Messa ecumenica, lavori in corso? La consacrazione imbarazza i riformati. L’escamotage del silenzio…

Rev. Mary Gray-Reeves, left, newly ordained bishop of the Episcopal Diocese of El Camino Real and Presiding Bishop of The Episcopal Church, the Most Rev. Katharine Jefferts Schori, right, pose for photos on Saturday, Nov. 10, 2007 at St. Andrew's Episcopal Church in Saratoga, Calif. Mary Gray-Reeves, 44, is the first female Episcopal Diocesan Bishop in the state of California and she will be among the five youngest bishops in the Episcopal House of Bishops. (AP Photo/ Tony Avelar)

di Marco Tosatti (Fonte: MarcoTosatti.com)

Sono solo voci, e quindi bisogna tenerne conto con un grano e anche due o tre di sale. Ma già il fatto che circolino è un segnale; e le antenne di coloro che me ne hanno parlato sono in genere buone.

Allora, scriviamo tutto al condizionale. Una commissione mista di cattolici, luterani e anglicani legata al segreto sarebbe al lavoro, per mettere a punto una forma di messa a cui possano partecipare i fedeli di tutte e tre le confessioni cristiane. Non si parla di ortodossi. Non sembra che ci sia un qualche documento scritto; saremmo a livello di appunti verbali.

L’ipotesi prevede una prima parte di liturgia della parola, che non presenta problemi; dopo il riconoscimento dei peccati, e la richiesta di perdono a Dio, e la recita del Gloria, ci sarebbero le letture, e il Vangelo.

Sarebbe allo studio il problema del Credo. Le Chiese protestanti, pur riconoscendo il Simbolo Niceno-Costantinopolitano, recitano di preferenza il Credo apostolico. La Chiesa cattolica li alterna. In fondo neanche questo punto dovrebbe costituire un problema maggiore.

Così come la presentazione delle offerte, anche se da studiare con attenzione, non sembra offrire ostacoli maggiori al progetto.

Il nodo centrale è quello dell’eucarestia. La visione cattolica dell’eucarestia differisce profondamente da quella luterana e di altre confessioni protestanti. E naturalmente la liturgia in questo momento così fondamentale, in cui per i cattolici avviene la transustanziazione (non così per i riformati) non può non essere diversa per i diversi celebranti.

Ma come celebrare una liturgia comune dividendosi chiaramente, nell’enunciazione, proprio al culmine dell’evento?

Una delle possibili soluzioni prospettate sarebbe il silenzio. Vale a dire che dopo il Sanctus, nel momento in cui normalmente durante la Messa vengono pronunciate le parole: “Padre veramente Santo…” i celebranti potrebbero tacere, ciascuno ripetendo mentalmente la ”sua” formula.

La parola torna a regnare nella congregazione con la recita del Padre Nostro. Non è chiaro poi come si dovrebbero formare le file per ricevere l’eucarestia.

Ecco, questo è quanto abbiamo sentito, e riferiamo. Una parziale conferma che ci sono, da qualche parte, dei lavori in corso, l’abbiamo avuta da questo articolo di Luisella Scrosati, su la Bussola Quotidiana, in cui si parla di un escamotage “trovato” nel Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, allora presieduto dal Cardinale Kasper, con il quale si riconosceva la validità dell’Anafora di Addai e Mari (preghiera eucaristica della Chiesa assira d’Oriente, più conosciuta come Chiesa nestoriana). Una preghiera che non conteneva le parole della consacrazione, “se non, come afferma il documento del 2001, ‘in modo eucologico e disseminato’, cioè non in modo esplicito (“Questo è il mio corpo… Questo è il calice del mio sangue”), bensì ‘sparse’ nelle preghiere che compongono l’anafora. Sarebbe perciò utilissima come principio giustificativo di una nuova preghiera eucaristica senza parole consacratorie, che potrebbero urtare i fratelli protestanti”. Quella liturgia era dedicata solo alla Chiesa caldea e alla Chiesa assira, nel caso che ci fossero problemi pastorali. Ma figuriamoci se un dettaglio così minuscolo può avere peso nella febbre ecumenica attuale. De minimis non curat praetor…

 

11 Commenti a "Messa ecumenica, lavori in corso? La consacrazione imbarazza i riformati. L’escamotage del silenzio…"

  1. #Placentinus   1 Marzo 2017 at 1:02 pm

    Apostasia.
    Questo pseudorito sarebbe una mera alternativa al NO o l’effettivo rimpiazzo? E la Messa vera sarà forse circoscritta alla prelatura lefebvriana o bandita del tutto?

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  2. #miri   1 Marzo 2017 at 1:34 pm

    La febbre ecumenica ATTUALE!!!???

    IPOCRITI!!!!

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  3. #Luisa S.   1 Marzo 2017 at 2:14 pm

    ” Sarebbe perciò utilissima come principio giustificativo di una nuova preghiera eucaristica senza parole consacratorie, che potrebbero urtare i fratelli protestanti ” Pare che invece di “urtare” nostro Signore non freghi nulla a nessuno, almeno fra questa genia di pseudo non so cosa.

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  4. #massimo trevia   1 Marzo 2017 at 2:26 pm

    e io dovrei rinunciare anche alle”formule”????non sono solo formule!che disse all’ultima cena Cristo?io non andrò’ più’ a messa,sperando di trovare una messa “clandestina”?e non andrò’ più’ a suonare l’organo!lo faccio(dicono)piuttosto bene:studio da una vita!
    peggio per loro.

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  5. #Alessandro   1 Marzo 2017 at 3:06 pm

    [CENSURATO]

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    • #Isidoro   1 Marzo 2017 at 3:57 pm

      Un altro commento così, uno solo, e tu sparisci da qualunque cosa riguardi Radio Spada.

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  6. #bbruno   1 Marzo 2017 at 11:16 pm

    Ma di quale “imbarazzo” della “consacrazione” si parla, tra anglicani e novi-cattolici, quando nella stessa “Institutio” che accompagna il testo del N.O. Missae, si titola il momento centrale della celebrazione eucaristica con le parole “VERBA INSTITUTIONIS, e non con le parole “ VERBA CONSECRATIONIS”? Già con quella parola ‘institutio’, nella sua genericità, si è voluto eliminare , ab initio, ogni ragione di imbarazzo, conformemente al contenuto generale del Novus Ordo. .
    Di che cosa abbisogna, che già non abbia, il nuovo rito della messa cattolica per essere un rito del tutto omogeneo a quello anglicano, e luterano?

    Trascrivo qui, per comodità, i due testi che fanno riferimento al “culmine dell’ evento” eucaristico, delle due celebrazioni; quella A) dal Commom Book of Prayer del 1552, e quello, B) dal N.O. montiniano del 1969, in lingua vernacolare inglese:
    A)
    – Who in the same nyght that he was betrayed: tooke breade, and when he had blessed, and geven thankes: he brake it, and gave it to his disciples, saiyng:

    Take, eate, this is my bodye which is geven for you, do this in remembraunce of me.


    -Likewyse after supper he toke the cuppe, and when he had geven thankes, he gave it to them, saiyng:

    drynk ye all of this, for this is my bloude of the newe Testament, whyche is shed for you and for many, for remission of synnes: do this as oft as you shall drinke it, in remembraunce of me.

    B)
    -On the day before he was to suffer he took bread in his holy and venerable hands, and with eyes raised o heaven to you, O God, his almighty Father, giving you thanks he said the blessing, broke the bread and gave it to his disciples, sayinh:
    Take this, all of you, and eat of it, for this is my body, which will be given up for you.
    -In a similat way when supper was ended, he took this precious chalice in his holy and veneranble hands, and once more giving you thanks, he said the blessing and gave the chalice to his disciples, saying:
    Take this all of you, and drink from it, for this is the chalice of my blood of the new and eternal covenant, which will be poured out for you and for many for the forgiveness of sins. Do this in memory of me.

    –Quelli che hanno da sempre considerata la Messa cattolica un infamia, a cominciare da Lutero che scriveva: “Io dichiaro che tutti i bordelli, gli omicidi, i furti, gli assassinii e gli adulterii sono meno malvagi di quella abominazione che è la messa papista”; per arrivare agli anglicani che nell’art. 31 del loro ‘credo’ dichiarano la messa , come intesa dal Concilio di Trento, “a blasphemous fable and a dangerous deceit ( = una favola blasfema e un inganno rovinoso), hanno accolto la messa nuova ‘cattolica’ con entusiasmo, vedendola “perfettamente conforme alle loro idee protestanti”, per citare le parole di un vescovo anglicano.

    Per cui già da allora, dal principio, del tutto pacificamente, senza sentire bisogno di aggiustamenti ulteriori, la partecipazione dei protestanti al nuovo rito ‘cattolico’ era vista senza che ponesse problema alcuno:.
    “Possiamo adottare il nuovo rito perché la nozione di sacrificio è per nulla chiaramente affermata.”
    (Fratel Roger Schutz, di Taizé).
    “Non vi è più alcuna giustificazione per le Chiese riformate, di proibire ai loro membri di assistere all’eucaristia in una chiesa cattolica.” (Roger Mehl , teologo e filosofo protestante, in Le Monde del 10 settembre 1970.)

    Siamo, se volete, alla caduta dell’ultimo velo dello ‘streap tease’ modernista- cattolico: non ci sarà più scusa alcuna per negare l’evidenza della vergogna…

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  7. #bbruno   2 Marzo 2017 at 9:24 am

    per dirla in breve, nella nuoa messa cattolica non si para di ‘consacrazione’, ma di ‘racconto dell’istituzione’- “verba institutionis” – dell’ Eucarestia. Racconto non è consacrazione. Ognuno può ‘raccontare’, ma solo il sacerdote cattolico — che d’altra parte è stato preventivamente eliminato anno 1968, – può CONSACRARE: Hoc est ENIM Corpus MEUM” (agisce infatti ‘in persona Christi’) … Quindi nessun imbarazzo da parte dei protestanti nell’ assistere alla messa nuova cattolica, al ‘racconto dell’ istituzione dell’ eucarestia, dal PRINCIPIO…

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  8. #Riccardo Cariaggi   6 Marzo 2017 at 9:24 pm

    Perchè un sacramento sia valido ci vuole la Materia, la Forma e l’intenzione del celebrante. Il silenzio della formula consacratoria rende invalido il sacramento.

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  9. #bbruno   7 Marzo 2017 at 1:50 pm

    non direi tanto il silenzio ( il ‘silenzio’ non fa parte della ‘forma’: nel vero rito della Messa le parole consacratorie sono pronunciate ‘submissa voce’, percepibili quindi solo dai prossimi…), quanto l’assenza della ‘formula consacratoria’ stessa. nel nuovo rito ‘bastardo’ della messa le parole che ‘paiono’ consacratorie, sono in realtà parole del racconto dell’istituzione (“verba institutionis “), come nel rtito della Holy Communion anglicana..

    L’ ‘intenzione’ del celebrante, certo, ma per avere l’intenzione del celebrante bisogna che il celebrante ci sia, e che sia il sacerdote. Qui abbiamo la comunità intera a fare da ‘celebrante’ ( “Per celebrare degnamente questi santi misteri, riconosciamo i nostri peccati;che, svolto, equivale a : “perché NOI possiamo CELEBRARE degnamente….”). E infatti il sacerdote ministeriale e sacrificante è satto abolito con la Pontificalis Romani del giugno 1968… Quindi di che messa cattolica parlaiamo! Abbiamo bisogno di un ulteriore ritocchino per convincerci del nulla cattolico in questa messa del nuovo ordine (massonico)???

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  10. #bbruno   7 Marzo 2017 at 1:53 pm

    dimenticavo di aggiungere, a chiarificazione, che e nella messa di questo infame nuovo ordine il ‘sacerdote’ – che non è sacerdote – fa da PRESIDENTE dell’assemblea ‘celebrante’….

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