Trumpismo soft per Marine Le Pen

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Da Repubblica, edizione cartacea odierna, pag. 2 [RS]

 

“On est chez nous!”, padroni a casa nostra. Il coro risuona più volte durante il lungo discorso di Marine Le Pen. La leader del Front National ha presentato ieri il suo programma davanti a tremila militanti. Non è il trumpiano “America First”, ma quasi. E infatti non appena Le Pen cita la scelta di “libertà” del popolo americano, il riferimento al nuovo inquilino della Casa Bianca è accolto da un’ovazione nella sala.

«Trump rispetta le sue promesse, mantiene gli impegni presi nell’interesse degli elettori» commenta la leader frontista presentando a sua volta 144 impegni di governo. Una miscela esplosiva di xenofobia, chiusura delle frontiere, patriottismo economico, isolazionismo sul piano internazionale. Nella sua dottrina, illustrata per oltre un’ora, Le Pen ripete la classica contrapposizione tra “patrioti” e “globalisti”, con una nuova distinzione: esiste una globalizzazione finanziaria, portata avanti dal capitalismo, spiega, ma anche quella del terrore, spinta dal jihadismo. «Siamo in guerra contro il fondamentalismo islamico» annuncia dopo aver fatto un applaudito omaggio ai militari attaccati al Louvre tre giorni fa.

Il comizio di Lione segna il vero lancio della campagna elettorale della candidata Fn, unico punto fermo in un paesaggio politico ancora sorprendentemente incerto. I sondaggi non hanno mai smesso di prevedere la sua presenza al ballottaggio del 7 maggio, anche se non si sa più quale sarà l’avversario: François Fillon azzoppato dagli scandali potrebbe essere eliminato al primo turno, superato da Emmanuel Macron. “Marine”, così come si presenta nei volantini, ha finalmente svelato il suo programma: 12 pagine con 144 proposte per «rimettere in ordine la Francia».

Sull’Europa ha scelto un approccio meno drastico, per non spaventare l’elettorato più anziano. Le Pen non vuole più l’addio immediato all’Ue, ma propone di fare come David Cameron: aprire una trattativa di sei mesi con Bruxelles e poi convocare un referendum sul Frexit. Sull’immigrazione Le Pen si ispira invece a Theresa May, con l’idea di introdurre nella Costituzione una «priorità nazionale» per escludere gli stranieri da alcuni sussidi e servizi pubblici, tra cui la scuola. La leader Fn non parla di “muslim ban” ma vuole uscire dallo spazio Schengen, ripristinare le frontiere, limitare a diecimila gli ingressi legali degli stranieri e impedire che chi entra illegalmente possa ottenere un permesso di soggiorno. «I migranti senza papiers – continua Le Pen – non avranno nessun sussidio, nessuna assistenza medica, nessuna pensione». L’estrema destra prevede anche di abolire lo ius soli, che esiste da secoli in Francia.

Sul piano della sicurezza, Le Pen propone l’assunzione di 15mila poliziotti, la «presunzione di legittima difesa» per le forze dell’ordine e la creazione di 40mila nuovi posti in prigione. «Gli stranieri schedati dall’antiterrorismo saranno espulsi, le moschee radicali chiuse e i predicatori d’odio mandati via». Al livello internazionale, con una vittoria del Fn la Francia uscirà dalla Nato e aumenterà l’investimento nella Difesa dal 2 al 3% del Pil. Le Pen ha invece rinunciato al ripristino della pena di morte, storico cavallo di battaglia del partito.

Poche le novità al livello economico. Come nel 2012, il programma del Fn prevede un ritorno a 60 anni dell’età pensionabile. La patrimoniale sarà mantenuta, mentre sarà diminuito l’Irpef sulle prime fasce di contribuenti. Il programma economico è considerato poco credibile da diversi esperti che non vedono la copertura finanziaria di molte misure. Le Pen promette ad esempio di instaurare una nuova tassa del 3% sulle importazioni per «finanziare il potere d’acquisto dei contribuenti più poveri», senza dettagliare le somme.

Infine, nel programma sono inserite una serie di riforme istituzionali come introdurre una quota di proporzionale (30%) all’Assemblée Nationale, diminuire da 577 a 300 deputati e da 348 a 200 i senatori, e la possibilità di indire referendum di iniziativa popolare, a partire da cinquecentomila firme, seguendo il modello italiano.

 

 


FREXIT

Portare la Francia fuori dall’eurozona: è tra i primi obiettivi di Marine Le Pen, che oltre a dismettere l’euro nel suo Paese vuol anche indire un “Frexit”, un referendum sull’uscita dall’Ue. La nazione prima di tutto: il “risveglio dei popoli” è uno degli slogan più amati dalla nazionalista Le Pen.

 

MIGRANTI

Il ripristino delle frontiere con abbandono dello Schengen. Limitazione del numero di ingressi legali in Francia. “Priorità nazionale” in Costituzione per escludere gli stranieri da welfare e scuola. Niente assistenza né sociale né medica per chi si trova in Francia senza permesso di soggiorno.

 

NO GLOBAL

Per Le Pen bisogna combattere due alizzazioni: “quella della finanza, portata avanti dal capitalismo”, alla quale oppone la tassa sulle importazioni e il patriottismo economico. E poi la “globalizzazione del terrore”: Le Pen vuole potenziare le forze dell’ordine contro il fondamentalismo islamico.

 

 

 

 

8 Commenti a "Trumpismo soft per Marine Le Pen"

  1. #bbruno   6 Febbraio 2017 at 2:25 pm

    ma che dice questa, è pazza! venga da noi a farsi una cura di buoni sentimenti! Noi siamo cresciuti alla scuola dell’internazionalismo, del democraticismo, dell’antifascismo, dell’ antirazzismo, del siamo-tutti-fratell-che-ce-lo-ha-detto-Gesù-buono, e ora ce lo conferma il Bergoglio nostro, e pazienza se poi i nostri fratelli sono quewlli che vengpno da lontano, e quelli che erano i nostri, che vadano a ramengo, tutt’al più a raccattar tra i marosi del mare in tempesta le centinaia di migranti che gridano aiuto, che migrant sono, parbleu, FRATELLI, e che quelli che stanno tra le nevi e le scosse di terremoto chissenefraga, e anche loro hanno quei sentimenti e quindi sono contenti…… Non vorrai mica fare il bene a quelli di casa tua, che merito ne avresti???? NOI SIAMO GRANDI !!!

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  2. #Alessio   6 Febbraio 2017 at 2:46 pm

    “Una miscela esplosiva di xenofobia, chiusura delle frontiere, patriottismo economico, isolazionismo sul piano internazionale.”.
    FANTASTICO!
    Forza Le Pen, Trump, Putin e chiunque non voglia cessare d’esistere.

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  3. #Francesco Retolatto   6 Febbraio 2017 at 5:10 pm

    Magari ce ne fossero di politici italiani che siano la metà della Le Pen.
    Tornerei a votaré.
    Imbarazzante La República e il Fatto quotidiano che ne parla anche peggio.

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    • #lister   6 Febbraio 2017 at 7:01 pm

      Caro Francesco,
      le risulta che ci sia qualche sinistro che non dica cose “imbarazzanti” (eufemismo)?

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      • #Francesco Retolatto   6 Febbraio 2017 at 10:20 pm

        Un tempo lontano leggevo anche io quei giornali e anche io a ripensarci dicevo cose imbarazzanti. Per fortuna sono rinsavito e ritornato a una sana visione del Reale.
        Non smetterò mai di ringraziare mia nonna per le sue preghiere .

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    • #Alessio   6 Febbraio 2017 at 8:58 pm

      “Repubblica” non è il giornale preferito dai “politically correct” di sinistra e quindi anche da Bergoglio?

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      • #lister   7 Febbraio 2017 at 12:51 pm

        Eh, già…

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  4. #Carlo Coseca   6 Febbraio 2017 at 11:35 pm

    Questa bella signora vuole costruire muri e abbattere ponti … mi piace!

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