Tutte le volte che affronto il problema aborte, trovo sempre qualche cattolico, anche “tradizionalista”, che mette le mani avanti, cita casi più o meno pietosi, e fa dei distinguo.
    Esattamente come qui, per il caso, certamente tremendo del DJ Fabo.
    Ma fare queste distinzioni vuol dire sposare l’etica della situazione e il principio che alla fin fine è solo la coscienza privata che deve avere l’ultima parola (vedasi Amoris laetitia).

    Rispondi
    • #Alessio   28 febbraio 2017 at 7:21 pm

      Ti rendi conto male, Alberto carissimo.

      Io di quello che dice Bergoglio me ne frego totalmente, come me ne frego totalmente di quello che dice il 99,999% della gente, che sia di una parte o dell’altra.
      La cerchia delle persone importanti della mia vita è molto ristretta, ed al di fuori di quella cerchia l’opinione del resto dell’Umanità è pura foglia da pipa.
      Ho la mia testa per pensare e penso solo con quella. Solo.

      Quanto al super-tradizionalista, non ho mai detto di esserlo. Io sono un cattolico praticante entro i limiti delle mie umane forze e un estremista di destra non militante (per lo meno non in senso stretto). Di essere un fanatico e di frequentare ambienti di fanatici non solo non m’importa nulla, ma non ci tengo minimamente.
      Alla larga, dai fanatici! Non c’è niente di più noioso! E leggendo certi commenti come quello del tizio che critica Fabiano perchè “viveva a 100 all’ora, soldi, donne, viaggi” ecc. mi rendo conto una volta in più di che palla al piede possa essere certa gente.

      Quanto alle mie dichiarazioni, mi cito testualmente :
      “… mi mantengo ben lungi dal giudicare una tragedia di queste immani proporzioni.”
      “Io ritengo che si tratti di un qualcosa di molto più grande di me, credo che solo Dio possa giudicare una simile circostanza.”
      HO FORSE DETTO “VIVA IL SUICIDIO”??? SE Sì, DIMMI DOVE, VISTO CHE TI RENDI CONTO DELLE COSE!

      Vale per te e vale per tutti : invece di farvi prendere da bollori scandalizzati perchè c’è qualcuno che non si ritiene all’altezza di giudicare immani tragedie altrui con la leggerezza con la quale si ordina un caffè, prendetevi il disturbo di leggere quello che viene scritto.

      Rispondi
  12. #Alessio   28 febbraio 2017 at 7:53 pm

    Riassunto del mio pensiero, per tutti coloro che hanno difficoltà a leggere (anche se non a scrivere) ed a comprendere (anche se non a sentenziare) :

    1- Non ho sostenuto il suicidio come pratica generale in alcun momento.
    2- Ho dichiarato che IO PERSONALMENTE non sarei neppure lontanamente in grado di affrontare una simile disgrazia, ed in quelle condizioni preferirei cessare di vivere.
    3- Dal momento che non chiedo ad altri cose che io per primo non sono disposto a fare, HO DETTO CHE SCEGLIEVO DI NON METTERE BECCO NELLA VICENDA, LASCIANDO IL GIUDIZIO A DIO.

    Se qualcuno ritiene che esprimersi in questi termini sia contrario al Cattolicesimo sono fatti suoi, che si metta in cattedra lui, che declami lui, che dia lezioni lui.
    Ma che non mi si venga più a rompere perchè in questo caso, data la gravità e la peculiarità della circostanza, scelgo il silenzio invece della fanfara.
    Spero di chiuderla qua.

    Rispondi
  13. #Paola   1 marzo 2017 at 10:23 pm

    Ribadisco il concetto di pregare ,per questa anima e per tutte coloro che scelgono il suicidio.il giudizio spetta a Dio. Cosa sia la depressione io lo so benissimo e mi associo ad Albino.meglio un cancro che questa malattia,pero’,c’è un pero’…la sofferenza che ho passato e’atroce !!e solo chi l ha passata lo sa.Ma benedetta per me perche ‘ho trovato Gesu’,e lo amo lo amo lo amo.e sono felice non sono guarita.ma non importa,Fiat voluntas sua.soffrire e offrire per me e gioia.ma non giudichiamo chi non se la sente di soffrire .Il Signore da la croce piu o meno pesante ed e ‘ una grande Misericordia, secondo le nostre forze. Sta a noi accettarla .E poi Lui l ha detto:chi non prende la sua croce e mi segue non e degno di me. Il Signore vi benedica tutti .nel nome del Padre Del Figlio e Dello Spirito Santo.!

    Rispondi
  14. #Maria   1 marzo 2017 at 11:14 pm

    Paola
    Il Signore non ci crocifigge, Lui ci ama! Solo se accettiamo di portare la nostra croce,insieme alla Sua, sarà meno pesante…..

    Rispondi
  15. #BK   4 marzo 2017 at 4:37 pm

    Ho sofferto nel conoscere le condizioni terribili di quest’uomo giovane, e per la Vita spezzata. Si è fatto cremare; presumo fosse ateo e perso nel buio spirituale, immerso soltanto nella vita di dolore fisico. Perso. Aveva in ogni caso un cervello sano e funzionante! Ascoltare la musica, sentire la carezza della madre, l’amore per lui attorno, usufruire di una rete costante di assistenti (sanitari e non) di ‘presenza’ umana vera; soprattutto abbracciare la Croce di Cristo insieme alla sua, l’avrebbe salvato. Non giudico l’uomo perché non spetta a me; spero solo che il Signore gli abbia dato modo di pensare a Lui, sia pure un nanosecondo dopo l’auto somministrazione fatale, e di chiederGli pietà e perdono.

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    • #Alessio   4 marzo 2017 at 8:12 pm

      Ottime parole.

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