Finalmente chiude una moschea abusiva, anzi no: è una chiesa

 

104408

La legge anti-moschee della Regione Lombardia fa la prima vittima. Non si tratta di un centro culturale islamico, ma della chiesa dei cattolici tradizionalisti in Brianza. Inidonea come luogo di culto, stando alla norma del Pirellone e al parere dell’Amministrazione locale di Seregno, la cappella dove la Fraternità sacerdotale San Pio X, quella fondata da monsignor Marcel François Lefebvre, celebra la messa in latino.

Un inghippo burocratico: il Comune di Seregno non ha adottato nel documento urbanistico il piano delle «attrezzature religiose», richiesto dalla norma voluta da Roberto Maroni. Per questo ha emesso un provvedimento che vietava l’utilizzo della struttura. La congregazione era stata invitata anche a togliere panche, confessionali e simboli religiosi, facendo di fatto precipitare la chiesa in una sorta di «limbo».

Dal primo tempio, allestito in modo discreto in un appartamento di via Sanzio, si era passati a un capannone, poi alla chiesa di via Eschilo, completa di tutto.

Ma la battaglia è solo all’inizio. La comunità ha scelto un legale e, dopo un infruttuoso ricorso al Tar, punta ora all’appello al Consiglio di Stato. L’Associazione San Giuseppe Cafasso, proprietaria dell’immobile, ha presentato ai magistrati un’istanza per far revocare l’ordinanza di chiusura. L’avvocato Fabio Broglia, che cura gli interessi dell’associazione insiste: «Prima dell’acquisto e della ristrutturazione era stato ufficialmente chiesto al Comune se l’immobile fosse idoneo all’attività di culto – spiega –. La documentazione è stata presentata ben prima dell’entrata in vigore delle normative fissate successivamente dalla Regione». Le disposizioni volute dal governatore Maroni per contrastare in modo particolare la proliferazione di moschee sul territorio si ritorcono ora contro i cattolici tradizionalisti, che rischiano di perdere l’unico centro Messa in Brianza.

 

 

Fonte: ilgiorno.it

 

 

2 Commenti a "Finalmente chiude una moschea abusiva, anzi no: è una chiesa"

  1. #bbruno   8 marzo 2017 at 11:21 pm

    Nessuna sorpresa: Il Maroni è quello che di un botto solo legalizzò 700.000 invasori a starsene nel paese invaso…. Bel legaiolo, davvero!

  2. #efisiobova   9 marzo 2017 at 9:55 am

    I leghisti fanno le pentole ma non i coperchi 😀