Gesuiti contro il “muslim ban” di Trump

San Francesco Saverio non era interessato ai "rapporti tra le religioni" ma al trionfo della Verità.
San Francesco Saverio non era interessato ai “rapporti tra le religioni” ma al trionfo della Verità.

 

[…] Forte preoccupazione per gli effetti dell’ordine esecutivo sull’immigrazione, ritenuto «un affronto alla nostra missione e un attacco ai valori americani e cristiani», è stata espressa anche dalla Conferenza dei gesuiti del Canada e degli Stati Uniti, che hanno assicurato di volere ugualmente proseguire nel «nostro lavoro, in difesa e in solidarietà verso tutti i figli di Dio, musulmani o cristiani».

I gesuiti, si ricorda in una dichiarazione, «tramite il nostro lavoro nelle scuole superiori, nelle università, nelle parrocchie e in ministeri caratteristici come il servizio per i rifugiati», hanno una «lunga tradizione di accoglienza e di accompagnamento dei rifugiati, a prescindere dal culto che professano». E oggi più che mai, conclude la dichiarazione, «la nostra identità cattolica e gesuita ci chiama ad accogliere lo straniero e ad avvicinarci a diverse culture e tradizioni religiose con apertura e comprensione. Non dobbiamo farci prendere dalla paura. Dobbiamo continuare a difendere i diritti umani e la libertà religiosa». Parole in grande sintonia anche con quelle contenute in una nota congiunta diffusa dal Jesuit refugee service e dalla comunità islamica italiana Coreis, nelle quali si rileva che l’ordine esecutivo del presidente statunitense «è discriminatorio e mette a repentaglio le relazioni tra cristiani e musulmani».

 

Fonte: L’Osservatore Romano, edizione odierna, pag. 6

 

 

6 Commenti a "Gesuiti contro il “muslim ban” di Trump"

  1. #bbruno   8 Febbraio 2017 at 10:56 am

    che belle relazioni!!!! Tra CRISTIANI e ISLAMICI, perbacco!!!! Saranno belle quelle tra questi satanassi, i moderni gesuiti e i sempre uguali- onore a loro- islamici! Difatti si appellano alla lor IDENTITÀ cattolica-gesuita, che nulla a che fare con l’identità in Cristo e in Sant’Ignazio, ma tutto col pensiero mundialista e globalista dominante! Vadano a chiedere- ma ci andiamo noi al posto loro – quali erano le RELAZIONI tra i Gesuiti della missione cattolica nell’ Inghilterra di Elisabetta I ( un nome fra tutti, S. Edmund Campion) – e, non dico gli islamici, ma i ‘fratelli’, ora carissimi, della chiesa cristiana detta anglicana! Ci vadano, e si chiedano anche come questi loro carissimi fratelli trattavano quei gesuiti – quelli, dico – che osavano trasgredire il BANDO ( non certo un bando alla Trump….) emesso contro di loro da quella beatissima regina e tollerantissima…Ma ora si sono EVOLUTI, e hanno i loro punti di forza nel confratello Bergoglio, piazzato in vaticano , e in Sosa Abascal, appena nominato Generale dell’ Ordine loro, due ben noti cheguevaristi…

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  2. #Alessio   8 Febbraio 2017 at 12:25 pm

    Il pesce marcio puzza dalla testa.
    Forza Trump!!!!

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  3. #Gaspare   8 Febbraio 2017 at 1:48 pm

    Trump ha pienamente ragione a mederare la presenza di islamici nel suo paese l’islam è una parte dell’anticristo,gli islamici sono persone da sanare ed ad un certo punto sulla via della salvezza dovranno constatare che maometto è un falso profeta e l’ideologia dell’islam non fa parte della vera religione e quindi va combattuta intellettualmente e serve,spero di no, con altre crociate

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    • #Alessio   8 Febbraio 2017 at 4:41 pm

      Nel frattempo sbatterli fuori dai piedi è l’idea migliore.

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  4. #Alberto   8 Febbraio 2017 at 2:17 pm

    Perché il COREIS non commenta la situazione dei cristiani in Arabia Saudita (tanto per prendere un paese mussulmano a caso)?
    Ma già, non ne parlano neanche i gesuiti…

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  5. #Andrea Sandri   9 Febbraio 2017 at 5:51 pm

    Mi permetto, si parva licet, di segnalare una linea di lettura: http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2013/11/il-gesuita-come-problema.html

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